lunedì 26 settembre 2016


Quattro tazze di tempesta
Federica Brunini
Feltrinelli
pag. 207
prezzo  € 12,75
e-book €  9,99

La Trama
Viola vive in un paesino del Sud della Francia, in una grande casa che divide con la sua cagnolina Chai. Ha un negozio di tè provenienti da tutto il mondo. La sua passione è trovare la miscela giusta per le emozioni di ogni cliente e inventare ricette gourmandes a base di tè. C’è un infuso per ogni stato d’animo, e lei li conosce tutti: strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, sveglia-passione, porta-gioia, tè abbraccio...
Per il suo compleanno, Viola raduna sempre a La Calmette le sue tre amiche storiche per un rendez-vous a base di chiacchiere, relax, bagni di sole e profumo di lavanda.
Quest’anno, però, è diverso. Nonostante la gioia di rivedere le amiche, Viola è tormentata dal dolore per la morte del marito. Mavi, l’unica mamma del gruppo, è perennemente stressata. Chantal, insegnante di yoga in cerca del suo posto nel mondo, è insicura del compagno, molto più giovane di lei. E Alberta, un architetto in carriera, è distante, troppo presa dal lavoro e da un nuovo, misterioso amore.
Nessuna delle quattro donne sembra essere la stessa che le altre conoscono, o credono di conoscere. Ognuna cova dentro di sé un’inaspettata inquietudine, che monta di ora in ora come una tempesta fino a scoppiare all’improvviso davanti alla torta di compleanno di Viola e alla sua ignara assistente Azalée.
Tra illusioni e delusioni, rimpianti e rivincite, lacrime e risate, le quattro donne si confronteranno con i loro sogni di ragazzine e le realizzazioni più o meno mancate dell’età adulta. E attraverseranno la tempesta per uscirne trasformate e più forti.

Recensione
Un bel romanzo, gradevole, tutto al femminile. 
La storia di quattro donne profondamente diverse fra loro, della loro vita e della loro amicizia: un’amicizia autentica, profonda che ha i suoi rituali fissi, le sue date da rispettare (per esempio l’incontro annuale per il compleanno di Viola), che sembra destinata a continuare immutabile, inalterabile… fino a che, proprio durante la festa di compleanno di Viola, quel sentimento profondo che unisce le protagoniste, verrà travolto dalla tempesta che è, in definitiva, la vita di ciascuna delle quattro con le sue svolte inattese, a volte drammatiche e crudeli, i sogni coltivati e non realizzati, i segreti mai svelati e così grevi, le ambizioni deluse, le frustrazioni e le nevrosi mai del tutto dominate.
Una tempesta che rischia di far vacillare e forse far svanire irrimediabilmente quell’unione così forte ma che si trasformerà in una nuova possibilità, un nuovo incontro, una nuova sintonia fra le protagoniste che saranno ancora una volta insieme, sempre uguali e fedeli a se stesse ma, inevitabilmente, anche profondamente diverse. 
Rinnovate Viola e le sue amiche, ritroveranno sé stesse e perderanno forse qualcosa, in un percorso che Federica Brunini narra con sensibilità, garbo e allegria, regalandoci una vicenda allo stesso tempo lieve e intensa. 
Come l’amicizia fra donne. 
Come una buona tazza di the bevuta in compagnia delle amiche di sempre.


Come perché nasce Federica scrittrice? Che motivazioni, esigenze ti hanno avvicinata alla  scrittura?
Fin da bambina, sono sempre stata affascinata dalla lettura e di conseguenza dalla scrittura. A quattro anni ho letto il mio primo libro da sola (grazie a mia madre, insegnante) e a sette già battevo sui tasti di una macchina da scrivere per fare quello che allora consideravo il mio giornale!

Come è nata l’dea di Quattro tazze di tempesta? C’è nel romanzo qualcosa della tua vita e di Federica in qualcuna delle protagoniste? 
L’idea mi frullava in testa da un po’. Anzi, le idee. Volevo raccontare la mia generazione, le quarantenni di oggi, anche a costo di mettere qualche dito nella piaga… E poi avevo voglia di analizzare l’amore a quarant’anni, la felicità. Capire cosa di perde e cosa si guadagna con  il passare degli anni. Ed esplorare il mondo del tè, che amo molto. C’è un po’ di me in tutte “le ragazze”. Non avrei potuto crearle, altrimenti.

Dal tuo romanzo, si ha la sensazione che tu creda profondamente nell’amicizia, un sentimento che riesce a resistere in Quattro tazze di tempesta, a prove difficili e intense, che forse dura di più dell’amore… 
Credo che gli amici, in questo caso le amiche, siano la famiglia che ci costruiamo nel corso degli anni. Quella che scegliamo, dove non contano i legami di sangue ma le affinità. In questo senso, ci credo e credo valga la pena investirci tempo e affetto. I nostri amici sono i migliori testimoni della nostra esistenza. 

Credi che esista una differenza fra l’amicizia che lega fra loro delle donne e quella al maschile? E fra uomo e donna può esistere solo amicizia?
L’amicizia è un valore fondamentale sia per gli uomini che per le donne. Probabilmente viene vissuta e attivata in modo diverso, ma altrettanto importante. Quanto all’amicizia tra uomo e donna, esiste eccome. Magari alla fine di una relazione, quando al setaccio della passione, resistono appunto solo l’amicizia e l’affetto.

Viola, la protagonista, si rifugia a la Calmette per sfuggire a una realtà di sofferenza ma i fantasmi del suo dolore la accompagnano comunque… la fuga è una possibile soluzione? Un nuovo inizio?
Possiamo sbarcare su tante isole e spiagge differenti, ma non potremo mai sbarcare da noi stessi, temo. Ciononostante, da brava  travelterapista che ha fondato la Travel Therapy in Italia (http://www.emmabooks.com/index.php/2016/06/travel-therapy-di-federica-brunini/) , credo che i viaggi aiutino a resettare le nostre vite quando vanno in panne. Sono terapeutici, ma non risolutivi. La vera fuga inizia con un passo dentro noi stessi, non fuori da noi stessi.

Di che cosa si occupa Federica quando non scrive?
Di tante cose insieme perché non so stare ferma. E molte si basano sulla scrittura: guide di viaggio, articoli, reportage. E poi Yoga, fotografía, viaggi. E la mia agenzia di PR, nonchè il mio blog www.federicabrunini.com

Che percorso ti ha portata a pubblicare i tuoi lavori con una CE importante? Hai qualche consiglio per gli autori che vorrebbero veder pubblicato un loro manoscritto?
Il mio percorso è iniziato qualche anno fa. Prima di pubblicare con Feltrinelli, ho pubblicato con Giunti, con Sonzogno, e con editori minori. Fondamentale, per me, è stato trovare una brava agente letteraria (Maria Paola Romeo, di Grandi & Associati), che mi ha seguito di pubblicazione in pubblicazione. Il mio consiglio è di…scrivere. E di affidarsi all’agente letterario giusto. E poi, di non arrendersi mai davanti a un no. 

La tua opinione riguardo al self - publishing.
Trovo entusiasmante la possibilità di fare self-publishing, ma ritengo che funzioni su un mercato grande come quello anglosassone. In Italia, il fenomeno è ridotto. E ridotti sono anche i risvolti e le chance di essere letti. Funziona se scrivi in Inglese. E se hai un profilo social così convincente da spingere i tuoi follower a comprarti. 

Che progetti futuri ha Federica autrice?
Per un momento ho letto attrice…invece di autrice…ahahahah!  Sono in un periodo (l’ennesimo) di trasformazione, mi è difficile pianificare. Sicuramente mi rimetterò a scrivere presto. Ancora una volta di donne.

I cospiratori del Baklava 
Jason Goodwin
Einaudi
pag. 358
prezzo  € 16,15
e-book €  9,99

La Trama 
Il principe Czartoryski, un esule che per la Polonia incarna la speranza di riconquistare l'unità, è stato rapito. Tutti disperano per la sua sorte, ma lo scaltro detective ottomano Yashim è certo che sia ancora vivo, e soprattutto è convinto di conoscere i responsabili del gesto: un gruppo di cospiratori che frequenta i salotti dell'ambasciatore polacco Palewski. Gli sfugge però l'identità della Piuma, che pare abbia ordito l'intera trama. La Sublime Porta è in agitazione e Yashim dovrebbe gettarsi sul caso anima e corpo, ma si è innamorato, e al momento l'unica indagine che lo interessa davvero riguarda il suo cuore. Saranno gli eventi a fargli riacquistare lucidità, mettendolo di fronte a svolte imprevedibili.

Recensione
I cospiratori del Baklava. L'ultima fatica di Jason Goodwin e dell'ispettore Yashim. L'intera saga, che è arrivata al volume numero cinque, coinvolge non tanto per la costruzione della trama (in un modo o nell'altro, si pesca sempre nel torbido della burocrazia della Sublime Porta), quanto per l'ambientazione. Lo scrittore ci porta a spasso nell'affascinante Istambul ottocentesca, sospesa fra traduzione e slanci modernisti, labirintica, talora claustrofobica, cosmopolita, densa di tranelli, passaggi segreti e sotterranei. Il Levante delle nostre memorie, con i suoi profumi, i bazar, le dame dell'harem e le albe lattescenti del Bosforo. Storia e tradizioni si mescolano al racconto senza appesantirlo ed i personaggi si stagliano vividi, dal nostalgico ambasciatore polacco alla travolgente Valide' di origini creole. Alla fine, sembra di ritrovare, nelle pagine dei diversi romanzi, vecchi amici un po' sornioni, che ci colmano di storie rocambolesche davanti ad una tazza fumante di te'. Rigorosamente nero. E con lokum alla rosa…
                                         Giada Pauletto