domenica 4 settembre 2016

Un romanzo importante, ben scritto con protagoniste donne dalla personalità forte, magnetica, capaci di affrontare amori complicati e un destino crudele che la Grande Storia ha in serbo per loro.


Il profumo della pioggia nei Balcani  
Gordana Kuić 
Bollati Boringhieri
pag. 502
prezzo  € 16,15
e-book €   9,99

La Trama
Le sorelle Salom vivono a Sarajevo, con una madre energica e affezionata ai valori tradizionali, e un padre che resta in secondo piano per tutto il romanzo. Ci sono anche due fratelli, ma la storia, fin dall’inizio, inquadra e ritrae fin nei dettagli soprattutto le ragazze, e soprattutto il loro carattere. Cinque donne forti, cinque ebree sefardite che in casa parlano ladino e ubbidiscono ai dettami della religione di famiglia, coinvolte nella frenesia che segue l’assassinio dell’arciduca Ferdinando e lo scoppio del primo conflitto mondiale. E che fanno poi scelte di vita anticonformiste e ribelli, fino all’invasione della Serbia durante la seconda guerra mondiale, e alla liberazione. Le due sorelle più interessanti, perché più libere, sono Blanki, la madre dell’autrice, e Riki, la più piccola. Blanki si innamora giovanissima di Marko, serbo, ricco e colto, di famiglia ortodossa, e resta testardamente legata a lui nonostante l’uomo rifiuti di presentarla in pubblico e di sposarla per non contravvenire alle regole della società del tempo; e nonostante l’ira della madre e lo sgomento delle sorelle, per non parlare della riprovazione generale. Riki sceglie il teatro, la danza, diventa una ballerina famosa, e ha a sua volta una storia impossibile con uno di quegli uomini sposati che non lasceranno mai la moglie. 
La Storia fa da sfondo a vicende personali raccontate nei dettagli, con i sentimenti, di amore o ribellione che siano, sempre in primo piano. Ma quello che fa di questo romanzo un vero tesoro è proprio la descrizione della vita, delle regole, dei riti, dei timori della comunità sefardita, che reagisce alla sfida del passato con un’energia, una forza e un coraggio straordinari. Energia, forza e coraggio che appartengono quasi unicamente alle donne del romanzo.

Viola, vertigini e vaniglia
Monica Coppola
BookSalad
pag. 270
prezzo   €11,30
e-book  € 3,99

La Trama
La vita di Viola è in fermento: una casa nuova tutta per sé, il ritorno della sua migliore amica Emma da New York e soprattutto l'incontro con Tancredi, affascinante editor che la coinvolge in un progetto editoriale. E anche se si tratta solamente di scrivere racconti su di un buffo tacchino, Viola decide di non lasciarsi sfuggire questa occasione: si licenzia dal call center e inizia a inventare storie sul Tacchino Poldino. Al suo fianco c'è Emma che, oltre ad occuparsi delle illustrazioni, movimenta le sue notti. Viola è decisa a raggiungere la vetta e tra le assillanti richieste delle strampalate zie, i diverbi con la madre e la cugina Archistar, tutto sembra procedere per il meglio. Sembra, perché il progetto rischia di andare a monte. E mentre sta per sprofondare di nuovo nel "pessimismo cosmico" ecco che tutti iniziano a comportarsi in modo strano: l'editore si disinteressa della stroncatura, la zia preferita parte all'improvviso, Emma diventa evasiva e indecifrabile e l'Archistar le sventola sotto il naso un misterioso biglietto giallo. E la bufera di neve che la sorprende durante un viaggio porterà una soluzione per i suoi guai o ulteriori complicazioni?

Recensione
Volete leggere un romanzo ben scritto, piacevolissimo, che vi faccia ridere e sorridere, sognare, irritare a volte e riflettere? Che vi porti a immedesimarvi nella protagonista e nelle sue vicende? Che vi dica che in fondo il vero peccato è rinunciare ai propri sogni, alle proprie inclinazioni accettando compromessi inutili e dannosi, anche se apparentemente necessari? Che vi sproni a non accontentarvi del grigiore e della banalità, della routine tranquillizzante a volte ma quasi sempre frustrante? Che vi racconti che in fondo non solo voi vivete conflitti familiari più o meno intensi? Viola, vertigini e vaniglia è il libro che fa per voi.
Frizzante, ironico, divertente ma anche profondo, scritto con una prosa scorrevole che ne rende la lettura sempre gradevole, questo romanzo vi appassionerà e divertirà. Monica Coppola, l’autrice, vi prenderà con garbo per mano e vi condurrà nell’universo di Viola, che è un po’ l’universo di tutte noi, con i nostri sogni, i nostri problemi, i nostri rapporti d’amicizia e d’amore non sempre sereni e vi farà provare, con un ritmo di narrazione serrato e intenso, una sorta di vertigine mentre passerete dalla rabbia per gli insuccessi di Viola alla speranza, da una situazione di apparente tranquillità a un’altra e nuova esperienza della scombinata e simpaticissima protagonista, in un alternarsi continuo di sorrisi, disillusione, empatia e antipatia per i diversi personaggi che si alternano su questo palcoscenico brillante.
Un romanzo che convince con la sua ironia intelligente e lieve, i personaggi ben caratterizzati e descritti, le tematiche affrontate con una leggerezza solo apparente, che svela la  e profonda e delicata sensibilità dell’autrice.
Un libro che vi regalerà emozione e divertimento, che terminerete con un sorriso e che sarete davvero contenti di aver letto. E farete con me i complimenti a Monica che ha ottenuto uno dei risultati più difficili: far ridere il lettore in modo intelligente e mai banale.


Monica, che motivazioni ed esigenze ti hanno portata a scrivere? E di che cosa ti occupi, quando non ti dedichi alla scrittura?
Cara Laura la scrittura è nata come una modalità spontanea per canalizzare la fantasia. Per riempire le domeniche vuote di periferia quando ero bambina. Per intingere il pennello della realtà con tinte più vivaci e sempre diverse. 
Professionalmente mi occupo di comunicazione e formazione. E quando non scrivo vado a caccia di libri e idee. In sostanza penso a... cosa scrivere:) 

Come è nata l’idea di Viola, vertigini e vaniglia? E quanto di Monica e del suo mondo c’è in questo bel romanzo e nei suoi diversi personaggi?
Viola ha avuto una genesi complessa ed entusiasmante. L'ho vista crescere poco per volta intuendo i tratti della sua personalità, le sue prime  orme in una raccolta di racconti. A quel manoscritto sono seguiti vari corsi di scrittura e varie riscritture, in cui i personaggi frutto di fantasia si amalgamavano a tratti di vita vissuta e prendevano forme nuove. Da tutto questo, quasi tre anni dopo è sbocciata Viola (e tutta la banda floreale)

Il tuo romanzo è sicuramente brillante, effervescente,divertente. Monica, non è facile far sorridere e tantomeno ridere i lettori, tu ci sei sicuramente riuscita. 
Mi piace considerare la scrittura come una fonte di spensieratezza, una sferzata di energia positiva. Amo divertirmi io per prima e cerco di essere autentica nelle situazioni che descrivo, che spesso, come nel blog, sono frutto di situazioni reali. Sono felice quando i miei lettori si divertono con me e insieme ai miei personaggi.

Viola, vertigini e vaniglia è sicuramente un esempio di chck-lit, di commedia romantica: un genere prevalentemente femminile a livello di autrici e pubblico?
Sì anche se Viola ha conquistato anche qualche lettore delle "quote azzurre". Ma in prevalenza è una storia che parla alle donne, che naviga per le emozioni complesse che possiamo provare anche in una stessa giornata, dei cambi di umore e di rotta che ci troviamo ad affrontare quando la vita proprio come un romanzo non è...
Mi piace pensare alla storia di Viola come ad una storia di evoluzione della sua protagonista e della sua forza di volontà. Poi sì, il romanticismo c'è anche se il cuore narrativo non è la classica storia d'amore... ma non sveliamo troppo.

Ci racconti come lavora Monica Coppola scrittrice: le tue storie nascono dall’ispirazione improvvisa, scrivi di getto o pianifichi trama e personaggi?
Le idee per le mie storie prendono forma lentamente.
Parto da un principio progettuale,  e di solito intorno a questo primo nocciolo narrativo nascono anche i personaggi  principali. È da qui che parto, iniziando a farli interagire a raccontare quel che hanno da dire.
La prima stesura è quindi abbastanza di getto anche se controllata da una editor (Gessica Franco Carlevero) con cui lavoro passo passo, seguendo un percorso di accompagnamento letterario che mi aiuta a non andare fuori rotta e mantenere la "penna" ben salda alla trama.
E a rispettare i tempi.

Che generi letterari ti affascinano? Hai qualche autori di riferimento?
Sono affamata di letteratura, in particolare apprezzo la narrativa moderna, con una predilezione per autori italiani: apprezzo tantissimo Margherita Oggero e Andrea De Carlo.
Rispetto alle autrici straniere sicuramente la mia preferita è Sophie Kinsella. La "madrina" della chick-lit e non solo. 
Ma dovessi dirti il romanzo che mi ha cambiato la vita non ho dubbi: Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf. Un inno a scrivere, sempre e comunque. A lasciarsi andare alle proprie passioni, anche se quella stanza non la si possiede.

Come sei arrivata alla pubblicazione del tuo romanzo? E che cosa consiglieresti a chi vorrebbe presentare il proprio lavoro a un editore?
Nel 2013 ho partecipato al concorso Il mio esordio.
Viola, con mia grande sorpresa è arrivata in semifinale, ha ricevuto molti commenti positivi dai lettori e da lì è nata la voglia di cercare un editore. Per cui ho seguito la classica trafila: copisteria, ufficio postale, consultazione spasmodica delle e-mail.
Quello che consiglio è di inviare agli editori un manoscritto ben curato, sopratutto da un punto di vista di editing e contenuti, seguendo le indicazioni che ciascun editore fornisce. Curate fino all'inverosimile il romanzo che desiderate mandare. Per mia esperienza diretta posso dire che gli editori rispondono, anche quelli che sembrano irraggiungibili, se ci si pone nel modo giusto rispettando le loro indicazioni.
Altro consiglio spassionato: mandate il materiale alle ce che conoscete, in cui sapete per certo che il vostro inedito potrebbe rientrare per linea editoriale.
Frequentate le manifestazioni e interessatevi alle ce indipendenti, scoprite le loro pubblicazioni: ce ne sono tante che lavorano molto bene e che hanno collane adatte agli esordienti.  

Che cosa pensi del self -publishing?
Meglio il self publishing di un editore a pagamento.
Senza dubbio. L'importante è prestare attenzione ai contenuti e fare un buon editing. Considerare che ci si sta mettendo in gioco e quindi tanto vale farlo per bene.

E dell’importanza della rete per un autore?
La rete è importante è permette la creazione di alcune sinergie e progetti che, sopratutto per gli emergenti sono importanti. Penso anche ai grandi concorsi letterari tipo io scrittore, il mio esordio e molti altri.  E' un'ottima vetrina per chi vuole debuttare perché permette di farsi leggere da un pubblico molto vasto e capire... l'effetto che fa (come dice un canzone :)
Viola è stata pubblicata sul web proprio in occasione del concorso di cui ti dicevo e tutto è partito da lì...
Grazie al web ho poi conosciuto Arianna, Loriana e Silvia con cui è nato il blog 4 writers e l'antologia solidale 4petali rossi a sostegno delle donne vittime di violenza.

I nuovi progetti di Monica…
Un progetto appena sfornato è la raccolta di racconti di cui sono curatrice "Dai un morso a chi vuoi tu: storie d'amore per appetiti formidabili" Nove storie tutte da gustare, adatte per l'estate, per sorridere, per riflettere e per mettere il naso tra le pentole e le penne altrui. 
Insieme al mio racconto ne troverete altri otto che sono in grado di soddisfare ogni palato letterario :)
In cantiere c'è anche un romanzo che sto per ultimare. Dove ancora una volta le protagoniste sono le donne ma il contesto in cui si muovono sarà meno "edulcorato" rispetto al mondo di Viola. Una nuova sfida.

Bio
Monica Coppola vive a Torino e si occupa di marketing e formazione. Nel 2015 ha pubblicato Viola, vertigini e vaniglia edito da Booksalad. È autrice e curatrice della raccolta Dai un morso a chi vuoi tu" BookSalad 2016.