domenica 10 luglio 2016


Quel fiume è la notte
Flavia Piccinni
Fandango Libri
pag. 234
prezzo € 14,03

La Trama 
Lea è appena arrivata a Varanasi. Si è limitata a prendere un maglione a casaccio dall'armadio e a infilarlo nello zaino senza aspettarsi nulla. Deve fuggire da Cesare, mettere distanza, lasciare che il tempo vada più in fretta, e l'India è il posto giusto per smarrirsi, anche se nell'aria c'è odore di celebrazioni funebri, fiori maturi, sandalo e cera. Adriana, orecchini di perle e capelli tinti di nero, non ha fatto troppe domande sui motivi della partenza, e anche al telefono, adesso che è lontana, non indaga, rimane indifferente, ma si sa, passano gli anni e le madri restano sempre le stesse, non hanno paura di ferire, sono fatte così. Come sarebbe stata se avesse deciso di tenersi quel figlio, ora Lea non vuole saperlo. Deve dimenticare il mese di maggio, l'alba di primavera, il lettino che corre veloce, il corridoio infinito, l'infermiera che chiede Sei sicura?, la sensazione precisa che sicura, dopo l'aborto, non lo sarà mai più. Nel disordine di strade senza nome e alberghi fatiscenti, tra donne bellissime che vendono sari e venerano i propri bambini, "Quel fiume è la notte" conduce nelle zone taciute della nostra coscienza, dove regna il mistero e la vergogna.

Recensione
Quel fiume è la notte: una donna un lutto un viaggio in India. 
Un titolo bellissimo ma il testo non rende giustizia all'India, alla sua bellezza, alla sua poesia, ai suoi dolori. 
Leggo di luoghi che ho visto coi miei occhi, filtrato attraverso vicende personali non meno amare, eppure lo splendore della civiltà, la sapienza antica, i colori, la gente, la luce si sono impressi in me ed hanno permesso di guardare oltre le miserie. Di piangere con lacrime sincere. 
L'India non è un distributore di risposte ai nostri quesiti esistenziali. Le risposte si possono trovare solo se la risposta giace dentro di noi. 
In questo, forse, l'India può aiutare.
                                                                     Giada Pauletto

L’americano tranquillo
Graham Greene
Arnoldo Mondadori Editore
pag. 256
prezzo € 8,50
ebook  € 6,99

La Trama
Indocina francese, durante i giorni della sconfitta di Dien Bien Phu: è la fine dell'impero coloniale francese e l'inizio dell'"avventura" americana in Estremo Oriente. In questo scenario, dove già cominciano a mostrarsi i segni del futuro disastro in Vietnam, due uomini sono a confronto. Pyle è "un americano tranquillo", un soldato lontanissimo dal carattere dei suoi connazionali, rumorosi, volgari, infantili e prepotenti. Ma è anche un uomo profondamente convinto del "grande sogno americano", e le sue ferree posizioni e il suo fanatico idealismo non vengono intaccati neppure dalla vista delle vittime degli attentati di cui egli stesso è, per la sua logica, artefice innocente. "Pericolosamente innocente", come si rende ben presto conto l'altro protagonista del romanzo, il cronista inglese Fowler, e tanto più terribile, perché la sua innocenza nasce dall'ignoranza e dall'incapacità di comprendere la realtà che sta davanti ai suoi occhi. Sul contrasto ideologico, politico e umano fra il soldato e il corrispondente di guerra si snoda il percorso di "Un americano tranquillo". Una trama sapientemente costruita, che alterna passato e presente e assume l'andamento di un giallo.

Recensione
Nella Saigon degli anni '50 durante la guerra contro i Francesi e prima di quella che tutti conosciamo come "la guerra del Viet Nam", si srotolano amori, intrighi, spionaggio, manipolazioni politiche vere o immaginate. 
Un languido mondo coloniale in decadenza, un giornalista inglese cinico e tagliente, un giovane americano che vuole cambiare il mondo. 
Un romanzo strepitoso che si legge d'un fiato come un giallo ma lo trascende. 
Un romanzo sull'innocenza. Reale e perduta.
 E su quanto gli ideali, a volte, possano essere pericolosi.
Giada Pauletto