sabato 2 luglio 2016


Non solo nostalgia
Ottorino Andreose
Editore Il Torchio
prezzo € 10,20

La Trama
Negli anni Settanta, Otto, un bambino della bassa padana, si divertiva a calciare il suo pallone nel cortile di casa e ad andare a pesca con il suo amico Ermes nei fiumi limpidi della loro campagna. Ma la vita gli porterà via l’amico, i corsi d’acqua e quella natura tanto amata. Crescerà nella piazza del suo paese con le sue idee di rivolta, apprese nelle ore di lettere a scuola. Conoscerà il suo primo amore estivo e vivrà con spensieratezza la sua giovinezza, contrastata dal lavoro, fino all’obbligo del servizio militare.
Come scrive Sabrina Andreose nella prefazione: “Questo libro parla anche della storia di tutti noi, delle nostre perdite sociali, di una natura uccisa dalle nostre stesse mani e di utopie alla deriva. Non vuole essere solo una critica alla caduta dei valori, bensì un elogio forte alla vita”.

Recensione
Un romanzo autobiografico che coinvolge ed emoziona in particolare  chi ha vissuto gli anni settanta: quelli senza Internet, Facebook e Twitter, per intenderci. Quelli scanditi da una contestazione che avrebbe potuto dar vita a un mondo nuovo, dagli slogans e i grandi pezzi di bands indimenticabili. 
Come ricorda l’autore, si respirava un’altra atmosfera, di rinnovamento, entusiasmo, si aveva la sensazione che tutto fosse possibile, anche se poi non lo è stato.
Ma accanto a un profilo impegnato, “politico”, Non solo nostalgia racconta anche dell’infanzia del protagonista vissuta a zonzo fra canali e campi, a pesca con l’inseparabile amico Ermes ( la cui morte segnerà la fine di un’epoca incantata e l’inizio dell’età adulta, con le sue delusioni e angosce), e poi dell’adolescenza fra corse in motorino, il primo amore durante una vacanza al mare e pomeriggi in discoteca dove suonava l’innocua disco music di quei tempi.
E se l’autore, con la sua prosa scarna ed efficace, da un lato ci ricorda la fine di un’illusione e dei miti politici che l’hanno alimentata, lo scempio della natura e il trionfo dell’individualismo più cinico e gretto che caratterizzano questo nostro ultimo periodo, dall’altro dà voce a quel ragazzino che correva nel verde e si immergeva nelle acque gelide e limpide di un canale, per farci ricordare che in fondo non tutto è perduto, che la libertà e il sogno che custodiamo nel nostro più profondo possono tornare, emergere una e mille volte ancora per donarci una vita diversa e migliore. Perché questo romanzo, per l’appunto, non è solo nostalgia ma offre una chiave di lettura, una possibile alternativa all’insegna di un rinnovamento forse ancora possibile e sicuramente  sentito come necessario.

Una chiacchierata con Ottorino Andreose, ricordando i gloriosi anni Settanta e la loro atmosfera forse  irripetibile.
Come e perché nasce Ottorino Andreose scrittore? 
C'è una canzone di Rino Gaetano che a me piace moltissimo. Non è tra le sue canzoni più famose, ma senza ombra di dubbio è tra quelle che oltre  a rappresentarmi, è entrata prepotentemente dentro di me. La canzone s'intitola “ Scusa Mary” e dice: c'era l'aria di festa e tra i colori anche il blu e le auto piene di gente che rideva. 
In quei giorni, in mezzo a quei colori, dentro a quelle auto, c'ero anch'io con la bellezza dei miei vent'anni.
Dopo anni, riascoltando le strofe di questa meravigliosa canzone mi è venuta la voglia di ritornare nel passato.
Un passato pieno di luci e colori, ormai da molto tempo scomparsi.
A dir la verità erano parecchi anni che avevo voglia di scrivere qualcosa che mi riguardasse, ma non avevo mai trovato né  il tempo né la voglia di farlo. La bellezza di  questa canzone ha fatto scoccare la scintilla.  
Ho preso carta e penna con l'intenzione di tirare fuori tutto quello che avevo dentro: i  miei ricordi e i miei pensieri che hanno dato un significato ai miei primi vent'anni di vita.
Ripercorrere la mia giovinezza è stato commovente. Quando inizi a ricordare anche un solo episodio, poi piano piano rispolveri la memoria e  ricordi tutto, allora diventa un susseguirsi di nostalgie.
Un bel tuffo nel passato, ma anche uno sfogo su un tempo che mi riguarda ben poco.

Il tuo romanzo Non solo nostalgia è evidentemente autobiografico. Che motivazioni, personali e non solo, ti hanno portato a scriverlo?
Ho sentito la necessità di ritornare a guardare il mondo con gli occhi di fanciullo, ma sperando soprattutto  che altri ritornino a guardarlo con i miei  stessi occhi, perché a dire  il vero, i miei non hanno mai smesso di farlo.  

Di che cosa sente nostalgia Ottorino Andreose e perché?
Non solo nostalgia di un bel tempo passato, ma anche tristezza  per aver perduto un mondo che ho amato, a cui ero legato profondamente, un mondo con dei valori in cui credevo e ancora credo ciecamemte. 


Il tuo libro è ambientato negli anni settanta, periodo di grande rinnovamento sociale, culturale, individuale. Un periodo di sogni e progetti  infranti? O qualcosa rimane?
Ci rimane ben poco, per non dire nulla, abbiamo perso tutto. La peggior sconfitta dell'umanità è quella di aver prodotto una società avvelenata dal denaro, dove l'estraneazione  e la solitudine raccontano  delle lunghissime  distanze che dividono l'uomo dall'uomo.
    
La chiave di lettura del tuo romanzo non è, almeno a mio parere, del tutto improntata al pessimismo, semmai racchiude un invito a dare di nuovo spazio a quel bambino che viveva in simbiosi con la natura incontaminata e al messaggio di quegli anni memorabili. Sei d’accordo?
Sono d'accordo, hai colto in pieno l'invito di quel bambino. Ho sempre creduto e credo sempre più fermamente che per ritornare a vivere si debba ritornare a guardare il mondo con gli occhi  di fanciullo. Penso da sempre che la bellezza della vita stia nelle piccole cose, semplici, naturali, pure, vere. Credo sia una questione di verità, di giustizia, di libertà, di amore e anche, perché no, di felicità.

Cosa salveresti del periodo che stiamo vivendo?
In una società impazzita di materialismo, dove l'avidità ha accecato gran parte  dell'umanità, dove la maggior parte della gente si è conformata a un ideale di una società senza ideali,  dove si sono accantonati e poi dimenticati gli affetti e i sentimenti, dove molti si sono perduti in balìa del più ricco, del  più disonesto, del più “furbo”, del corrotto, dove si è contro solo per invidia e gelosia, mai per uguaglianza e giustizia, dove gente incompetente, menefreghista, insignificante e di malaffare ci seppellirà  sotto una montagna di rifiuti, dove  il progresso non ha favorito la felicità umana, dove la maggior parte degli uomini non ama la libertà e la magia del quotidiano, dove abbiamo  lasciato il  nostro destino in mano agli altri, dove è stata accettata  la propria sorte come una cosa seria, dove  non esiste più nessuna  dolce follia,  dove si è dimenticato il vero motivo che ci teneva vivi, sinceramente non saprei cosa salvare.

Al tuo romanzo ha collaborato anche tua figlia. Come è nata l’idea di questa collaborazione, in fondo abbastanza inusuale? E come l’avete vissuta, è stata semplice o conflittuale? 
A racconto finito ho chiesto aiuto a mia figlia Sabrina di mettere ordine al mio manoscritto nato dall'impeto di riversare tutti i miei sfoghi su carta. Sabrina, che ha molte affinità con me,  ha accolto con gioia la proposta di aiutarmi. È stata una bella collaborazione, non semplice, per il fatto che io, a torto, non volevo eliminare niente di quello che avevo scritto. Le sarò sempre grato per avermi sopportato per molto tempo, al fine di aiutarmi a realizzare questo mio sogno.

Un consiglio a chi vorrebbe pubblicare
Sinceramente non credo di essere in grado di dare consigli, però una cosa mi sento di dirla:  io  ho  scritto col cuore.

I tuoi progetti futuri.
Ho iniziato un nuovo racconto, o meglio  continuo...

Bio
Ottorino  Andreose nasce a Carceri nel  1959. Un uomo semplice che è nato e cresciuto in un piccolo paese di campagna, dove vive tuttora. Appassionato di letteratura fin dalle scuole medie, ha sempre avuto in progetto di scrivere un libro sulle sue idee e sul suo vissuto, ma ciò non è mai stato possibile a causa del duro lavoro di muratore durato quarant'anni. Grande lettore e collezionista di vinile, ama in particolare la musica degli anni  ' 60/'70.