mercoledì 6 aprile 2016

Atmosfere d’antan, personaggi intriganti e misteriosi, amori proibiti e appassionati, furti e intrighi si intrecciano nella cornice ovattata e lussuosa di un Grand Hotel berlinese e della sua splendida hall.


Grand Hotel
Vicki Baum
Sellerio Editore
pag. 434
prezzo € 14

Grand Hotel, della austriaca Vicki Baum, è stato uno dei primi best seller internazionali. Pubblicato in Germania nel 1929, presto tradotto in tutta Europa, già nel 1932 era diventato quel film da Oscar (con Greta Garbo e John Barrymore) che oggi ricordiamo meglio del romanzo che ne era all’origine: con la battuta finale – «Grand Hotel, gente che va, gente che viene» – che volgarizzava la fine del libro: «Si entra, si esce... si entra, si esce... si entra, si esce... Del resto è così che è la vita». Difatti è l’ambientazione – il Grand Hotel, appunto, in quegli anni simbolo popolare di vita privilegiata e moderna, sogno di massa –, il principale fattore, forse, del grande successo di lettori. «Gli hotel offrono opportunità infinite – asserisce la scrittrice Monica Ali –. Ogni ospite potenzialmente ha una storia. Altre storie nascono quando gli ospiti interagiscono. Basta il ruotare di una porta girevole. Grand Hotel, di Vicki Baum, dimostra questo principio alla perfezione. Sei persone si fermano in un albergo e nei successivi cinque giorni le loro vite si intrecciano. Il romanzo si muove tra personaggi storie e luoghi diversi e solo il Grand Hotel fa da collante a tutti questi frammenti». Un movimento frenetico, che trascina il tragico passato di ciascun personaggio in un’apparente pausa del presente in cui al contrario i destini si compiono; e questo è reso dall’autrice con una strategia narrativa, con un «montaggio» visivo significativamente attuale: l’affaccendato cicaleccio della hall dell’albergo, l’aprirsi e il richiudersi della bussola rotante, scandiscono i diversi quadri della trama, come se i sei personaggi ogni volta fossero zoom che inquadrano e lanciano in primo piano i volti isolati, presi da una moltitudine indifferenziata. E come se le mura dell’albergo racchiudenti i personaggi, rappresentassero al contrario la città che escludono, metafora della sterminata e modernissima metropoli berlinese. Sicché Grand Hotel, best seller senza apparenti pretese simboliche, mostra oggi la forza di figurare la moderna folla solitaria al suo nascere, la massa anonima, dentro cui s’ammucchiano innumerevoli tragedie silenziose, l’una affiancata all’altra ma prive perfino dell’energia esistenziale di accorgersi l’una dell’altra.

La sposa del Sud
Claudio Danzero
Edizioni Esordienti E-book
pag. 507
prezzo € 4,99

La Trama
Enza, una diciottenne siciliana dal carattere forte e deciso, ascolta di nascosto le conversazioni segrete dei suoi cugini, affascinati dall’idea dell’unità italiana e soprattutto spinti dal desiderio di far parte di un Paese più evoluto e dinamico e, quando questi partono come volontari verso il Nord per partecipare ai moti del 1848, li segue di nascosto. Ben presto, la ragazza si scontrerà però con la realtà e prima di tutto con la necessità di trovare un lavoro per vivere. Questo romanzo, ben documentato, è quello della nascita dell’Italia, sia dal punto di vista storico-politico, attraverso le guerre per l’indipendenza, sia attraverso gli aspetti economici: le ferrovie, i trasporti marittimi, la nascente industria, l’impiego dell’elettricità, ed ha inoltre il merito di presentare, attraverso gli occhi dei personaggi, le diversità culturali, le analogie e le differenze tra Nord e Sud, che si scoprono profondamente diversi, ma non incompatibili.

Recensione
Un bel romanzo storico, con personaggi ben tratteggiati e una protagonista vibrante e intensa.
Ambientata ai tempi delle guerre d’indipendenza e dei moti del 1848, la vicenda narrata si snoda fra il Regno delle Due Sicilia e il Regno di Sardegna dove Enza, giovane siciliana ardente e ribelle, insofferente a regole di comportamento e tradizioni che sente come limitanti e ingiuste, fuggirà per trovare la propria strada e il proprio destino, pur lontano dall’amatissima Sicilia, dalla famiglia, dalle amiche di sempre e da Domenico, giovane che le ha rubato il cuore.
Enza dovrà affrontare una realtà a lei totalmente ignota e differente da quella alla quale era abituata: si ritroverà in uno sperduto borgo di  montagna con clima, ritmi e stile di vita diversi da quelli isolani, dovrà accettare il lavoro estremamente duro in una filanda e di vivere in un ricovero per operaie gestito da suore fin troppo rigide e inflessibili. E assisterà, seppur nella relativa pace del paesino piemontese che la ospita, all’evolversi e agli eventi e della Grande Storia che si intrecceranno con le sue vicende personali e con la sua vita. 
Il lettore, attraverso gli occhi di Enza vedrà così sorgere le prime industrie importanti al Nord Italia, tracciare i percorsi della rete ferroviaria, seguirà le vicissitudini del Regno di Sardegna impegnato nelle sanguinose guerre di indipendenza, osserverà il divario esistente fra Settentrione e Meridione e finirà per accorgersi e dover ammettere, come scoprirà amaramente la stessa protagonista, che, almeno per quanto riguarda il sentire, giudicare determinate questioni ( in particolare la questione femminile), le due zone del paese non sono poi così distinte.
Scritto con una prosa sobria, di piacevole lettura, La sposa del Sud tracciando un bell’affresco dell’Italia del Risorgimento, le cui contraddizioni e problematiche irrisolte incontriamo ancora oggi si rivela un romanzo di grande attualità, con una protagonista, Enza, di grande intensità, carattere e modernità.