mercoledì 20 gennaio 2016

Acqua morta
Michele Catozzi
TEA Edizioni
pag. 352
prezzo € 11,50
e-book  € 3,99

La Trama
Venezia, 1981. Una giovane coppia, appartata su una panchina dei giardini della Biennale, a Sant'Elena, viene aggredita. Il ragazzo resta ucciso, la ragazza precipita in un silenzio al limite della follia, che rende impossibile risalire al colpevole. Alla Polizia non rimane che archiviare il caso. Venezia, oggi. Dalle acque della laguna affiora un cadavere. Si tratta di Mirco Albrizzi, immobiliarista molto conosciuto e vittima troppo illustre per passare inosservata. Se le autorità vorrebbero archiviare la faccenda come suicidio, il commissario Nicola Aldani, incaricato delle indagini, riconosce inequivocabili i segni dell'omicidio. È un caso scomodo, e a complicarlo ci si mette anche quel commissario Zennari, da tempo in pensione, che pretende aiuto per chiudere una storia ormai dimenticata, risalente a quarant'anni prima, l'aggressione ai giardini della Biennale... Ma nulla avviene per caso, e ben presto le due piste si confondono, le acque si intorbidano, gli indizi si inquinano... Sullo sfondo della vicenda, vivida e inconfondibile, Venezia: l'altana sul tetto, dove Aldani ama rifugiarsi; la laguna davanti alle Fondamenta Nove, dove il pilota del commissario fa sfrecciare il vecchio Toni, la lancia in dotazione alla Polizia; il dialetto, che risuona nella calli e lungo i rii; le acque e le foschie, complici di misteri e custodi di verità.

Recensione
Un gran bel giallo con potenti sfumature noir: una trama ben sviluppata e ricca di colpi di scena,  un ritratto senza sconti di una realtà nella quale domina l’intreccio fra malaffare e politica, un protagonista accattivante e tratteggiato con indubbia intelligenza, una narrazione dal ritmo incalzante e, da sfondo, la splendida Venezia, la città più bella e fragile del mondo, con le sue calli brulicanti di turisti famelici, i suoi splendidi palazzi contro i quali si stagliano le sagome assurdamente mastodontiche delle grandi navi da crociera, le sue nebbie e i suoi angoli segreti, rifugio dei veneziani autentici.
In questa città, nella quale la magia della bellezza pura convive con il degrado causato dal cinismo più spregiudicato, si muove il commissario Aldani incaricato di indagare, con tutte le cautele e precauzioni del caso, il suicidio di un noto immobiliarista ben ammanicato con la classe politica locale e nazionale.
Aldani dovrà affrontare la Venezia che conta, destreggiandosi fra politici, affaristi, signorine bellissime e altrettanto disinvolte, per seguire un’inchiesta che diverrà sempre più delicata e complessa, fino a incrociarsi con un’indagine riguardante un omicidio commesso molti anni prima.
E noi lettori, ci troveremo coinvolti in un mistero attuale, mai banale e ci immedesimeremo con grande facilità nella vicenda, che la prosa sobria, efficace dell’autore, la sua ironia lieve, allo steso tempo amara e pungente, sa rendere con estrema efficacia.
Acqua Morta fotografa bene, senza mai cadere nell’ovvio, la nostra realtà e costituisce un’ottima risposta italiana ad autori stranieri (per esempio Donna Leon), che hanno fatto di Venezia l’ambientazione delle loro serie poliziesche.
Con questo romanzo (con il titolo originale Acque Morte) Michele Catozzi ha vinto nel 2014 il torneo Io scrittore.

Una luce all’orizzonte
Donatella Lazzaroni
Edizioni SI
pag. 147
prezzo € 15,20

La Trama
Il ritrovamento di un misterioso libro di filosofia e l’incontro con personaggi insoliti possono ridare fiducia in una nuova vita ad una giornalista affranta dalla perdita del suo compagno?
“Davanti a me si stagliava un mondo fantastico, un panorama di una bellezza straordinaria. Era impossibile esprimere a parole quella meraviglia, quello spettacolo naturale che si apriva dinanzi ai miei occhi ...Incantata, alzai il mio sguardo al cielo ed in quel medesimo istante la lanterna si accese … mille riflessi e riverberi di luce si sparsero nel mare aperto rivelandomi la sua profondità, i suoi misteri, i segreti immensi ...”
 “Si è mai chiesta perché l'uomo ha costruito un faro?” raccolsi al volo. Lo guardai esterrefatta Non mi aspettavo una domanda simile. “Penso che sia ancora molto lontano il giorno in cui l'uomo non avrà più bisogno di una luce all'orizzonte” disse sorridendo, “che, seguendola, ti conduce sano e salvo alla meta …”

Recensione
La protagonista di questo romanzo, vincitore del Premio Internazionale Spoleto Festival Art 2014 Letteratura, è una donna annientata dal dolore dovuto alla morte del suo compagno, una donna alla ricerca di un perché, di una risposta che la aiuti a capire la motivazione del dramma esistenziale che si trova ad affrontare e a superarlo.
E le risposte arriveranno: complesse e semplici allo stesso tempo così come è la vita stessa. Risposte che la protagonista troverà dialogando con interlocutori sfuggenti e misteriosi, dotati di grande profondità e fascino intellettuale.
Fra tutti spicca Martin, un uomo anziano ed elegante nelle fattezze e nei modi, che custodisce una saggezza che sa di eterno, basata su una ricerca complessa di un equilibrio fra mente e anima, fra uomo e tempo, pensiero e azione, natura e umanità. 
Martin, autore di un libro misterioso che la protagonista incontrerà quasi per caso, è il filo conduttore di questo romanzo fortemente intriso di spiritualità, nel quale ogni singolo elemento narrativo gioca un ruolo peculiare e nel quale le singole tessere del variopinto mosaico che costituiscono la trama si ricomporranno in un finale armonico, che sa di vita e d’amore, di speranza e nel quale la passione, i sentimenti e il rigore intellettuale troveranno una propria dimensione e motivazione.
Leggendo questo romanzo, si farà strada in noi la consapevolezza che ognuno è in grado di ritrovare quella luce all’orizzonte che lo possa guidare, orientare nel labirinto dell’esistenza come il fascio che emana un faro aiuta e guida i naviganti.
Il mezzo, il metodo è l’introspezione ma anche la capacità di affrontare a mente aperta, serena, senza paura, i dilemmi che la vita ci pone di fronte, accettando le fasi alterne e diverse dell’esistenza, anche quelle apparentemente immotivate. vivendo il tempo e nel tempo, come Martin suggerisce alla protagonista, affidandosi a un pensiero che sia libero da condizionamenti, relegando la mera razionalità a un ruolo marginale quando l’intensità del sentimento lo richieda.
Un libro intenso, una vicenda ben costruita con personaggi dotati di grande magnetismo e complessità spirituale.