venerdì 30 dicembre 2016


L’attentato 
Yasmina Khadra
Sellerio Editore
pag. 256
prezzo   € 11,90
e-book  €   9,99

La Trama
"L'attentato" non è un romanzo sul terrorismo, per quanto ne sia pervaso dall'inizio alla fine: non è sulle circostanze ideologiche o storiche di esso; sulla giustizia o il torto di una causa, benché alcune pagine incancellabili pongano il lettore nel mezzo della tragedia palestinese. È un romanzo, lucido e lacerante, sulla paranoia che il terrorismo genera quando diventa orrore quotidiano; quando non è esterno ed estraneo, ma si pone come alternativa esistenziale con cui ciascuno deve, nessuno escluso, fare i conti. Amin Jaafari è un chirurgo di Tel Aviv, figlio di beduini naturalizzato israeliano, ottimamente integrato nel successo di una carriera costruita per mezzo del "sedurre e rassicurare", in cui "ogni successo era un'offesa al loro rango". Un attentato di kamikaze vicino al suo ospedale conduce alle sue cure feriti su feriti e arrivano, insieme ad essi, gli agenti dei servizi segreti che arrestano Amin e cominciano a interrogarlo per giorni. Sihem, la bella, intelligente, ammirata moglie di Amin è tra le vittime ma porta sui resti i segni di essere lei l'attentatrice. Pressioni degli investigatori e intimidazioni della gente non convincono il medico. Liberato, giorni dopo, scopre a casa la prova dell'incredibile: è lei l'attentatrice. Così inizia un'indagine personale: "voglio sapere chi ha indottrinato mia moglie, l'ha bardata di esplosivo" ma soprattutto perché "non sono stato capace di farle preferire la vita". Già pubblicato con il titolo “L'attentatrice".

Recensione
Un libro che è un pugno nello stomaco. Non solo per la drammatica attualità, ma anche perché parla dell'odio e delle sue terribili profondità. L'odio insanabile, che ristagna negli angoli più bui dell'essere, che è in agguato, pronto a scatenarsi al primo sospetto, alla prima caduta, alla prima esitazione. Il dramma del protagonista si svolge ad un livello duplice: come palestinese naturalizzato israeliano (odiato da entrambe le parti) e come marito che perde per due volte la moglie. La prosa è meravigliosa, con punte di lirismo che riescono a rendere poetico anche l'orrore. E quando il protagonista ritorna al villaggio e, per un solo attimo, ritrova i propri ricordi ed un pizzico di gioia, una goccia di speranza finalmente brilla.
                                                                 Giada Pauletto

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