domenica 20 novembre 2016

Il matrimonio degli opposti
Alice Hoffman
Neri Pozza
pag.  425
prezzo   € 15,30
e-book  €  9,99

La Trama
Il matrimonio degli opposti è una ricostruzione storica della vita di Rachel Pomie e di quella di suo figlio Jacob Camille Pissarro. Alice Hoffman, l’autrice, ripercorre la fanciullezza spensierata di Rachel nella sua terra nativa, la bella isola di St Thomas e poi la sua vita adulta fino al trasferimento a Parigi. 
Rachel appartiene ad una famiglia ebrea di origine francese che, dopo un lungo vagabondare, ha trovato asilo nell’isola di St Thomas grazie ad un editto del re di Danimarca che permetteva libertà di culto nel suo regno incluse le colonie. La comunità ebraica di St Thomas è un microcosmo chiuso dove i matrimoni e le amicizie nascono e si sviluppano solo nel suo interno. Sentendosi sempre minacciata e mai completamente al sicuro e sempre estranea nel paese che la ospita, questa comunità cerca in tutti i modi di tenersi ligia ai propri principi ed alle leggi interne che si è imposta. La cosa più importante è salvaguardare una esteriorità fatta di rispettabilità ed onorabilità impedendo che venga alla luce tutto il marcio che avviene nel segreto. Gli ebrei sono considerati sull’isola una classe ricca e privilegiata mentre i neri provenienti dall’Africa e le poche persone indigene rimaste sono servi o schiavi. Rachel vive in una grande casa con i genitori e stringe un rapporto di fiducia ed amicizia con la serva Adelle  e sua figlia Justine che ha solo nove mesi meno di lei. Trascorre l’infanzia e la giovinezza in modo libero e spensierato. Viene educata dal padre nella grande biblioteca di famiglia, studia francese e le lingue straniere insieme all’amica Justine. La biblioteca è il suo paradiso e lì si rifugia durante le ore di calura, durante le liti dei genitori e durante le notti insonni. Moses Pomì, il padre di Rachel, è un commerciante benestante e, nonostante Rachel in quanto donna non sia destinata ad ereditare la sua attività, le insegna anche a gestire la contabilità e gli affari. Di questo insegnamento Rachel va molto fiera perché dimostra la fiducia che il padre ripone nella sua intelligenza. Tanto profondo è il rapporto con il padre, quanto è freddo e distante quello con la madre Sara, una persona molto dura che incute paura e rispetto all’ interno della sua casa e della comunità di cui è un membro molto attivo. È costretta a chiudersi nella sua corazza perché ha il cuore dilaniato da una ferita profonda che la riempie di amarezza e risentimento e la porta a piangere nelle sue notti solitarie. A dispetto della volontà della madre che vorrebbe che fosse una ragazza educata e sottomessa, Rachel è uno spirito libero. Le piace vagabondare sull’isola in compagnia dell’inseparabile Justine. Le due ragazze coltivano un sogno comune: andare a vivere a Parigi. La spensieratezza finisce nella vita di Rachel quando il padre le propone il matrimonio con un commerciante ebreo Monsieur Petit, vedovo e con tre figli. Rachel accetta per amore verso il padre in quanto questo matrimonio porterà alla ripresa dell’attività familiare. Considera questo impegno matrimoniale come un accordo d’affari. Sebbene tra lei ed il marito non nasca mai l’amore, il vedovo è un uomo perbene che non le renderà mai l’esistenza difficile. Rachel si affeziona ai figli del marito e con lui ha altri quattro figli. Nella casa di Monsieur Petit stringe un rapporto d’amicizia con Rosalie la serva-schiava che si prendeva cura degli orfani prima del suo arrivo. Rimasta improvvisamente rimane vedova, in quanto donna Raquel non può gestire l’attività di famiglia;  i parenti francesi di Monseur Petit decidono pertanto di mandare da Parigi il giovane nipote Frederique Pizzarro  perché se ne assuma la responsabilità e cura. Tra Rachel e Federique scoppia un amore travolgente ed intenso che darà loro la forza di schierarsi contro la comunità ebraica per ottenere il diritto di amarsi alla luce del sole. Dal loro matrimonio nascerà Jacobo Camille che diventerà il bravissimo pittore impressionista Pissarro. Mentre Rachel cercava di appropriarsi dell’anima dell’isola attraverso le storie popolari che si faceva raccontare e che scriveva nel suo quaderno, Jacobo Camille cerca di catturare l’anima dell’isola attraverso  i suoi colori. Madre e figlio, a causa del loro carattere passionale e molto simile, sono portati a scontrarsi ma alla fine Rachel riconoscerà ed accetterà la genialità del figlio.
Recensione
Il romanzo ripercorre la vita di Rachel Pomì e la gioventù di suo figlio Camille. La protagonista nasce e cresce sull’isola di St Thomas: è una ragazza ebrea la cui famiglia, originaria della Francia, si è rifugiata sull’isola caraibica per sfuggire alle persecuzioni europee in Spagna e Francia. Grazie alla fornitissima biblioteca di suo padre, la lettura diventa per Rachel la sua vita ed il suo rifugio: le storie di Perrault la incuriosiscono e le spiegano la vita anche se in quel periodo non riesce a coglierne tante sfumature. L’amore per i libri, inoltre, le fa dimenticare per qualche attimo il rapporto non facile con la madre, una donna distante dalla quale Rachel si sente quasi respinta soprattutto perché non si comporta come quest’ultima vorrebbe: invece di trascorrere le ore in compagnia delle ragazze della comunità ebraica o si chiude in biblioteca o vagabonda per l’isola con la sua cara amica Justine alla ricerca della tartaruga metà donna, sognando Parigi. A parte il conflitto con la madre, l’ambiente familiare è contrassegnato da una relazione tra i genitori pressoché  inesistente a causa di un segreto mai rivelato. Raquel sa cogliere e intuire la sofferenza della madre ma non riesce ad andare oltre la cortina di freddezza che si è costruita nel tempo tra di loro. La lettura la porta inevitabilmente a guardare la realtà con un occhio più critico ed a formarsi una mentalità più aperta: Adelle la sua cuoca e sua figlia Justine, rappresentano un universo più spontaneo, più ricco di storie rispetto al mondo ingessato della comunità ebraica. La curiosità e l’amore per il racconto inducono Raquel a farsi narrare dalle donne del mercato le leggende dell’isola: lupi mannari che si aggirano rapendo le persone, bambini che scompaiono misteriosamente e donne che si struggono d’amore sono i protagonisti di varie leggende popolari che nascondono delle verità taciute o sussurrate che avvolgono di mistero la vita di varie persone. (Justine, l’amica della protagonista, per esempio, non sa chi sia suo padre.) La vita della protagonista si sviluppa quindi sul confine tra due culture: quella ebraica, rigida, e quella locale più tollerante e diretta in bilico tra il cristianesimo e le credenze popolari.
Rachel diventa donna all’improvviso quando è costretta ad abbandonare l’amata casa paterna per sposare Monsieur Petit un vedovo molto più vecchio di lei. Ad un matrimonio scialbo e di convenienza farà seguito una travolgente storia d’amore con Frederique appena giunto da Parigi. Per lui e con lui, Raquel combatterà per vedersi riconosciuto il suo diritto a sposarsi ed i due subiranno l’ostracismo della comunità ebraica. In un mondo in cui le relazioni non “ortodosse” proseguono di nascosto protette da matrimoni di facciata, l’intensa eroina creata da Alice Hoffman si batte per il suo diritto di donna innamorata e in questo suo stato di dolore e di solitudine, si renderà conto delle sofferenze nascoste tra le parole delle storie popolari. Rachel ha molti figli ma tra loro preferisce Jacobo Camille un bambino che si addormenta al suono della sua voce affabulatrice. Spirito libero anche lui, va alla ricerca dei colori dell’isola per catturarli e dipingerli. Camille vive un conflitto tra la sua vocazione artistica ed il senso del dovere verso gli affari di famiglia; osservando e dipingendo penetra nell’animo umano mostrandone le pene ed il disagio, sentendosi in colpa in quanto privilegiato perché il lavoro del padre gli permette una vita agiata. Il matrimonio degli opposti è un romanzo di ampio respiro, la cui protagonista rappresenta, suo malgrado. l’anima ebraica sempre in conflitto tra il luogo in cui è costretta a vivere per sfuggire alle persecuzioni ed il luogo a cui sente di appartenere nonostante non l’abbia mai visto ma che viene trasfigurato dal ricordo tramandato dai racconti delle generazioni precedenti. Lo stile narrativo è scorrevole ed accattivante, il lettore si trova completante immerso nell’intreccio sapiente della trama al punto da non riuscire facilmente a staccarsi dalle pagine di questo bel romanzo. La voce narrante di Rachel si alterna con quella del figlio Camille che racconta un momento cruciale della sua vita mentre Alice Hoffman racconta come narratore esterno le vicende di altri personaggi che incrociano la loro vita con quella di Rachel e con la sua penna agile e penetrante porta alla luce i sentimenti, le paure e le speranze che ne agitano gli anim.
                                                                                                  Pasqualina D'Ambrosio

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