lunedì 17 ottobre 2016


Le dee del miele
Emma Fenu
Milena Edizioni
pag. 123
prezzo   €  7,57
e-book  €  2,99

La Trama
Una saga familiare, ispirata alla realtà, che attraversa tutto il Novecento, in una Sardegna intrisa di mito e memoria.
Un universo parallelo di spiriti, fate e demoni in cui spetta al mondo muliebre vegliare sulla vita e sulla morte.
Quattro donne protagoniste: Caterina e Lisetta, fanciulle che diverranno consuocere; Marianna, figlia adottiva di Lisetta; Eva, figlia di Marianna.
Creature diverse fra loro, per ceto sociale e vissuto, ma legate dai fili del destino fino a divenire parte l’una dell’altra, tramite un cordone ombelicale di sangue, luna, farina, miele, mistero, esoterismo e agnizioni.
Eva, l’ultima nata, intenta a riannodare il filo rosso di mestruazioni, parti e aborti delle sue antenate fino a scoprire il vero segreto del “dono” di famiglia.

Una storia, dunque, di Donne.
Donne madri, forti come Dee,
capaci di rinascere dopo infinite eclissi.
Donne mamme, lune piene, dolci come miele.
Dee del miele. 

Recensione
Un romanzo suggestivo, dalla scrittura raffinata ed estremamente accurata, avvolgente: la storia di quattro donne sullo sfondo di una terra Madre, la Sardegna, dove si intrecciano storie di miti e divinità, in un ritmo senza tempo, che scandisce l’eterno.
Leggendolo infatti, l’impressione che Le Dee del Miele offre e trasmette al lettore è di essere trasportati in una dimensione che sa di infinito e di arcano (benché la vicenda, perfettamente connotata nel tempo e nello spazio, si snodi nel corso del Novecento), sospesa fra una realtà concreta, oggettiva e uno spazio incantato nel quale si muovono figure leggendarie, evocate, sognate, immaginate. Emma Fenu sa, nel contempo, cogliere  anche l’essenza della femminilità, della Dea Madre che si nasconde in ognuna delle donne, di quelle stesse donne che vivono (forse sarebbe più corretto dire sanno vivere), fra realtà e mito, fra spiritualità e fisicità, fra ombre fitte di misteri e una quotidianità con le sue regole, esigenze imperiose, canoni da rispettare. 
Donne che, infaticabili ed eterne nel loro donare la vita, sono per questo stesso motivo loro stesse dee, dee del miele, così simili nel loro costante agire, perpetuare l’esistenza alle api operose, instancabili, essenziali. Così dolci e complete nel loro universo femminile  così come le api nel loro alveare.
Le quattro protagoniste del romanzo, profondamente diverse l’una dall’altra che però troveranno alla fine del libro un punto di incontro che svelerà altresì il mistero della loro stessa essenza e vita, sono figure che costituiscono in fondo archetipi di ciò che ogni donna può essere e rappresentare. Sono personaggi vibranti, che sfiorano costantemente il mito, il divino che ogni donna alberga nel suo animo.
In definitiva Le dee del miele è un romanzo forte, intenso, che ogni donna dovrebbe leggere per capire, capirsi, amarsi.


Emma Fenu autrice, come e perché sorge in te l’esigenza di raccontare, di scrivere?
Ciao Laura, grazie per avermi concesso l’onore e il piacere di una conversazione con te.
Scrivere per me risponde ad un forte bisogno di comunicare e creare legami, che si irradiano sempre di più. 
Il racconto è, fin dal tempo antico, un canale privilegiato di trasmissione di saperi, emozioni, esperienze nell’ambito di uno scambio fertile, poiché chi ascolta ha sempre un ruolo attivo e può proseguire la storia narrata.

Da dove nascono le idee che metterai su carta? Come lavora Emma Menu, d’istinto o pianificando trama, personaggi. ambientazione di una vicenda?
Lavoro di cuore, di mente, di mani: istinto e tecnica narrativa, emotività e raziocinio si fondono in modo naturale. 
Le parole corrono veloci e, infine, si riposano sulla carta, ma, dopo la stesura di un romanzo è necessario rivedere il testo stilato con passione e dedizione e cura del dettaglio. 
Solitamente intervengo sulla versione originale con poche correzioni o revisioni: poche ma essenziali. Inoltre è prezioso l’apporto di professionisti competenti con cui confrontarsi prima della pubblicazione; bisogna credere fermamente nella propria opera ma avere l’intelligente umiltà di relazionarsi ad essa in modo obiettivo.

Veniamo a Le dee del Miele, il tuo romanzo ambientato in Sardegna e nel quale vengono tracciati i ritratti di donne molto forti, magnetiche. Lo potremmo definire un inno alla Donna, al suo essere in qualche modo eterna?
La tua definizione mi piace, racchiude l’essenza del mio romanzo le cui vicende attraversano il Novecento ma il cui respiro si spinge indietro, fino alle ere di pietra e mito, in cui la Donna era “tutto”: sacerdotessa, sibilla, fata, strega e, soprattutto, Dea madre, ossia Signora della Vita e della Morte.

Nel romanzo è costante l’intrecciarsi fra realtà e leggenda. Quanto è importante per te la dimensione del mito e per quale motivo?
Il mito racconta una storia vera in ogni epoca e in ogni luogo, perché si declina in un passato di memoria senza coordinate precise in cui i temi universali dell’umanità sono narrati e codificati. 
Siamo eredi di antichi lemmi al femminile che custodiscono le nostre origini e la nostra identità quale prezioso monile per impreziosire il futuro che ci attende.

Il tuo libro è anche un canto alla Sardegna, alle sue tradizioni e figure incantate. 
La Sardegna è la mia terra, la mia casa, il mio utero.
Nel romanzo diventa non-luogo in cui prendono vita figure di donne comuni ma, se pur inconsapevolmente, dee e di creature magiche o misteriose, quali fate e spiriti e santi e demoni.
La condizione di insularità, anche metaforica, rende possibile scindere legami con un contesto troppo concreto per narrare una storia in cui ciò che è parola si fa carne.

Le Dee del Miele, ci racconti perché hai scelto questo titolo?
Il titolo mi è sgorgato sulle labbra, ancor prima di scrivere una sola riga del romanzo: lo cullavo nell’anima, in attesa di farne un figlio di carta.
Le donne protagoniste della mia saga familiare nutrono da e di se stesse: sono api operose che stillano miele dai seni di dee, sono ventri accoglienti come otri; sono figlie della Luna capaci di rinascere e di addolcire la morte.
Il miele è, simbolicamente, il cibo della saggezza destinato a divinità pagane, a eroi, a filosofi, a santi, ma anche il nutrimento per i bambini e i defunti, che accompagna, dunque, nell’eterno cerchio della Vita.

Tu vivi all’estero e ti sposti piuttosto spesso fra un paese e l’altro. Quanto ti condiziona questo fattore a livello narrativo, ti aiuta il confronto con realtà differenti, il dover esprimerti in una lingua diversa dalla tua?
Sono un’espatriata: ogni pochi anni, per esigenze lavorative di mio marito, cambio nazione o, addirittura, continente. 
Oggi vivo felicemente a Copenhagen.
Questo percorso che non ho scelto, ma da cui sono stata scelta per ovviare ad una crisi che investe, come sappiamo, l’Italia, mi ha reso una sarda cittadina del mondo.
Amo la mia terra natale, avverto una forte identità che si esprime nel senso di appartenenza e ciò è premessa per una consapevole e entusiasta assimilazione della cultura della differenza, cibo prezioso per ciascuno.
Scrivere e interagire anche in italiano è per me di vitale importanza: la lingua è veicolo di parole che nascono nell’anima come suono e melodia.

Emma hai creato il gruppo Letteratura al Femminile, attivo su Facebook. Che cosa ti ha dato quest'esperienza e che progetti hai riguardo al gruppo?
Il gruppo è nato d’impulso, una mattina di quasi due anni fa, ed è cresciuto con me e oltre me, grazie ad uno staff meraviglioso e ai tanti utenti attivi e propositivi.
Ad esso è legato un sito che propone articoli a scadenza quotidiana, “Cultura al Femminile, e un blog dedicato ai versi degli utenti, “Poesia al Femminile”. Ci occupiamo di recensire e intervistare scrittori, anche emergenti, e artisti, e ci interessiamo di quanto attiene all’universo muliebre, ossia quanto è espressione culturale sulle donne o delle donne.
Periodicamente organizziamo contest letterari e antologie.
Ho molti progetti per il gruppo che voglio sia sempre più un luogo virtuale in cui avere e dare voce, nel rispetto e nella serena connivenza che nasce da un confronto intellettuale ed umano basato sull’amore per ogni forma di conoscenza.

Ci racconti il tuo percorso come autrice che ti ha portato a pubblicare con Milena Edizioni? E hai qualche consiglio per chi vorrebbe pubblicare un suo manoscritto?
Il mio percorso è molto semplice: ho inviato un manoscritto e sono stata scelta prima per “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità” e, in seguito, da Milena Edizioni per “Le dee del miele”.
Con la pubblicazione l’avventura non si conclude, ma prosegue in modo diverso, tramite presentazioni e interazioni dirette con i lettori, occasione di grande crescita, sia professionale che personale, per un autore.
Consiglio di crederci, di non mollare, di essere scrupolosi, di curare il testo nella forma e nella coerenza narrativa. Ma, soprattutto, consiglio di leggere molto, anzi moltissimo.

Progetti di Emma in un immediato futuro…
Tanti, Laura, anzi tantissimi! 
In questi giorni sarà pubblicata una mia fiaba per bambini contro lo stereotipo sessista di bella e buona, intitolata “Il segreto delle principesse”; per il prossimo mese è prevista l’uscita di una mia silloge di poesie e racconti, “Sangue e Miele”, illustrata a colori da Serena Mandrici e tradotta, con testo a fronte in catalano dal prof. Aldo Sari. Quest’ultimo progetto risponde anche al desiderio di salvaguardare l’uso della llengua ad  Alghero, la mia città. 
Ma la mia mente è una pentola da jana (fata sarda) in continua ebollizione: in essa mescolo racconti, fiabe e un terzo romanzo ambientato sempre in Sardegna. Se chiudo gli occhi sento il profumo della pietanza… e sorrido.
Grazie per le belle e profonde domande, spero ci saranno nuove occasioni di riflessione e scambio di idee. 

Bio 
Emma Fenu, nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vive, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Ogni 5 anni, per esigenze lavorative, cambia nazione o continente.Laureata in Lettere e Filosofia, ha, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione. Tiene un corso di scrittura creativa, insegna lingua Italiana agli stranieri, recensisce libri e intervista scrittori per vari siti web e si occupa da anni di Storia delle Donne, di Letteratura al femminile e di Iconografia di genere, gestisce gruppi e blog. Ha precedentemente pubblicato un saggio,“Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena” e un romanzo - inchiesta sul lato oscuro della maternità “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”. “Le dee del miele”, saga familiare al femminile ambientata in una Sardegna intrisa di mito, memoria e culti lunari, è il suo ultimo libro. 

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