lunedì 26 settembre 2016


Quattro tazze di tempesta
Federica Brunini
Feltrinelli
pag. 207
prezzo  € 12,75
e-book €  9,99

La Trama
Viola vive in un paesino del Sud della Francia, in una grande casa che divide con la sua cagnolina Chai. Ha un negozio di tè provenienti da tutto il mondo. La sua passione è trovare la miscela giusta per le emozioni di ogni cliente e inventare ricette gourmandes a base di tè. C’è un infuso per ogni stato d’animo, e lei li conosce tutti: strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, sveglia-passione, porta-gioia, tè abbraccio...
Per il suo compleanno, Viola raduna sempre a La Calmette le sue tre amiche storiche per un rendez-vous a base di chiacchiere, relax, bagni di sole e profumo di lavanda.
Quest’anno, però, è diverso. Nonostante la gioia di rivedere le amiche, Viola è tormentata dal dolore per la morte del marito. Mavi, l’unica mamma del gruppo, è perennemente stressata. Chantal, insegnante di yoga in cerca del suo posto nel mondo, è insicura del compagno, molto più giovane di lei. E Alberta, un architetto in carriera, è distante, troppo presa dal lavoro e da un nuovo, misterioso amore.
Nessuna delle quattro donne sembra essere la stessa che le altre conoscono, o credono di conoscere. Ognuna cova dentro di sé un’inaspettata inquietudine, che monta di ora in ora come una tempesta fino a scoppiare all’improvviso davanti alla torta di compleanno di Viola e alla sua ignara assistente Azalée.
Tra illusioni e delusioni, rimpianti e rivincite, lacrime e risate, le quattro donne si confronteranno con i loro sogni di ragazzine e le realizzazioni più o meno mancate dell’età adulta. E attraverseranno la tempesta per uscirne trasformate e più forti.

Recensione
Un bel romanzo, gradevole, tutto al femminile. 
La storia di quattro donne profondamente diverse fra loro, della loro vita e della loro amicizia: un’amicizia autentica, profonda che ha i suoi rituali fissi, le sue date da rispettare (per esempio l’incontro annuale per il compleanno di Viola), che sembra destinata a continuare immutabile, inalterabile… fino a che, proprio durante la festa di compleanno di Viola, quel sentimento profondo che unisce le protagoniste, verrà travolto dalla tempesta che è, in definitiva, la vita di ciascuna delle quattro con le sue svolte inattese, a volte drammatiche e crudeli, i sogni coltivati e non realizzati, i segreti mai svelati e così grevi, le ambizioni deluse, le frustrazioni e le nevrosi mai del tutto dominate.
Una tempesta che rischia di far vacillare e forse far svanire irrimediabilmente quell’unione così forte ma che si trasformerà in una nuova possibilità, un nuovo incontro, una nuova sintonia fra le protagoniste che saranno ancora una volta insieme, sempre uguali e fedeli a se stesse ma, inevitabilmente, anche profondamente diverse. 
Rinnovate Viola e le sue amiche, ritroveranno sé stesse e perderanno forse qualcosa, in un percorso che Federica Brunini narra con sensibilità, garbo e allegria, regalandoci una vicenda allo stesso tempo lieve e intensa. 
Come l’amicizia fra donne. 
Come una buona tazza di the bevuta in compagnia delle amiche di sempre.


Come perché nasce Federica scrittrice? Che motivazioni, esigenze ti hanno avvicinata alla  scrittura?
Fin da bambina, sono sempre stata affascinata dalla lettura e di conseguenza dalla scrittura. A quattro anni ho letto il mio primo libro da sola (grazie a mia madre, insegnante) e a sette già battevo sui tasti di una macchina da scrivere per fare quello che allora consideravo il mio giornale!

Come è nata l’dea di Quattro tazze di tempesta? C’è nel romanzo qualcosa della tua vita e di Federica in qualcuna delle protagoniste? 
L’idea mi frullava in testa da un po’. Anzi, le idee. Volevo raccontare la mia generazione, le quarantenni di oggi, anche a costo di mettere qualche dito nella piaga… E poi avevo voglia di analizzare l’amore a quarant’anni, la felicità. Capire cosa di perde e cosa si guadagna con  il passare degli anni. Ed esplorare il mondo del tè, che amo molto. C’è un po’ di me in tutte “le ragazze”. Non avrei potuto crearle, altrimenti.

Dal tuo romanzo, si ha la sensazione che tu creda profondamente nell’amicizia, un sentimento che riesce a resistere in Quattro tazze di tempesta, a prove difficili e intense, che forse dura di più dell’amore… 
Credo che gli amici, in questo caso le amiche, siano la famiglia che ci costruiamo nel corso degli anni. Quella che scegliamo, dove non contano i legami di sangue ma le affinità. In questo senso, ci credo e credo valga la pena investirci tempo e affetto. I nostri amici sono i migliori testimoni della nostra esistenza. 

Credi che esista una differenza fra l’amicizia che lega fra loro delle donne e quella al maschile? E fra uomo e donna può esistere solo amicizia?
L’amicizia è un valore fondamentale sia per gli uomini che per le donne. Probabilmente viene vissuta e attivata in modo diverso, ma altrettanto importante. Quanto all’amicizia tra uomo e donna, esiste eccome. Magari alla fine di una relazione, quando al setaccio della passione, resistono appunto solo l’amicizia e l’affetto.

Viola, la protagonista, si rifugia a la Calmette per sfuggire a una realtà di sofferenza ma i fantasmi del suo dolore la accompagnano comunque… la fuga è una possibile soluzione? Un nuovo inizio?
Possiamo sbarcare su tante isole e spiagge differenti, ma non potremo mai sbarcare da noi stessi, temo. Ciononostante, da brava  travelterapista che ha fondato la Travel Therapy in Italia (http://www.emmabooks.com/index.php/2016/06/travel-therapy-di-federica-brunini/) , credo che i viaggi aiutino a resettare le nostre vite quando vanno in panne. Sono terapeutici, ma non risolutivi. La vera fuga inizia con un passo dentro noi stessi, non fuori da noi stessi.

Di che cosa si occupa Federica quando non scrive?
Di tante cose insieme perché non so stare ferma. E molte si basano sulla scrittura: guide di viaggio, articoli, reportage. E poi Yoga, fotografía, viaggi. E la mia agenzia di PR, nonchè il mio blog www.federicabrunini.com

Che percorso ti ha portata a pubblicare i tuoi lavori con una CE importante? Hai qualche consiglio per gli autori che vorrebbero veder pubblicato un loro manoscritto?
Il mio percorso è iniziato qualche anno fa. Prima di pubblicare con Feltrinelli, ho pubblicato con Giunti, con Sonzogno, e con editori minori. Fondamentale, per me, è stato trovare una brava agente letteraria (Maria Paola Romeo, di Grandi & Associati), che mi ha seguito di pubblicazione in pubblicazione. Il mio consiglio è di…scrivere. E di affidarsi all’agente letterario giusto. E poi, di non arrendersi mai davanti a un no. 

La tua opinione riguardo al self - publishing.
Trovo entusiasmante la possibilità di fare self-publishing, ma ritengo che funzioni su un mercato grande come quello anglosassone. In Italia, il fenomeno è ridotto. E ridotti sono anche i risvolti e le chance di essere letti. Funziona se scrivi in Inglese. E se hai un profilo social così convincente da spingere i tuoi follower a comprarti. 

Che progetti futuri ha Federica autrice?
Per un momento ho letto attrice…invece di autrice…ahahahah!  Sono in un periodo (l’ennesimo) di trasformazione, mi è difficile pianificare. Sicuramente mi rimetterò a scrivere presto. Ancora una volta di donne.

I cospiratori del Baklava 
Jason Goodwin
Einaudi
pag. 358
prezzo  € 16,15
e-book €  9,99

La Trama 
Il principe Czartoryski, un esule che per la Polonia incarna la speranza di riconquistare l'unità, è stato rapito. Tutti disperano per la sua sorte, ma lo scaltro detective ottomano Yashim è certo che sia ancora vivo, e soprattutto è convinto di conoscere i responsabili del gesto: un gruppo di cospiratori che frequenta i salotti dell'ambasciatore polacco Palewski. Gli sfugge però l'identità della Piuma, che pare abbia ordito l'intera trama. La Sublime Porta è in agitazione e Yashim dovrebbe gettarsi sul caso anima e corpo, ma si è innamorato, e al momento l'unica indagine che lo interessa davvero riguarda il suo cuore. Saranno gli eventi a fargli riacquistare lucidità, mettendolo di fronte a svolte imprevedibili.

Recensione
I cospiratori del Baklava. L'ultima fatica di Jason Goodwin e dell'ispettore Yashim. L'intera saga, che è arrivata al volume numero cinque, coinvolge non tanto per la costruzione della trama (in un modo o nell'altro, si pesca sempre nel torbido della burocrazia della Sublime Porta), quanto per l'ambientazione. Lo scrittore ci porta a spasso nell'affascinante Istambul ottocentesca, sospesa fra traduzione e slanci modernisti, labirintica, talora claustrofobica, cosmopolita, densa di tranelli, passaggi segreti e sotterranei. Il Levante delle nostre memorie, con i suoi profumi, i bazar, le dame dell'harem e le albe lattescenti del Bosforo. Storia e tradizioni si mescolano al racconto senza appesantirlo ed i personaggi si stagliano vividi, dal nostalgico ambasciatore polacco alla travolgente Valide' di origini creole. Alla fine, sembra di ritrovare, nelle pagine dei diversi romanzi, vecchi amici un po' sornioni, che ci colmano di storie rocambolesche davanti ad una tazza fumante di te'. Rigorosamente nero. E con lokum alla rosa…
                                         Giada Pauletto

martedì 20 settembre 2016


Bisbigliando- Sussurri di mezzanotte
Cristel Anna Notarianni
editrice GDS
pag. 108
prezzo  € 10,12
e-book  € 2,49

Trama
Che cosa fareste se le certezze della vostra vita fossero spazzate via in un attimo? Amicizia, Amore, Passione, Dolore,...sentimenti tanto comuni quanto unici quando arriva il momento di doverli fronteggiare. Questo e molto altro accompagnerà i protagonisti di questi brevi racconti.

Recensione
Una raccolta di racconti brevi, intensi, vibranti che tracciano un percorso che tocca i sentimenti, quelli di sempre, quelli che tutti noi, almeno una volta, abbiamo provato: amore, amicizia, dolore, paura.
Sentimenti che si intrecciano dolci e brutali, che impongono scelte di vita, rapiscono in un sogno che non si realizzerà, lasciano ferite nell’anima che non si rimargineranno. 
E i protagonisti creati da questa brava scrittrice affronteranno e vivranno fino in fondo le loro storie, nelle quali in un’atmosfera a tratti sognante a tratti estremamente dura, si troveranno ad affrontare scelte estreme e fin troppo difficili, a vivere la solitudine dolorosa dell’abbandono più definitivo, pagando sempre e comunque un prezzo per quegli istanti vissuti fra amore, amicizia, sogno.
I racconti di Christel Anna Notarianni, dalla prosa sobria che peraltro rivela il coinvolgimento emotivo dell’autrice, propongono un intreccio costante e continuo fra amicizia e amore, varcano il confine spesso lieve e impreciso fra questi due sentimenti così importanti e così autentici, delineano speranze e illusioni in un mondo di adolescenti che dovrà essere abbandonato per far spazio all’età matura e alle sue disillusioni. 


Come nasce Cristel Anna scrittrice? Che motivazioni ti hanno spinta a scrivere?

Non saprei dare un’età esatta su quando ho cominciato a scrivere. Qualche anno fa ho trovato dei vecchi quaderni di quando frequentavo le scuole elementari e sfogliandoli ho trovate scritte delle favole di mia invenzione. Suppongo che potrei datare la mia voglia di scrivere già a quell’età…
Crescendo scrivere è diventata un’esigenza, un modo come un altro per dare voce a quei pensieri e voci che sentivo nella mia testa. Non mi prendere per una matta, ma spesso una canzone, un’immagine, o un fatto personale, davano il via ad una serie di voci e sussurri che non mi davano pace fino a quando non li mettevo per iscritto.

Il tuo libro, Bisbigliando-Sussurri di mezzanotte è sostanzialmente una raccolta di racconti, alcuni dei quali si intrecciano e uniscono fra loro. Come è nata l’dea del libro? E come nascono le tue storie, che cosa le ispira?
Un giorno mi sono resa conto che nel cassetto tenevo chiusi al sicuro una serie di racconti tanto simili quanto diversi e che questi stessi mi avevano dato una mano a superare dei momenti “bui” della mia vita. A quel punto ho provato a vedere se a qualcuno poteva interessare pubblicarli… come avevano aiutato me, magari avrebbero potuto essere d’aiuto per qualcun altro. 
L’ispirazione, per quanto mi riguarda, viene da tutto quello che mi circonda. A volte mi basta vedere una coppietta che si tiene la mano in tram e si sussurra parole dolci all’orecchio. Da quell’immagine potrei tirarti fuori una saga!

Leggendo i tuoi racconti, ci si addentra nel mondo dei sentimenti: amore, amicizia, paura, speranza. Potremmo parlare di racconti che narrano più che fatti, sensazioni, moti dell’animo umano?
Assolutamente sì. Che lo vogliamo o no, sono quelle stesse sensazioni che ci danno la spinta ad andare avanti, o se troppo negative, a decidere di farla finita. E’ inutile nascondersi dietro un dito e dire che va sempre tutto bene, poiché purtroppo per molte persone non è così. Sarebbe bello poter dire che l’amore risolve sempre tutto, e che la speranza è l’ultima a morire, ma tante, troppe persone non riescono a viverla in questo modo. Io ho voluto dare voce a tutti, a chi resta, a chi se ne va, a chi ama e a chi soffre. Cercando di non giudicare nessuno e di far capire quali possano essere i pensieri che si celano dietro un determinato gesto. Indipendentemente da quanto terribile esso possa essere.

La musica è una linea che unisce diversi dei tuoi racconti, come mai? Che importanza ha nella tua vita?
La musica è stata fondamentale nella stesura di questi racconti, a seconda di quello che ascoltavo, spingevo i personaggi verso una direzione piuttosto che un’altra. 
Nel mio mondo perfetto il libro doveva essere venduto accompagnato da un cd. Nella prima stesura del libro, alla fine di ogni racconto avevo citato una strofa di una canzone, quella stessa canzone che mi aveva accompagnato nello scrivere di quei personaggi.  Problemi di diritti d’autore e quant’altro hanno impedito il tutto e il libro poco prima della stampa è stato modificato in via definitiva togliendo il tutto.
Mi è dispiaciuto tantissimo e fino all’ultimo ho lottato per tenere le strofe, perché ero e sono fermamente convinta che avrebbero dato modo ai lettori di immedesimarsi ancora di più in quello che avevo scritto.
Attualmente esiste una playlist su Spotify (con lo stesso nome del libro) con le canzoni che avrei voluto inserire nei racconti.

Come sei arrivata alla pubblicazione del tuo libro? Hai qualche consiglio per chi vorrebbe veder pubblicato un suo lavoro?
È stata dura. Ci si perde e arrende facilmente. Sono molte le porte che ti vengono chiuse in faccia. Spesso e volentieri i contratti sono accompagnati a richieste di denaro per la pubblicazione stessa, e non tutti se lo possono permettere.
Senza contare poi che essere riusciti a trovare una casa editrice disposta a pubblicarti non vuol dire essere arrivati, ma il contrario. È solo l’inizio, bisogna trovare il modo di farsi pubblicità, trovare librerie pronte ad esporlo, siti e persone che possano recensirlo o intervistarti…
Ci vuole tempo, e se non si ha la fortuna di essere supportati nel farlo, bisogna fare tutto da soli. E avendo già un lavoro e una famiglia, il tempo è davvero molto poco a disposizione e non si fa quello che si vorrebbe davvero fare.
Non mi sento di giudicare chi si autopubblica, come anche chi paga un casa editrice per pubblicarlo, per non dire chi mette i libri online gratuitamente. Ognuno fa quello che ritiene più opportuno e ci prova fino a quando trova un modo per farlo. Ogni libro merita un’opportunità. Quello che non piace a me, non vuol dire che non possa piacere ad un altro e magari, con il tempo diventare un Best Seller. È vero che succede a davvero pochissime persone una fortuna simile, ma quelle poche persone che ce l’hanno fatto, hanno voluto tentare! Quindi è questo quello che consiglio, tentate come potete, e se non vi riesce del tutto o come avreste voluto, quanto meno ci avrete provato!

Che cosa ci riservi in futuro, come autrice?
Vorrei davvero saperlo anche io. Non scrivo da molto. Il lavoro e la famiglia ormai assorbono tutte le mie energie e le voci che un temo abitavano i miei pensieri si sono affievolite. Ho due libri interi scritti e chiusi nel cassetto, dovrei riprenderli in mano e sistemarli per poterli mandare alla casa editrice, ma io odio rileggermi e quando lo faccio cambierei tutto, quindi non so…
Vorrei davvero trovare ancora quella pace e tranquillità che un tempo mi dava modo di mettere nero su bianco i miei più oscuri pensieri.

Bio
Cristel Anna Notarianni nasce in provincia di Monza e Brianza da madre italiana e padre francese. Dopo aver frequentato una scuola linguistica, la sua passione per le culture e lo stare in mezzo alle persone, si laurea in Scienze della Comunicazione Interculturale e Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane con il massimo dei voti. Attualmente vive in Brianza con il marito ed è impiegata presso un’azienda nel milanese.

L'incantatrice di Firenze
Salman Rushdie
Mondadori
pag. 375
prezzo  €  6,50
e-book  €  6,99

La Trama
Un misterioso viaggiatore dai capelli biondi arriva a Sikri, sede della corte Mogol, e chiede udienza al sovrano Jalalluddin Muhammed Akbar, detto Akbar il Grande. Lo straniero afferma di venire da una sconosciuta, remotissima città di nome Firenze e di avere una storia tanto meravigliosa quanto veritiera da raccontare: una storia che lega i destini della misteriosa capitale d'Occidente da cui proviene a quelli della discendenza del monarca indiano. Inizia così un racconto che, unendo una pirotecnica inventiva a una minuziosissima documentazione, si snoda tra figure storiche gigantesche, una fra tutte Machiavelli, e vede tra i protagonisti l'enigmatica Qara Koz, "Madama Occhi Neri", principessa destinata a sconvolgere con la sua esotica e rara bellezza la raffinata corte medicea. Quanto c'è di vero nel racconto del viaggiatore, il quale afferma di non essere altri che il figlio di Qara Koz? E se ciò che racconta è vero, che ne è stato della principessa? Non si tratterà invece di un bugiardo che, in quanto tale, merita solo la morte?

Recensione
Camminando per Fatepur Sikri, i fantasmi di Jodha e Akbar sussurrano dalle grate, attraversano i fantastici cortili e cantano nel vento. Leggere il libro di Salman Rushdie "L'incantatrice di Firenze", permette di far rivivere la fastosa corte Mogul, riempire le sale di arenaria rossa, sciogliere gli intrighi e le contese. E, soprattutto, permette di gettare un ponte fra gli eventi del denso 500 che cambiarono la vita del mondo intero. Eventi a noi vicini (i Medici, Machiavelli, le Americhe, la Sublime Porta) ed altri solo apparentemente lontani, tessuti fra India, Persia, Mongolia, Trans Oxania. 
Sospeso fra favola e storia, finzione letteraria e realtà, il romanzo scorre ora epico ora irriverente, con una prosa lussureggiante, opulenta, preziosa, chiaramente orientale. 
Da leggere se si amano i romanzi storici, ma anche i fantasy. Da leggere per viaggiare nel tempo e nello spazio. Da leggere durante un viaggio nell'India del Nord e prima di un classico Bollywood 'La sposa dell'Imperatore'. 
E soprattutto da leggere per innamorarsi di personaggi incredibili, uno fra tutti Akbar.
                                                                                   Giada Pauletto

Segnaliamo un’importante e valida iniziativa che ha lo scopo di fornire un aiuto alle popolazioni colpite dal recente sisma del 24 agosto. 
Io scrivo per voi, un libro, formato e-book, che raccoglie i racconti e le poesie di 285 autori che hanno voluto, grazie a un’idea di Andrea Franco,  dare il loro contributo e offrire il loro appoggio e solidarietà chi sta attraversando un momento così drammatico e tragico. 
Invitiamo tutti ad aderire all’iniziativa, acquistando l’e-book presso il sito 
Perché le parole servono.

domenica 4 settembre 2016

Un romanzo importante, ben scritto con protagoniste donne dalla personalità forte, magnetica, capaci di affrontare amori complicati e un destino crudele che la Grande Storia ha in serbo per loro.


Il profumo della pioggia nei Balcani  
Gordana Kuić 
Bollati Boringhieri
pag. 502
prezzo  € 16,15
e-book €   9,99

La Trama
Le sorelle Salom vivono a Sarajevo, con una madre energica e affezionata ai valori tradizionali, e un padre che resta in secondo piano per tutto il romanzo. Ci sono anche due fratelli, ma la storia, fin dall’inizio, inquadra e ritrae fin nei dettagli soprattutto le ragazze, e soprattutto il loro carattere. Cinque donne forti, cinque ebree sefardite che in casa parlano ladino e ubbidiscono ai dettami della religione di famiglia, coinvolte nella frenesia che segue l’assassinio dell’arciduca Ferdinando e lo scoppio del primo conflitto mondiale. E che fanno poi scelte di vita anticonformiste e ribelli, fino all’invasione della Serbia durante la seconda guerra mondiale, e alla liberazione. Le due sorelle più interessanti, perché più libere, sono Blanki, la madre dell’autrice, e Riki, la più piccola. Blanki si innamora giovanissima di Marko, serbo, ricco e colto, di famiglia ortodossa, e resta testardamente legata a lui nonostante l’uomo rifiuti di presentarla in pubblico e di sposarla per non contravvenire alle regole della società del tempo; e nonostante l’ira della madre e lo sgomento delle sorelle, per non parlare della riprovazione generale. Riki sceglie il teatro, la danza, diventa una ballerina famosa, e ha a sua volta una storia impossibile con uno di quegli uomini sposati che non lasceranno mai la moglie. 
La Storia fa da sfondo a vicende personali raccontate nei dettagli, con i sentimenti, di amore o ribellione che siano, sempre in primo piano. Ma quello che fa di questo romanzo un vero tesoro è proprio la descrizione della vita, delle regole, dei riti, dei timori della comunità sefardita, che reagisce alla sfida del passato con un’energia, una forza e un coraggio straordinari. Energia, forza e coraggio che appartengono quasi unicamente alle donne del romanzo.

Viola, vertigini e vaniglia
Monica Coppola
BookSalad
pag. 270
prezzo   €11,30
e-book  € 3,99

La Trama
La vita di Viola è in fermento: una casa nuova tutta per sé, il ritorno della sua migliore amica Emma da New York e soprattutto l'incontro con Tancredi, affascinante editor che la coinvolge in un progetto editoriale. E anche se si tratta solamente di scrivere racconti su di un buffo tacchino, Viola decide di non lasciarsi sfuggire questa occasione: si licenzia dal call center e inizia a inventare storie sul Tacchino Poldino. Al suo fianco c'è Emma che, oltre ad occuparsi delle illustrazioni, movimenta le sue notti. Viola è decisa a raggiungere la vetta e tra le assillanti richieste delle strampalate zie, i diverbi con la madre e la cugina Archistar, tutto sembra procedere per il meglio. Sembra, perché il progetto rischia di andare a monte. E mentre sta per sprofondare di nuovo nel "pessimismo cosmico" ecco che tutti iniziano a comportarsi in modo strano: l'editore si disinteressa della stroncatura, la zia preferita parte all'improvviso, Emma diventa evasiva e indecifrabile e l'Archistar le sventola sotto il naso un misterioso biglietto giallo. E la bufera di neve che la sorprende durante un viaggio porterà una soluzione per i suoi guai o ulteriori complicazioni?

Recensione
Volete leggere un romanzo ben scritto, piacevolissimo, che vi faccia ridere e sorridere, sognare, irritare a volte e riflettere? Che vi porti a immedesimarvi nella protagonista e nelle sue vicende? Che vi dica che in fondo il vero peccato è rinunciare ai propri sogni, alle proprie inclinazioni accettando compromessi inutili e dannosi, anche se apparentemente necessari? Che vi sproni a non accontentarvi del grigiore e della banalità, della routine tranquillizzante a volte ma quasi sempre frustrante? Che vi racconti che in fondo non solo voi vivete conflitti familiari più o meno intensi? Viola, vertigini e vaniglia è il libro che fa per voi.
Frizzante, ironico, divertente ma anche profondo, scritto con una prosa scorrevole che ne rende la lettura sempre gradevole, questo romanzo vi appassionerà e divertirà. Monica Coppola, l’autrice, vi prenderà con garbo per mano e vi condurrà nell’universo di Viola, che è un po’ l’universo di tutte noi, con i nostri sogni, i nostri problemi, i nostri rapporti d’amicizia e d’amore non sempre sereni e vi farà provare, con un ritmo di narrazione serrato e intenso, una sorta di vertigine mentre passerete dalla rabbia per gli insuccessi di Viola alla speranza, da una situazione di apparente tranquillità a un’altra e nuova esperienza della scombinata e simpaticissima protagonista, in un alternarsi continuo di sorrisi, disillusione, empatia e antipatia per i diversi personaggi che si alternano su questo palcoscenico brillante.
Un romanzo che convince con la sua ironia intelligente e lieve, i personaggi ben caratterizzati e descritti, le tematiche affrontate con una leggerezza solo apparente, che svela la  e profonda e delicata sensibilità dell’autrice.
Un libro che vi regalerà emozione e divertimento, che terminerete con un sorriso e che sarete davvero contenti di aver letto. E farete con me i complimenti a Monica che ha ottenuto uno dei risultati più difficili: far ridere il lettore in modo intelligente e mai banale.


Monica, che motivazioni ed esigenze ti hanno portata a scrivere? E di che cosa ti occupi, quando non ti dedichi alla scrittura?
Cara Laura la scrittura è nata come una modalità spontanea per canalizzare la fantasia. Per riempire le domeniche vuote di periferia quando ero bambina. Per intingere il pennello della realtà con tinte più vivaci e sempre diverse. 
Professionalmente mi occupo di comunicazione e formazione. E quando non scrivo vado a caccia di libri e idee. In sostanza penso a... cosa scrivere:) 

Come è nata l’idea di Viola, vertigini e vaniglia? E quanto di Monica e del suo mondo c’è in questo bel romanzo e nei suoi diversi personaggi?
Viola ha avuto una genesi complessa ed entusiasmante. L'ho vista crescere poco per volta intuendo i tratti della sua personalità, le sue prime  orme in una raccolta di racconti. A quel manoscritto sono seguiti vari corsi di scrittura e varie riscritture, in cui i personaggi frutto di fantasia si amalgamavano a tratti di vita vissuta e prendevano forme nuove. Da tutto questo, quasi tre anni dopo è sbocciata Viola (e tutta la banda floreale)

Il tuo romanzo è sicuramente brillante, effervescente,divertente. Monica, non è facile far sorridere e tantomeno ridere i lettori, tu ci sei sicuramente riuscita. 
Mi piace considerare la scrittura come una fonte di spensieratezza, una sferzata di energia positiva. Amo divertirmi io per prima e cerco di essere autentica nelle situazioni che descrivo, che spesso, come nel blog, sono frutto di situazioni reali. Sono felice quando i miei lettori si divertono con me e insieme ai miei personaggi.

Viola, vertigini e vaniglia è sicuramente un esempio di chck-lit, di commedia romantica: un genere prevalentemente femminile a livello di autrici e pubblico?
Sì anche se Viola ha conquistato anche qualche lettore delle "quote azzurre". Ma in prevalenza è una storia che parla alle donne, che naviga per le emozioni complesse che possiamo provare anche in una stessa giornata, dei cambi di umore e di rotta che ci troviamo ad affrontare quando la vita proprio come un romanzo non è...
Mi piace pensare alla storia di Viola come ad una storia di evoluzione della sua protagonista e della sua forza di volontà. Poi sì, il romanticismo c'è anche se il cuore narrativo non è la classica storia d'amore... ma non sveliamo troppo.

Ci racconti come lavora Monica Coppola scrittrice: le tue storie nascono dall’ispirazione improvvisa, scrivi di getto o pianifichi trama e personaggi?
Le idee per le mie storie prendono forma lentamente.
Parto da un principio progettuale,  e di solito intorno a questo primo nocciolo narrativo nascono anche i personaggi  principali. È da qui che parto, iniziando a farli interagire a raccontare quel che hanno da dire.
La prima stesura è quindi abbastanza di getto anche se controllata da una editor (Gessica Franco Carlevero) con cui lavoro passo passo, seguendo un percorso di accompagnamento letterario che mi aiuta a non andare fuori rotta e mantenere la "penna" ben salda alla trama.
E a rispettare i tempi.

Che generi letterari ti affascinano? Hai qualche autori di riferimento?
Sono affamata di letteratura, in particolare apprezzo la narrativa moderna, con una predilezione per autori italiani: apprezzo tantissimo Margherita Oggero e Andrea De Carlo.
Rispetto alle autrici straniere sicuramente la mia preferita è Sophie Kinsella. La "madrina" della chick-lit e non solo. 
Ma dovessi dirti il romanzo che mi ha cambiato la vita non ho dubbi: Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf. Un inno a scrivere, sempre e comunque. A lasciarsi andare alle proprie passioni, anche se quella stanza non la si possiede.

Come sei arrivata alla pubblicazione del tuo romanzo? E che cosa consiglieresti a chi vorrebbe presentare il proprio lavoro a un editore?
Nel 2013 ho partecipato al concorso Il mio esordio.
Viola, con mia grande sorpresa è arrivata in semifinale, ha ricevuto molti commenti positivi dai lettori e da lì è nata la voglia di cercare un editore. Per cui ho seguito la classica trafila: copisteria, ufficio postale, consultazione spasmodica delle e-mail.
Quello che consiglio è di inviare agli editori un manoscritto ben curato, sopratutto da un punto di vista di editing e contenuti, seguendo le indicazioni che ciascun editore fornisce. Curate fino all'inverosimile il romanzo che desiderate mandare. Per mia esperienza diretta posso dire che gli editori rispondono, anche quelli che sembrano irraggiungibili, se ci si pone nel modo giusto rispettando le loro indicazioni.
Altro consiglio spassionato: mandate il materiale alle ce che conoscete, in cui sapete per certo che il vostro inedito potrebbe rientrare per linea editoriale.
Frequentate le manifestazioni e interessatevi alle ce indipendenti, scoprite le loro pubblicazioni: ce ne sono tante che lavorano molto bene e che hanno collane adatte agli esordienti.  

Che cosa pensi del self -publishing?
Meglio il self publishing di un editore a pagamento.
Senza dubbio. L'importante è prestare attenzione ai contenuti e fare un buon editing. Considerare che ci si sta mettendo in gioco e quindi tanto vale farlo per bene.

E dell’importanza della rete per un autore?
La rete è importante è permette la creazione di alcune sinergie e progetti che, sopratutto per gli emergenti sono importanti. Penso anche ai grandi concorsi letterari tipo io scrittore, il mio esordio e molti altri.  E' un'ottima vetrina per chi vuole debuttare perché permette di farsi leggere da un pubblico molto vasto e capire... l'effetto che fa (come dice un canzone :)
Viola è stata pubblicata sul web proprio in occasione del concorso di cui ti dicevo e tutto è partito da lì...
Grazie al web ho poi conosciuto Arianna, Loriana e Silvia con cui è nato il blog 4 writers e l'antologia solidale 4petali rossi a sostegno delle donne vittime di violenza.

I nuovi progetti di Monica…
Un progetto appena sfornato è la raccolta di racconti di cui sono curatrice "Dai un morso a chi vuoi tu: storie d'amore per appetiti formidabili" Nove storie tutte da gustare, adatte per l'estate, per sorridere, per riflettere e per mettere il naso tra le pentole e le penne altrui. 
Insieme al mio racconto ne troverete altri otto che sono in grado di soddisfare ogni palato letterario :)
In cantiere c'è anche un romanzo che sto per ultimare. Dove ancora una volta le protagoniste sono le donne ma il contesto in cui si muovono sarà meno "edulcorato" rispetto al mondo di Viola. Una nuova sfida.

Bio
Monica Coppola vive a Torino e si occupa di marketing e formazione. Nel 2015 ha pubblicato Viola, vertigini e vaniglia edito da Booksalad. È autrice e curatrice della raccolta Dai un morso a chi vuoi tu" BookSalad 2016.