lunedì 25 aprile 2016


A proposito di SalTo16ancheio 2016.
Abbiamo annullato l’evento SalTo16ancheio, ma solo come evento Facebook.
Purtroppo FB è una fonte continua di brutte sorprese e i frequenti cambiamenti che vengono fatti, senza preavviso alcuno, spesso penalizzano chi giornalmente con il social ci lavora. In questo caso è toccato alla funzione “eventi”, strumento per certi versi molto utile che ha permesso, nel corso degli anni, di rendere note diverse iniziative, di dare visibilità agli autori e di creare concorsi e quant’altro. Ebbene, FB ha deciso, non si sa bene a che scopo e per quale motivo, di cambiarne le regole e le funzioni, limitando e penalizzando la funzione stessa. Vi facciamo alcuni esempi pratici. Nel titolo non è più possibile inserire il # che ne permetteva la localizzazione attraverso qualsiasi motore di ricerca. Non è più possibile mantenere aperto un evento oltre le due settimane, quindi tutte le iniziative a lungo termine o permanenti non possono essere più promosse. Non è più possibile fare condivisioni multiple dell’evento stesso, perché dopo un numero piuttosto ristretto di condivisioni la funzione viene interrotta (forse supponendo lo spam). L’evento viene visualizzato solo parzialmente, come se fosse una “home page” con le anteprime degli ultimi tre post inseriti. Ebbene, questo fatto diventa ulteriormente penalizzante perché costringe un possibile visitatore a dover “aprire” l’evento per andare a vedere gli altri post inseriti. Partendo dal presupposto che alle persone non va complicata la vita, semmai facilitata, questo passaggio obbligato (altro clic per visualizzare i post) fa sì che la maggior parte dei visitatori dell’evento si fermi alla “home page”, dando una veloce scorsa alle anteprime proposte da FB, senza poi approfondire l’evento stesso e magari post più importanti, a quel punto, non verranno visualizzati.
Altra questione, proponendo l’evento con questo nuovo sistema FB associa il vostro evento con altri simili, facendo distogliere l’attenzione dai vostri contenuti. Possiamo comprendere la questione del voler “socializzare” a tutti i costi, ma questo sistema non è più di alcuna utilità per nessuno, soprattutto per chi spende tempo ed energie per creare un evento, renderlo visibile e cercare di renderlo funzionante. 
Per questo motivo abbiamo annullato il nostro SalTo16ancheio come evento, ma l’iniziativa prosegue (ci mancherebbe altro!) in altri termini, ovvero utilizzando la pagina face book di Blog Crossing. 
Quindi come fare?
Semplice: postate sulla nostra pagina il vostro intervento ricordandovi di mettere #SalTo16ancheio e il cartello che abbiamo predisposto appositamente. Noi ci occuperemo di ricondividere il vostro post nella sezione centrale, così da renderlo visibile a chiunque visiti la pagina. 
Dunque, Buon Salone a tutti e ricordatevi che è possibile esserci partecipando in molti modi, anche con la propria presenza virtuale.

A-mici di penna, nuova iniziativa Blog Crossing.

Buonasera a tutti! Siamo tornati per sostenere un’iniziativa che riguarda una categoria a quattro zampe molto speciale: i nostri cari amici felini. Il nostro intento è quello di coinvolgere il più possibile le persone, nella delicata tematica dell’abbandono e della cura degli animali. L’idea è nata in collaborazione con il gattile Mondo Gatto di San Donato Milanese. Naturalmente Blog Crossing ha bisogno di voi per supportarla, e siamo sicuri che non ci deluderete nemmeno questa volta. Siete invitati dunque a partecipare, qualora lo desideriate, insieme a tutti noi, ad A-mici di penna. In cosa consisterà il vostro contributo? Dovrete indossare i panni di un gatto-scrittore che sta cercando casa, scrivendo una lettera che possa invogliare all’adozione. Cercate di calarvi nei panni del povero micio, nella sua solitudine, nell’incertezza del suo sopravvivere quotidiano e spronate gli “umani” a considerare i benefici che potrebbero ottenere avendovi per casa.
La nostra proposta oltre a contenere un aspetto simpatico e divertente, vuole perseguire una nobile causa, quella di facilitare la collocazione di alcuni amici baffuti e pelosi tra le braccia di una famiglia che possa occuparsene amorevolmente. Il nostro spirito, come ben sapete, è quello della collaborazione e della condivisione, perciò abbiamo abbracciato con entusiasmo questa importante campagna di sensibilizzazione verso coloro che spesso animano le nostre giornate tenendoci compagnia, dando la caccia a qualche topolino campagnolo di troppo, giocherellando con qualsiasi cosa gli capiti a tiro e magari combinando anche una serie di marachelle in giro per casa, come se non ci fosse un domani.

Per partecipare:
Inviare il testo per email entro il 30/06/2016 a blogcrossing@email.it
Max 1000 battute (spazi compresi)
Formato doc, docx o odt, NON PDF
Un link di riferimento in cui trovare l’autore (pagina FB, blog, sito o altro)
I dati dell’autore (per poter essere ringraziato)
L’autorizzazione a pubblicare la missiva sul sito, 
                www.mondogattosandonato.com
   oltre che, ovviamente, nel network Il Mondo dello Scrittore.

Aspettiamo le vostre micio-missive… a presto! Miao, Miao!!!

sabato 23 aprile 2016


Venere privata
Giorgio Scerbanenco
Garzanti Editore
pag. 252
prezzo  € 8,42
ebook   € 6,99

La Trama
Le piccole dee della società dei consumi muoiono nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L’omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: «Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso». Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti. «Il mondo di Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L’unico svolgimento riguarda il lettore, cui Scerbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l’orribile nera realtà c’è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione o l’assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l’assumi fino in fondo».

Recensione
Primo romanzo con protagonista Duca Lamberti, medico radiato dall’Albo e condannato a tre anni di carcere per aver praticato l’eutanasia su una paziente. Assunto da un facoltoso ingegnere per curare la dipendenza dall’alcol del figlio Davide, Lamberti verrà a scoprire che l’alcolismo del giovane ha radici in un drammatico fatto di sangue.
Il protagonista si troverà a indagare fra vizi privati e quasi nessuna virtù in una Milano della metà degli anni sessanta che si sta trasformando in una metropoli spietata, oscura, fra rioni periferici ed edifici residenziali, studi fotografici apparentemente seri ma che nascondono segreti e realtà inconfessabili. Lamberti, che si avvarrà della collaborazione del fragile Davide e di Livia una ragazza dalle sorprendenti risorse intellettuali, giocherà fino alle estreme conseguenze la sua partita con la realtà del crimine organizzato, ottenendo una vittoria fragile e amara. Che sa di sconfitta e impone un sacrificio fin troppo crudele.
Scritto con una prosa sferzante e nervosa, da grande cronista di nera, con personaggi di grande spessore umano, Venere privata racconta di un mondo senza illusioni, lontano nel tempo ma ancora, disperatamente, attuale.

mercoledì 6 aprile 2016

Atmosfere d’antan, personaggi intriganti e misteriosi, amori proibiti e appassionati, furti e intrighi si intrecciano nella cornice ovattata e lussuosa di un Grand Hotel berlinese e della sua splendida hall.


Grand Hotel
Vicki Baum
Sellerio Editore
pag. 434
prezzo € 14

Grand Hotel, della austriaca Vicki Baum, è stato uno dei primi best seller internazionali. Pubblicato in Germania nel 1929, presto tradotto in tutta Europa, già nel 1932 era diventato quel film da Oscar (con Greta Garbo e John Barrymore) che oggi ricordiamo meglio del romanzo che ne era all’origine: con la battuta finale – «Grand Hotel, gente che va, gente che viene» – che volgarizzava la fine del libro: «Si entra, si esce... si entra, si esce... si entra, si esce... Del resto è così che è la vita». Difatti è l’ambientazione – il Grand Hotel, appunto, in quegli anni simbolo popolare di vita privilegiata e moderna, sogno di massa –, il principale fattore, forse, del grande successo di lettori. «Gli hotel offrono opportunità infinite – asserisce la scrittrice Monica Ali –. Ogni ospite potenzialmente ha una storia. Altre storie nascono quando gli ospiti interagiscono. Basta il ruotare di una porta girevole. Grand Hotel, di Vicki Baum, dimostra questo principio alla perfezione. Sei persone si fermano in un albergo e nei successivi cinque giorni le loro vite si intrecciano. Il romanzo si muove tra personaggi storie e luoghi diversi e solo il Grand Hotel fa da collante a tutti questi frammenti». Un movimento frenetico, che trascina il tragico passato di ciascun personaggio in un’apparente pausa del presente in cui al contrario i destini si compiono; e questo è reso dall’autrice con una strategia narrativa, con un «montaggio» visivo significativamente attuale: l’affaccendato cicaleccio della hall dell’albergo, l’aprirsi e il richiudersi della bussola rotante, scandiscono i diversi quadri della trama, come se i sei personaggi ogni volta fossero zoom che inquadrano e lanciano in primo piano i volti isolati, presi da una moltitudine indifferenziata. E come se le mura dell’albergo racchiudenti i personaggi, rappresentassero al contrario la città che escludono, metafora della sterminata e modernissima metropoli berlinese. Sicché Grand Hotel, best seller senza apparenti pretese simboliche, mostra oggi la forza di figurare la moderna folla solitaria al suo nascere, la massa anonima, dentro cui s’ammucchiano innumerevoli tragedie silenziose, l’una affiancata all’altra ma prive perfino dell’energia esistenziale di accorgersi l’una dell’altra.

La sposa del Sud
Claudio Danzero
Edizioni Esordienti E-book
pag. 507
prezzo € 4,99

La Trama
Enza, una diciottenne siciliana dal carattere forte e deciso, ascolta di nascosto le conversazioni segrete dei suoi cugini, affascinati dall’idea dell’unità italiana e soprattutto spinti dal desiderio di far parte di un Paese più evoluto e dinamico e, quando questi partono come volontari verso il Nord per partecipare ai moti del 1848, li segue di nascosto. Ben presto, la ragazza si scontrerà però con la realtà e prima di tutto con la necessità di trovare un lavoro per vivere. Questo romanzo, ben documentato, è quello della nascita dell’Italia, sia dal punto di vista storico-politico, attraverso le guerre per l’indipendenza, sia attraverso gli aspetti economici: le ferrovie, i trasporti marittimi, la nascente industria, l’impiego dell’elettricità, ed ha inoltre il merito di presentare, attraverso gli occhi dei personaggi, le diversità culturali, le analogie e le differenze tra Nord e Sud, che si scoprono profondamente diversi, ma non incompatibili.

Recensione
Un bel romanzo storico, con personaggi ben tratteggiati e una protagonista vibrante e intensa.
Ambientata ai tempi delle guerre d’indipendenza e dei moti del 1848, la vicenda narrata si snoda fra il Regno delle Due Sicilia e il Regno di Sardegna dove Enza, giovane siciliana ardente e ribelle, insofferente a regole di comportamento e tradizioni che sente come limitanti e ingiuste, fuggirà per trovare la propria strada e il proprio destino, pur lontano dall’amatissima Sicilia, dalla famiglia, dalle amiche di sempre e da Domenico, giovane che le ha rubato il cuore.
Enza dovrà affrontare una realtà a lei totalmente ignota e differente da quella alla quale era abituata: si ritroverà in uno sperduto borgo di  montagna con clima, ritmi e stile di vita diversi da quelli isolani, dovrà accettare il lavoro estremamente duro in una filanda e di vivere in un ricovero per operaie gestito da suore fin troppo rigide e inflessibili. E assisterà, seppur nella relativa pace del paesino piemontese che la ospita, all’evolversi e agli eventi e della Grande Storia che si intrecceranno con le sue vicende personali e con la sua vita. 
Il lettore, attraverso gli occhi di Enza vedrà così sorgere le prime industrie importanti al Nord Italia, tracciare i percorsi della rete ferroviaria, seguirà le vicissitudini del Regno di Sardegna impegnato nelle sanguinose guerre di indipendenza, osserverà il divario esistente fra Settentrione e Meridione e finirà per accorgersi e dover ammettere, come scoprirà amaramente la stessa protagonista, che, almeno per quanto riguarda il sentire, giudicare determinate questioni ( in particolare la questione femminile), le due zone del paese non sono poi così distinte.
Scritto con una prosa sobria, di piacevole lettura, La sposa del Sud tracciando un bell’affresco dell’Italia del Risorgimento, le cui contraddizioni e problematiche irrisolte incontriamo ancora oggi si rivela un romanzo di grande attualità, con una protagonista, Enza, di grande intensità, carattere e modernità.