lunedì 31 agosto 2015


Con la mia valigia gialla 
Stefania Mwende Bergo 
0111 Edizioni 
pag. 108 
prezzo € 4,99 

La Trama
"Con la mia valigia gialla" è il racconto di un viaggio. Del mio primo viaggio in terra d’Africa, da sola, come volontaria in un ospedale rurale del Kenya. È il racconto dei piccoli eventi quotidiani (solo apparentemente banali) accaduti in quelle tre settimane, conditi con una manciata di riflessioni sulle diverse abitudini e sulla cultura locali. È la fotografia della natura spettacolare di cui mi sono innamorata, di una realtà che mi ha cambiata, intervallata alla trascrizione dei messaggi telefonici inviati da Matiri al mio amico Marco, che lui ha conservato a mia insaputa come un diario di aggiornamenti di stato.

Recensione
Narrato in prima persona, con una prosa sobria e proprio per questo estremamente coinvolgente e di intensa suggestione, ”Con la mia valigia gialla” è il racconto del primo viaggio in Africa dell’autrice  (che vi tornerà più volte e vi risiederà due anni), lo specchio delle sue emozioni e sensazioni, il resoconto accurato della vita quotidiana in un ospedale rurale ma non solo. Con garbo e intelligenza, Stefania Mende Bergo rende palpabili, chiaramente percettibili le sensazioni da lei provate a seguito dell’impatto con la realtà africana estremamente differente dalla nostra: sentiremo come profondamente, intimamente nostri i dubbi, le tante domande e le soddisfazioni provati dall’autrice così come le sue amarezze e disillusioni.
Senza retorica né tantomeno autocompiacimento, il libro racconta dell’Africa e della sua gente, della gente in forza all’ospedale rurale, di istanti belli ed eventi drammatici che impongono scelte fin troppo drastiche, crudeli al limite della nostra umanità (come  quando si sarà costretti a decidere quale delle due incubatrici in dotazione all’ospedale, che ospitano entrambe un neonato, potrà mantenersi in funzionamento), degli occhi scuri di bambini ai quali è stato negato quasi tutto ma che sanno essere felici per un niente, un paio di infradito o un giocattolo rimediato in qualche modo.
Sorrideremo immaginandoci gli sgangherati autobus stipati di gente e bagagli che partono solo quando si sono riempiti, ci piacerà pensare al porticato della casa che ospita l’autrice e che si affaccia sulla vallata, offrendo spunti e paesaggi irripetibili. Avremo la netta percezione che questo diario di viaggio, questo resoconto di vita quotidiana sia soprattutto un inno all’Africa, alla sua natura imponente e magnifica, alla sua gente martoriata e forte. L’Africa grande, bella, ricca di colori, di allegria ma feroce, spietata, definitiva. Come la vita.
E il libro di Stefania Mende Bergo è anche questo: una scoperta della vita nella sua più pura essenza, senza le finzioni, senza le menzogne (forse  legittime, forse necessarie) che noi siamo abituati a raccontare, raccontarci, sentirci raccontare. Una scoperta che l’autrice sa affrontare, approfondire e vivere con quella semplicità, quella sensibilità che solo una persona di grandi qualità umane possiede.