domenica 12 luglio 2015


Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace, compirà 18 anni il prossimo 12 luglio.
Nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all’istruzione delle donne, bandito da un editto dei talebani, nasce a Mingora, nella valle dello Swat, a nord-ovest del Pakistan. Suo padre è il dirigente di una scuola femminile e la madre, una casalinga analfabeta. All’età di undici anni, collabora con la BBC pubblicando, in un blog, le pagine di un suo diario in cui documenta l’ostruzionismo ai diritti delle donne, praticato dal regime talebano pakistano, che occupa militarmente la valle del Swat, rivendicando, in primo luogo il diritto all’istruzione.
Il 9 ottobre 2012, mentre percorre la strada per andare a scuola, a bordo di un autobus, un miliziano fa arrestare il mezzo, vi sale e, una volta accertata l’identità della ragazza, le spara alla testa, ferendo, in modo più lieve, anche due sue compagne. Trasportata all’ospedale del capoluogo, le sue condizioni risultano gravissime. Grazie alla notorietà del suo nome, si interessa a lei il Premier Raja Pervez Ashrat, che le procura un elicottero con il quale la fa trasportare d’urgenza a Birmingham.
Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro di New York, lanciando un appello all’istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo.
« Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo »
In occasione del primo anniversario dell’attentato contro la sua vita, pubblica il libro “I’m Malala” in cui racconta la sua breve ma intensa storia, diventando un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini.
Mantenendo fede al suo coraggioso impegno per l’istruzione di tutti i bambini e soprattutto delle bambine (ha istituito un fondo a suo nome, destinato a sostenere l’istruzione femminile in Pakistan), in occasione del suo compleanno, l’attivista pakistana lancia una nuova campagna social: #booksnotbullets (#librinonproiettili), invitando i lettori di tutto il mondo a pubblicare una foto con in mano il libro preferito, scrivendo un messaggio ai potenti del mondo, chiedendo di finanziare l’educazione invece delle armi.
Anche il collettivo Blog Crossing (Gli scrittori della porta accanto, Il mondo dello scrittore, Parliamo di libri), aderisce alla campagna, che mira a promuovere la pace e la cultura nel mondo, e invita i lettori a pubblicare selfie con il loro libro preferito o, per i più timidi e riservati, anche solo la copertina, allegando un messaggio forte di pace e l’hashtag #booksnotbullets (#librinonproiettili). Potrete pubblicare le foto, che si auspica possano invadere il web, sui vostri profili o direttamente sulla bacheca della pagina Facebook Blog Crossing, come fosse un raccoglitore, una sorta di petizione, l’eco di una protesta che a più voci può diventare efficace.