domenica 4 gennaio 2015

Vi segnalo tre piccole gioie di non facile reperibilità ma sicuramente da leggere,


Un anno di scuola 
Giani Stuparich
Einaudi
pag. 101
prezzo € 8,78
Ambientato nella Trieste asburgica narra la vicenda di Edda Marty ammessa al ginnasio in una classe frequentata solo da maschi. Amori, conflitti e rivalità, passioni irredentiste, convenzioni sociali e rivendicazioni femminili. Sullo sfondo la Storia che irromperà nella vita dei protagonisti. Nulla, dopo quell’indimenticabile anno di scuola,  sarà più come prima.



L’estate dei bisbigli
Brunella Gasperini
Sonzogno
pag. 185
prezzo € 5
Una villa maledetta, una ragazza bellissima con alle spalle un passato di scandalo e tragedia, un ragazzo difficile con un padre macchiatosi di una copia gravissima, un gruppo di amici fra ipocrisie e amori impossibili, un paese che vive di bisbigli perfidi e crudeli. Un romanzo toccante e intenso.


Né sempre né mai
Giorgio Scerbanenco
Romantica Sonzogno
pag. 120
prezzo ?
L’omicidio di un dongiovanni da strapazzo, una storia f’amore sempre sul punto di sbocciare, una ragazza problematica, un’indagine che si snoda fra sentimenti e personaggi balneari in una Lignano autunnale ma straordinariamente viva e palpitante con la sua pineta, il mare e il vento impetuoso.

Niente è come te 
Sara Rattaro 
Garzanti Libri 
pag. 219 
prezzo  € 14,90 

La Trama 
Due scatole colme di libri, pupazzi e tante fotografie. Tutto il mondo di Margherita è racchiuso in quelle poche cose. In spalla il suo adorato violino e tra le mani un biglietto aereo per una terra lontana: l'Italia. La terra dove è nata e che non rivede da quando è piccola. Ma ora è lì che deve tornare. Perché a quasi quindici anni Margherita ha scoperto che a volte è la vita a decidere per noi. Perché c'è qualcuno che non aspetta altro che poterle stare accanto: Francesco, suo padre. Il suono assordante dell'assenza di Margherita ha riempito i suoi giorni per dieci anni. Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più. Francesco credeva fosse solo un viaggio. Non avrebbe mai pensato di vivere l'incubo peggiore della sua vita. Eppure, ora che Margherita è di nuovo con lui, è difficile ricucire quello che tanto tempo prima si è spezzato. Francesco ha davanti a sé un'adolescente che si sente sbagliata. Perché a scuola è isolata dai suoi compagni e a casa passa le giornate chiusa nella sua stanza. Ma Francesco giorno dopo giorno cerca la strada per il suo cuore. Una strada fatta di piccoli ricordi comuni che riaffiorano. Perché le cose più preziose, come l'abbraccio di un padre, si possiedono senza doverle cercare. E quando Margherita ha bisogno di lui come non mai, Francesco le sussurra all'orecchio poche semplici parole per farle capire quanto sia speciale: "Niente, ma proprio niente, è come te, Margherita".

Recensione
Medea, tradita, ferita e umiliata da Giasone decise di uccidere i loro figli affinché egli soffrisse per sempre.
Ai giorni nostri, ci sono padri e madri che all'improvviso spariscono, tornano al paese d'origine portando con sé i figli, allontanandoli volutamente dal padre o dalla madre. 
Così genitori disperati ricorrono a giudici, avvocati e a volte vedono riconosciuti i loro diritti, ma spesso, troppo spesso, il paese in cui si è rifugiato il genitore fuggiasco non fa nulla per dare esecuzione alle sentenze. Gli anni passano, i figli crescono e i genitori a cui sono stati strappati continuano a lottare, desiderando, sperando, un giorno, di poterli vedere e riabbracciare.
Questa è anche la storia di Francesco e Margherita, che era piccola quando Angelika, la madre danese, la porta via con se in Danimarca allontanandola dal padre.
E il calvario di questo padre inizia: un calvario doloroso, lungo, snervante. 
Vergogna, questo prova Francesco, per non essersi accorto di cosa stava succedendo, per non aver tentato il tutto per tutto,  strappando a sua volta la bimba alla madre e portandola con sé in Italia.  
A lui, però, non è parso giusto ripagare una "violenza" con un'altra violenza, perché un genitore, seppur disperato, pensa sempre al bene dei figli. E sottrarre di nuovo Margherita al mondo che conosceva, sarebbe stato usarle "violenza" ancora una volta.
Non sono una madre, non conosco l'amore in quella "declinazione", ma la disperazione di Francesco ha rievocato le sensazioni sgradevoli di ansia, disagio, angoscia, che provo in un incubo che, in certi periodi della mia vita, è ricorrente. 
Sogno un bambino e so che che quel bambino è mio: è un bimbo piccolo e non supera l’anno, mai. Io lo guardo e mi dispero, a volte non me lo fanno neppure toccare, altre volte me lo lasciano in braccio, ma per poco e poi me lo tolgono. E io sono angosciata, non so perché me lo portano via, perché non posso vederlo, ma insieme all'angoscia, alla rabbia e alla disperazione, provo paura, perché il non essere parte della sua vita significa non essere parte dei suoi ricordi né poter essere ricordata. Vuol dire essere strappata da lui in maniera definitiva.
Francesco, il suo incubo lo ha vissuto per dieci anni, un incubo dal quale non poteva svegliarsi, perché è da sveglio che lo stava vivendo.
Eppure non dovete pensare che la vicenda narrata in questo romanzo parli solo di dolore e paure.
Angelika morirà in un incidente stradale, il protagonista di Niente è come te potrà portare finalmente a casa la sua bambina e ogni passo di questo padre verso la figlia diffidente, perché è così che la madre l'ha fatta diventare nei suoi confronti, ogni piccola conquista, dissiperanno le nuvole nere che si sono addensate nel vostro animo e vi scalderanno il cuore, mentre vi chiederete se Francesco e Margherita riusciranno a ricucire lo strappo che li ha tenuti distanti per troppo tempo.
Medea era ben cosciente del male che avrebbe fatto patire a Giasone. Mi domando come si fa a usare i figli come "arma", aggiungerei impropria, contro il compagno. Proprio l'amore per i figli non dovrebbe essere un freno per non agire in un modo tanto crudele? Può l'egoismo esser più forte dell’amore? La risposta è purtroppo sotto gli occhi di tutti.
Niente è come te è un libro da leggere perché nessuno dimentichi le battaglie di questi genitori “mutilati”: li chiamo così perché portare via un figlio a un genitore, privarlo della gioia di veder crescere il proprio figlio, di esserci, vuol dire mutilarlo, strappare la parte più importante del suo cuore e della sua anima.

                             Simona Zarcone