sabato 3 ottobre 2015


Le stanze dello scirocco 
Cristina Cassar Scalia 
Sperling&Kupfer 
pag. 468 
prezzo € 16,92 
ebook € 9,99 

La Trama
È il 1968 quando il notaio Saglimbeni decide di tornare in Sicilia con la famiglia, dopo una lunga assenza. Vittoria, la figlia più giovane, indipendente e contestatrice ma legata al padre, non ha potuto che assecondare il suo desiderio e trasferirsi in quella terra sconosciuta che da sempre lui le ha insegnato ad amare. A Montuoro, per Vicki, cresciuta a Roma e appassionata di fotografia e di auto da corsa, l'impatto con una società conservatrice, ai suoi occhi maschilista, formale e schiava dei pregiudizi, è destabilizzante. In mezzo a tante conoscenze, saranno poche vere amicizie ad aiutarla a inserirsi nella realtà del paese. Quello di Diego Ranieri è un nome ricorrente negli ambienti a lei più vicini, un volto conosciuto che all'improvviso entra con prepotenza nella sua vita. Ombroso e sfuggente, ancorato a una mentalità assai diversa dalla sua ma capace di legarla a sé come nessun altro, Diego porta i segni di un passato doloroso da cui stenta ad affrancarsi, e con cui lei dovrà fare presto i conti. Divisa tra sentimento e orgoglio, Vicki trova nella facoltà di Architettura di Palermo, in piena occupazione, un rifugio in cui sentirsi meno estranea. Armata di macchina fotografica, inizia a scoprire la città, a conoscerne la bellezza enigmatica e i lati oscuri, fino a rimanerne stregata. E proprio per le strade di Palermo la sua storia s'intreccerà con quella, drammatica, di zia Rosetta, la cui apparenza mai lascerebbe intuire cosa nasconde il suo passato. Due donne unite dal coraggio con cui affrontano le prove che la vita ha loro riservato. Sullo sfondo di palazzi nobiliari e aspri paesaggi di campagna, le vicende di due famiglie colte in un importante momento storico ci conducono attraverso una Sicilia indolente e sensuale, al cui fascino è impossibile sottrarsi.

Recensione
Un bel romanzo, scritto bene, con personaggi intensi e credibili, che condurrà il lettore a Montuoro, un paese di provincia nella Sicilia del 1968.
A Montuoro arriva con i genitori Vittoria, Vicky, figlia di padre siciliano ma da sempre vissuta a Roma: una ragazza indipendente, determinata, che ama le auto sportive e la fotografia, simpatizza per la contestazione giovanile di quegli anni, frequenta la Facoltà di Architettura e a Roma ha fotografato la battaglia di Valle Giulia fra poliziotti e studenti, si concede il lusso di avere un migliore amico di sesso maschile senza pensare minimamente a fidanzarcisi.
Insomma una ragazza sicuramente stravagante per l’ambiente tradizionalista del paese siciliano, legato a consuetudini e usi ancestrali che vogliono la donna, destinata a diventare sposa e naturalmente madre, relegata a un ruolo di secondo piano rispetto al padre, il marito, il fratello. 
Ma Vicky, coraggiosa e diretta, non saprà mai accettare completamente canoni e regole di comportamento che non sente suoi e che saprà sfidare e superare con intelligenza, portando a Montuoro una ventata di quell’aria nuova che finirà per travolgere cose, persone, situazioni.
L’indomita protagonista di questo romanzo, comunque, ha un punto debole: la Sicilia e l’amore per questa terra aspra e difficile, sensuale e dura al tempo stesso, che giorno dopo giorno sentirà sempre più sua. E la Sicilia, generosa e in qualche modo perfida, le regalerà l’amore per un uomo tanto affascinante quanto complesso, spesso prigioniero di quei pregiudizi che Vicky non sa accettare e di un passato che gli grava sull’animo impedendogli di aprirsi alla vita.
La vicenda sentimentale fra la combattiva ragazza che arriva dal continente e il tormentato Diego avvince sicuramente il lettore ma è solo uno dei tanti aspetti e spunti degni di attenzione che il romanzo, propone. Come la storia d’amore fatta di dedizione e sofferenza fra Rosetta, la zia di Vicky, e don Peppino che si incrocerà con le idee rivoluzionarie del dottor Basaglia, le tante iniziative culturali alternative alla vita accademica tradizionale alle quali Vicky aderisce e che la porteranno alla scoperta, fra le altre, delle meravigliose stanze dello scirocco, la capacità della protagonista di ritagliarsi un proprio spazio lavorativo come fotografa in una realtà ancora intrisa di maschilismo, la realtà di Palermo sospesa fra passato e futuro, con i suoi angoli di splendida bellezza e di grande miseria e degrado.
Sullo sfondo, il fermento di anni indimenticabili, che hanno cambiato il modo di pensare e vivere la realtà e dei quali Vicky, spregiudicata e volitiva, con le sue minigonne, la sua spettacolare MG rossa e la macchina fotografica appesa al collo, è sicuramente emblema.

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