venerdì 2 ottobre 2015


1976. L’urlo dell’orcolat. 
Angelique Gagliolo 
Panda Edizioni 
pag. 78 
prezzo € 7,57 

La Trama
Nel 1976 il Friuli fu colpito da un terribile terremoto, che spezzò un migliaio di vite umane e frantumò case, fabbriche e chiese. In questa devastazione i friulani non perdettero la propria dignità e si rimboccarono le maniche e con laboriosità ricostruirono i loro paesi, dando una nuova vita al Friuli. In questo frangente è ambientata la storia di Elvira. Ce la farà?

La recensione
Il sei maggio del 1976 era stata una giornata eccezionalmente calda in Friuli. La sera, alle nove, rientravo con gli amici Luisa e Vinco, dopo aver mangiato con loro un gelato comprato al caffè Commercio di Spilimbergo. Ci trovavamo in via Corridoni, quando, improvvisamente, le luci si spensero, si udì un boato terribile e la terra prese a tremare per quasi un minuto. Un minuto che si fece eterno.
Il terremoto del Friuli del 1976  chi l'ha vissuto non lo scorderà mai.
Con particolare interesse ed emozione ho quindi letto il libro di Angelique Gagliolo che racconta la storia di Elvira, giovane donna di Gemona, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 1976.
Il romanzo si sviluppa su un duplice piano narrativo: da un lato la tragedia del terremoto dall'altro la vicenda personale di Elvira, la sua crescita come donna, la sua evoluzione professionale e sentimentale.
Elvira diviene così metafora, emblema e simbolo della storia stessa del Friuli e della sua gente che da terra annientata e martoriata, da popolazione stravolta dal dolore e da perdite inestimabili, sapranno risollevarsi, lavorare duramente fino a divenire la realtà attuale, un territorio nel quale il benessere è diffuso e l'emigrazione un ricordo lontano.
Con una prosa semplice, a volte secca come lo sono i friulani, l'autrice descrive in modo efficace il terrore e l'angoscia di quei mesi del '76 scanditi da scosse di assestamento, paura, dolore e fatica e traccia un realistico ritratto del carattere friulano, riservato, tenace, orgoglioso. 
Ed Elvira, con la sua voglia di fare nonostante tutto, con la sua capacità e determinazione, con quella riservatezza che le fa vivere con pudore e discrezione i propri sentimenti (siano questi il dolore intenso della perdita della madre e degli amici a seguito del sisma, siano l’amore che sboccia, lieve, per Valerio), è una donna nella quale molte friulane non potranno non riconoscersi.

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