domenica 25 ottobre 2015

Per gli amanti del genere erotico, segnaliamo un romanzo innovativo, intrigante e originale che si sfoglia e legge come un gioco coinvolgente e trasgressivo…


Iris una notte di scelte
Federico Ferrari
Youcanprint
pag. 184
prezzo € 2,99

Il primo erotico interattivo, grazie al formato digitale, in cui il lettore decide le sorti della protagonista. Una storia a bivi, intima e piccante, dove sarete costretti a valutare diverse alternative che condurranno ad epiloghi sensibilmente differenti: potreste trovarvi invischiati in una lussuriosa esperienza di sesso sfrenato, come costretti ad affrontare un increscioso equivoco; potreste trascorrere la notte interrogandovi sugli eventi responsabili di avervi condotto ad un certo punto della vita, così come sperimentare l’allucinazione di una fantasia scaturita inspiegabilmente dal vostro inconscio. L’azione si sussegue nell’arco di poche ore, tempo comunque più che sufficiente per interagire con quattro amanti con i quali condividerete esperienze conturbanti che vi condurranno a nove finali differenti. Se la scelta effettuata non dovesse dare i risultati che vi eravate immaginati, a differenza della vita vera, potrete sempre tornare indietro e optare per il percorso alternativo! 

E dello stesso autore presentiamo il romanzo La camera di Ozio che interesserà i lettori di fantasy


La camera di Ozio
Federico Ferrari
Libre Iter
pag. 283
prezzo € 6,99

In un’era ancora da venire, qualche milione di anni da oggi, dopo una serie d’inquietanti avventure un giovane uomo si trova imprigionato nella misteriosa valle ai piedi dell’antico Borgo di Lume. La sua mente vacilla, imprigionata da mille visioni che distorcono la percezione della realtà costringendolo a rivalutare le proprie convinzioni. Ciò che da sempre era certezza si evolve, come in un caleidoscopio impazzito, in una delle innumerevoli facce che compongono il poliedrico universo dell’esistenza.Una forza subdola e oscura, umana solo nelle sembianze, minaccia la sopravvivenza della comunità rimasta isolata dal resto del mondo grazie ad un diabolico artificio. Un incalzante susseguirsi di esperienze, tra mondo reale e onirico, condurrà Ozio ad espandere la propria percezione per ostacolare un disegno perverso di caos e distruzione. Ogni luogo nel quale ha vissuto offre brandelli di conoscenza che lo aiuteranno ad accettare la propria condizione di predestinato. Ogni avventura e coincidenza, per quanto assurda o insignificante, si rivelerà parte integrante di un destino scelto da una volontà superiore, in quanto alle sorti del borgo sembrano essere indissolubilmente legate anche quelle della Terra. 

lunedì 19 ottobre 2015


Il giardino persiano 
Chiara Mezzalama 
Edizioni e/o 
pag. 178 
prezzo € 17 
e book € 9,99 

La Trama
La storia vera di una famiglia italiana alle prese con un paese stravolto dalla rivoluzione islamica
Estate 1981, una famiglia prepara i bagagli per recarsi in un luogo insolito. Il padre, diplomatico, è stato nominato ambasciatore d’Italia a Teheran. Fin dall’arrivo all’aeroporto i personaggi vengono proiettati in un mondo pieno di violenza, interdizioni, donne velate di nero, uomini barbuti, soldati armati e su tutti domina la figura potente e inquietante dell’Ayatollah Khomeini. In questa cornice fosca si apre lo spazio incantato del giardino dell’ambasciata, antica residenza di principi persiani, che nasconde misteri e promesse di giochi senza fine, in un tempo fuori dal tempo, laddove ogni rapporto con l’esterno è fortemente compromesso dalla situazione storica e politica dell’Iran di quegli anni. Romanzo autobiografico, Il giardino persiano racconta la storia di una famiglia alle prese con un paese stravolto dalla rivoluzione islamica e dalla guerra con l’Iraq. La sguardo è quello dell’infanzia che permette di conservare una sorta di candore anche sulla realtà più dura e cruenta. Il gioco diventa il contenitore di emozioni e pensieri trasformando la quotidianità in una grande avventura.

La Recensione
Un bel romanzo, delicato e coinvolgente. Il racconto di un’estate irripetibile, che lascerà un segno profondo, indelebile nella mente e nel cuore di Chiara, l’autrice, figlia dell’ambasciatore italiano in Iran.
È il 1981, l’Iran, dopo la caduta dello Scià di Persia, è teatro della rivoluzione khomeinista che ha sostituito l’antico regime occidentalizzante con una repubblica islamica ed è sconvolto dalla guerra con l’Iraq. 
In questo paese in guerra, martoriato dai continui bombardamenti dell’aviazione irachena, dominato dalla violenza e dal fanatismo religioso, nel quale le donne si aggirano velate, i pasdaran esercitano una sorveglianza spietata e dove, su tutto, domina l’ayatollah Khomeini con il suo sguardo inesorabile e terrorizzante, Chiara e il fratello Paolo vivranno l’estate del 1981 protetti dal giardino della residenza estiva dell’ambasciata d’Italia.
Un giardino che la madre, la delicata ed elegante signora Elena, solo apparentemente fragile, curerà e riporterà all’antico splendore e che  con i suoi tesori (la fontana azzurra, la piscina), costituirà per i due bambini italiani il mondo nel quale rifugiarsi, vivere esperienze nuove ed emozionanti come l’incontro con Massoud, il bimbo dagli occhi scuri e le scarpe sgangherate che con Chiara scambierà messaggi fatti di sguardi che valgono più di tante parole, rincorrere il vispo cagnolino Moretto amatissimo dal fratello dell’autrice, giocare e scorrazzare. 
Un posto pieno di magia che però non potrà mai proteggere del tutto i due fratelli dalla violenza che arriva dall’esterno, da quello sguardo feroce dell’Ayatollah Khomeini che sembra essere ovunque, anche lì, in quel bel giardino nel quale gli echi dell’orrore di quello che accade fuori arrivano, attutiti dalle sue mura, ma non per questo meno intensi e brutali. Tant’è vero che i due protagonisti ingaggeranno una loro particolare lotta privata contro l’onnipresente ayatollah, strappandoci un sorriso un po’ amaro per le loro trovate ingenue e insieme struggenti. 
Il giardino Persiano è questo e altro ancora, è il racconto della crescita di una bambina, del formarsi di una personalità determinata, restia alle convenzioni e alle regole, della sua solitudine, del suo mondo di fantasie racchiuso, oltre che nel giardino, in un romanzo scritto su un rotolo di fogli rosa e nelle sue chiacchierate con l’amica immaginaria e triste rappresentata dalla foto di una bimba che indossa lo chador e alla quale Chiara confida segreti, pene e successi. È il profumo di spezie e il bagliore delle gioie venduti nelle botteghe del bazar, il tepore delle notti iraniane illuminate di stelle, il frusciare delle piante e il colore dei fiori del giardino.
È, in definitiva, il piccolo e immenso mondo di una bambina attraverso il quale Chiara Mezzalama ci conduce con la sua penna leggera e garbata.

sabato 3 ottobre 2015


Le stanze dello scirocco 
Cristina Cassar Scalia 
Sperling&Kupfer 
pag. 468 
prezzo € 16,92 
ebook € 9,99 

La Trama
È il 1968 quando il notaio Saglimbeni decide di tornare in Sicilia con la famiglia, dopo una lunga assenza. Vittoria, la figlia più giovane, indipendente e contestatrice ma legata al padre, non ha potuto che assecondare il suo desiderio e trasferirsi in quella terra sconosciuta che da sempre lui le ha insegnato ad amare. A Montuoro, per Vicki, cresciuta a Roma e appassionata di fotografia e di auto da corsa, l'impatto con una società conservatrice, ai suoi occhi maschilista, formale e schiava dei pregiudizi, è destabilizzante. In mezzo a tante conoscenze, saranno poche vere amicizie ad aiutarla a inserirsi nella realtà del paese. Quello di Diego Ranieri è un nome ricorrente negli ambienti a lei più vicini, un volto conosciuto che all'improvviso entra con prepotenza nella sua vita. Ombroso e sfuggente, ancorato a una mentalità assai diversa dalla sua ma capace di legarla a sé come nessun altro, Diego porta i segni di un passato doloroso da cui stenta ad affrancarsi, e con cui lei dovrà fare presto i conti. Divisa tra sentimento e orgoglio, Vicki trova nella facoltà di Architettura di Palermo, in piena occupazione, un rifugio in cui sentirsi meno estranea. Armata di macchina fotografica, inizia a scoprire la città, a conoscerne la bellezza enigmatica e i lati oscuri, fino a rimanerne stregata. E proprio per le strade di Palermo la sua storia s'intreccerà con quella, drammatica, di zia Rosetta, la cui apparenza mai lascerebbe intuire cosa nasconde il suo passato. Due donne unite dal coraggio con cui affrontano le prove che la vita ha loro riservato. Sullo sfondo di palazzi nobiliari e aspri paesaggi di campagna, le vicende di due famiglie colte in un importante momento storico ci conducono attraverso una Sicilia indolente e sensuale, al cui fascino è impossibile sottrarsi.

Recensione
Un bel romanzo, scritto bene, con personaggi intensi e credibili, che condurrà il lettore a Montuoro, un paese di provincia nella Sicilia del 1968.
A Montuoro arriva con i genitori Vittoria, Vicky, figlia di padre siciliano ma da sempre vissuta a Roma: una ragazza indipendente, determinata, che ama le auto sportive e la fotografia, simpatizza per la contestazione giovanile di quegli anni, frequenta la Facoltà di Architettura e a Roma ha fotografato la battaglia di Valle Giulia fra poliziotti e studenti, si concede il lusso di avere un migliore amico di sesso maschile senza pensare minimamente a fidanzarcisi.
Insomma una ragazza sicuramente stravagante per l’ambiente tradizionalista del paese siciliano, legato a consuetudini e usi ancestrali che vogliono la donna, destinata a diventare sposa e naturalmente madre, relegata a un ruolo di secondo piano rispetto al padre, il marito, il fratello. 
Ma Vicky, coraggiosa e diretta, non saprà mai accettare completamente canoni e regole di comportamento che non sente suoi e che saprà sfidare e superare con intelligenza, portando a Montuoro una ventata di quell’aria nuova che finirà per travolgere cose, persone, situazioni.
L’indomita protagonista di questo romanzo, comunque, ha un punto debole: la Sicilia e l’amore per questa terra aspra e difficile, sensuale e dura al tempo stesso, che giorno dopo giorno sentirà sempre più sua. E la Sicilia, generosa e in qualche modo perfida, le regalerà l’amore per un uomo tanto affascinante quanto complesso, spesso prigioniero di quei pregiudizi che Vicky non sa accettare e di un passato che gli grava sull’animo impedendogli di aprirsi alla vita.
La vicenda sentimentale fra la combattiva ragazza che arriva dal continente e il tormentato Diego avvince sicuramente il lettore ma è solo uno dei tanti aspetti e spunti degni di attenzione che il romanzo, propone. Come la storia d’amore fatta di dedizione e sofferenza fra Rosetta, la zia di Vicky, e don Peppino che si incrocerà con le idee rivoluzionarie del dottor Basaglia, le tante iniziative culturali alternative alla vita accademica tradizionale alle quali Vicky aderisce e che la porteranno alla scoperta, fra le altre, delle meravigliose stanze dello scirocco, la capacità della protagonista di ritagliarsi un proprio spazio lavorativo come fotografa in una realtà ancora intrisa di maschilismo, la realtà di Palermo sospesa fra passato e futuro, con i suoi angoli di splendida bellezza e di grande miseria e degrado.
Sullo sfondo, il fermento di anni indimenticabili, che hanno cambiato il modo di pensare e vivere la realtà e dei quali Vicky, spregiudicata e volitiva, con le sue minigonne, la sua spettacolare MG rossa e la macchina fotografica appesa al collo, è sicuramente emblema.

venerdì 2 ottobre 2015


1976. L’urlo dell’orcolat. 
Angelique Gagliolo 
Panda Edizioni 
pag. 78 
prezzo € 7,57 

La Trama
Nel 1976 il Friuli fu colpito da un terribile terremoto, che spezzò un migliaio di vite umane e frantumò case, fabbriche e chiese. In questa devastazione i friulani non perdettero la propria dignità e si rimboccarono le maniche e con laboriosità ricostruirono i loro paesi, dando una nuova vita al Friuli. In questo frangente è ambientata la storia di Elvira. Ce la farà?

La recensione
Il sei maggio del 1976 era stata una giornata eccezionalmente calda in Friuli. La sera, alle nove, rientravo con gli amici Luisa e Vinco, dopo aver mangiato con loro un gelato comprato al caffè Commercio di Spilimbergo. Ci trovavamo in via Corridoni, quando, improvvisamente, le luci si spensero, si udì un boato terribile e la terra prese a tremare per quasi un minuto. Un minuto che si fece eterno.
Il terremoto del Friuli del 1976  chi l'ha vissuto non lo scorderà mai.
Con particolare interesse ed emozione ho quindi letto il libro di Angelique Gagliolo che racconta la storia di Elvira, giovane donna di Gemona, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 1976.
Il romanzo si sviluppa su un duplice piano narrativo: da un lato la tragedia del terremoto dall'altro la vicenda personale di Elvira, la sua crescita come donna, la sua evoluzione professionale e sentimentale.
Elvira diviene così metafora, emblema e simbolo della storia stessa del Friuli e della sua gente che da terra annientata e martoriata, da popolazione stravolta dal dolore e da perdite inestimabili, sapranno risollevarsi, lavorare duramente fino a divenire la realtà attuale, un territorio nel quale il benessere è diffuso e l'emigrazione un ricordo lontano.
Con una prosa semplice, a volte secca come lo sono i friulani, l'autrice descrive in modo efficace il terrore e l'angoscia di quei mesi del '76 scanditi da scosse di assestamento, paura, dolore e fatica e traccia un realistico ritratto del carattere friulano, riservato, tenace, orgoglioso. 
Ed Elvira, con la sua voglia di fare nonostante tutto, con la sua capacità e determinazione, con quella riservatezza che le fa vivere con pudore e discrezione i propri sentimenti (siano questi il dolore intenso della perdita della madre e degli amici a seguito del sisma, siano l’amore che sboccia, lieve, per Valerio), è una donna nella quale molte friulane non potranno non riconoscersi.