sabato 26 settembre 2015


Con un poco di zucchero 
Chiara Parenti 
Youfeel Rizzoli 
pag. 144 
prezzo € 2,49 

La Trama 
A trent'anni suonati Matteo Gallo sta attraversando una terribile crisi esistenziale e creativa. Solo sentimentalmente, senza lavoro e senza casa, decide di approfittare dell'ospitalità della sorella Beatrice che, a sua volta, è stata piantata dal marito. Tra questi due adulti pieni di problemi, cercano di destreggiarsi i figli di Beatrice, bambini talmente iperattivi da diventare il terrore delle varie tate che una dopo l'altra se ne vanno finché non arriva tata Katie. A prima vista sembra venuta da un altro pianeta con i suoi occhi sgranati ed i suoi “occhebello” per qualsiasi cosa veda. Ma, giorno dopo giorno, riuscirà a trasmettere gioia, equilibrio ed amore non solo ai bambini ma anche agli adulti.

La Recensione
Dopo il fortunato esordio con Tutta colpa del mare, torna la brava Chiara Parenti che, con questo suo secondo romanzo, conferma le sue doti di scrittrice abile e frizzante. Con una serie di esilaranti battute, la Parenti sceglie la narrazione in prima persona calandosi nei panni di un giovane scrittore, Matteo Gallo,che si trova alle prese con una terribile crisi esistenziale. Ha trent'anni, è single, è in pieno blocco creativo, senza casa ed è ospite della sorella Beatrice separata con due bambini. 
Il protagonista impersona il classico uomo disincantato che cerca di superare le sue crisi infilandosi in storie di sesso. Sia lui che la sorella Beatrice, profondamente delusi e feriti, si dibattono in situazioni sempre più frustranti e senza senso. Naturalmente i disagi dello zio e della madre si ripercuotono sui due bambini che, essendo agitati ed esasperati, combinano un guaio dopo l’altro. Tutto cambia quando arriva tata Katie. Con la sua voce squillante, i suoi occhioni azzurri spalancati, il suo abbigliamento strano, questa ragazza irrompe nella vita di Matteo come un ciclone. Infila un           “occhebello” dopo l’altro ed agli occhi di lui appare surreale e perfino un poco stupidina. Eppure conquista subito i bambini e poco dopo anche Beatrice che, grazie ai suoi consigli, riesce a raggiungere equilibrio e sicurezza. 
La scrittrice si sofferma su due temi importanti che sembrano dimenticati nella routine asfissiante in cui viviamo: la gioia e la ricerca d’amore da parte dei bambini. Spesso confondiamo l’allegria fugace, il piacere, l’ubriacatura di sensazioni con la felicità finendo così per passare, come il protagonista della storia, da una delusione all’altra per cercare quel qualcosa che ci sfugge. 
La gioia è invece dentro di noi, è il centro del nostro equilibrio e Katie, che ne conosce il segreto, ha la capacità di cogliere il senso di inadeguatezza che si agita sia in Matteo che in Bea e di aiutare entrambi a tirarlo fuori per sconfiggerlo. Così come, in modo egregio, aiuta i bambini ad affrontare i mostri che si portano dentro.
E qui, con molta delicatezza, l’autrice tratteggia la realtà molto difficile in cui vivono molti figli di genitori separati, che si vedono scaricati da uno dei genitori senza preavviso e si sentono abbandonati. Se è difficile per un adulto gestire la rottura di un rapporto ed una situazione sentimentale precaria, tutto questo per un piccolo si trasforma in una ferita profonda che lo porta a reagire diventando, per esempio, iperattivo e capriccioso nel tentativo di richiamare  l’attenzione degli adulti a cui chiede soltanto affetto. 
A volte un genitore da solo non è in grado di gestire tutto: lavoro, figli ed allora sono importanti figure professionali, come le tate che, osservando la realtà da un punto di vista diverso, riescono a traghettare i bambini verso un mondo fantastico in cui ritrovare i propri punti di riferimento. 
Tata Katie fa tutto questo e anche di più. Riesce a riannodare i fili di un rapporto che stenta a decollare: quello tra zio e nipoti. Proiettato verso un futuro molto incerto, il protagonista perde i contatti con il presente in cui vive senza mettersi in gioco lasciando che la vita gli scivoli addosso. Guarda Katie con sarcasmo e disapprovazione ingaggiando con lei una vera e propria battaglia. Via via è costretto però ad incassare una sconfitta dopo l’altra: la ragazza è arguta, ha il coraggio delle proprie azioni, dei propri pensieri e delle proprie scelte. Ed alla fine è costretto a concederle la vittoria. 
Con un ritmo incalzante, fluido e divertente Chiara Parenti ci coinvolge sempre di più nella storia e ci sorprende con abili colpi di scena ed insospettabili equivoci. Con un poco di zucchero si rivela un romance ben costruito con personaggi delineati alla perfezione ed, a mio avviso, merita di essere proposto anche in versione cartacea.

                                                              Pasqualina D'Ambrosio

venerdì 25 settembre 2015

Per chi ama il Nobel Patrick Modiano, le sue atmosfere rarefatte, sospese fra un’attualità a volte improbabile, imprevedibile e il ricordo che accompagna e alimenta l’esistenza dei suoi protagonisti, per chi si sente attratto dalle sue enigmatiche e sensuali protagoniste femminili. segnaliamo 

Villa Triste
Patrick Modiano
Bompiani
pag. 210
prezzo € 17
“Per non andare a combattere in Algeria – siamo ai primi degli Anni Sessanta – un giovane francese di cui sappiamo molto poco, va a rifugiarsi in una stazione termale affacciata su un lago dell’Alta Savoia, a pochi chilometri dalla Svizzera. Volendo nascondere la sua identità, si presenta come un discendente di una nobile famiglia russa: il conte Chmara. Dopo qualche tempo, incontra una ragazza molto affascinante che ha qualche anno più di lui: Yvonne. Lei dichiara di essere una attrice che ha appena finito di partecipare al film di un regista tedesco, girato proprio da quelle parti. I due si innamorano e, nella località turistica che col suo Casino, i ricevimenti, i campi da tennis, i concorsi di bellezza, sembra essere attrezzata di tutto punto per proporsi come una imitazione sbiadita e volgare della Costa Azzurra in cui un tempo avevano folleggiato Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, e W.S. Maugham avrebbe sfogato fino all’ultimo il suo pessimo umore, vivono una lunga estate di passione e di bugie. Yvonne fa parte di quegli esseri misteriosi – sempre gli stessi – che, come sentinelle, se ne stanno ai bivi della nostra esistenza e, nel momento stesso in cui li incontriamo, ci travolgono. Il finto conte Chmara è un apolide della vita, alla ricerca del passato e del tutto. Sono, entrambi, protagonisti di “quel momento della giovinezza in cui tutto è sul punto di precipitare e presto sarà troppo tardi per tutto”. È inevitabile che, insieme, costruiscano una vicenda drammaticamente esemplare. Villa triste, il romanzo che Patrick Modiano scrisse quando ancora non aveva compiuto trent’anni, è un romanzo inquietante, a tratti ironico e “cattivo”, fascinosamente rétro, percorso da una potente vena d’erotismo. Modiano, in questo, è un maestro. Conosce perfettamente la misura. E quali sono i gesti, quali sono le parole, quali sono i luoghi, in cui si nasconde il desiderio.” (Giorgio Montefoschi)

sabato 12 settembre 2015


Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
Irene Pecikar
Youfeel Rizzoli
pag. 144
prezzo € 2,49

La Trama
E se non vissero tutti felici e contenti?
L’amore è guardare un film romantico mangiando un gelato al pistacchio ricoperto di nutella con una spruzzata abbondante di panna. È questo che pensa Samantha, certa che un buon gelato possa risolvere ogni cosa e che Parigi non sia affatto la città dell’amore. Samy di storie ne ha avute, e tutte l’hanno delusa. Ma se un giorno incontrasse il ragazzo di cui era innamorata al liceo e lui iniziasse a corteggiarla? E se Lorenzo, il suo migliore amico, fosse invece certo che cedere alla sua vecchia fiamma sia l’errore più grave che Samy possa fare? Come si può capire qual è la strada giusta da percorrere per trovare il proprio lieto fine?
Tra yoga, training autogeno e i consigli di un prezioso guru milanese, una mamma invadente, una cugina insopportabile e un ritorno di fiamma, si snoda una storia d’amore e di amicizia farcita di romanticismo per un buonumore assicurato.

Recensione
Libro frizzante, gradevolissimo, divertente e con il giusto tocco di romanticismo, scritto con una prosa briosa e accattivante, dal ritmo incalzante.
In un alternarsi fra passato e presente, entreremo nel mondo di Samantha, la protagonista di questo romanzo. ex brutto anatroccolo, intelligente e volitiva quanto maldestra e nervosa, alle prese con problemi lavorativi e un collega strepitoso (Alex), una mamma troppo presente e una cugina fin troppo perfetta, un amico speciale, uno di quelli che tutte noi vorremmo e un ex compagno del liceo, il classico bellone che la snobbava e che ora le cade ai piedi… 
E non potremo non trovare Sammy irrimediabilmente simpatica, non potremo non perderci con lei nel labirinto di situazioni a volte quasi surreali ma sempre estremamente gustose e godibili nelle quali incappa.
In definitiva, mentre seguiamo Sammy e le sue peripezie, ci ritroveremo a ridere e soffrire con lei per i suoi successi e le sue delusioni che diventeranno anche un poco nostri. 
Verremo così travolti da un vortice di viaggi di lavoro che si trasformano in appassionate parentesi d’amore, incontri inattesi, licenziamenti, confidenze e ripicche, equivoci e malintesi che potrebbero avere conseguenze drammatiche fino a che, come per magia, il rompicapo della movimentata vicenda troverà una soluzione e tutte le tessere di questo mosaico variopinto, dai colori allegri, andranno al loro posto, lasciandoci con un sorriso e un profumo di macaron al pistacchio.