martedì 4 agosto 2015


Il mostro dell’hinterland
Matteo Ferrario
Fernandel
pag. 176
prezzo € 11, 49, ebook € 6,90

La Trama
Riccardo Berio sta scontando un ergastolo per l’omicidio brutale degli zii, con cui divideva una villetta bifamiliare nell’hinterland milanese. All’epoca dei fatti, la movimentata vita sessuale delle due anziane vittime rendeva per contrasto ancora più ridicola e compromettente l’esistenza da fantasma di Riccardo, un quarantenne studente fuoricorso dalle molte passioni intellettuali, ma inabile al lavoro e ai rapporti umani, e in grado di mantenersi solo grazie all’eredità lasciatagli dal padre. Il movente del duplice omicidio del “mostro dell’hinterland”, come subito lo ribattezzano i media, viene individuato nella frustrazione e nell’invidia per la felicità sfacciata di una coppia di pensionati ben più vitali e socialmente inseriti di lui.
Anni dopo la conclusione del processo, quando l’intera vicenda è ormai sprofondata nell’oblio, la casa dove Riccardo è cresciuto viene messa all’asta. Perso così anche l’ultimo pezzo della propria identità, sente che è arrivato il momento di raccontare come sono andate davvero le cose, e al chiuso della sua cella comincia a scrivere. Lo fa col tono caustico e l’umorismo nerissimo di chi non ha mai sperato di salvarsi, perché fin dall’inizio sapeva di essere condannato. 

Recensione
Di Matteo Ferrario avevo letto e apprezzato Buia. Questo nuovo romanzo è una conferma ulteriore delle capacità narrative di questo autore.
Con uno stile graffiante, con un’ironia sottile ma che cela sempre un velo di malinconia, Il mostro dell’Hinterland racconta la vicenda, narrata in prima persona, di Riccardo Berio sospettato e poi condannato per il duplice omicidio degli zii che occupavano parte della villetta bifamiliare nella quale lo stesso protagonista abitava.
Riccardo, per il quale il lettore proverà un’immediata simpatia, è un perdente, uno sconfitto dalla vita incapace com’è sia di instaurare rapporti affettivi e sentimentali sia di trovare un proprio spazio nell’ambito della società. Si limita a sopravvivere, soccombendo nella sua costante partita con la Vita della quale sono suoi antagonisti il padre, uomo di poca cultura ma di solidi principi e grande ambizione, gli zii pensionati gaudenti e sfrontati (che incarnano forse il falso mito dell’eterna giovinezza, oggi così di moda), Mara l’unica che potrebbe amarlo ma che lui in realtà non saprà mai comprendere fino in fondo, Giovanni il cugino che gli sta accanto anche durante il giudizio per omicidio ma che, da giovane,  lo sovrastava con la sua vitalità da ragazzo normale.
Il rivale più forte, quello che infligge la sconfitta definitiva è però la nostra società con i suoi miti e programmi televisivi che svendono e sviliscono i sentimenti più nobili e intensi, le sue ipocrisie e pregiudizi frutto di un’ignoranza arrogante che ferisce, colpisce a fondo l’animo fin troppo sensibile di un uomo come Riccardo. che accetterà la sua disfatta, rinunciando a difendersi da un’accusa gravissima di duplice omicidio, arrivando forse a considerare la galera un rifugio estremo nel quale nascondersi e svanire, proteggendosi da quella società solo apparentemente civile che lui non intende e che non lo ha mai capito.
Il mostro dell’hinterland è un romanzo intelligente, una critica spietata a un modo di vivere e di concepire la vita che ha fatto della spettacolarizzazione, della volgarità, dell’arroganza e dell’opportunismo i suoi principi. Ma non è solo questo: è un’analisi profonda e disincantata della famiglia e delle sue distorsioni, dei condizionamenti imposti che vorrebbero tracciare il cammino di una vita, con le tappe obbligate del successo professionale e di un almeno apparente equilibrio sentimentale e familiare, che Riccardo non sarà mai in grado di ottenere e raggiungere.
E per questo motivo, il protagonista con le sue giornate solitarie passate su una sedia a sdraio a contemplare i vicini, è un diverso e in quanto tale, il colpevole ideale. Al di là di tutto, di ogni ragionevole dubbio. La sua condanna, che la società rappresentata dalla PM Tagliabue  efficacissima nella sua richiesta di giustizia fin troppo “spiccia” e dall’indolente ma televisivamente apprezzabile avvocato difensore di Riccardo esige,  ristabilisce l’equilibrio di un meccanismo che il duplice omicidio di due persone “normali” aveva incrinato.
Che la giustizia sia tutt’altra cosa, che non si debba mai ridurre a un fenomeno mediatico, ovviamente, non importa.
In definitiva, Il mostro dell’hinterland è un romanzo lucido, che non fa sconti a nessuno e che sicuramente vale la pena leggere.

Nessun commento:

Posta un commento