sabato 31 gennaio 2015


La forza dei sogni 
Maria Masella 
Mondadori 
pag. 203 
prezzo € 2,99 

La Trama
Dante ha rinunciato ai propri sogni, vorrebbe solo trasferirsi all’estero, dove nessuno lo conosce, e iniziare una nuova vita. Prima deve però vendere i terreni ereditati da un lontano parente, e quando si reca in campagna per ispezionarli, incontra Teresa e tutto cambia. L’attrazione fra loro è improvvisa, con un desiderio irrefrenabile che, a dispetto delle regole e del decoro, li spinge una nelle braccia dell’altro al punto da imporre un matrimonio affrettato. Accanto a Teresa, vivace e spontanea, Dante riscopre il valore dei suoi vecchi sogni, ma per realizzarli dovrà riaprire ferite antiche e dolorose…

Recensione
Un romanzo ambientato nell’Italia del Risorgimento, ben scritto, avvincente e interessante.
La vicenda si svolge a Genova e nella campagna ligure fra i palazzi dell’alta borghesia industriale impegnata nello sforzo di modernizzare un paese che ancora non è l’Italia unita, i ritrovi di spocchiosi ufficiali del Regno di Sardegna e residenze fuori città. Fanno da cornice e sfondo l’ideale mazziniano repubblicano, la minaccia incombente di una nuova guerra contro l’Austria, le speranze e illusioni di un paese che sta cercando di emanciparsi.
I due protagonisti Teresa e Dante spiccano per la loro personalità intensa, determinata, la loro testardaggine, la loro passionalità.
Lei è una ragazza di campagna, decisa, intelligente e sicuramente un poco stravagante rispetto ai canoni  e ruoli femminili dell’epoca che le stanno stretti. 
Lui un giovane uomo che porta con sé le disillusioni di un passato familiare e personale ( lo sfortunato matrimonio dei suoi, l’accusa di viltà che ha posto fine alla sua esperienza di militare volontario nei reparti di artiglieria dell’armata sabauda e il tradimento della fatua fidanzata che lo ha abbandonato per sposare un uomo ricchissimo molto più anziano di lei), che gli impongono quasi di trasferirsi in un paese straniero per iniziare una nuova vita.
Si incontrano in campagna dove Dante è andato per trattare la vendita di una sua proprietà e dove vive Teresa. Inevitabilmente, si sentono attratti l’uno dall’altra. Al punto di dover arrivare, per motivi di decoro, a un matrimonio che entrambi affrontano senza convinzione e, almeno apparentemente, senza amore. 
La passione che li unisce, la sensualità di entrambi li avvicineranno e li porteranno a vivere momenti infuocati e indimenticabili, destinati però a svanire di fronte a una realtà fatta di malintesi, ambiguità, parole non dette. Fino a che la situazione della loro unione, dopo un momento di relativa serenità, sembrerà precipitare e Teresa si rifugerà nuovamente in campagna, non una sola volta ma due, decisa a smettere i panni di moglie per ritornare alla consueta vita con la sua famiglia d’origine. 
Ma nulla è come sembra e nulla potrà più essere com’era…
La forza dei sogni è un bel romanzo d’amore ma non solo: il lettore grazie all’abile narrazione e dall’attenta ricostruzione storica dell’autrice si ritrova trasportato nell’epoca tumultuosa, palpitante eppure densa di speranze del Risorgimento e del Regno di Sardegna.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 
Jonas Jonasson 
Bompiani 
pag. 446 
prezzo € 12,75 

La Trama
Il personaggio principale del racconto, Allan Karlson, compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive da anni intende festeggiarlo in modo solenne. Allan, però, decide di scappare dall'ospizio senza avere alcuna destinazione in mente. Arrivato alla stazione dei pullman, durante l'attesa prima della partenza, Allan si imbatte in un giovane, biondo, strano e troppo fiducioso nei confronti del vecchietto. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilette pubblica con un'enorme valigia da cui non si separa mai, il giovane chiede ad Allan di custodirla per pochi minuti. Arriva una corriera, Allan vi sale portando con sé la grossa valigia, senza sapere che quel biondino è un criminale affiliato ad una gang dedita al traffico della droga.
Tutta la vicenda è costellata da una girandola di equivoci e viene narrata in una sequenza cronologica lineare, ma a più riprese si intreccia con i flashback che ripercorrono la vita del protagonista in una galleria di personaggi incredibili e grotteschi.

Recensione
Il termine giusto per esprimere in una sola parola un lapidario giudizio su questo romanzo d’esordio dello scrittore svedese Jonas Jonasson è, a mio avviso, l’aggettivo “esilarante”. Difatti, ciò che accompagna il lettore dall'inizio alla fine della vicenda narrata è il sorriso, l’ilarità, tanto buonumore e spensieratezza. Si tratta di una lettura che non annoia mai, così piacevole da augurarsi di poterne presto leggere un sequel, nella speranza che l’arzillo e folle protagonista, il centenario Allan Karlson, possa vivere ancora a lungo.
Il romanzo ha una struttura ad anello: la vicenda parte e si conclude nel maggio 2005, più precisamente proprio nel giorno del centesimo compleanno di Allan.
Per l’occasione, la casa di riposo presso cui vive gli organizza una festa. Allan, però, abituato alla libertà, è stanco di vivere segregato tra quelle quattro mura e decide di scappare via poco prima che la festa abbia inizio, saltando dalla finestra della sua camera sita al pianterreno.
Da questo momento ha inizio la sua simpaticissima e divertente “ultima avventura”, caratterizzata da una serie di incontri imprevisti, malintesi, avvenimenti strani, bizzarri, spesso ambigui, ma anche da tanti colpi di fortuna.
Come si fa a non "tifare" per Allan? Nonostante gli equivoci, le magagne, gli imbrogli, lui ce la fa sempre e non si può non averlo in simpatia. E del resto come si fa a non avere in simpatia un tipo che prova per la prima volta le gioie dell'amore fisico a 100 anni!
Ad ogni modo Allan è, come si suol dire, proprio nato con la camicia, non solo perché è arrivato con lucidità ed in salute alla veneranda età di 100 anni, ma soprattutto perché per tutta la vita,  in ogni episodio, in ogni singolo accadimento, l'ha accompagnato la buona sorte,. Lui che ha conosciuto Truman, Churchill, Francisco Franco, Mao Tse Tung, Stallin, che ha vissuto ogni sorta di pericolo nella Spagna rivoluzionaria, nella Cina comunista, durante la guerra fredda, ne è uscito sempre indenne!
Il romanzo intreccia il racconto dell’avventura avente inizio il giorno in cui Allan scappa dalla casa di riposo con una serie di flashback che ripercorrono la vita del centenario: si tratta di un piacevole e ben strutturato viaggio nei fatti storici più importanti del ventesimo secolo. Le vicende, presenti e passate, sono collegate tra loro in modo impeccabile e così ben narrate che la lettura scorre gradevole.
Nonostante l’ilarità, ne Il centenario…  possiamo ritrovare anche un importantissimo messaggio: non sempre serve affannarsi, angosciarsi o preoccuparsi, tanto, come dice Allan, “le cose vanno comunque come devono andare”. Insomma, un invito ad essere un po’ più leggeri nella vita e a prenderla con meno ansia, il che ben si accorda con la generale lievità e spensieratezza del romanzo.
Concludo segnalando che dal libro è stato tratto anche un film, di recente (aprile 2014) nelle sale cinematografiche ma che, purtroppo, a mio avviso, non ne risulta all’altezza. La prima parte, pur con le necessarie riduzioni dettate dai tempi cinematografici, è molto attinente al testo e ben fatta. La seconda parte, invece, risulta molto confusa e caotica, con tagli davvero penalizzanti. Ne deriva un finale parzialmente diverso da quello del libro, il che fa perdere in parte il senso e la simpatia della storia.

                            Enza Grieci

martedì 27 gennaio 2015


One day 
Monique Scisci 
Amazon Kindle 
pag. 60 
prezzo € 0.99 

La Trama 
Non sapevano che quel giorno la loro vita sarebbe cambiata per sempre. Una storia d'amore senza fine, un incubo da cui non si può più uscire, una goccia di sangue per spezzare un legame e un'antica maledizione che ha il colore di un fiore. Dall'autrice de L'Ampolla Scarlatta Saga, quattro storie dedicate al mondo del fantasy per scoprire come tutto può cambiare nell'arco di un solo giorno.

Recensione
Un giorno, un solo giorno, tanto basta perché la vita cambi irrimediabilmente, a volte in bene, a volte in male
Quattro storie, quattro protagoniste, quattro vite e la forza del destino che muove beffardo gli eventi, come pedine sugli scacchi ed è il fato dolce e rude, crudele e tenero, che lega, con un filo sottile e impercettibile come quelli che il paziente ragno fila per tessere la sua ragnatela, queste quattro storie.
Così Anna diventerà il male contro il quale combatte e così sarà per sempre divisa da sua sorella, Ester scoprirà il perché del suo sogno ricorrente, Nicole avrà il suo miracolo di Natale e una giovane giornalista, scoprirà che le leggende, spesso, non sono mera fantasia.
In questa giostra che è la vita, non siamo noi i burattinai noi siamo i burattini. È il burattinaio che ci pone sulla giostra, è lui che decide quando dobbiamo salirci e quando dobbiamo scendere e in questa vita, in questo giro di giostra, noi possiamo solo tentare di fare del nostro meglio, dare il massimo e aver fede anche nell'impossibile.
Ad Anna è stata strappata la sua identità, a Ester è stata restituita, a Nicole è stata data una speranza, alla giovane giornalista che va verso la sua importante intervista la speranza è stata tolta.
Ovunque la vita ci conduca, qualunque cosa ci doni e qualunque cosa ci strappi via, qualunque azione compiamo, qualunque scelta operiamo, nulla cambia il fatto che basta un giorno, solo un giorno perché la vita cambi, perché il corso del fiume venga deviato e la strada sulla quale siamo stati spinti o che abbiamo deciso di intraprendere ci conduca in un ignoto che, ignoto, resterà per poco.
Il destino ci aspetta a fauci aperte e nessuno può sottrarsi al suo morso.
Un solo giorno basta perché tutto possa diventare improvvisamente diverso.

                                    Simona Zarcone

L'ora blu delle fiabe 
Ilse Herlinger Weber 
Paoline Editoriale Libri 
pag. 160 
prezzo € 12,75 

La Trama 
Ilse Herlinger Weber è una scrittrice di fiabe e poesie ebrea ceca ma di cultura tedesca. Viene deportata insieme al marito e al figlio più piccolo Tommy nel campo di smistamento di Theresienstadt vicino Praga. Qui si offre come infermiera per assistere i bambini malati. Cerca di alleviare le sofferenze di questi piccoli nell'unico modo che conosce: raccontando loro le sue fiabe e recitando le sue poesie. Riesce a procurarsi anche un liuto e poi una chitarra con cui si accompagna cantando delle dolci ninne nanna. Nonostante le barbarie crescono fiori d'amore e le fiabe si posano come dolci carezze su quelle piccole vite la cui unica “colpa” è essere nati in un periodo storico in cui la malvagità umana si mostrò nel modo più abietto e cruento

Recensione
Questo libro nasce da un lavoro di cooperazione tra professori ed alunni dei licei linguistico e scientifico di Civitanova Marche. I ragazzi hanno curato le note e prodotto le immagini che accompagnano ogni fiaba. Il libro ha partecipato al concorso “I giovani ricordano la Shoah 2014” e ha ottenuto vari riconoscimenti. Grazie alla traduzione della professoressa Rita Baldoni e grazie alle sue fiabe, siamo riusciti ad incontrare, la dolce e cara Ilse.
Ilse Herlinger Weber nasce in una cittadina morava che poi verrà inserita nella repubblica ceca. Vive in un ambiente culturalmente attivo in una società multietnica. Parla ceco e tedesco ma predilige quest'ultima lingua con la quale scrive e si esprime. Giovanissima comincia a scrivere poesie e fiabe per bambini che legge in alcuni programmi radiofonici. Quando Hitler sale al potere lei perde piano piano il lavoro, il suo posto nel mondo e la sua casa. Riesce solo a salvare il figlio Hanus di 8 anni mandandolo in Svezia da un'amica. Viene deportata, insieme al marito e al figlio più piccolo, a Theresienstadt una fortezza trasformata dai nazisti in un campo di raccolta e transito. Dopo quasi due anni, alcuni bambini malati, il marito ed il figlio sono destinati al campo di Aushwitz e Ilse sceglie di seguirli. Poco prima di partire il marito riesce a salvare le fiabe e le poesie che la moglie aveva scritto a Theresienstadt sotterrandoli in un capanno. E sarà proprio lui, unico sopravvissuto ad Aushwitz a “riportare” in vita la moglie attraverso i suoi scritti. Grazie alla traduzione della professoressa Rita Baldoni e grazie alle sue fiabe, siamo riusciti ad incontrare, la dolce e cara Ilse.
Quando la sua famiglia viene sgretolata in questo campo tetro e triste, Ilse decide di prendersi cura dei bambini malati come se fossero suoi figli. Ogni bambino ha un ricordo, una nostalgia, un sogno e ognuno di loro può viverlo anche in quel luogo orribile grazie alla voce di Ilse che, ogni sera, nell'ora blu delle fiabe, ricompone per loro una realtà magica. Nel caos in cui vivono, finalmente c'è qualcuno che riesce a portare un certo equilibrio. Quei bambini soli, malati, affamati a cui vengono addirittura negati i farmaci, ricevono da zia Ilse, come la chiamano, quella vita che a molti di loro verrà poi tolta. Il mondo di fuori, quello in cui vivevano prima c'è ancora ed è sempre quel posto meraviglioso in cui le mamme li aspettano ed è questa una speranza a cui aggrapparsi per estraniarsi da quel luogo di pena. Quanto sarà costato a quella donna, sola e lontana dai suoi cari, ricreare un mondo incorrotto, credere ancora nel concetto di bontà umana, avere Fede e in un certo senso “portare Dio” in quell'inferno, attraverso le sue parole! Il rispetto e l'amore per l'infanzia sono sempre stati lo scopo della sua vita e lei li porta avanti ovunque e per sempre. 
Questo libro, oltre a farci conoscere gli usi ed i costumi dei “ nostri fratelli maggiori”, la loro vita penosa nei secoli, è anche un monito per tutti: guai a chi non si prenderà cura dei più piccoli rispettandone l'integrità fisica e morale.  
Chi sono i personaggi delle fiabe di Ilse? Sono uomini, donne e bambini buoni e generosi che amano, soffrono ma che superano le sofferenze perseverando nell'amore e nella bontà, nell’amore grande che  viene frainteso come pazzia ma che riesce a ridare fiducia nella vita. 
Ilse si aggrappa alle sue parole per poter sopravvivere e sognare che un giorno la sua famigliapotrà di nuovo riunirsi. Anche la morte, in una sua fiaba, viene umanizzata e arretra davanti alla preghiera di una bambina che offre la sua vita in cambio di quella della mamma malata. 
Il narrare di Ilse testimonia il potere della letteratura che crea un mondo diverso, un'isola felice alla quale approdare nei momenti di difficoltà
                                
                                   Pasqualina D'Ambrosio

martedì 20 gennaio 2015

Segnaliamo oggi l’antologia Parole tra sogni e ricordi che raccoglie i racconti di dodici diversi autori, fra loro anche Laura Bassutti, e il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione Onlus Alzheimer Isontino. Il volume potrà essere acquistato sul sito www.tuttosuilibri.com.


Parole tra sogni e ricordi
Autori Vari
Editore, TuttoSuiLibri (dicembre 2014)
pag. 108
prezzo € 12,00

Le parole sono importanti: possono accarezzare, far sognare e ricordare.
I libri ci possono far vivere mille e mille vite oltre alla nostra. E ogni vita merita di essere vissuta fino in fondo e merita di essere raccontata, ricordata, con tutte le gioie, i momenti speciali, ma anche le paure, la drammaticità e le emozioni che ci appartengono e accomunano.
Quando la memoria viene meno è come se il puzzle di una vita perda alcuni tasselli, talvolta per sempre. Ed è allora che ogni appiglio, ogni racconto, per tornare a ricordare, per tornare a (ri)vivere la propria vita attraverso le emozioni diventa davvero importante.
Dodici racconti in cui ognuno degli autori ha regalato un momento, per evadere, per riflettere, attraverso la propria abilità di narratore capace di intingere la propria penna nelle emozioni, immergendo il lettore in un tassello di vissuto. Talvolta inventato, altre più intimo e personale, ma pur sempre capace di far sognare o ricordare una parte di sé, facendo così riaffiorare qualcosa da dentro.

La dama rossa
Giada Trebeschi
Mondadori
pag. 225
prezzo € 16.50

La Trama
1938. Nell'anno in cui il duce emana le leggi razziali e il rombo della guerra si fa sempre più vicino, la giovane studiosa di storia dell'arte Letizia Cantarini lavora con passione al restauro di un palazzo nobiliare vicino a Roma insieme a due colleghi. Dietro una parete, i tre scoprono una stanza segreta dove giacciono i resti di una donna murata viva circa cinquecento anni prima. Sul pavimento, accanto alla condannata a morte, di cui ancora si scorgono lembi di tessuto rosso come la porpora, alcuni fogli: le sue memorie e un enigma. Letizia però non ha il tempo di studiare le carte della misteriosa "Dama rossa" vissuta alla corte di Alessandro VI Borgia, che un gruppo di miliziani fascisti, guidati dall'affascinante capitano de' Risis, giunge a interrompere i lavori. È evidente che il ritrovamento della camera segreta desta un interesse non solo archeologico. Letizia e i colleghi capiscono di aver portato alla luce non tanto i resti del tesoro degli Olgiati - la famiglia cui apparteneva il palazzo - ma qualcosa di ben più prezioso. Inizia così una fuga indiavolata, un'avventura travolgente che vedrà i tre amici alle prese con un favoloso rompicapo: una sciarada composta nel Rinascimento che li porterà fino in Spagna, all'Alhambra, sulle tracce della Dama rossa e di un inimmaginabile tesoro. I protagonisti, separati dagli eventi - uno dei tre è ebreo e dovrà nascondersi dal furore fascista -, rischieranno la vita per scoprire e proteggere lo straordinario segreto.

Recensione
Lunga è la disquisizione che si può fare in merito ai regimi totalitari, su come, questi siano portatori di morte, di distruzione, di dolore, di sofferenza, su come Hitler abbia fatto suo il super uomo di  Nietzsche e su come Mussolini sia stato una vergogna tanto quanto il “führer”… io però voglio parlare della vita, che come una piccola piantina che si fa largo fra il duro e freddo cemento, riesce ad essere più forte di una tirannia che imbavaglia i pensieri e le parole.
Letizia è una giovane donna che, durante la sua giovane esistenza, ha già potuto assistere alle barbarie del fascismo, alla sua follia e ha dovuto veder morire il padre perché "poco collaborativo" nei confronti del regime che lei odia.
Il capitano de Risis è un uomo che ha "ereditato" la divisa: sta nell'esercito come il padre e come il nonno ma la indossa controvoglia, dichiara obbedienza al re però non al fascismo che gli ha strappato affetti importanti. 
L'obbedienza alla dittatura lui  la finge soltanto, tant’è che capirete subito che è un uomo che non sposa affatto i principi, i metodi del regime e, a differenza di altri personaggi, vi ispirerà fiducia.
La vita di Letizia, dei suoi collaboratori e del capitano si incrociano grazie alle scoperte della protagonista femminile  del romanzo durante i restauri di un importante palazzo nobiliare romano.
Immaginate questo libro come una corsa: all'inizio si cammina ma poi, poco alla volta, la nostra andatura si fa sempre più veloce, più rapida. Il cammino è la scoperta, da parte di Letizia, di una stanza nella quale viene rinvenuto un cadavere vecchio di secoli. La corsa comincia gradualmente, quando il regime manda sul luogo i soldati fascisti, poiché il duce ha la convinzione che quel ritrovamento possa condurre ad un noto tesoro: ogni volta che verrà rinvenuto qualcosa di nuovo, il cammino dei protagonisti diverrà sempre più veloce.
Seguendo le vicende di Letizia e del capitano, tratterrete il fiato, un silenzioso incoraggiamento vi verrà spontaneo, perché, non è della dittatura che deve essere la vittoria. 
Vi meraviglierete di fronte al comportamento meschino e violento dei soldati fascisti, delle barbarie di cui sono capaci, del modo indegno in cui trattano le donne e gli essere umani in generale e proverete una rabbia intensa nei loro confronti.
In una rocambolesca avventura, in cui la vita, l'amore e gli affetti sapranno essere più forti di un regime crudele e spietato, fra vicende dolorose, fughe, la ricerca di quel tesoro che il duce brama e vuole ad ogni costo, la sete di potere dei soldati che militano fra le file del suo esercito, Letizia e il capitano impareranno ad amarsi e scopriranno l’arcano…

                      Simona Zarcone

venerdì 9 gennaio 2015


Così vicinissimamente lontano 
Jessica Iatarola 
Autorinediti Collana Zaffiro 
pag. 112 
Prezzo € 15 

La Trama
"...Per anni le mie macerie sono state lì, sulla battigia del mio cuore. Ho consapevolmente deciso di lasciarle marcire, guardarle non con disprezzo ma con compassione rispettosa. Ho fatto un danno enorme lo so. Adesso lo so"."...Era questo ciò che mi stava succedendo. Damiano era la linea che non dovevo toccare, era lo spazio circostante entro il quale non dovevo scrivere eppure la mia penna stava andando in giro per il foglio e non riusciva a smettere ..."."...Sei l'alone della pioggia sulla finestra del mio cuore e torni a piovere ogni volta che pulisco a fondo l'anima. Riesci a nasconderti dietro una nuvola così come in mezzo ad una folla e poi mi giro, non ti vedo, ma sento che ci sei…".

Recensione 
Racconta Platone nel Simposio, la storia di uomini perfetti che bastavano a se stessi, non avevano un genere di appartenenza, avevano due teste, quattro braccia e quattro gambe. Gli uomini diventarono insolenti e per punizione, Zeus, decise di dividerli. Da allora l'uomo va alla ricerca della metà perduta: questa ricerca si chiama amore.
Chissà se in una vita passata Isabella e Damiano furono un unico essere, quello che è certo è che sono due metà fra le quali si frappone un segreto doloroso che li porta ad allontanarsi e a respingersi come farebbero i poli uguali di una calamita. Della calamita loro sono i poli opposti, che però si oppongono alla forza di attrazione.
Così vivono le loro vite lontano l'una dell'altro: Isabella si sposerà e avrà una figlia, Damiano ha una compagna ed è in procinto di sposarsi.
E voi che leggete starete lì, in mezzo a loro due, schiacciati dai sentimenti di lei, dalla sua confusione e dall'amore-odio che Damiano nutre per Isabella, ma sarete schiacciati anche dalle vostre esperienze di vita. Le indecisioni di lei, i suoi dubbi le sue paure, non diventeranno solo vostre, ma vi ricorderanno le vostre. Vi ricorderanno quando anche voi eravate tormentati dai dubbi, com'era soffocante il peso della scelta e com'era doloroso ogni passo verso la libertà del cuore e dello spirito.
Odio e amo, diceva Catullo, non so come sia possibile ed è per questo che mi tormento.” Damiano è l' "Odi et amo" catulliano, lo incarna perfettamente: ama così tanto Isabella da arrivare a odiarla mentre quel segreto che, come un macigno, si frappone fra loro, diventa grande come una montagna. Ma le montagne, per quanto alte, per quanto abbiano le pareti ripide e franose, sono davvero così impossibili da scalare?
E mentre cercherete la risposta a questa domanda, ancora una volta ricorderete i vostre amori non corrisposti, gli addii… ricorderete come ferisce il cuore il dolore di un amore che non può essere espresso,, come morde l'anima facendola morire un poco alla volta?
Sarete coscienti del fatto che se è vi rimasto solo un ricordo e se siete sopravvissuti è perché, magari al tempo del vostro amore sfortunato  eravate troppo giovani, o l'altro non era esattamente la metà che vi mancava e completava. E vi ritroverete a chiedervi perché se Isabella e Damiano sono la metà della stessa mela, si lasciano distruggere dalla sofferenza, si lasciano annientare e consumare, fino a rasentare la disperazione e la "follia" per uno, la tristezza e la malinconia più profonda per l’altra. Il segreto che li allontana allora vi si rivelerà.
Chi ha avuto, purtroppo, la sfortuna di vivere la stessa esperienza dei nostri protagonisti capirà fin nel profondo perché, per anni questo, "macigno" ha avuto la meglio sull'amore, chi ha avuto la fortuna di non viverlo, non comprenderà fino in fondo, è vero, ma questo non romperà il profondo rapporto empatico che si è venuto instaurando con loro.

”…Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino …

scriveva Prevert. Riuscirà l'amore a vincere sul dolore? E Isabella e Damiano, metà troppo a lungo rimaste lontano, riusciranno a ricongiungersi e a tornare a essere un essere unico, complementare?                       
            Simona Zarcone                   
Segnaliamo l’ultimo romanzo di Stefano Zecchi, nel quale la vicenda umana, politica e sentimentale del protagonista si intreccia con la Storia drammatica di Fiume, della sua popolazione italiana e della ormai dissolta Jugoslavia.


Rose bianche a Fiume 
Stefano Zecchi 
Mondadori 
pag. 245 
prezzo € 15,30 

È possibile dimenticare un grande amore per trovare la propria felicità? È giusto ripercorrere, a ritroso, gli eventi accaduti sulle coste orientali dell'Adriatico dopo la guerra, per restituire dignità ai vinti della Storia? Amori, amicizie, speranze sconvolte, sentimenti calpestati con quel breve tratto di penna che ha creato un nuovo confine sulla carta geografica. E si può dimenticare il dolore per iniziare una nuova vita? Lontano dalle rovine che hanno travolto la sua giovinezza, quando ormai pensa che i conti con il tempo trascorso siano chiusi, Gabriele riceve un misterioso invito che lo sfida a fronteggiare il passato. Decide, allora, di ritornare nella sua Fiume dopo che la Jugoslavia si è dissolta, perdendo la propria unità politica. Ritornare: cadere nelle braccia della nostalgia attraverso i ricordi era ciò che Gabriele in lunghi anni d'esilio aveva voluto evitare. Ma quell'invito, un semplice appuntamento scritto su una cartolina, diventa un inesorabile appello della memoria. Gabriele non si sottrae a questo richiamo e a Fiume ritrova il senso perduto della propria vita. La famiglia, il padre, l'impegno politico, il grande amore che ha continuato a solcare la sua esistenza riaccendono le luci sui momenti più appassionanti e drammatici della sua storia. Rose bianche a Fiume è un romanzo struggente, ricco di colpi di scena eppure capace di soffermarsi con sguardo vigile e acutissimo su una delle più orribili lacerazioni del nostro tempo. Stefano Zecchi narra l'avventura di un uomo e di una donna illuminati da radiose speranze e poi costretti a percorrere fino in fondo il cammino della disillusione. Due destini piccoli e fragili, eppure grandi perché portano sulle spalle la parabola di un secolo intero, il Novecento, e la sua eredità da non dimenticare.

Mare d’inverno 
Grazia Verasani 
Giunti  
pag. 176 
prezzo € 11,90 

La Trama
Mare d’inverno è un romanzo sull’amicizia tra donne. La voce narrante è quella di Agnese, che fa l’insegnante, con un matrimonio arrugginito e una figlia diciottenne. Poi ci sono Vera, giornalista di successo, e Carmen, attrice prestata al doppiaggio. Sono vicine ai cinquanta e sono amiche dai tempi dell’università. Adesso si ritrovano a passare insieme, in una villetta della riviera romagnola, i giorni che precedono il Capodanno. La scusa è quella di consolare Carmen che si è rifugiata lì per riflettere sulla sua ennesima sconfitta sentimentale. Durante questa breve vacanza finiranno per conoscere qualcosa in più di loro stesse, E insieme, forse, troveranno la forza di andare avanti più consapevolmente, senza paura della solitudine.

Recensione
Tre amiche, tre donne, tre storie di vita. 
Vera giornalista che pur essendosi pienamente realizzata nel lavoro non è felice, Carmen doppiatrice che ha privilegiato l'amore ma che non ha mai vissuto una storia davvero bella e appagante, Agnese, insegnante e scrittrice a tempo perso, con un matrimonio grigio, una figlia che non comprende del tutto e i cui ideali di vita, così lontani dai suoi, le sfuggono. Si ritrovano in una località balneare i giorni che precedono Capodanno per consolare Carmen, vittima dell'ennesima delusione sentimentale. 
In una villetta desolata, fra alberghi chiusi e quella malinconia pur sempre affascinante così propria del mare d'inverno, le tre amiche parleranno di loro di uomini come solo le donne sanno fare, si confideranno, discuteranno e ricorderanno storie passate, occasioni di vita perdute, rideranno e piangeranno, ritrovandosi a guardare con stupore, tenerezza e un poco di pena la giovinezza che ormai se n’è irrimediabilmente andata.
Un affresco tenero e ironico dell'amicizia al femminile, con le sue luci e ombre, la solidarietà, le rivalità e piccole perfidie. Una testimonianza della capacità femminile di rinnovarsi e rigenerarsi, nonostante tutto. o meglio, nonostante gli uomini e l’amore eterno problema, eterno sogno e, sfortunatamente, quasi scontata delusione.
Il ritratto di tre donne che hanno sicuramente qualcosa di ognuna di noi, della nostra vita, delle nostre chiacchierate con le amiche fra sospiri per l’ultimo fallimento sentimentale e battute salaci che sicuramente stupirebbero più di qualche uomo. 
Un  libro piacevole, forse non originalissimo ma vero e autentico come la vita e i sentimenti, scritto con una prosa scorrevole e accattivante.

domenica 4 gennaio 2015

Vi segnalo tre piccole gioie di non facile reperibilità ma sicuramente da leggere,


Un anno di scuola 
Giani Stuparich
Einaudi
pag. 101
prezzo € 8,78
Ambientato nella Trieste asburgica narra la vicenda di Edda Marty ammessa al ginnasio in una classe frequentata solo da maschi. Amori, conflitti e rivalità, passioni irredentiste, convenzioni sociali e rivendicazioni femminili. Sullo sfondo la Storia che irromperà nella vita dei protagonisti. Nulla, dopo quell’indimenticabile anno di scuola,  sarà più come prima.



L’estate dei bisbigli
Brunella Gasperini
Sonzogno
pag. 185
prezzo € 5
Una villa maledetta, una ragazza bellissima con alle spalle un passato di scandalo e tragedia, un ragazzo difficile con un padre macchiatosi di una copia gravissima, un gruppo di amici fra ipocrisie e amori impossibili, un paese che vive di bisbigli perfidi e crudeli. Un romanzo toccante e intenso.


Né sempre né mai
Giorgio Scerbanenco
Romantica Sonzogno
pag. 120
prezzo ?
L’omicidio di un dongiovanni da strapazzo, una storia f’amore sempre sul punto di sbocciare, una ragazza problematica, un’indagine che si snoda fra sentimenti e personaggi balneari in una Lignano autunnale ma straordinariamente viva e palpitante con la sua pineta, il mare e il vento impetuoso.

Niente è come te 
Sara Rattaro 
Garzanti Libri 
pag. 219 
prezzo  € 14,90 

La Trama 
Due scatole colme di libri, pupazzi e tante fotografie. Tutto il mondo di Margherita è racchiuso in quelle poche cose. In spalla il suo adorato violino e tra le mani un biglietto aereo per una terra lontana: l'Italia. La terra dove è nata e che non rivede da quando è piccola. Ma ora è lì che deve tornare. Perché a quasi quindici anni Margherita ha scoperto che a volte è la vita a decidere per noi. Perché c'è qualcuno che non aspetta altro che poterle stare accanto: Francesco, suo padre. Il suono assordante dell'assenza di Margherita ha riempito i suoi giorni per dieci anni. Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più. Francesco credeva fosse solo un viaggio. Non avrebbe mai pensato di vivere l'incubo peggiore della sua vita. Eppure, ora che Margherita è di nuovo con lui, è difficile ricucire quello che tanto tempo prima si è spezzato. Francesco ha davanti a sé un'adolescente che si sente sbagliata. Perché a scuola è isolata dai suoi compagni e a casa passa le giornate chiusa nella sua stanza. Ma Francesco giorno dopo giorno cerca la strada per il suo cuore. Una strada fatta di piccoli ricordi comuni che riaffiorano. Perché le cose più preziose, come l'abbraccio di un padre, si possiedono senza doverle cercare. E quando Margherita ha bisogno di lui come non mai, Francesco le sussurra all'orecchio poche semplici parole per farle capire quanto sia speciale: "Niente, ma proprio niente, è come te, Margherita".

Recensione
Medea, tradita, ferita e umiliata da Giasone decise di uccidere i loro figli affinché egli soffrisse per sempre.
Ai giorni nostri, ci sono padri e madri che all'improvviso spariscono, tornano al paese d'origine portando con sé i figli, allontanandoli volutamente dal padre o dalla madre. 
Così genitori disperati ricorrono a giudici, avvocati e a volte vedono riconosciuti i loro diritti, ma spesso, troppo spesso, il paese in cui si è rifugiato il genitore fuggiasco non fa nulla per dare esecuzione alle sentenze. Gli anni passano, i figli crescono e i genitori a cui sono stati strappati continuano a lottare, desiderando, sperando, un giorno, di poterli vedere e riabbracciare.
Questa è anche la storia di Francesco e Margherita, che era piccola quando Angelika, la madre danese, la porta via con se in Danimarca allontanandola dal padre.
E il calvario di questo padre inizia: un calvario doloroso, lungo, snervante. 
Vergogna, questo prova Francesco, per non essersi accorto di cosa stava succedendo, per non aver tentato il tutto per tutto,  strappando a sua volta la bimba alla madre e portandola con sé in Italia.  
A lui, però, non è parso giusto ripagare una "violenza" con un'altra violenza, perché un genitore, seppur disperato, pensa sempre al bene dei figli. E sottrarre di nuovo Margherita al mondo che conosceva, sarebbe stato usarle "violenza" ancora una volta.
Non sono una madre, non conosco l'amore in quella "declinazione", ma la disperazione di Francesco ha rievocato le sensazioni sgradevoli di ansia, disagio, angoscia, che provo in un incubo che, in certi periodi della mia vita, è ricorrente. 
Sogno un bambino e so che che quel bambino è mio: è un bimbo piccolo e non supera l’anno, mai. Io lo guardo e mi dispero, a volte non me lo fanno neppure toccare, altre volte me lo lasciano in braccio, ma per poco e poi me lo tolgono. E io sono angosciata, non so perché me lo portano via, perché non posso vederlo, ma insieme all'angoscia, alla rabbia e alla disperazione, provo paura, perché il non essere parte della sua vita significa non essere parte dei suoi ricordi né poter essere ricordata. Vuol dire essere strappata da lui in maniera definitiva.
Francesco, il suo incubo lo ha vissuto per dieci anni, un incubo dal quale non poteva svegliarsi, perché è da sveglio che lo stava vivendo.
Eppure non dovete pensare che la vicenda narrata in questo romanzo parli solo di dolore e paure.
Angelika morirà in un incidente stradale, il protagonista di Niente è come te potrà portare finalmente a casa la sua bambina e ogni passo di questo padre verso la figlia diffidente, perché è così che la madre l'ha fatta diventare nei suoi confronti, ogni piccola conquista, dissiperanno le nuvole nere che si sono addensate nel vostro animo e vi scalderanno il cuore, mentre vi chiederete se Francesco e Margherita riusciranno a ricucire lo strappo che li ha tenuti distanti per troppo tempo.
Medea era ben cosciente del male che avrebbe fatto patire a Giasone. Mi domando come si fa a usare i figli come "arma", aggiungerei impropria, contro il compagno. Proprio l'amore per i figli non dovrebbe essere un freno per non agire in un modo tanto crudele? Può l'egoismo esser più forte dell’amore? La risposta è purtroppo sotto gli occhi di tutti.
Niente è come te è un libro da leggere perché nessuno dimentichi le battaglie di questi genitori “mutilati”: li chiamo così perché portare via un figlio a un genitore, privarlo della gioia di veder crescere il proprio figlio, di esserci, vuol dire mutilarlo, strappare la parte più importante del suo cuore e della sua anima.

                             Simona Zarcone