domenica 30 novembre 2014

Segnaliamo Darkness and hope di Angela Volpe, il primo capitolo di una trilogia paranormal romance/young adult.


Darkness and Hope
Angela Volpe
Edizioni Creativa
pag. 243
prezzo € 10,20

Darkness and Hope è un romanzo fantasy ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Aura, una ragazza italiana che vive una tragica esperienza nell'adolescenza: una sera, rincasando con l'amica d'infanzia, viene aggredita da una creatura oscura dalle sembianze umane. Aura sopravvive grazie all'intervento di uno sconosciuto, mentre l'amica rimane brutalmente uccisa. Segnata dal lutto, si trasferisce in California con la persona che le ha salvato la vita, un professore che diventa il suo mentore e le tramanda tutto il suo sapere, rivelandole tutto quello che sa sull'esistenza di esseri diabolici che si nascondono tra gli umani e insegnandole a combatterli. Dieci anni più tardi il professore muore e la ragazza si ritrova completamente sola. Travolta da un groviglio di sentimenti di rabbia e amarezza, parte per un viaggio senza meta spostandosi dalla costa californiana verso l'interno del continente. Il destino la bloccherà in una tavola calda di un paese poco abitato, dove incontrerà temibili nemici e inaspettati amici e i nuovi legami che allaccerà ribalteranno le sue certezze e scongeleranno il suo cuore.

L'estate di Ulisse Mele 
Roberto Alba 
Piemme
pag. 210 
prezzo € 14,5

La Trama
Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c’è più traccia.Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.

Recensione
Ulisse è un dolcissimo pulcino di nove anni, vive con i fratelli Dede, Betta mamma e papà in campagna nella meravigliosa Sardegna.
Ulisse ha un segreto: è un non udente. Ma no! Non chiamatelo sordo muto: non ci sente, è vero, ma esser chiamato così lo fa sentire, parafrasandolo, ”handicappato” e lui non lo è, lui è un bambino normalissimo.
Il nostro pulcino ha un'intelligenza vivace, è arguto e possiede quell'ironia che riesce ad alleggerire anche i momenti più duri.
La sua, però, è una storia triste, che lo costringerà a crescere in fretta e a dover fare i conti con le brutture dalle quali, solitamente, i bambini vengono tenuti lontani.
Un giorno d'estate, un brutto giorno, Betta scappa di casa con il fratello, Dede, per andare al mare. Quel giorno Betta non tornerà a casa, né quello successivo, né quello dopo ancora.
Questa bella diciassettenne scompare, lasciando nello sconforto e nella disperazione tutta la famiglia
Vi ricordate il "Il piccolo principe"? Vi ricordate il suo viaggio e le sue scoperte? Vi ricordate come fosse difficile considerare con gli occhi dell'adulto questa storia?
Ecco! Non si può leggere L’estate di Ulisse Mele e osservare con occhi d’adulto il mondo dentro il quale ti fa scivolare: l'istinto materno, o paterno, vorrebbe poter tappare gli occhi di Ulisse perché non veda, non possa rendersi conto e non debba sopportare tutto quel dolore, ma dall'altra ecco che si sveglia il bambino che è dentro di noi e con gli occhi di quel bambino guarderemo il mondo del piccolo protagonista.
La cosa sorprendente è essere immersi nel suo silenzio, una bolla priva di qualsiasi suono, e notare come dentro essa il mondo entra senza lasciare fuori il suo caos.
Ulisse è il "piccolo principe" che affronta un viaggio ben diverso dal ragazzino biondo venuto da un altro pianeta.
Lui è sardo, viene dal pianeta terra, non incontrerà, nel suo cammino, volpi docili che gli insegneranno il significato della parola "addomesticare" e il lato bello e meraviglioso del creare legami. I legami sono delicati, sono l'amore in ogni sua declinazione, ma rappresentano anche sofferenza, sacrifici e un impegno costante. L'amore è, innanzitutto, rispetto e accettazione dell'altro, ma quello che Ulisse imparerà è che tutto questo non è semplice. 
Il nostro bimbo scoprirà la tristezza e come questa, quando è oramai inconsolabile e profonda, porta a gesti estremi, imparerà l'importanza del perdono, riscoprirà l'affetto delle zie paterne, ma, suo malgrado, imparerà anche cos'è il senso di perdita, cosa significa sentire la mancanza di qualcuno che non vedrai mai più, di cui non sentirai più l'odore, il tocco gentile, né vedrai i sorrisi e, soprattutto, non sarà lì con te nei momenti importanti.
Nel caos in cui la scomparsa di Betta getta la famiglia Mele, Ulisse apprenderà quanto il processo di crescita sia a volte doloroso. Capirà che non potrà sempre contare sul  conforto di mamma e papà, dato che a volte bisogna saper bastare a se stessi, essere forti per sé e per gli altri.
Quello che Ulisse lascerà a noi e a quanti gli ruotano intorno è che la disabilità è fisica, ma ci farà capire ancora una volta che l'handicap lo creiamo noi con le discriminazioni, il pietismo, il non rispetto per il diversamente abile. 
Leggere la storia di questo pulcino dolcissimo è come viverla, viverla è come tornare piccini per crescere di nuovo pagina dopo pagina, insieme a lui.


                               Simona Zarcone

Camicette Bianche. Oltre l'otto marzo 
Ester Rizzo 
Navarra Editore 
pag. 128 
prezzo € 10.00  

La Trama 
Il 25 Marzo 1911 bruciò la Triangle Waist Company a New York City, una fabbrica di camicette alla moda. Nell’incendio morirono 146 persone di cui 126 donne, e ben 38 italiane. Il rogo è tra i tragici avvenimenti che si commemorano per la giornata internazionale della donna. Un libro che racconta, per la prima volta in Italia, tutte le vittime dell’incendio e ricostruisce il contesto storico.
Un testo per riflettere su diritti dei lavoratori, donne, migrazioni, memoria. Un invito a recuperare il vero spirito della giornata internazionale della donna e andare oltre l’8 marzo.

Recensione
Questo libro non è frutto delle fantasia della scrittrice, ma racconta  una storia vera, una storia di emigrati in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri cari.
Ester ci condurrà per mano nelle vite di queste donne protagoniste del suo romanzo, raccontandoci una storia di immigrazione e ingiustizia, di speranze e sogni spezzati e restituendo alla memoria collettiva le 146 vittime decedute nel rogo del Triangle Waist Company a New York, trentotto delle quali erano italiane. Niente misure di sicurezza per le operaie della Triangle Waist Company: le porte di emergenza della fabbrica erano chiuse perché le si potesse costringere a entrare e uscire per una sola via e le si potesse perquisire.
Sentiremo sgomento, rabbia e anche sorpresa per gli scherzi di un destino infame che gioca le sue molteplici varianti incurante di tutto. Ci troveremo di fronte a speranze andate deluse e sogni irrealizzati, come le vite di quelle vittime, molte giovanissime, come i cuori di chi ne ha dovuto effettuare il riconoscimento, se mai ci si fosse riusciti.
La loro tragedia è anche la nostra ma la loro morte, tragica e spaventosa ha dato il via a dei cambiamenti significativi in tema di sicurezza sul lavoro.
Vi direte "era il 1911, molte cose sono cambiate", ma con sgomento dovrete ammettere che così non è.
Quanti schiavi lavorano oggi nei campi? Extracomunitari disperati, scappati da una terra che gli è ostile, dove solo morte e distruzione viene loro offerta.
Quante donne non sono solo costrette a lavorare, nell'isolamento più totale, come gli uomini, per molte ore al giorno e per pochi spiccioli, ma subiscono abusi, che neppure denunciano per paura?
Quante morti avvengono sul luogo di lavoro perché le norme di sicurezza non vengono rispettate o fatte rispettare? Quante vedove, genitori, orfani lasciano dietro queste tragedie, fin troppo spesso evitabili?
Quante persone si ammalano per via del loro lavoro? Quante non vedono riconosciuta la loro patologia come legata al lavoro?
E allora ci renderemo conto che il 1911, non è troppo diverso dai giorni nostri.
Il costo del lavoro è alto, il datore di lavoro dove può risparmia, ci troviamo pressoché ovunque di fronte ad assunzioni in nero, a norme di sicurezza troppo spesso non rispettate, a dipendenti costretti a fare da soli il lavoro di più persone.
E lo stato sembra incapace di realizzare una riforma del lavoro seria, concreta e che offra soluzioni.
Ester ci sta facendo un dono grande, ci dono la memoria di questa tragedia, di queste vittime e ci insegna che dobbiamo pretendere il rispetto del nostro diritto a un luogo di lavoro sicuro, sano, sereno. È certamente obbligo del lavoratore assolvere i doveri e assumersi le responsabilità che ogni mansione comporta, ma una collaborazione datore di lavoro-dipendente è altrettanto necessaria. Come la collaborazione di uno stato, che, a mio personale avviso, attualmente non è in grado di dare soluzioni concrete. offre solo problemi e poche soluzioni concrete.
E allora, voi che leggete, serbate gelosamente il ricordo di quanto “ascoltate" da Ester.

                       Simona Zarcone

A quanti vogliano firmare la petizione e sostenere l'iniziativa promossa da Navarra Editore e dal Gruppo Toponomastica Femminile "Ridiamo dignità alle donne vittime dell'incendio della Triangle Waist", affinché le vittime vengano ricordate e venga dato ad una via, ad una piazza o ad un luogo pubblico, il loro nome, riporto l'indirizzo della pagina in cui la potete trovare,