sabato 22 novembre 2014


Tu non sei come le altre madri  
Angelika Schrobsdorff 
E/O  
pag. 511  
prezzo € 10,20  
La Trama
Else Kirschner è una donna fuori dal comune. Vivacissima e trasgressiva, nella Germania della prima metà del Novecento, Else, figlia di genitori ebrei, cresce tenendo fede a due promesse fatte a se stessa: vivere la vita fino in fondo, da protagonista, e avere un figlio da ogni uomo che ama. Ecco allora Fritz, Hans ed Erich, mariti, compagni, amanti, padri rispettivamente di Peter, Bettina e Angelika. Ed ecco la Prima guerra mondiale, i favolosi anni '20 trascorsi in un frenetico girotondo di concerti, teatri e feste, gli anni '30 e il nazismo, le leggi razziali e l'esilio in Bulgaria, la seconda guerra mondiale, la vittoria alleata e i giorni che ne seguono e che segnano il declino di Else.

Recensione
Else nasce in una agiata famiglia ebrea e sembra seguire il percorso che i genitori sognano e scelgono per lei: un matrimonio adeguato, una vita tranquilla senza sorprese, senza scosse.
Ma la protagonista del romanzo non è una donna qualunque. È una ragazza solare, appassionata, curiosa della vita, attratta dall’arte, che si sente fatalmente imprigionata in quell’esistenza che i genitori  desiderano per lei. E si ribella. Si innamora perdutamente di Fritz, drammaturgo squattrinato che sposa, provocando la rottura con i suoi. A Else non importa, lei vuole vivere l’amore fino in fondo e l’idea di una dorata e piatta esistenza da moglie borghese l’atterrisce quanto (se non di più) dei venti di guerra che agitano l’Europa nel 1914.
La sua relazione con Fritz segna l’inizio della vita vera: Else si troverà al centro del fermento intellettuale e artistico della scintillante Berlino degli anni Venti, vivrà un’esistenza fatta di teatri, cabaret, feste e trasgressioni. Passerà disinvolta e sensuale da un amante all’altro, vivrà un complicato ménage fra marito, amante e amante del marito ma non dimenticherà mai uno dei principi che reggono la sua esistenza: avere un figlio da ciascun uomo che ama. Nasceranno così Peter, Bettina e Angelika, figli di padri diversi e ognuno di loro profondamente diverso dall’altro. Peter viziato e affascinante, Bettina timida e al tempo steso risoluta, Angeli fragile e complessa. Nei confronti dei suoi figli Else prova e dimostra un amore appassionato, intenso ma non riuscirà mai a sentire come proprio il ruolo di madre tradizionale, con i suoi doveri e obblighi. Proprio perché lei non è come le altre madri, la sua vita continuerà in un luccicante, effervescente disordine fatto di viaggi, belle case, amori. 
Fino all’avvento del nazismo.
Else non è come le altre madri, è una giovane donna ebrea ma come tanti altri ebrei, agli albori del potere di Hitler, Else sembra non voler credere nemmeno alla mera possibilità della tragedia che si abbatterà su di loro. Sarà però presto costretta a fare i conti con una realtà che diviene giorno dopo giorno più brutale e terribile. Al punto da costringerla all’esilio in Bulgaria, a Sofia dove si trasferirà con le due figlie grazie a un matrimonio di facciata. E nulla sarà più recuperabile per Else che si troverà ad affrontare fin troppi drammi (fra i quali la morte del figlio Peter in Francia e quella della madre in un campo di sterminio), che la porteranno, a guerra ormai terminata e di ritorno in una Germania martoriata e irriconoscibile, alla resa finale.
Tu non sei come le altre madri  è un affresco estremamente riuscito della Germania dell’ultimo secolo che con la sua storia, con la splendida e decadente Berlino dei tempi della Repubblica di Weimar e con la tragedia immane del nazismo fa da cornice e sfondo alla vicenda di Else, protagonista intensa e singolare.
Il libro offre numerosi spunti di riflessione sul passato recente della Germania e della sua apparentemente insanabile contraddizione fra cultura e modernità e l’abisso più profondo. 
Al di là del contesto storico, comunque, spicca la figura di Else, la sua originalità, le sue scelte di vita e sentimentali sempre coerenti pur nell’apparente caos che sembra governarle, la sua capacità di dare tutto di sé e di affrontare con una certa lievità anche le situazioni più tragiche. 
Una donna che ha avuto tutto dalla vita, la stessa vita che le toglierà tutto senza riuscire però a piegarla completamente.
Tu non sei come le altre madri è un romanzo che coinvolge e appassiona: noi che ora conosciamo la Storia, quei fatti ed eventi terribili che Else non avrebbe mai potuto immaginare e che pure si è trovata a subire, leggiamo la sua vicenda sentendoci opprimere fin dagli inizi da quell’immane tragedia che fu il Nazismo e la sua politica antisemita. Per questo, anche quando il contegno di Else potrà sembrare eccessivo o in qualche modo censurabile, ogni eventuale rimprovero, ogni eventuale giudizio negativo rimarrà sospeso, lasciando spazio alla pena infinita per il destino che ha dovuto affrontare. 
Narrato da Angeli con una prosa asciutta ed efficace, il libro si conclude in forma epistolare nell’ultimo capitolo nel quale leggiamo le lettere di una Else stremata, sul punto ormai di arrendersi definitivamente.

Chef Love 
Christina B. Assouad, Jonathan Arpetti 
Rizzoli Youfeel 
pag. 127 
prezzo € 2, 49 

La Trama
Matilde ha 29 anni ed è ancora single, ma ha una certezza: sposerà un grande chef. Sono loro, i maestri indiscussi del piacere a tavola, a farle battere il cuore! Per questo ha riempito la libreria in cui lavora, così come la propria casa, di libri di cucina. Finché un giorno il destino le fa incontrare Gianluca. Fascino alla Cracco, abile tra i fornelli, esperto nel servire i piatti a tavola e… pelare patate! Sì, perché Matilde pensa di aver finalmente trovato lo chef dei suoi sogni romantici, ma Gianluca è solo un cameriere precario, che di ricette e cucina non sa proprio nulla. Come reagirà Matilde all’inganno? Cederà al fascino dell’uovo in padella o continuerà a dare la caccia al suo Master chef? Una romantica storia d’amore da cucinare e servire per due.

Recensione
Matilde è una simpatica libraia che ha un grande sogno: incontrare uno chef e sposarselo. Gianluca è un maldestro cameriere che spasima per lei. Si incontreranno e si piaceranno ma Gianluca le tacerà la verità, anzi si reinventerà nei panni di improbabile chef fino a che, in un’occasione speciale, il suo imbroglio si svelerà… 
Scritta a quattro mani, dando voce ai due protagonisti a capitoli alternati, intrigante al punto giusto, Chef Love è una spassosa commedia degli equivoci basata su fraintendimenti e malintesi che porteranno i protagonisti a una svolta e un esito solo apparentemente disastrosi.
Resteremo coinvolti nelle fantasticherie di Matilde riguardanti il suo bel Gianluca e le sue pretese doti di grande gourmet, leggeremo con estremo piacere il dialogo serrato fra Gianluca, timido e insicuro, e il suo perentorio alter ego che gli indica deciso le mosse giuste per conquistare la nostra bella eroina. Fra i due protagonisti non mancano nemmeno momenti di passione infuocata, resi ancor più piccanti da divertenti e azzeccati richiami gastronomici.
Insomma Chef Love è un romanzo tutto da gustare, che si legge con piacere e che lasciamo con un sorriso soddisfatto e lo spirito sicuramente risollevato.

Storia di una capinera 
Giovanni Verga 
Bur 
pag. 153 
prezzo € 6.90 

La Trama
In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di Maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l'idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l'ineluttabilità della morte.

Recensione
Immaginate una stanza, la penombra, il silenzio. La luce filtra da una piccola finestra e delicatamente, come farfalle che posano le ali stanche, illumina una tela: è una tela insolitamente grigia, a lato seduto, un po' curvo, vi è un pittore. Lui vi ha tergo, voi non lo vedete in viso, ma da come si muove, capite che sta armeggiando con i colori. Ecco! È pronto, sta per raccontarvi una storia.
Verga è quel pittore, che sta un po' curvo davanti a quella tela, i colori sono il libro e la storia che sta per raccontavi.
All'inizio il tratto è indeciso, i colori forse troppo chiari, ecco.. il tratto indeciso è la vita della giovane Maria che, a causa di un'epidemia di colera, lascia il convento in cui ha vissuto dall'età di sette anni, cioè da quando la mamma è morta, e vede il mondo, per la prima volta, adesso che è una giovane donna.
Il tratto chiaro e indeciso è il suo affacciarsi alla vita, al mondo ma via via si va facendo più sicuro, i colori diventano più forti e vivaci: Maria prende vita e della vita si nutre. Di quella gioia, di quella freschezza, di quella spensieratezza che la vita le dona, impara a godere. 
Ma osservate meglio, guardate meglio i colori, non vedete quel grigio che vi serpeggia in mezzo? Il grigio è il convento, l'idea di ritornarci, perché tornarci è spegnere la luce sulla vita, non poterla più prendere a morsi, non poter più godere delle bellezze che offre.
Nella stanza in cui vi trovate, ora tutto è sparito: il pittore, i muri, che prima eran celati dalla penombra, tutto è inghiottito e cancellato.
Adesso ascoltate, no, non ci sono rumori o suoni, ma il cuore vi sta parlando.
Non sentite come i sentimenti di Maria siano diventati i vostri? Non sentite l'amaro farsi strada fra l'angoscia e la preoccupazione, la dolcezza della vita e della libertà?
Non sentite quel bisogno di allontanare il cuore da quello di Maria e dire a voi stessi "sono libera, io sono libera"? Un bisogno necessario perché quella di Maria è una storia che vi tira dentro e sommerge in un lago ghiacciato: sentirete il gelo più profondo insieme al dolore per la mancanza dell'aria.
Poco alla volta i colori lasceranno posto al grigio e al nero, cupi e scuri come le tonache delle monache, come la tristezza e la sofferenza.
In un crescendo di sentimenti e di dolore, nel silenzio rotto solo dalla voce del cuore, conosceremo la storia di una ragazza comune, che divide con altri il destino infelice di coloro che non hanno possibilità di scelta, perché ne vengono privati.
Maria è vittima non solo del mal costume di una società che per "fare economia", costringe i figli a prendere i voti, li condanna a una vita di strazio ma anche della sua matrigna che la vede come un peso che toglie risorse economiche ai fratellastri e, infine, di un padre succube della moglie che non sa difendere sua figlia.
Così questa giovane donna che ha conosciuto la vita, l'amore, la gioia, si consumerà nella disperazione, nel buio e nella desolazione di un convento nel quale è stata relegata dall’egoismo altrui.
E a opera conclusa, prima che la storia narrata vi restituisca al mondo, il vostro mondo, prima ancora che possiate rendervi conto che avete trattenuto il fiato e state tornando lentamente a respirare, sentirete che anche un pezzettino di voi é andato via insieme a Maria.

                                Simona Zarcone