lunedì 10 novembre 2014


Queste stanze vuote 
Massimiliano Maestrello 
Edizioni la Gru 
pag. 222 
prezzo € 14,50 

La Trama
Un ragazzino sulla sedia a rotelle che segue dalla finestra i movimenti di un bambino solitario, tre amici che passano le giornate tra alcol e droghe fino all’evento che incrinerà la loro amicizia, la scoperta del sesso e del tradimento durante l’estate dei Mondiali del 1990. Muovendosi in camere buie che nascondono pensieri torbidi e una felicità solo apparente, i giovani protagonisti delle storie di “Queste stanze vuote” sembrano spinti dal desiderio di scoprire cosa si cela dietro porte chiuse e bianchi muri silenziosi. In sette racconti che sono allo stesso tempo stanze indipendenti e tasselli di una struttura più grande, i personaggi del libro, divisi tra fragilità, vuoti difficili da colmare e la forza di ciò che può germogliare anche al buio, vengono colti nel momento decisivo della loro storia, nell’attimo in cui scoprono che “essere adulti vuol dire essere soli”...

Recensione
Le stanze sono parti di un’abitazione nella quali si vive, si soffre, si ama; spazi nei quali, in definitiva fioriscono, evolvono e terminano le nostre esistenze.
E proprio di diverse storie di vita, che abbracciano un arco di tempo che va dall’adolescenza per arrivare a un’età non definibile ma che si potrebbe situare nella prima giovinezza, ci narra l’autore di questo libro interessante e sicuramente ricco di spunti. 
Leggendo questi racconti, finiremo per provare sentimenti e reazioni distinte che vanno dal rifiuto (è il caso, per esempio, del primo, nel quale ci troviamo di fronte giovani balordi che gettano via il loro tempo in pomeriggi sempre uguali e vuoti all’insegna di una trasgressione povera e mai veramente vissuta), alla simpatia (penso al ragazzino che, in vacanza al mare con la sorella, il padre e la nuova fidanzata di questi si trova di fronte una realtà familiare che non conosceva né poteva o sapeva immaginare e ai primi turbamenti di carattere sessuale) e alla solidarietà (nei confronti del protagonista omosessuale che non riesce nemmeno da adulto a risolvere i diversi conflitti e le tante incomprensioni con il padre). 
Potremo così formulare severi giudizi di condanna o tentare di giustificare i vari protagonisti e le loro azioni, mentre percepiremo il vuoto, strisciante, fatto di ottusità, noia, fatalismo che fin troppe volte li circonda e accompagna nelle loro storie. Non resteremo comunque mai indifferenti perché l’autore con la sua prosa secca, scarna eppure vibrante, narra le diverse vicende con grande intensità e veridicità, sapendo toccare la nostra sensibilità e coinvolgerci fin dalle prime righe.
Molti dei temi trattati sono ritratti spietati che rispecchiano modi di pensare, di vivere e di reagire propri della provincia italiana (soprattutto di una certa provincia, industrializzata e forse per questo più spietata e dura), mentre alcuni racconti, più intimisti, riprendono tematiche strettamente personali che ognuno di noi ha vissuto – anche se non direttamente ma tramite l’esperienza di un amico o di una persona comunque conosciuta – o rispetto alle quali si è trovato a riflettere.
I diversi testi che compongono il libro, pertanto, parlano di una quotidianità oggettiva, reale, con la sua miseria e la sua tragicità di storie di gente comune.
Del libro colpisce un ulteriore aspetto: i racconti presentano un finale che non può dirsi “definitivo” ma che lascia in qualche modo spazio al lettore, che con la sua immaginazione e percezione può arrivare a pensare e sviluppare una continuazione della storia narrata e un epilogo proprio, che trova le proprie radici oltre che nelle sensazioni che la lettura gli abbia suscitato, nella propria traiettoria di vita.
In definitiva una raccolta sicuramente interessante, un affresco di realtà giovanili distinte e diversamente vissute, che invita alla riflessione, aprendoci anche inaspettati istanti di commozione e tenerezza.
Parliamo di Libri partecipa all’iniziativa Book on Tour organizzata da E.M.A. (Editoria Multimedia Autopubblicazioni) www.emaconsulenzaeditoriale.com

Il primo libro nostro ospite è Charlotte Collins di Karen Aminadra, tradotto e pubblicato in Italia dalla To Be Continued di Daniela Mastropasqua, una casa editrice giovane e dinamica, tutta dedicata alla diffusione nel nostro paese delle più belle variazioni sul tema di Orgoglio e Pregiudizio e della narrativa della grande Jane Austen (un altro titolo della collana che segnaliamo è La lettera di Mr. Darcy). 


Charlotte Collins 
Karen Aminadra 
To be continued marchio editoriale a cura di Daniela Mastropasqua 
pag. 239 
prezzo € 11,90 

Conosciamo tutti le circostanze in cui il matrimonio tra Charlotte Lucas e Mr Collins ha avuto luogo. Un'unione senza amore nella quale entrambi hanno perseguito i propri interessi. L'autrice, in questo seguito di "Orgoglio e Pregiudizio", ci porta a conoscere una Charlotte Collins più matura, oculata padrona di casa, moglie paziente e determinata, ma soprattutto una donna vivace e spiritosa ben diversa dal personaggio minore che ricordiamo. Ma può una donna così vivere una vita senza amore? Tra le pagine dei romanzi in cui si rifugia, viene a conoscenza di un sentimento intenso e appassionato, ben diverso da quello che la lega al marito. Inoltre, la signora Collins non potrà mai asservirsi a una donna prepotente e manipolatrice quale Lady Catherine de Bourgh. Tutto ciò porterà Charlotte a una serie di eventi che ne metteranno a dura prova la determinazione e il matrimonio e che ricorderanno anche quanto l'amore possa cambiare chiunque.

Mille Splendidi Soli 
Khaled Hosseini 
Piemme 
pag. 408 
prezzo € 7,90 

La Trama 
Mariam ha quindici anni e non ha mai visto Herat. Vive nella sua kolba di legno in cima alla collina con la madre Nana, una ex domestica ed attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre, Jalil, le fa visita e trascorre del tempo con lei parlandole di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam desidera ardentemente recarsi presso la casa di Herat, dove il padre non la porterà mai perché lei è una harami, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i nove figli legittimi accoglierla sotto lo stesso tetto. Oltre al padre, la fanciulla ama la compagnia del Mullah Faizullah, l’anziano insegnante di Corano del suo villaggio che va a trovarla una, due volte a settimana per insegnarle le cinque preghiere quotidiane e la recitazione del Corano. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila nasce a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Ha solo due anni quando i suoi fratelli si arruolano nella Jihad. Per questo, il giorno del funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashto e che ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra, di cui finirà per innamorarsi. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo del tutto inaspettato. Dall’intreccio di due destini, questo splendido romanzo che ripercorre nelle sue tappe principali la storia di un paese devastato dalla guerra sempre in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore che lega due donne sembrano ancora l’unica salvezza possibile.

Recensione
L’Afghanistan, la condizione della donna e sullo sfondo la Jihad. Questi i temi salienti di Mille Splendidi Soli, il secondo grande capolavoro di Khaled Hosseini. Questo splendido romanzo nasce dalla volontà dell’autore di parlare degli effetti devastanti della sottomissione e dell’oppressione sulle donne afghane, suscitando empatia nei loro confronti e di divulgare gli eventi principali che hanno segnato l’inasprirsi del panorama politico di questo paese negli ultimi 50 anni fino all’attacco terroristico alle torri gemelle dell’11 settembre del 2001. Mille splendidi soli, il cui titolo è tratto dai versi del poeta Saib-Tabrizi su Kabul, narra la storia di due donne molto diverse. Mariam è una harami, una figlia illegittima, che la domestica Nana ha avuto dal ricco e potente Jalil sposato con ben tre mogli e nove figli. La piccola Mariam vive alla kolba, dove tutti i giovedì il padre si reca per andare a trovarla, padre che ai suoi occhi è senza macchia nonostante tutti i racconti sul suo abbandono e i giudizi negativi della madre. Un giorno la ragazzina, spinta dalla curiosità, decide di allontanarsi dalla kolba per andare a far visita al padre nella sua lussuosa dimora di Herat, azione che avrà una tragica conseguenza, il suicidio della madre che si sentirà abbandonata. Da quel momento la vita semplice e tranquilla di Mariam verrà sconvolta e per eliminare la sua scomoda presenza, prova dell’infedeltà di Jalil, verrà data in moglie senza il suo consenso ad uomo di nome Rashid. La vita matrimoniale insegnerà alla giovane Mariam il significato della parola sopportazione. Laila, al contrario, cresce protetta e libera in una famiglia affettuosa, il cui padre molto attento la incoraggerà sempre a studiare e a migliorarsi. Innamorata sin dall’infanzia di Tariq, non avrà occhi ché per lui fino a quando, i due ancora adolescenti, dovranno separarsi a causa dell’incombere della guerra a Kabul. La paura di perdersi li spingerà a giacere insieme. Il destino di queste due donne così diverse, ben presto sarà destinato ad intrecciarsi indissolubilmente a causa di un tragico evento. Dapprima estranee ed assoggettate allo stesso uomo crudele, diverranno col tempo complici e indispensabili l’una per l’altra, come una madre per la figlia e viceversa. Sarà l’avvento del regime dei talebani a rendere la vita delle due donne ancor più difficile, privandole di quei pochi diritti di cui le donne afghane godono. Mille splendidi soli è romanzo duro, popolato di dolorose vicende, dove il farsi della storia si sviluppa simmetricamente alla vita e alla vicenda delle due protagoniste e diventa a poco a poco, più che un semplice sfondo narrativo e temporale, un vero e proprio personaggio con il suo ben noto ruolo. Un romanzo che dà voce alla forza, al coraggio, ai sogni e ai desideri delle donne afghane, con un triste epilogo, tuttavia denso di speranza per il futuro.

                                     Cinzia Manzitto