mercoledì 8 ottobre 2014


Diario  
Anne Frank 
Einaudi Super ET 
pag. 388 
prezzo € 11,05 

La Trama 
Anne Frank nasce nel 1929 a Francoforte e all'età di quattro anni si trasferisce insieme alla sua famiglia ad Amsterdam. Nel giorno del suo tredicesimo compleanno riceve in regalo un diario. Inizia così a scriverlo due giorni dopo il suo compleanno. La famiglia Frank costruisce un alloggio segreto sul retro del magazzino dove lavorava il padre di Anne per nascondersi e cercare di sfuggire alla Gestapo, che passa di casa in casa a cercare ebrei per portarli nei campi di concentramento. Lo spostamento è previsto per il 16 luglio, ma la famiglia Frank si deve trasferire nell'alloggio segreto dieci giorni prima. Con loro portano il minimo indispensabile, riducendo il più possibile il bagaglio, in modo da passare inosservati. Nei giorni successivi un'altra famiglia va a vivere con loro: i signori Van Daan e il figlio Peter. Ultimo arrivato è il signor Dussel.

Recensione
Spero di poterti confidare tutto, come non ho mai potuto fare con nessuno, e spero che mi sarai di grande sostegno.”, con queste poche ma intense e profonde parole Annelies Marie Frank inizia, nel giorno del suo tredicesimo compleanno, venerdì 12 giugno 1942, il suo diario.
Da questa speranza di poter confidare tutto traspare la solitudine interiore della piccola Anne, che, benché circondata da parenti e coetanei, sente il bisogno di un’amica vera e reale, di quell’amica del cuore che tutte le adolescenti (e non solo) ricercano affannosamente. Dopo qualche giorno (sabato 20 giugno 1942), la stessa Anne chiarirà: “Non ho un’amica. […] nessuno crederà che una ragazzina di tredici anni possa essere completamente sola al mondo. Infatti non è vero. Ho dei cari genitori e una sorella di sedici anni. In tutto avrò almeno una trentina di conoscenti, quelle che di solito si chiamano amiche. Ho un sacco di ammiratori […]. Ho parenti, zie simpatiche e una bella casa. Così a prima vista si direbbe che non mi manca niente, a parte l’amica del cuore.”
In queste righe, piuttosto amare, è facile che una coetanea di Anne (ma anche una trentenne come me!) riesca a rispecchiarsi: la cosa più difficile per una donna, infatti, credo sia proprio, ancora prima del riuscire a incontrare l’amore, trovare un’amica vera (forse di più complicato c’è solo mantenere un’amicizia, che resti tale, con un uomo!). 
Per Anne, quindi, non si tratta di avere accanto semplici conoscenti, con cui ci si può solo divertire e fare discorsi banali, ma proprio l’anima gemella (ebbene sì, esiste anche nell’amicizia!), con cui parlare di argomenti intimi e complessi, senza temere giudizi e incomprensioni.
Per arrivare a immaginare meglio l’amica tanto desiderata, Anne decide, quello stesso sabato 20 giugno 1942, di dare al suo diario un nome, di modo che diventi la sua amica, un’amica che si chiama Kitty.
Sebbene i nazisti avessero invaso l’Olanda già dal 1940 e molte restrizioni della libertà personale fossero già state imposte agli ebrei, quando dà inizio al suo diario (il 12 giugno 1942), Anne vive ancora in libertà. 
Dopo meno di un mese, la famiglia Frank, unitamente alla famiglia Van Dann e al signor Dussel, si rifugerà in un alloggio segreto, con la speranza di non essere scoperta dalla polizia nazista.
Comincia da qui, dai primi di luglio del 1942, la descrizione della vita clandestina della piccola Anne, dalla quale emerge la rassegnazione, ma, al tempo stesso, la voglia e il desiderio di questa caparbia ragazzina di lottare per mantenersi in vita e ritrovare di nuovo la libertà.
Probabilmente all’epoca Anne non avrebbe mai pensato che il suo diario sarebbe divenuto una lucida testimonianza delle atrocità compiute nei confronti degli ebrei nel corso del secondo conflitto mondiale, tanto che scriverà “ho l’impressione che un domani né a me, né a nessun altro potranno interessare le confidenze di una ragazzina tredicenne” e ancora “la carta è più paziente degli uomini. […] non ho intenzione di far leggere a nessuno questo quaderno cartonato che porta il nome altisonante di diario, credo che non gliene importi niente a nessuno.”
L’idea di destinare al grande pubblico i propri segreti e la vita nell’alloggio segreto emerge quasi due anni dopo l’inizio della stesura del diario, in seguito ad un appello lanciato martedì 28 marzo 1944 dal Governo Olandese su Radio Orange. 
Il giorno successivo, infatti, Anne scrive: “Cara Kitty, ieri sera per Radio Orange ha parlato il ministro Bolkestein e ha detto che alla fine della guerra sarà fatta una raccolta di diari e lettere di questa guerra. Naturalmente tutti si sono buttati sul mio diario. Pensa quanto sarebbe interessante se pubblicassi un romanzo sull’Alloggio segreto. Una decina di anni dopo la guerra sarà divertente sentire come noi ebrei abbiamo vissuto, mangiato e parlato qui.”
Anne comincia da quel momento a lavorare alla rielaborazione del suo diario, consapevole di vivere un’esperienza che va al di là del suo privato.
La forza dell’opera risiede nell’accurata descrizione dei sentimenti della giovanissima autrice: il diario infatti non è solo una semplice annotazione di avvenimenti, una descrizione di giorni che, come è inevitabile avvenga quando si vive privi di libertà, passano lenti e sempre uguali, ma è soprattutto un confidarsi intimamente, dichiarando i propri pensieri più profondi, le proprie paure, i propri giudizi, spesso anche diretti ed incisivi, senza timori di sorta.
Ci troviamo così di fronte una Anne molto matura per la sua età, che parla di amore ed amicizia, addirittura di sesso (il che non è propriamente conforme alla morale dell’epoca), ma anche di politica e che scrive degli scontri (generazionali e non solo) che avvengono quotidianamente all’interno dell’alloggio, del rapporto conflittuale con madre e sorella, dell’affetto incondizionato per il padre (con cui ha un rapporto quanto mai moderno ed aperto) e di quella forte amicizia, che pian piano si trasformerà in un tenero amore o forse solo nell’illusione di esso, con Peter Van Daan.
Spero che questa ragazza, che ha tanto sofferto per la mancanza di quella libertà alla quale tutti gli adolescenti avrebbero diritto, che credeva nella possibilità di salvarsi e di crescere, di realizzare i propri sogni e divenire una moglie e madre, nonché una giornalista e scrittrice affermata, da lassù si rallegri, poiché parte del suo sogno si è realizzato.
A conferma di ciò, concludo con una delle pagine più belle del diario, vera poesia, in cui Anne parla dell’amore come solo una scrittrice sa fare: “L’amore, che cos’è l’amore? Penso che l’amore sia qualcosa che in realtà non si può descrivere a parole. Amare una persona significa capirla, volerle bene, dividere le gioie e i dispiaceri. E poi, col tempo, viene anche l’amore fisico, hai diviso qualcosa, hai dato via qualcosa e qualcosa hai ricevuto, che tu sia sposato o meno, che nasca o non nasca un figlio. Non c’entra affatto se hai perso o no l’onore, basta che tu sappia che per tutta la vita avrai vicino qualcuno che ti capisce e che non devi dividere con nessun altro!”
Pur con tutte le difficoltà di lettura che può creare un diario ambientato in un alloggio segreto, Il Diario di Anne Frank rappresenta il classico libro che non si può non leggere almeno una volta nella vita!

                                                               Enza Grieci

Un amore di fine secolo 
Viviana Giorgi 
Emmabooks 
pag. 423
prezzo 4,99 

La Trama 
È il 1898 e Camille Brontee, sfuggita al grigiore di Liverpool e della sua vita, sbarca a New York per andare incontro a un matrimonio combinato. Ma il promesso sposo, il “bastardo americano”, come subito lo soprannomina lei, non si presenterà all’appuntamento. Per Miss Brontee inizia così l’avventura nel Nuovo Mondo, dove tutto è possibile, dove persino una donna può entrare a far parte di un universo tutto maschile come quello della redazione di un giornale, vivere una travolgente storia d’amore, far innamorare di sé il rampollo di una  famiglia di banchieri tanto ricco quanto sensibile e impacciato. Fanno da cornice a una serie di eventi tumultuosi, New York moderna eppure spietata, il mondo dell'editoria e della finanza, i conflitti sociali e le prime rivendicazioni femminili. E, come una sorta di deus ex machina, il nuovo secolo, il Novecento, con le sue promesse e le sue speranze, donerà a Camille una vita nuova. A fianco dell’uomo che ama.

Recensione
Camille Brontee approda dall?inghilterra al Nuovo Mondo nel tentativo di sfuggire a un matrimonio combinato e a un’esistenza grigia.
Si troverà subito coinvolta in una serie di eventi tumultuosi, sorprendenti e inattesi che le faranno comprendere come, in America, a New York, tutto, ma proprio tutto sia possibile, nel bene  e nel male. 
In una realtà in continuo divenire, Camille verrà a contatto con membri della più alta società della città, entrerà a far parte della redazione del Daily, giornale per il cui editore Frank il cuore della nostra protagonista accelera i suoi battiti, scriverà articoli innovativi e coraggiosi che vanno ben al di là della classica cronaca femminile, conoscerà il ricco e sensibile Ken Benton che perderà la testa per lei.
Un uomo, quest’ultimo, con tante qualità: sensibile, generoso, leale, delicato, forse fin troppo per la coraggiosa e intraprendente eroina che non saprà mai dimenticare, nel corso dell’intricata vicenda della quale è protagonista fra colpi di scena equivoci e malintesi, il sensuale, arrogante, esigente Frank. Un uomo tuto d’un pezzo, apparentemente da evitarsi come la peste, ma in realtà con un senso dell’onore e dell’onestà estremi, al punto da imporgli le scelte e decisioni più difficili.
Seguiremo con autentico batticuore le numerose e appassionate schermaglie fra Frank e Camille, il loro tentare di sfuggirsi per ritrovarsi, nonostante tutto,  coinvolti in una passione che va al di là di ogni limite, di ogni ostacolo. Almeno apparentemente, perché l’imprevisto e l’equivoco sono sempre in agguato…
Nel romanzo di Viviana Giorgi, però, non c’è solo romanticismo.  Immersi nella sfavillante New York, in compagnia della bella Camille frequentiamo teatri, assistiamo a ricevimenti sontuosi, visitiamo atelier di gran moda, ma finiamo anche in quartieri dove la miseria regna sovrana, conosciamo l’esistenza disperata delle operaie di un opificio consumate dal troppo lavoro e costantemente preda delle pesantissime attenzioni del datore di lavoro, seguiamo con tenerezza la vicenda umana dello strillone Peter che per pochi centesimi vende ogni giorno le copie del giornale per il quale Camille, con penna acuminata e sottile, scrive i suoi articoli.
Con la volitiva e appassionata eroina del romanzo, partecipiamo a conflitti sociali e appoggiamo le prime rivendicazioni femminili che lei  farà senz’altro proprie, non esitando a sfoggiare comportamenti stravaganti e anticonvenzionali come guidare un’auto o aiutare una signora di non proprio specchiata moralità a scrivere la sua piccante biografia... Tutto questo senza dimenticare per un istante l’intricata vicenda sentimentale di Camille, in bilico fra il delicato e generoso Ken Benton e l’impetuoso Frank, fino a che, proprio il Nuovo Secolo, il Novecento, darà una mano al destino e aiuterà la nostra bella  eroina a trovare l’epilogo, la degna conclusione della sua storia.

                                                    Laura Bassutti