mercoledì 13 agosto 2014


Senza regole 
Irene P. De Colle 
Rizzoli Youfeel 
pag. 114 
prezzo € 2,49 

La Trama 
Federica è una giovane donna, sposata con Emanuele, madre di una deliziosa bimba Martina. Il suo matrimonio ha peraltro ormai imboccato la strada della routine; sente suo marito lontano, fin troppo preso dal lavoro. Un giorno riceve un regalo misterioso: una scatola che contiene un cellulare. Da questo istante inizia con un interlocutore sconosciuto uno scambio di messaggi e Federica diverrà protagonista di un gioco senza regole, salvo quella del silenzio, fatto di appuntamenti e mistero, di sensualità ed erotismo che la condurrà a scoprire un aspetto disinibito e sfrenato della sua personalità che non si conosceva. Un epilogo sorprendente e inatteso attenderà la protagonista.

Recensione
Prigioniera di un matrimonio ormai grigio, Federica si lascia coinvolgere in un gioco ad alta tensione erotica che la porta a incontrare uno sconosciuto il cui volto è celato da una maschera e con il quale si lascerà travolgere da una sessualità intensa e appagante. Senza mai scambiarsi una parola, unica regola in questo gioco di trasgressioni. Federica si interrogherà più volte sull’identità del suo torrido partner: si tratta di Gianni, amico di sempre, amante delle macchine potenti e delle belle donne? O forse di Valerio, giovane architetto, aitante e disinibito? La risposta sarà sorprendente.
Scritto con una prosa limpida, sobria, che con eleganza svela e racconta i momenti di passione incandescente e raffinato erotismo che la protagonista vive, Senza regole è un romanzo intrigante e intenso, che mescola sessualità, romanticismo e un pizzico di mistero.
Una lettura coinvolgente, piacevole che fa nel contempo riflettere sui convenzionalismi, i ruoli prestabiliti e su quanto costi la loro accettazione fin troppo passiva, che finisce per nasconderci aspetti della nostra personalità e sessualità che dovremmo riconoscere e saper vivere.

La Serpe e il Mirto (1978) 
Ovvero il tempo secondo Aguilar Mendes  
Stefano Valente  
Edizioni Parallelo 45  
pag.  208  
prezzo € 11,28  

La Trama
Aguilar Mendes, cattedratico argentino, si ritrova a Roma il giorno in cui viene rapito Aldo Moro. Il protagonista del romanzo, un uomo mite e timido, ha lasciato alle sue spalle l’Argentina della dittatura e dei desaparecidos. A Roma alloggia in una stravagante pensione, che a volte sembra scomparire nel nulla, dove conoscerà personaggi indimenticabili, verrà coinvolto in una peculiare storia d’amore con una eterea e malinconica creatura che nasconde un passato dominato da un tragico segreto e diffonde intorno a sé profumo di mirto. Non solo, il protagonista vivrà eventi drammatici che si inseriscono nell’ambito del terrorismo internazionale e le sue trame più oscure, conoscerà lo spiritismo e i suoi adepti, si avvicinerà a misteri insondabili ed eterni in un incrociarsi di vicende che si snodano fra la labirintica Roma e la malinconica Lisbona, toccando spazi reconditi o solo immaginati. 

Recensione
Un uomo schivo, spaesato, invischiato in vicende drammatiche e imprevedibili, fino a trovarsi di fronte al Tempo e al suo eterno enigma, è il protagonista di questo bel romanzo, ricco di simbolismo, che fonde mistery e giallo esoterico.
Nella trama, complessa e avvincente, si incrociano realtà e Mito, la Storia con le sue grandi tragedie, i fatti quotidiani e privati della vita dei diversi personaggi che pullulano intorno alla pensione Internazionale di vicolo de’ Serpari, amori passati ma destinati a rivivere, logge massoniche, sedute spiritiche, complotti, la Gnosi e Ireneo.
Seguendo Aguilar Mendes arriviamo a sfiorare tematiche essenziali come il Tempo (simbolizzato da Ouroboros la Serpe che si morde la coda) e del suo costante, infinito rinnovarsi.
Sarà il timido e sperduto cattedratico a coglierne lo spirito, trovandone l’essenza e comprendendo la risposta al suo enigma, soluzione di una semplicità quasi beffarda e che fa dell’uomo “la misura di tutte le cose”.
Non solo, arriveremo a comprendere che la Morte in definitiva potrà sempre essere annullata, annientata, se avremo la sorte di incontrare una creatura misteriosa e dolce, che profuma di mirto, la pianta sacra a Venere e simbolo dell’amore.
Il mirto e la serpe, in definitiva, nel loro simbolismo a volte contrapposto, si compenetrano per darci una visione dell’eternità di una Vita destinata a non spegnersi mai e a ripetersi costantemente.
Come il Tempo, per l’appunto, che è sinonimo, immagine di infinito.
Scritto con una prosa elegante, accurata ed efficace, La serpe e il mirto è un libro profondo, intenso, che affascina e incuriosisce fino a conquistare completamente il lettore.