lunedì 11 agosto 2014


Il meraviglioso mago di Oz 
L. Frank Baum 
Feltrinelli 
pag. 192 
prezzo € 8,95 

La Trama
Dorothy è una bambina che vive in Kansas con gli zii e il cane Totò. Un giorno un tornado solleva la sua casa, mentre lei e il cane sono ancora all'interno, e la trasporta in volo, depositandola in un mondo strano e sconosciuto, popolato da streghe buone e cattive. Nell'atterraggio la casa schiaccia la Strega Cattiva dell'Est. La Strega Buona del Nord va a complimentarsi con Dorothy che esprime subito il desiderio di tornare in Kansas dagli zii. La Strega le consiglia di recarsi dal Mago di Oz, l'unico che potrebbe aiutarla. Per trovare il Mago, dovrà seguire la «strada di mattoni gialli» fino alla Città di Smeraldo. Lungo la via, a Dorothy e Totò si uniscono tre compagni di viaggio, che decidono di accompagnarla per fare anche loro delle richieste personali al Mago di Oz: lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo. Inizierà, così, una serie di avventure che i quattro dovranno affrontare e, quando giungeranno nella meravigliosa Città di Smeraldo, scopriranno con sorpresa il vero potere del grande e terribile Mago di Oz.

Recensione
“Il meraviglioso mago di Oz” costituisce, a mio avviso, il romanzo più celebre della letteratura per bambini americana. Nell'introduzione l’autore dichiara di volersi distaccare completamente dalle fiabe dei fratelli Grimm ed Andersen, aventi soprattutto una finalità morale e di voler scrivere una favola nuova, che abbia il solo scopo di deliziare i bambini (bambini? Io ho 30 anni e ne sono stata enormemente deliziata!) e di mantenere vivi esclusivamente lo stupore e la gioia, lasciando da parte l’educazione. In tutta onestà penso che non ci sia affatto riuscito! E non trovo rappresenti un male, al contrario credo che questo “fallimento” sia alla base del successo di questa storia che finisce, così, per diventare una fiaba adatta a lettori di tutte le età. Il libro ha un messaggio ben preciso, non fa che dare insegnamenti e ogni frase, ogni episodio, ogni vicenda costituisce una splendida allegoria e sottintende qualcosa di più profondo. La piccola Dorothy, travolta da un ciclone, viene catapultata lontano da casa. Nonostante l’evidente contrapposizione tra il grigissimo Kansas e il coloratissimo Paese di Oz, non cessa per un solo istante di voler tornare a casa, esprimendo questo suo desiderio in quella che, a mio avviso, è la frase più bella di tutto il libro: “Per quanto il nostro Paese sia grigio ed arido, noi persone fatte di carne e di sangue preferiamo vivere lì, piuttosto che in qualsiasi altro luogo, per meraviglioso che sia. Non c’è nessun posto come la propria casa”. In questo modo Baum ci trasmette un valore fondamentale: il legame che ognuno di noi ha con le proprie origini, la propria terra, le proprie radici. Se vuole tornare, Dorothy dovrà recarsi dal grande e terribile Mago di Oz. Durante il cammino, incontra nuovi amici: lo Spaventapasseri, il Taglialegna di latta e il Leone Codardo. La protagonista, da parte sua, nonostante la costante nostalgia di casa e il pensiero fisso di poter riabbracciare i suoi zii, desidera ardentemente che anche i suoi compagni di avventura riescano a ottenere ciò che tanto bramano e, perciò, li spinge a unirsi a lei per sottoporre le loro personali richieste al grande mago. Così, Baum ci trasmette l’importanza, la grandezza e la bellezza di un bene che quanto mai prezioso: l’amicizia. Ciascuno dei compagni di Dorothy ha un desiderio: lo Spaventapasseri vorrebbe un cervello, il Taglialegna di latta un cuore e il Leone Codardo il coraggio. In realtà, pur non essendone consapevoli, lo Spaventapasseri dimostra grande intelligenza già prima di ottenere il suo cervello; allo stesso modo il Taglialegna di latta dimostra profonda sensibilità e grande altruismo già prima di avere il suo cuore; infine il Leone Codardo possiede tanto coraggio già prima di bere quella pozione che dovrebbe infonderglielo, poiché “non esiste creatura vivente che non abbia paura di fronte al pericolo, il vero coraggio sta nell'affrontarlo, pur essendo spaventati…”.Mediante la loro vicenda, l’autore ci parla dell’importanza dell’autostima: ognuno di noi è insoddisfatto di sé stesso, alla perenne ricerca di qualcosa che pensa di non possedere ma basta guardarsi dentro per trovare in sé i propri punti di forza, tante doti e grandi possibilità. Si percepisce una certa somiglianza tra l'idea di Baum e quella di Lewis Carroll e il suo “Alice nel paese delle meraviglie”: Dorothy, come Alice, si trova a vivere, ad affrontare avventure, a conoscere nuove amici in un mondo appartenente alla sfera fantastica. Tuttavia l'eroina de Il Mago di Oz è, per quanto mi riguarda, più reale e umana (preoccupata com’è dai bisogni primari: procurare il cibo per lei e Totò, cambiare vestiario, lavarsi...), nonché più dolce e affettuosa, direi commovente. Dalla storia, infatti, emergono tutti i suoi buoni sentimenti, la sua affezione al cane e ai suoi compagni di avventura. Sicuramente il mondo di Alice risulta più frizzante, folle e variopinto (il che, forse, gli conferisce maggior vivezza ed incisività), ma la storia di Dorothy è più vicina alla realtà. La lettura di questo piccolo capolavoro è piacevole, grazie anche al modo di scrivere dell’autore semplice e scorrevole, mentre dall’inizio alla fine del romanzo, ciò che ci accompagna è il buonumore, il sorriso, la certezza che la vicenda non può che finire bene.  Non si tratta però della speranza in un finale scontato, in un banale lieto fine, ma piuttosto della consapevolezza che la caparbietà della piccola protagonista non può che essere premiata.
                                                         Enza Grieci