mercoledì 28 maggio 2014












Le intermittenze della morte  
José Saramago 
Feltrinelli 
pag. 224 
prezzo € 9,50  -  ebook € 6,99 
La Trama
In un non meglio identificato Paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre, s'instaura l'eternità, perché nessuno muore più. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa... Dopo sette mesi di "tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l’umanità.

Recensione
Leggere Saramago non è affatto facile: richiede impegno, determinazione, concentrazione e anche un bel po' di senso dell'ironia. 
Non conosce regole nella sintassi; la stravolge, la ridimensiona, la plasma a suo piacimento e ne fa un ottimo biglietto di presentazione: è il primo a non pretendere di avere un seguito enorme di lettori, forse ne sarebbe pure scocciato, ma tant'è. 
In questo romanzo, esilarante fin dalle prime righe, il premio Nobel si districa tra le vicende di un Paese senza nome dove, allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre, nessuno muore più. 
Sì, esatto, l'affascinante mietitrice con fattezze di donna posa la sua cara falce e decide di scioperare. Lo scompenso sembra dilagare tra chi, fino a quel momento, attraverso la morte aveva ricavato denaro sonante nonché fondato la sua prima ragion d'essere. E proprio quando i cittadini si erano un po' abituati a questa felice (infelice?) situazione, ecco che lei, la morte, m minuscola mi raccomando perché è così che pretende di essere chiamata, riprende la sua routine attraverso un nuovo, macabro espediente: avvertire periodicamente ogni nuovo sventurato, attraverso delle missive di colore viola, che la sua ora è giunta. 
In un crescendo di situazioni paradossali e di dialoghi assurdi, la morte si troverà costretta ad adottare misure eccezionali quando una lettera, spedita ad un povero violoncellista che proprio non ne voleva sapere di morire, ritornerà al mittente per ben tre volte.
Ad esclusione di alcuni passaggi all'interno del romanzo non proprio armoniosi nel loro complesso, si riconosce l'infallibile penna del Maestro Saramago che ci sforna, ancora una volta, un'opera unica ed irripetibile.

                                                                                                   Emanuele Polidori 
Chi é Emanuele Polidori
Classe 1994, ho capito decisamente troppo tardi di avere un feeling particolare con il mondo dei libri. Frequento un corso di Lingua e cultura italiana all’Università degli Stranieri di Perugia: la mia piccola rivincita umanistica dopo cinque anni trascorsi in un liceo scientifico. Cerco di leggere di tutto, tranne roba noiosa. Sono contrario a trascinarmi dietro romanzi che non digerisco pur di terminarli, è deleterio.
"Là fuori sono in milioni a scrivere, io sono solo a leggere: faccio quel che posso".