sabato 22 novembre 2014


Storia di una capinera 
Giovanni Verga 
Bur 
pag. 153 
prezzo € 6.90 

La Trama
In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di Maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l'idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l'ineluttabilità della morte.

Recensione
Immaginate una stanza, la penombra, il silenzio. La luce filtra da una piccola finestra e delicatamente, come farfalle che posano le ali stanche, illumina una tela: è una tela insolitamente grigia, a lato seduto, un po' curvo, vi è un pittore. Lui vi ha tergo, voi non lo vedete in viso, ma da come si muove, capite che sta armeggiando con i colori. Ecco! È pronto, sta per raccontarvi una storia.
Verga è quel pittore, che sta un po' curvo davanti a quella tela, i colori sono il libro e la storia che sta per raccontavi.
All'inizio il tratto è indeciso, i colori forse troppo chiari, ecco.. il tratto indeciso è la vita della giovane Maria che, a causa di un'epidemia di colera, lascia il convento in cui ha vissuto dall'età di sette anni, cioè da quando la mamma è morta, e vede il mondo, per la prima volta, adesso che è una giovane donna.
Il tratto chiaro e indeciso è il suo affacciarsi alla vita, al mondo ma via via si va facendo più sicuro, i colori diventano più forti e vivaci: Maria prende vita e della vita si nutre. Di quella gioia, di quella freschezza, di quella spensieratezza che la vita le dona, impara a godere. 
Ma osservate meglio, guardate meglio i colori, non vedete quel grigio che vi serpeggia in mezzo? Il grigio è il convento, l'idea di ritornarci, perché tornarci è spegnere la luce sulla vita, non poterla più prendere a morsi, non poter più godere delle bellezze che offre.
Nella stanza in cui vi trovate, ora tutto è sparito: il pittore, i muri, che prima eran celati dalla penombra, tutto è inghiottito e cancellato.
Adesso ascoltate, no, non ci sono rumori o suoni, ma il cuore vi sta parlando.
Non sentite come i sentimenti di Maria siano diventati i vostri? Non sentite l'amaro farsi strada fra l'angoscia e la preoccupazione, la dolcezza della vita e della libertà?
Non sentite quel bisogno di allontanare il cuore da quello di Maria e dire a voi stessi "sono libera, io sono libera"? Un bisogno necessario perché quella di Maria è una storia che vi tira dentro e sommerge in un lago ghiacciato: sentirete il gelo più profondo insieme al dolore per la mancanza dell'aria.
Poco alla volta i colori lasceranno posto al grigio e al nero, cupi e scuri come le tonache delle monache, come la tristezza e la sofferenza.
In un crescendo di sentimenti e di dolore, nel silenzio rotto solo dalla voce del cuore, conosceremo la storia di una ragazza comune, che divide con altri il destino infelice di coloro che non hanno possibilità di scelta, perché ne vengono privati.
Maria è vittima non solo del mal costume di una società che per "fare economia", costringe i figli a prendere i voti, li condanna a una vita di strazio ma anche della sua matrigna che la vede come un peso che toglie risorse economiche ai fratellastri e, infine, di un padre succube della moglie che non sa difendere sua figlia.
Così questa giovane donna che ha conosciuto la vita, l'amore, la gioia, si consumerà nella disperazione, nel buio e nella desolazione di un convento nel quale è stata relegata dall’egoismo altrui.
E a opera conclusa, prima che la storia narrata vi restituisca al mondo, il vostro mondo, prima ancora che possiate rendervi conto che avete trattenuto il fiato e state tornando lentamente a respirare, sentirete che anche un pezzettino di voi é andato via insieme a Maria.

                                Simona Zarcone

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