lunedì 10 novembre 2014


Mille Splendidi Soli 
Khaled Hosseini 
Piemme 
pag. 408 
prezzo € 7,90 

La Trama 
Mariam ha quindici anni e non ha mai visto Herat. Vive nella sua kolba di legno in cima alla collina con la madre Nana, una ex domestica ed attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre, Jalil, le fa visita e trascorre del tempo con lei parlandole di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam desidera ardentemente recarsi presso la casa di Herat, dove il padre non la porterà mai perché lei è una harami, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i nove figli legittimi accoglierla sotto lo stesso tetto. Oltre al padre, la fanciulla ama la compagnia del Mullah Faizullah, l’anziano insegnante di Corano del suo villaggio che va a trovarla una, due volte a settimana per insegnarle le cinque preghiere quotidiane e la recitazione del Corano. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila nasce a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Ha solo due anni quando i suoi fratelli si arruolano nella Jihad. Per questo, il giorno del funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashto e che ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra, di cui finirà per innamorarsi. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo del tutto inaspettato. Dall’intreccio di due destini, questo splendido romanzo che ripercorre nelle sue tappe principali la storia di un paese devastato dalla guerra sempre in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore che lega due donne sembrano ancora l’unica salvezza possibile.

Recensione
L’Afghanistan, la condizione della donna e sullo sfondo la Jihad. Questi i temi salienti di Mille Splendidi Soli, il secondo grande capolavoro di Khaled Hosseini. Questo splendido romanzo nasce dalla volontà dell’autore di parlare degli effetti devastanti della sottomissione e dell’oppressione sulle donne afghane, suscitando empatia nei loro confronti e di divulgare gli eventi principali che hanno segnato l’inasprirsi del panorama politico di questo paese negli ultimi 50 anni fino all’attacco terroristico alle torri gemelle dell’11 settembre del 2001. Mille splendidi soli, il cui titolo è tratto dai versi del poeta Saib-Tabrizi su Kabul, narra la storia di due donne molto diverse. Mariam è una harami, una figlia illegittima, che la domestica Nana ha avuto dal ricco e potente Jalil sposato con ben tre mogli e nove figli. La piccola Mariam vive alla kolba, dove tutti i giovedì il padre si reca per andare a trovarla, padre che ai suoi occhi è senza macchia nonostante tutti i racconti sul suo abbandono e i giudizi negativi della madre. Un giorno la ragazzina, spinta dalla curiosità, decide di allontanarsi dalla kolba per andare a far visita al padre nella sua lussuosa dimora di Herat, azione che avrà una tragica conseguenza, il suicidio della madre che si sentirà abbandonata. Da quel momento la vita semplice e tranquilla di Mariam verrà sconvolta e per eliminare la sua scomoda presenza, prova dell’infedeltà di Jalil, verrà data in moglie senza il suo consenso ad uomo di nome Rashid. La vita matrimoniale insegnerà alla giovane Mariam il significato della parola sopportazione. Laila, al contrario, cresce protetta e libera in una famiglia affettuosa, il cui padre molto attento la incoraggerà sempre a studiare e a migliorarsi. Innamorata sin dall’infanzia di Tariq, non avrà occhi ché per lui fino a quando, i due ancora adolescenti, dovranno separarsi a causa dell’incombere della guerra a Kabul. La paura di perdersi li spingerà a giacere insieme. Il destino di queste due donne così diverse, ben presto sarà destinato ad intrecciarsi indissolubilmente a causa di un tragico evento. Dapprima estranee ed assoggettate allo stesso uomo crudele, diverranno col tempo complici e indispensabili l’una per l’altra, come una madre per la figlia e viceversa. Sarà l’avvento del regime dei talebani a rendere la vita delle due donne ancor più difficile, privandole di quei pochi diritti di cui le donne afghane godono. Mille splendidi soli è romanzo duro, popolato di dolorose vicende, dove il farsi della storia si sviluppa simmetricamente alla vita e alla vicenda delle due protagoniste e diventa a poco a poco, più che un semplice sfondo narrativo e temporale, un vero e proprio personaggio con il suo ben noto ruolo. Un romanzo che dà voce alla forza, al coraggio, ai sogni e ai desideri delle donne afghane, con un triste epilogo, tuttavia denso di speranza per il futuro.

                                     Cinzia Manzitto

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