domenica 30 novembre 2014


Camicette Bianche. Oltre l'otto marzo 
Ester Rizzo 
Navarra Editore 
pag. 128 
prezzo € 10.00  

La Trama 
Il 25 Marzo 1911 bruciò la Triangle Waist Company a New York City, una fabbrica di camicette alla moda. Nell’incendio morirono 146 persone di cui 126 donne, e ben 38 italiane. Il rogo è tra i tragici avvenimenti che si commemorano per la giornata internazionale della donna. Un libro che racconta, per la prima volta in Italia, tutte le vittime dell’incendio e ricostruisce il contesto storico.
Un testo per riflettere su diritti dei lavoratori, donne, migrazioni, memoria. Un invito a recuperare il vero spirito della giornata internazionale della donna e andare oltre l’8 marzo.

Recensione
Questo libro non è frutto delle fantasia della scrittrice, ma racconta  una storia vera, una storia di emigrati in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri cari.
Ester ci condurrà per mano nelle vite di queste donne protagoniste del suo romanzo, raccontandoci una storia di immigrazione e ingiustizia, di speranze e sogni spezzati e restituendo alla memoria collettiva le 146 vittime decedute nel rogo del Triangle Waist Company a New York, trentotto delle quali erano italiane. Niente misure di sicurezza per le operaie della Triangle Waist Company: le porte di emergenza della fabbrica erano chiuse perché le si potesse costringere a entrare e uscire per una sola via e le si potesse perquisire.
Sentiremo sgomento, rabbia e anche sorpresa per gli scherzi di un destino infame che gioca le sue molteplici varianti incurante di tutto. Ci troveremo di fronte a speranze andate deluse e sogni irrealizzati, come le vite di quelle vittime, molte giovanissime, come i cuori di chi ne ha dovuto effettuare il riconoscimento, se mai ci si fosse riusciti.
La loro tragedia è anche la nostra ma la loro morte, tragica e spaventosa ha dato il via a dei cambiamenti significativi in tema di sicurezza sul lavoro.
Vi direte "era il 1911, molte cose sono cambiate", ma con sgomento dovrete ammettere che così non è.
Quanti schiavi lavorano oggi nei campi? Extracomunitari disperati, scappati da una terra che gli è ostile, dove solo morte e distruzione viene loro offerta.
Quante donne non sono solo costrette a lavorare, nell'isolamento più totale, come gli uomini, per molte ore al giorno e per pochi spiccioli, ma subiscono abusi, che neppure denunciano per paura?
Quante morti avvengono sul luogo di lavoro perché le norme di sicurezza non vengono rispettate o fatte rispettare? Quante vedove, genitori, orfani lasciano dietro queste tragedie, fin troppo spesso evitabili?
Quante persone si ammalano per via del loro lavoro? Quante non vedono riconosciuta la loro patologia come legata al lavoro?
E allora ci renderemo conto che il 1911, non è troppo diverso dai giorni nostri.
Il costo del lavoro è alto, il datore di lavoro dove può risparmia, ci troviamo pressoché ovunque di fronte ad assunzioni in nero, a norme di sicurezza troppo spesso non rispettate, a dipendenti costretti a fare da soli il lavoro di più persone.
E lo stato sembra incapace di realizzare una riforma del lavoro seria, concreta e che offra soluzioni.
Ester ci sta facendo un dono grande, ci dono la memoria di questa tragedia, di queste vittime e ci insegna che dobbiamo pretendere il rispetto del nostro diritto a un luogo di lavoro sicuro, sano, sereno. È certamente obbligo del lavoratore assolvere i doveri e assumersi le responsabilità che ogni mansione comporta, ma una collaborazione datore di lavoro-dipendente è altrettanto necessaria. Come la collaborazione di uno stato, che, a mio personale avviso, attualmente non è in grado di dare soluzioni concrete. offre solo problemi e poche soluzioni concrete.
E allora, voi che leggete, serbate gelosamente il ricordo di quanto “ascoltate" da Ester.

                       Simona Zarcone

A quanti vogliano firmare la petizione e sostenere l'iniziativa promossa da Navarra Editore e dal Gruppo Toponomastica Femminile "Ridiamo dignità alle donne vittime dell'incendio della Triangle Waist", affinché le vittime vengano ricordate e venga dato ad una via, ad una piazza o ad un luogo pubblico, il loro nome, riporto l'indirizzo della pagina in cui la potete trovare,

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