domenica 30 novembre 2014

Segnaliamo Darkness and hope di Angela Volpe, il primo capitolo di una trilogia paranormal romance/young adult.


Darkness and Hope
Angela Volpe
Edizioni Creativa
pag. 243
prezzo € 10,20

Darkness and Hope è un romanzo fantasy ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Aura, una ragazza italiana che vive una tragica esperienza nell'adolescenza: una sera, rincasando con l'amica d'infanzia, viene aggredita da una creatura oscura dalle sembianze umane. Aura sopravvive grazie all'intervento di uno sconosciuto, mentre l'amica rimane brutalmente uccisa. Segnata dal lutto, si trasferisce in California con la persona che le ha salvato la vita, un professore che diventa il suo mentore e le tramanda tutto il suo sapere, rivelandole tutto quello che sa sull'esistenza di esseri diabolici che si nascondono tra gli umani e insegnandole a combatterli. Dieci anni più tardi il professore muore e la ragazza si ritrova completamente sola. Travolta da un groviglio di sentimenti di rabbia e amarezza, parte per un viaggio senza meta spostandosi dalla costa californiana verso l'interno del continente. Il destino la bloccherà in una tavola calda di un paese poco abitato, dove incontrerà temibili nemici e inaspettati amici e i nuovi legami che allaccerà ribalteranno le sue certezze e scongeleranno il suo cuore.

L'estate di Ulisse Mele 
Roberto Alba 
Piemme
pag. 210 
prezzo € 14,5

La Trama
Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c’è più traccia.Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.

Recensione
Ulisse è un dolcissimo pulcino di nove anni, vive con i fratelli Dede, Betta mamma e papà in campagna nella meravigliosa Sardegna.
Ulisse ha un segreto: è un non udente. Ma no! Non chiamatelo sordo muto: non ci sente, è vero, ma esser chiamato così lo fa sentire, parafrasandolo, ”handicappato” e lui non lo è, lui è un bambino normalissimo.
Il nostro pulcino ha un'intelligenza vivace, è arguto e possiede quell'ironia che riesce ad alleggerire anche i momenti più duri.
La sua, però, è una storia triste, che lo costringerà a crescere in fretta e a dover fare i conti con le brutture dalle quali, solitamente, i bambini vengono tenuti lontani.
Un giorno d'estate, un brutto giorno, Betta scappa di casa con il fratello, Dede, per andare al mare. Quel giorno Betta non tornerà a casa, né quello successivo, né quello dopo ancora.
Questa bella diciassettenne scompare, lasciando nello sconforto e nella disperazione tutta la famiglia
Vi ricordate il "Il piccolo principe"? Vi ricordate il suo viaggio e le sue scoperte? Vi ricordate come fosse difficile considerare con gli occhi dell'adulto questa storia?
Ecco! Non si può leggere L’estate di Ulisse Mele e osservare con occhi d’adulto il mondo dentro il quale ti fa scivolare: l'istinto materno, o paterno, vorrebbe poter tappare gli occhi di Ulisse perché non veda, non possa rendersi conto e non debba sopportare tutto quel dolore, ma dall'altra ecco che si sveglia il bambino che è dentro di noi e con gli occhi di quel bambino guarderemo il mondo del piccolo protagonista.
La cosa sorprendente è essere immersi nel suo silenzio, una bolla priva di qualsiasi suono, e notare come dentro essa il mondo entra senza lasciare fuori il suo caos.
Ulisse è il "piccolo principe" che affronta un viaggio ben diverso dal ragazzino biondo venuto da un altro pianeta.
Lui è sardo, viene dal pianeta terra, non incontrerà, nel suo cammino, volpi docili che gli insegneranno il significato della parola "addomesticare" e il lato bello e meraviglioso del creare legami. I legami sono delicati, sono l'amore in ogni sua declinazione, ma rappresentano anche sofferenza, sacrifici e un impegno costante. L'amore è, innanzitutto, rispetto e accettazione dell'altro, ma quello che Ulisse imparerà è che tutto questo non è semplice. 
Il nostro bimbo scoprirà la tristezza e come questa, quando è oramai inconsolabile e profonda, porta a gesti estremi, imparerà l'importanza del perdono, riscoprirà l'affetto delle zie paterne, ma, suo malgrado, imparerà anche cos'è il senso di perdita, cosa significa sentire la mancanza di qualcuno che non vedrai mai più, di cui non sentirai più l'odore, il tocco gentile, né vedrai i sorrisi e, soprattutto, non sarà lì con te nei momenti importanti.
Nel caos in cui la scomparsa di Betta getta la famiglia Mele, Ulisse apprenderà quanto il processo di crescita sia a volte doloroso. Capirà che non potrà sempre contare sul  conforto di mamma e papà, dato che a volte bisogna saper bastare a se stessi, essere forti per sé e per gli altri.
Quello che Ulisse lascerà a noi e a quanti gli ruotano intorno è che la disabilità è fisica, ma ci farà capire ancora una volta che l'handicap lo creiamo noi con le discriminazioni, il pietismo, il non rispetto per il diversamente abile. 
Leggere la storia di questo pulcino dolcissimo è come viverla, viverla è come tornare piccini per crescere di nuovo pagina dopo pagina, insieme a lui.


                               Simona Zarcone

Camicette Bianche. Oltre l'otto marzo 
Ester Rizzo 
Navarra Editore 
pag. 128 
prezzo € 10.00  

La Trama 
Il 25 Marzo 1911 bruciò la Triangle Waist Company a New York City, una fabbrica di camicette alla moda. Nell’incendio morirono 146 persone di cui 126 donne, e ben 38 italiane. Il rogo è tra i tragici avvenimenti che si commemorano per la giornata internazionale della donna. Un libro che racconta, per la prima volta in Italia, tutte le vittime dell’incendio e ricostruisce il contesto storico.
Un testo per riflettere su diritti dei lavoratori, donne, migrazioni, memoria. Un invito a recuperare il vero spirito della giornata internazionale della donna e andare oltre l’8 marzo.

Recensione
Questo libro non è frutto delle fantasia della scrittrice, ma racconta  una storia vera, una storia di emigrati in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri cari.
Ester ci condurrà per mano nelle vite di queste donne protagoniste del suo romanzo, raccontandoci una storia di immigrazione e ingiustizia, di speranze e sogni spezzati e restituendo alla memoria collettiva le 146 vittime decedute nel rogo del Triangle Waist Company a New York, trentotto delle quali erano italiane. Niente misure di sicurezza per le operaie della Triangle Waist Company: le porte di emergenza della fabbrica erano chiuse perché le si potesse costringere a entrare e uscire per una sola via e le si potesse perquisire.
Sentiremo sgomento, rabbia e anche sorpresa per gli scherzi di un destino infame che gioca le sue molteplici varianti incurante di tutto. Ci troveremo di fronte a speranze andate deluse e sogni irrealizzati, come le vite di quelle vittime, molte giovanissime, come i cuori di chi ne ha dovuto effettuare il riconoscimento, se mai ci si fosse riusciti.
La loro tragedia è anche la nostra ma la loro morte, tragica e spaventosa ha dato il via a dei cambiamenti significativi in tema di sicurezza sul lavoro.
Vi direte "era il 1911, molte cose sono cambiate", ma con sgomento dovrete ammettere che così non è.
Quanti schiavi lavorano oggi nei campi? Extracomunitari disperati, scappati da una terra che gli è ostile, dove solo morte e distruzione viene loro offerta.
Quante donne non sono solo costrette a lavorare, nell'isolamento più totale, come gli uomini, per molte ore al giorno e per pochi spiccioli, ma subiscono abusi, che neppure denunciano per paura?
Quante morti avvengono sul luogo di lavoro perché le norme di sicurezza non vengono rispettate o fatte rispettare? Quante vedove, genitori, orfani lasciano dietro queste tragedie, fin troppo spesso evitabili?
Quante persone si ammalano per via del loro lavoro? Quante non vedono riconosciuta la loro patologia come legata al lavoro?
E allora ci renderemo conto che il 1911, non è troppo diverso dai giorni nostri.
Il costo del lavoro è alto, il datore di lavoro dove può risparmia, ci troviamo pressoché ovunque di fronte ad assunzioni in nero, a norme di sicurezza troppo spesso non rispettate, a dipendenti costretti a fare da soli il lavoro di più persone.
E lo stato sembra incapace di realizzare una riforma del lavoro seria, concreta e che offra soluzioni.
Ester ci sta facendo un dono grande, ci dono la memoria di questa tragedia, di queste vittime e ci insegna che dobbiamo pretendere il rispetto del nostro diritto a un luogo di lavoro sicuro, sano, sereno. È certamente obbligo del lavoratore assolvere i doveri e assumersi le responsabilità che ogni mansione comporta, ma una collaborazione datore di lavoro-dipendente è altrettanto necessaria. Come la collaborazione di uno stato, che, a mio personale avviso, attualmente non è in grado di dare soluzioni concrete. offre solo problemi e poche soluzioni concrete.
E allora, voi che leggete, serbate gelosamente il ricordo di quanto “ascoltate" da Ester.

                       Simona Zarcone

A quanti vogliano firmare la petizione e sostenere l'iniziativa promossa da Navarra Editore e dal Gruppo Toponomastica Femminile "Ridiamo dignità alle donne vittime dell'incendio della Triangle Waist", affinché le vittime vengano ricordate e venga dato ad una via, ad una piazza o ad un luogo pubblico, il loro nome, riporto l'indirizzo della pagina in cui la potete trovare,

sabato 22 novembre 2014


Tu non sei come le altre madri  
Angelika Schrobsdorff 
E/O  
pag. 511  
prezzo € 10,20  
La Trama
Else Kirschner è una donna fuori dal comune. Vivacissima e trasgressiva, nella Germania della prima metà del Novecento, Else, figlia di genitori ebrei, cresce tenendo fede a due promesse fatte a se stessa: vivere la vita fino in fondo, da protagonista, e avere un figlio da ogni uomo che ama. Ecco allora Fritz, Hans ed Erich, mariti, compagni, amanti, padri rispettivamente di Peter, Bettina e Angelika. Ed ecco la Prima guerra mondiale, i favolosi anni '20 trascorsi in un frenetico girotondo di concerti, teatri e feste, gli anni '30 e il nazismo, le leggi razziali e l'esilio in Bulgaria, la seconda guerra mondiale, la vittoria alleata e i giorni che ne seguono e che segnano il declino di Else.

Recensione
Else nasce in una agiata famiglia ebrea e sembra seguire il percorso che i genitori sognano e scelgono per lei: un matrimonio adeguato, una vita tranquilla senza sorprese, senza scosse.
Ma la protagonista del romanzo non è una donna qualunque. È una ragazza solare, appassionata, curiosa della vita, attratta dall’arte, che si sente fatalmente imprigionata in quell’esistenza che i genitori  desiderano per lei. E si ribella. Si innamora perdutamente di Fritz, drammaturgo squattrinato che sposa, provocando la rottura con i suoi. A Else non importa, lei vuole vivere l’amore fino in fondo e l’idea di una dorata e piatta esistenza da moglie borghese l’atterrisce quanto (se non di più) dei venti di guerra che agitano l’Europa nel 1914.
La sua relazione con Fritz segna l’inizio della vita vera: Else si troverà al centro del fermento intellettuale e artistico della scintillante Berlino degli anni Venti, vivrà un’esistenza fatta di teatri, cabaret, feste e trasgressioni. Passerà disinvolta e sensuale da un amante all’altro, vivrà un complicato ménage fra marito, amante e amante del marito ma non dimenticherà mai uno dei principi che reggono la sua esistenza: avere un figlio da ciascun uomo che ama. Nasceranno così Peter, Bettina e Angelika, figli di padri diversi e ognuno di loro profondamente diverso dall’altro. Peter viziato e affascinante, Bettina timida e al tempo steso risoluta, Angeli fragile e complessa. Nei confronti dei suoi figli Else prova e dimostra un amore appassionato, intenso ma non riuscirà mai a sentire come proprio il ruolo di madre tradizionale, con i suoi doveri e obblighi. Proprio perché lei non è come le altre madri, la sua vita continuerà in un luccicante, effervescente disordine fatto di viaggi, belle case, amori. 
Fino all’avvento del nazismo.
Else non è come le altre madri, è una giovane donna ebrea ma come tanti altri ebrei, agli albori del potere di Hitler, Else sembra non voler credere nemmeno alla mera possibilità della tragedia che si abbatterà su di loro. Sarà però presto costretta a fare i conti con una realtà che diviene giorno dopo giorno più brutale e terribile. Al punto da costringerla all’esilio in Bulgaria, a Sofia dove si trasferirà con le due figlie grazie a un matrimonio di facciata. E nulla sarà più recuperabile per Else che si troverà ad affrontare fin troppi drammi (fra i quali la morte del figlio Peter in Francia e quella della madre in un campo di sterminio), che la porteranno, a guerra ormai terminata e di ritorno in una Germania martoriata e irriconoscibile, alla resa finale.
Tu non sei come le altre madri  è un affresco estremamente riuscito della Germania dell’ultimo secolo che con la sua storia, con la splendida e decadente Berlino dei tempi della Repubblica di Weimar e con la tragedia immane del nazismo fa da cornice e sfondo alla vicenda di Else, protagonista intensa e singolare.
Il libro offre numerosi spunti di riflessione sul passato recente della Germania e della sua apparentemente insanabile contraddizione fra cultura e modernità e l’abisso più profondo. 
Al di là del contesto storico, comunque, spicca la figura di Else, la sua originalità, le sue scelte di vita e sentimentali sempre coerenti pur nell’apparente caos che sembra governarle, la sua capacità di dare tutto di sé e di affrontare con una certa lievità anche le situazioni più tragiche. 
Una donna che ha avuto tutto dalla vita, la stessa vita che le toglierà tutto senza riuscire però a piegarla completamente.
Tu non sei come le altre madri è un romanzo che coinvolge e appassiona: noi che ora conosciamo la Storia, quei fatti ed eventi terribili che Else non avrebbe mai potuto immaginare e che pure si è trovata a subire, leggiamo la sua vicenda sentendoci opprimere fin dagli inizi da quell’immane tragedia che fu il Nazismo e la sua politica antisemita. Per questo, anche quando il contegno di Else potrà sembrare eccessivo o in qualche modo censurabile, ogni eventuale rimprovero, ogni eventuale giudizio negativo rimarrà sospeso, lasciando spazio alla pena infinita per il destino che ha dovuto affrontare. 
Narrato da Angeli con una prosa asciutta ed efficace, il libro si conclude in forma epistolare nell’ultimo capitolo nel quale leggiamo le lettere di una Else stremata, sul punto ormai di arrendersi definitivamente.

Chef Love 
Christina B. Assouad, Jonathan Arpetti 
Rizzoli Youfeel 
pag. 127 
prezzo € 2, 49 

La Trama
Matilde ha 29 anni ed è ancora single, ma ha una certezza: sposerà un grande chef. Sono loro, i maestri indiscussi del piacere a tavola, a farle battere il cuore! Per questo ha riempito la libreria in cui lavora, così come la propria casa, di libri di cucina. Finché un giorno il destino le fa incontrare Gianluca. Fascino alla Cracco, abile tra i fornelli, esperto nel servire i piatti a tavola e… pelare patate! Sì, perché Matilde pensa di aver finalmente trovato lo chef dei suoi sogni romantici, ma Gianluca è solo un cameriere precario, che di ricette e cucina non sa proprio nulla. Come reagirà Matilde all’inganno? Cederà al fascino dell’uovo in padella o continuerà a dare la caccia al suo Master chef? Una romantica storia d’amore da cucinare e servire per due.

Recensione
Matilde è una simpatica libraia che ha un grande sogno: incontrare uno chef e sposarselo. Gianluca è un maldestro cameriere che spasima per lei. Si incontreranno e si piaceranno ma Gianluca le tacerà la verità, anzi si reinventerà nei panni di improbabile chef fino a che, in un’occasione speciale, il suo imbroglio si svelerà… 
Scritta a quattro mani, dando voce ai due protagonisti a capitoli alternati, intrigante al punto giusto, Chef Love è una spassosa commedia degli equivoci basata su fraintendimenti e malintesi che porteranno i protagonisti a una svolta e un esito solo apparentemente disastrosi.
Resteremo coinvolti nelle fantasticherie di Matilde riguardanti il suo bel Gianluca e le sue pretese doti di grande gourmet, leggeremo con estremo piacere il dialogo serrato fra Gianluca, timido e insicuro, e il suo perentorio alter ego che gli indica deciso le mosse giuste per conquistare la nostra bella eroina. Fra i due protagonisti non mancano nemmeno momenti di passione infuocata, resi ancor più piccanti da divertenti e azzeccati richiami gastronomici.
Insomma Chef Love è un romanzo tutto da gustare, che si legge con piacere e che lasciamo con un sorriso soddisfatto e lo spirito sicuramente risollevato.

Storia di una capinera 
Giovanni Verga 
Bur 
pag. 153 
prezzo € 6.90 

La Trama
In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di Maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l'idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l'ineluttabilità della morte.

Recensione
Immaginate una stanza, la penombra, il silenzio. La luce filtra da una piccola finestra e delicatamente, come farfalle che posano le ali stanche, illumina una tela: è una tela insolitamente grigia, a lato seduto, un po' curvo, vi è un pittore. Lui vi ha tergo, voi non lo vedete in viso, ma da come si muove, capite che sta armeggiando con i colori. Ecco! È pronto, sta per raccontarvi una storia.
Verga è quel pittore, che sta un po' curvo davanti a quella tela, i colori sono il libro e la storia che sta per raccontavi.
All'inizio il tratto è indeciso, i colori forse troppo chiari, ecco.. il tratto indeciso è la vita della giovane Maria che, a causa di un'epidemia di colera, lascia il convento in cui ha vissuto dall'età di sette anni, cioè da quando la mamma è morta, e vede il mondo, per la prima volta, adesso che è una giovane donna.
Il tratto chiaro e indeciso è il suo affacciarsi alla vita, al mondo ma via via si va facendo più sicuro, i colori diventano più forti e vivaci: Maria prende vita e della vita si nutre. Di quella gioia, di quella freschezza, di quella spensieratezza che la vita le dona, impara a godere. 
Ma osservate meglio, guardate meglio i colori, non vedete quel grigio che vi serpeggia in mezzo? Il grigio è il convento, l'idea di ritornarci, perché tornarci è spegnere la luce sulla vita, non poterla più prendere a morsi, non poter più godere delle bellezze che offre.
Nella stanza in cui vi trovate, ora tutto è sparito: il pittore, i muri, che prima eran celati dalla penombra, tutto è inghiottito e cancellato.
Adesso ascoltate, no, non ci sono rumori o suoni, ma il cuore vi sta parlando.
Non sentite come i sentimenti di Maria siano diventati i vostri? Non sentite l'amaro farsi strada fra l'angoscia e la preoccupazione, la dolcezza della vita e della libertà?
Non sentite quel bisogno di allontanare il cuore da quello di Maria e dire a voi stessi "sono libera, io sono libera"? Un bisogno necessario perché quella di Maria è una storia che vi tira dentro e sommerge in un lago ghiacciato: sentirete il gelo più profondo insieme al dolore per la mancanza dell'aria.
Poco alla volta i colori lasceranno posto al grigio e al nero, cupi e scuri come le tonache delle monache, come la tristezza e la sofferenza.
In un crescendo di sentimenti e di dolore, nel silenzio rotto solo dalla voce del cuore, conosceremo la storia di una ragazza comune, che divide con altri il destino infelice di coloro che non hanno possibilità di scelta, perché ne vengono privati.
Maria è vittima non solo del mal costume di una società che per "fare economia", costringe i figli a prendere i voti, li condanna a una vita di strazio ma anche della sua matrigna che la vede come un peso che toglie risorse economiche ai fratellastri e, infine, di un padre succube della moglie che non sa difendere sua figlia.
Così questa giovane donna che ha conosciuto la vita, l'amore, la gioia, si consumerà nella disperazione, nel buio e nella desolazione di un convento nel quale è stata relegata dall’egoismo altrui.
E a opera conclusa, prima che la storia narrata vi restituisca al mondo, il vostro mondo, prima ancora che possiate rendervi conto che avete trattenuto il fiato e state tornando lentamente a respirare, sentirete che anche un pezzettino di voi é andato via insieme a Maria.

                                Simona Zarcone

sabato 15 novembre 2014


Lovangeles  
Silvia Mango 
Rizzoli Youfeel 
pag. 123 
prezzo € 2,49 

La Trama 
Cosa c’è di peggio di tuo padre in prigione? Tua madre che si trasferisce da te.
“Dopo mesi in cui non è successo più nulla ecco, di nuovo, il finimondo. So già che mi pentirò di non avere apprezzato a sufficienza la rassicurante monotonia delle mie giornate. Siamo finiti sul lastrico. Non conosco ancora i dettagli. A presto con gli aggiornamenti.” Loretta Cammareri, sceneggiatrice italoamericana, vive a Los Angeles e ha un blog. Quello che non può immaginare è che la sua tranquilla esistenza, fatta di ex amiche stronze diventate famose e sogni in celluloide ancora da realizzare, sta per essere sconvolta. Per sempre. Il padre, il boss delle mozzarelle più buone della California, è scappato, pieno di debiti e di capi d’imputazione, e la madre, sconvolta e abbandonata, sta per trasferirsi da lei. Peggio di così non poteva andare, ma Loretta non è un tipo che si demoralizza e cerca subito un buon avvocato. Per fortuna che la vita, come il migliore dei film, riserva anche piacevoli sorprese e così l’avvocato si rivela essere, oltre che un re del foro, anche un “re di cuori”. E quando meno te lo aspetti Los Angeles può diventare LoVangeles… Un divertente viaggio nella Hollywood di oggi, una passeggiata a due sul Red Carpet. 

Recensione
Loretta è una trentenne dei giorni nostri, non è ricca, ha un bel sogno che fatica a tirar fuori dal cassetto, fa un lavoro che non le spiace e che le permette di mantenersi.
Dopo una cocente delusione d'amore e il tradimento di quella che credeva essere la sua migliore amica, ha perso fiducia negli uomini e la sola amica a cui apre il cuore e per la quale prova un affetto sincero è una dottoressa sui generis, senza peli sulla lingua e con un modo, a volte, rude di dire le cose.
Molte di noi, almeno una volta nella vita sono state "Loretta" con una delusione d'amore, un sogno che ci gira intorno e non si realizza, una vita che stenta a decollare e molti perché per i quali la risposta sembra proprio non voler arrivare.
La nostra protagonista, come molte altre donne, affida a un blog le sue pene, le sue vicissitudini quotidiane e una dote non le manca per nulla: l’ironia. Quando meno se lo aspetta, però, il terremoto arriva nella sua vita: il padre viene arrestato, la madre si trasferisce da lei mentre il successo bacia la sua acerrima nemica, in passato la sua migliore amica. Da tutte queste vicissitudini, però, comincerà il suo percorso di crescita, di cambiamento e l’esistenza di Loretta inizierà a rimettersi in moto. Nella sua vita entrerà anche Bill Clinton, no… non quel "Bill", ma un brillante avvocato che l'amica schietta di Loretta le consiglia per aiutare il padre. Con sua grande sorpresa, la nostra protagonista noterà che Bill, non è un attempato professionista, ma un giovane uomo molto attraente che, si accorgerà poco alla volta, le stuzzicherà i sensi e il cuore.
Peccato che Loretta non sia ancora pronta per lui, così sceglierà un uomo completamente sbagliato, ma assolutamente giusto per il periodo che lei sta affrontando. Quante di noi, seppur in maniera differente, hanno affrontato un momento di caos assurdo? Quante sono tornate lentamente al "cosmos", sbagliando e pasticciando? In fondo è facile entrare in sintonia con Loretta, con il momento che vive e con i suoi malumori. Molte stanno ancora percorrendo quella strada, molte l'hanno già attraversata, ma non dobbiamo mai dimenticare che la via del cambiamento, per quanto impervia, è un percorso che tutti ci troviamo a seguire e che ci insegna anche a non aver paura di metterci in gioco e del fallimento. Anche Loretta teme di sbagliare e quando si presenta l'occasione della vita, si troverà davanti a quel punto di svolta che la farà uscire dal tunnel.
Ci vorrà tutto il suo coraggio per dire di si, perché la paura, a volte, può essere più forte dei sogni, ma per fortuna la nostra Loretta saprà prendere il coraggio a due mani e quel "si" non l'aiuterà soltanto a sbloccare il cassetto nel quale il suo sogno è incastrato, ma l'aiuterà a liberarsi delle paure delle insicurezze e di quell'uomo troppo sbagliato per lei.
E Bill? Condurrà anche a lui questa strada? Se state vivendo il caos più totale come l’ha vissuto Loretta abbiate coraggio, abbiate sempre coraggio! Perché fallire avendoci provato, è comunque una vittoria, seppure amara, perché essere capaci di mettersi in gioco e di non farsi spaventare dalla possibilità di perdere tutto ci rende più forti. Loretta, con la sua ironia e simpatia, non può che essere un esempio, è vero che la vita non è come un bel romanzo, ma noi possiamo renderla meravigliosa ogni giorno, basta non farsi mai vincere dalle paure. La vita è una, non possiamo sprecarla. 
                       Simona Zarcone
Segnaliamo l’antologia E dopo Carosello tutte a Nanna Storie di donne e Mamma Rai che raccoglie i racconti di diverse scrittrici italiane appartenenti a EWWA. (European Writing Women Association)
Storie che rispecchiano lo stile, l’esperienza di vita e la sensibilità di ogni singola autrice. Storie che ci faranno commuovere, sorridere, ricordare e che hanno come filo conduttore comune una delle trasmissioni più amate di Mamma Rai.


E dopo Carosello tutte a nanna.
Storie di donne e Mamma Rai.
AA.VV.
Amazon it
pag. 427
prezzo € 2,99

Troverete i racconti di,
Giulia Alberico, Silvia Ami, Roberta Andres, Miranda Angeli, Christina B. Assouad, Elisabetta Bagli, Simona Barba, Teresa Barbaro, Alessandra Bazardi, Cristina Bruni, Giovanna Caico, Sarah Mathilde Callaway,  Lidia Calvano,  Mariangela Camocardi, Francesca Cani, Maria Teresa Casella, Alessandra Chiappero,  Nora Cocian, Tiziana Cola, Loredana Cornero, Raethia Corsini, Olivia Crosio, Carla Cucchiarelli, A. I. Cudil, Angela D’Angelo, Franca De Angelis, Michela De Muro, Deborah Desire, Letizia Draghi, Mariapia Ebreo, Patrizia Ferrando, Maria Ferrante Savignano, Flumeri & Giacometti, Isabella Fracon, Anna Joy French, Vittoria Garrone, Manuela Gatta, Laura Gay, Paola Gianinetto, Viviana Giorgi, Sabrina Grementieri, Paola Grimaldi, Lucia Guglielminetti, Ledra Simona Liubicich, Emanuela Locori, Valeria Luzi, Lorena Marcelli, Maria Masella, S. M. May, Mia Mesty, Daniela Migliorini, Alessandra Milione, Macrina Mirti, Marina Nunziato, Gisella Orsini, Chiara Parenti, Virginia Parisi, Paola Pascolini, Monica Peccolo, Simonetta Peci, Irene Pecikar, Paola Picasso, Luana Prestinice, Laura Randazzo, Fabiana Redivo, Paola Renelli, Mara Roberti, Paola Robotti, Francesca Rossi, Patrizia Ruscio, Cristiana Russo Fiorillo, Paola Salsano, Luigina Sgarro, Elena Taroni, Dardi Rosemarie Tasca, Edy Tassi, Marie Thérèse Taylor, Laura Tinti, Miriam Tocci, Francesca Tombari, Christiana V,  Eleonora Vagnoni, Adele Vieri Castellano e Monica Lombardi.

EWWA
European Writing Women Association è un’associazione senza fini di lucro che nasce il 23 settembre del 2013 con lo scopo di sostenere la crescita creativa, culturale e professionale delle sue socie e simpatizzanti. Fondata da donne che operano nel settore dell’editoria, EWWA si propone il fine di creare una rete di intercambio a livello professionale, mettendo a disposizione strumenti operativi e competenze specifiche, organizzando eventi e laboratori di scrittura, promuovendo il confronto costante fra le sue appartenenti.

lunedì 10 novembre 2014


Queste stanze vuote 
Massimiliano Maestrello 
Edizioni la Gru 
pag. 222 
prezzo € 14,50 

La Trama
Un ragazzino sulla sedia a rotelle che segue dalla finestra i movimenti di un bambino solitario, tre amici che passano le giornate tra alcol e droghe fino all’evento che incrinerà la loro amicizia, la scoperta del sesso e del tradimento durante l’estate dei Mondiali del 1990. Muovendosi in camere buie che nascondono pensieri torbidi e una felicità solo apparente, i giovani protagonisti delle storie di “Queste stanze vuote” sembrano spinti dal desiderio di scoprire cosa si cela dietro porte chiuse e bianchi muri silenziosi. In sette racconti che sono allo stesso tempo stanze indipendenti e tasselli di una struttura più grande, i personaggi del libro, divisi tra fragilità, vuoti difficili da colmare e la forza di ciò che può germogliare anche al buio, vengono colti nel momento decisivo della loro storia, nell’attimo in cui scoprono che “essere adulti vuol dire essere soli”...

Recensione
Le stanze sono parti di un’abitazione nella quali si vive, si soffre, si ama; spazi nei quali, in definitiva fioriscono, evolvono e terminano le nostre esistenze.
E proprio di diverse storie di vita, che abbracciano un arco di tempo che va dall’adolescenza per arrivare a un’età non definibile ma che si potrebbe situare nella prima giovinezza, ci narra l’autore di questo libro interessante e sicuramente ricco di spunti. 
Leggendo questi racconti, finiremo per provare sentimenti e reazioni distinte che vanno dal rifiuto (è il caso, per esempio, del primo, nel quale ci troviamo di fronte giovani balordi che gettano via il loro tempo in pomeriggi sempre uguali e vuoti all’insegna di una trasgressione povera e mai veramente vissuta), alla simpatia (penso al ragazzino che, in vacanza al mare con la sorella, il padre e la nuova fidanzata di questi si trova di fronte una realtà familiare che non conosceva né poteva o sapeva immaginare e ai primi turbamenti di carattere sessuale) e alla solidarietà (nei confronti del protagonista omosessuale che non riesce nemmeno da adulto a risolvere i diversi conflitti e le tante incomprensioni con il padre). 
Potremo così formulare severi giudizi di condanna o tentare di giustificare i vari protagonisti e le loro azioni, mentre percepiremo il vuoto, strisciante, fatto di ottusità, noia, fatalismo che fin troppe volte li circonda e accompagna nelle loro storie. Non resteremo comunque mai indifferenti perché l’autore con la sua prosa secca, scarna eppure vibrante, narra le diverse vicende con grande intensità e veridicità, sapendo toccare la nostra sensibilità e coinvolgerci fin dalle prime righe.
Molti dei temi trattati sono ritratti spietati che rispecchiano modi di pensare, di vivere e di reagire propri della provincia italiana (soprattutto di una certa provincia, industrializzata e forse per questo più spietata e dura), mentre alcuni racconti, più intimisti, riprendono tematiche strettamente personali che ognuno di noi ha vissuto – anche se non direttamente ma tramite l’esperienza di un amico o di una persona comunque conosciuta – o rispetto alle quali si è trovato a riflettere.
I diversi testi che compongono il libro, pertanto, parlano di una quotidianità oggettiva, reale, con la sua miseria e la sua tragicità di storie di gente comune.
Del libro colpisce un ulteriore aspetto: i racconti presentano un finale che non può dirsi “definitivo” ma che lascia in qualche modo spazio al lettore, che con la sua immaginazione e percezione può arrivare a pensare e sviluppare una continuazione della storia narrata e un epilogo proprio, che trova le proprie radici oltre che nelle sensazioni che la lettura gli abbia suscitato, nella propria traiettoria di vita.
In definitiva una raccolta sicuramente interessante, un affresco di realtà giovanili distinte e diversamente vissute, che invita alla riflessione, aprendoci anche inaspettati istanti di commozione e tenerezza.
Parliamo di Libri partecipa all’iniziativa Book on Tour organizzata da E.M.A. (Editoria Multimedia Autopubblicazioni) www.emaconsulenzaeditoriale.com

Il primo libro nostro ospite è Charlotte Collins di Karen Aminadra, tradotto e pubblicato in Italia dalla To Be Continued di Daniela Mastropasqua, una casa editrice giovane e dinamica, tutta dedicata alla diffusione nel nostro paese delle più belle variazioni sul tema di Orgoglio e Pregiudizio e della narrativa della grande Jane Austen (un altro titolo della collana che segnaliamo è La lettera di Mr. Darcy). 


Charlotte Collins 
Karen Aminadra 
To be continued marchio editoriale a cura di Daniela Mastropasqua 
pag. 239 
prezzo € 11,90 

Conosciamo tutti le circostanze in cui il matrimonio tra Charlotte Lucas e Mr Collins ha avuto luogo. Un'unione senza amore nella quale entrambi hanno perseguito i propri interessi. L'autrice, in questo seguito di "Orgoglio e Pregiudizio", ci porta a conoscere una Charlotte Collins più matura, oculata padrona di casa, moglie paziente e determinata, ma soprattutto una donna vivace e spiritosa ben diversa dal personaggio minore che ricordiamo. Ma può una donna così vivere una vita senza amore? Tra le pagine dei romanzi in cui si rifugia, viene a conoscenza di un sentimento intenso e appassionato, ben diverso da quello che la lega al marito. Inoltre, la signora Collins non potrà mai asservirsi a una donna prepotente e manipolatrice quale Lady Catherine de Bourgh. Tutto ciò porterà Charlotte a una serie di eventi che ne metteranno a dura prova la determinazione e il matrimonio e che ricorderanno anche quanto l'amore possa cambiare chiunque.

Mille Splendidi Soli 
Khaled Hosseini 
Piemme 
pag. 408 
prezzo € 7,90 

La Trama 
Mariam ha quindici anni e non ha mai visto Herat. Vive nella sua kolba di legno in cima alla collina con la madre Nana, una ex domestica ed attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre, Jalil, le fa visita e trascorre del tempo con lei parlandole di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam desidera ardentemente recarsi presso la casa di Herat, dove il padre non la porterà mai perché lei è una harami, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i nove figli legittimi accoglierla sotto lo stesso tetto. Oltre al padre, la fanciulla ama la compagnia del Mullah Faizullah, l’anziano insegnante di Corano del suo villaggio che va a trovarla una, due volte a settimana per insegnarle le cinque preghiere quotidiane e la recitazione del Corano. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila nasce a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Ha solo due anni quando i suoi fratelli si arruolano nella Jihad. Per questo, il giorno del funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashto e che ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra, di cui finirà per innamorarsi. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo del tutto inaspettato. Dall’intreccio di due destini, questo splendido romanzo che ripercorre nelle sue tappe principali la storia di un paese devastato dalla guerra sempre in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore che lega due donne sembrano ancora l’unica salvezza possibile.

Recensione
L’Afghanistan, la condizione della donna e sullo sfondo la Jihad. Questi i temi salienti di Mille Splendidi Soli, il secondo grande capolavoro di Khaled Hosseini. Questo splendido romanzo nasce dalla volontà dell’autore di parlare degli effetti devastanti della sottomissione e dell’oppressione sulle donne afghane, suscitando empatia nei loro confronti e di divulgare gli eventi principali che hanno segnato l’inasprirsi del panorama politico di questo paese negli ultimi 50 anni fino all’attacco terroristico alle torri gemelle dell’11 settembre del 2001. Mille splendidi soli, il cui titolo è tratto dai versi del poeta Saib-Tabrizi su Kabul, narra la storia di due donne molto diverse. Mariam è una harami, una figlia illegittima, che la domestica Nana ha avuto dal ricco e potente Jalil sposato con ben tre mogli e nove figli. La piccola Mariam vive alla kolba, dove tutti i giovedì il padre si reca per andare a trovarla, padre che ai suoi occhi è senza macchia nonostante tutti i racconti sul suo abbandono e i giudizi negativi della madre. Un giorno la ragazzina, spinta dalla curiosità, decide di allontanarsi dalla kolba per andare a far visita al padre nella sua lussuosa dimora di Herat, azione che avrà una tragica conseguenza, il suicidio della madre che si sentirà abbandonata. Da quel momento la vita semplice e tranquilla di Mariam verrà sconvolta e per eliminare la sua scomoda presenza, prova dell’infedeltà di Jalil, verrà data in moglie senza il suo consenso ad uomo di nome Rashid. La vita matrimoniale insegnerà alla giovane Mariam il significato della parola sopportazione. Laila, al contrario, cresce protetta e libera in una famiglia affettuosa, il cui padre molto attento la incoraggerà sempre a studiare e a migliorarsi. Innamorata sin dall’infanzia di Tariq, non avrà occhi ché per lui fino a quando, i due ancora adolescenti, dovranno separarsi a causa dell’incombere della guerra a Kabul. La paura di perdersi li spingerà a giacere insieme. Il destino di queste due donne così diverse, ben presto sarà destinato ad intrecciarsi indissolubilmente a causa di un tragico evento. Dapprima estranee ed assoggettate allo stesso uomo crudele, diverranno col tempo complici e indispensabili l’una per l’altra, come una madre per la figlia e viceversa. Sarà l’avvento del regime dei talebani a rendere la vita delle due donne ancor più difficile, privandole di quei pochi diritti di cui le donne afghane godono. Mille splendidi soli è romanzo duro, popolato di dolorose vicende, dove il farsi della storia si sviluppa simmetricamente alla vita e alla vicenda delle due protagoniste e diventa a poco a poco, più che un semplice sfondo narrativo e temporale, un vero e proprio personaggio con il suo ben noto ruolo. Un romanzo che dà voce alla forza, al coraggio, ai sogni e ai desideri delle donne afghane, con un triste epilogo, tuttavia denso di speranza per il futuro.

                                     Cinzia Manzitto

martedì 4 novembre 2014


Vacanze da Tiffany 
Francesca Baldacci 
Sperling & Kupfer 
pag. 288 
prezzo € 12,90 

La Trama
Ci sono svariati modi di reagire a un fidanzato che ti lascia. Per Angy, che ha un caratterino pepato, quello migliore è mettere in atto una degna vendetta, tanto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Una volta tamponato l'orgoglio ferito, può pensare davvero di voltare pagina. E quale modo migliore di farlo se non con una vacanza? Ma non una qualsiasi, perché serve qualcosa che tenga impegnati corpo e mente. Così Angy decide di trascorrere la stagione estiva all'hotel Tiffany, un graziosissimo albergo sulla Riviera delle Palme di proprietà delle infaticabili zie Camilla e Gisella. Un luogo unico, che sembra essersi fermato agli anni Sessanta, e che, come dice il nome stesso, è un omaggio al film culto "Colazione da Tiffany". Qui potrà lasciarsi i dispiaceri alle spalle e allo stesso tempo rendersi utile, aiutando le due donne a gestire i numerosi clienti. Per fortuna, tra frequentatori abituali e nuovi arrivi, sono tutte persone con cui è facile entrare in sintonia. Tutte tranne il cliente della suite numero otto, un giovane affascinante e sfuggente che passa le sue giornate in solitudine. Di lui Angy conosce solo il nome e l'abitudine di andare in spiaggia la mattina presto, per il resto è un assoluto mistero. Il giorno in cui per la prima volta scambiano qualche parola non è esattamente memorabile, eppure qualcosa in quello sconosciuto la attira e la incuriosisce. E mentre Angy si rimprovera per non aver imparato niente dalle recenti delusioni, la magia di Tiffany fa la sua parte. Perché in quel luogo qualunque cosa può succedere. Persino tornare a credere nell'amore. Anche se non sempre tutto è come sembra…

Recensione
Il fidanzato l’ha lasciata per un’altra, una tal Marisa e Angy si vendica a modo suo. Ma la vendetta, per quanto dolce e sicuramente scenografica, non basta per superare il dolore e l’umiliazione così la protagonista decide di trascorrere la stagione estiva sulla Riviera delle Palme all’hotel Tiffany che gestiscono due sue zie per dare loro una mano.
L’hotel è un posto delizioso, si assapora un’atmosfera anni ’60 fortemente voluta e ispirata dalle due zie di Angy che di quel periodo sono tutt’ora innamorate.
Con Angy ci troveremo dietro al banco della reception e conosceremo Renato, il vice direttore dell’albergo affascinante, impenetrabile e ci scontreremo con i suoi frequenti e incomprensibili cambi d’umore. Faremo amicizia con le due zie di Angy, Gisella e Camilla, apparentemente un poco svampite ma determinate e simpaticissime, piene di idee ed entusiasmo. Ci accomoderemo nella piccola saletta dell’albergo dove vengono proiettati film anni ’60 (Colazione da Tiffany su tutti ma anche western che il burbero Renato sembra adorare), accarezzando Gatto, il felino che maestoso si aggira per l’albergo. E ci interrogheremo su un cliente misterioso e affascinante che occupa la stanza n.8. 
Angy tenterà di dimenticare il passato ancora troppo recente e la cocente delusione grazie proprio a questo enigmatico cliente che però le regalerà un amore che non durerà nemmeno un’estate… ma a questo punto, quando il dolore sembra riprendere il sopravvento nella vita della nostra protagonista,  scopriremo che, comunque, la vita sa riservare delle bellissime sorprese. Imprevedibili e inattese. Come il vero amore.
Frizzante, gradevole, scritto bene, Vacanze da Tiffany fa trascorrere al lettore istanti estremamente piacevoli in un’alternanza continua di speranza e delusione, amore e rabbia, sogni infranti e realtà insperate e ci immerge in un’atmosfera magica e suggestiva nella quale ci sembrerà di sentir riecheggiare le note di Moon River e di vedere l’indimenticabile Audrey Hepburn passeggiare lieve ed elegante per l’hotel Tiffany, osservando attenta le vicende che vi si intrecciano. E nelle quali sarà facile immedesimarci guidati dalla penna leggera e sapiente di Francesca Baldacci.

Le mie migliori ricette  
Sonia Peronaci 
Mondadori 
pag. 293 
prezzo € 14,37 


Divertiti cucinando 
Sonia Peronaci 
Mondadori 
pag. 248 
prezzo € 14,37 

La Trama
"Cucinare è raccontare una storia: quella della ricetta, delle infinite versioni elaborate in luoghi diversi e in momenti lontani, dei passaggi attraverso i quali è arrivata fino a chi la prepara. È una storia nella quale non credo ci debbano essere segreti, altrimenti si rischia che non ci sia più nessuno in grado di continuarla. GialloZafferano è il mio modo di raccontare quella storia.
Ci sono le mie preferite, i miei cavalli di battaglia, una decina di piatti "insospettabili" per stupire, tantissime idee per suscitare meraviglia e per preparare piatti espresso (ma da urlo), quelle che proprio non si può non cucinare una volta nella vita, le più ricercate dagli utenti e quelle che faranno impazzire i vostri bambini. E ancora: sofà food, finger food, Street food, piatti adatti a banchetti luculliani, a cenette tra innamorati, a serate con gli amici... Oltre, naturalmente, ai miei "segreti": da madre di tre figlie posso dire senza incertezze che la cucina è bella se è condivisa, se il tavolo sul quale si mangia può accogliere tante persone, se è occasione di confronto e di ascolto. Tutto, con un paio di doverose eccezioni, è rigorosamente italiano: perché la nostra è la cucina più appassionante al mondo e perché vale la pena essere consapevoli dell'infinita varietà di possibilità, incroci e sapori che possiamo creare con gli ingredienti della nostra terra."
Recensione
Anche la pancia vuole sua parte... va bene, va bene! Era l'occhio, non baro!
Ma questi libri sono davvero un tripudio di odori, sapori, colori.
Sono ricette semplici, facili da fare e alla portate di tutti. Molti libri di ricette ne descrivono tante di difficile preparazione, spesso astruse, dagli ingredienti e accoppiate impossibili, ma "astruso" non sempre è sinonimo di buono.
Antipasti semplici, veloci e deliziosi saranno un apri pasto gradevole che farà felici tutti, gustose barchette di patate, gamberi al lardo e crema di cannelini, frollini al parmigiano stuzzicheranno i palati dai gusti decisi e raffinati, le olive ascolane, le chips di patate e l'insalata russa accontenteranno i palati dai gusti più semplici.
Ma anche le ricette dei primi, dei secondi e dei dolci soddisfano i gusti di tutti
Ci sono ricette di arrosti succulenti e gustosi, spiedini, ricette per la carbonara, le pappardelle al ragù di cinghiale, spaghetti alle vongole, gnocchi alla romana e dei mitici arancini.
La nostra abile cuoca accontenta anche i più golosi offrendo loro istruzioni per preparare dolci, dal classico tiramisù, alle frittelle del luna park, alle coreografiche dita delle strega, biscottini al burro di sicuro effetto.
Sonia non dimentica nemmeno le ricette base per una pizza, una pasta sfoglia o frolla buone e salutari.
Insomma una piccola scuola di cucina che renderà tutti cuochi provetti.
Le ricette sono presentate in modo esaustivo e intuivo. Dopo una breve descrizione, allegre stelline gialle ci indiano il grado di difficoltà.
A seguire troveremo i tempi di cottura, i tempi di preparazione e le dosi e, sulla sinistra, gli ingredienti e la preparazione suddivisa per fasi.
L'impaginazione ha ampio respiro, caratteri tondi e colori chiari che rendono piacevole la lettura. Le illustrazioni, danno un'idea chiara del risultato e fanno davvero venire l'acquolina in bocca.
Si tratta di libri a portata di tutti, perché la cucina è a portata di tutti e di volumi che tutti dovrebbero avere in casa… un acquisto del quale non vi pentirete mai! 

                                           Simona Zarcone