lunedì 13 ottobre 2014


L’ipnotista 
Lars Kepler 
Longanesi 
pag. 585 
prezzo € 15,81 

La Trama 
Erik Maria Bark ed era l'ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto, la sua vita è stata a un passo dal crollo e ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l'ipnosi. Per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a un 8 dicembre, quando lo squillo del telefono lo sveglia di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l'accento finlandese. C'è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia ed  è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell'accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l'assassino vuole terminare l'opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C'è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma buia e gelida, Erik sa già che accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l'ipnosi funziona. Quello che l'ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. 

Recensione
“Nella mitologia greca Hypnos è rappresentato da un ragazzo alato che tiene in mano delle capsule di papaveri. Il suo nome significa “sonno”. È il fratello gemello della morte e figlio della notte e delle tenebre”. 
L’ipnotista è un thriller di Lars Kepler. In realtà si tratta di uno pseudonimo dei coniugi svedesi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. Entrambi scrittori di professione decidono, ad un certo punto della loro carriera, di scrivere un romanzo insieme. Da questa unione nasce proprio L’ipnotista.
“Perché il passato non è morto e sepolto, in realtà non è neppure passato, per dirla con Faulkner. Ogni piccolo accadimento del passato condiziona il soggetto anche nel presente. Ogni esperienza pregressa influenza in qualche modo le scelte di ciascuno – e nel caso di esperienze traumatiche, il passato fagocita il presente”.
Ed è proprio nel passato che si cela la verità narrata nelle pagine del romanzo. Una verità che porta con sé nel presente l’ombra di un malessere, di un sentimento distruttivo e violento racchiuso in una sola anima che sarà poi quella del colpevole.
Dieci anni prima – unico segmento della storia in cui gli autori scelgono di utilizzare il tempo passato nella scrittura del romanzo –, l’allora celebre ipnotista Erik Maria Bark, intraprende una singolare ricerca.
“Spero di riuscire a definire la mappa delle barriere mentali che resistono all’ipnosi, capire come il cervello, anche in uno stato di profondo rilassamento, trovi nuovi metodi per proteggere l’individuo da ciò che potrebbe spaventarlo. Quello che voglio dire – ed è questo l’aspetto affascinante – è che quando ci si avvicina al trauma, al nucleo, a ciò che è veramente pericoloso… Quando il ricordo rimosso finalmente ricomincia ad affiorare durante l’ipnosi, il paziente inizia a farneticare, nell’estremo tentativo di preservare il segreto e allora – questa è la mia ipotesi di lavoro – il paziente in questione inserisce del materiale onirico, solo per evitare di vedere”.
Sebbene Erik creda con tutto sé stesso al progetto, è costretto a rinunciare promettendo di non praticare più l’ipnosi. Per quale ragione? Cosa spinge uno studioso della sua portata ad abbandonare il suo gruppo di pazienti?
Nel presente, il poliziotto di origini finlandesi Joona Linna, ottiene l’assegnazione di un caso di strage familiare. Il solo sopravvissuto della famiglia è un ragazzo il cui nome è Josef Ek. L’indagine, tuttavia, si complica nel momento in cui si scopre dell’esistenza di un altro membro – si spera ancora in vita - della famiglia, Evelyne Ek. Josef, unico testimone, sembra essere in fin di vita. 
Per scoprire l’assassino e salvare Evelyne, Joona chiede la collaborazione di Erik. 
L’unico problema riguarda il fine del poliziotto ossia l’utilizzo dell’ipnosi sul ragazzo. 
Inizialmente restio nell’induzione dell’ipnosi, Erik scioglie il giuramento fatto anni or sono. Ma mai avrebbero potuto immaginare cosa ne sarebbe scaturito da una tale scelta.
La storia risulta creativa e ingegnosa sebbene, alle volte, si trovino dettagli poco rilevanti e di scarso interesse come le pagine dedicate ad alcuni animali amati dai bambini di cui preferisco non citare nulla per non svelare un segmento del romanzo. Un punto a favore va sicuramente alle descrizioni degli stati d’animo e dei comportamenti dei personaggi ai quali viene dedicato ampio spazio favorendo una maggiore comprensione ed immedesimazione nella loro psicologia. Non mancano di certo i risvolti inaspettati nel susseguirsi della trama. 
L’ipnotista è un libro complesso poiché ricco di particolari ma che termina nella maniera più semplice possibile. 
Il messaggio, alla fine di tutto, è proprio l’unione nella semplicità. 

                                     Vanessa Santin

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