lunedì 13 ottobre 2014


La figlia 
Clara Usón 
Sellerio 
pag. 496 
prezzo € 16 
e-book € 10,99 

La Trama 
Ana è una ragazza estroversa, allegra, brillante. È la migliore studentessa del corso di medicina a Belgrado, ha tanti amici, è l’orgoglio di suo padre, il generale Ratko Mladić, che lei ama con una devozione assoluta. Un viaggio a Mosca con gli amici è l’occasione per passare alcuni giorni in giro per una grande città con il solo pensiero di divertirsi. Invece al ritorno Ana è cambiata. È triste e taciturna. Una notte afferra una pistola, quella a cui il padre tiene di più, e prende una decisione definitiva. Ha solo ventitré anni.

Recensione
Nel 2006 Clara Usòn lesse che Ana, la figlia del generale Ratko Mladic (il boia di Sebrenica) si era suicidata, sparandosi con la pistola favorita del padre, che questi conservava per la nascita del primo nipote.
Ana aveva appena ventitré anni, era una studentessa brillante di medicina, aveva una vita felice e soprattutto adorava suo padre, che considerava un autentico eroe.
Cosa è accaduto perché realizzasse un gesto così drammatico e definitivo? Ana si uccide quando prende coscienza di chi sia suo padre, quell’uomo che lei ama profondamente. 
Una realtà terribile che inizia a delinearsi in occasione di un viaggio a Mosca con gli amici di lei, durante il quale si renderà conto che suo padre non è (o non è solamente) l’uomo affettuoso e tenero che lei conosce ma un crudele assassino, capace di provocare la morte di migliaia di persone indifese. 
Ana diverrà anche consapevole del fatto che gli amici, a conoscenza della verità sul conto del generale Mladic, fingono nei suoi confronti un’amicizia che non sentono né provano.
I diari di guerre di suo padre, che la ragazza consulta, daranno la con¡ferma definitiva di quella verità atroce e dell’autentica natura del generale Mladic. Ana non potrà più essere la stessa, si sentirà profondamente e irrimediabilmente tradita da suo padre che però non avrà mai il coraggio di affrontare a viso aperto. Arriverà così alla decisione più estrema, incapace di superare, di affrontare l’incubo profondo che è divenuta la sua vita e di perdonare suo padre per ciò che è e se stessa per averlo amato.
La narrazione della storia della figlia del generale Mladic avviene su due piani: quello pubblico (con una galleria di pseudo eroi serbi e bosniaci e il racconto della folgorante ascesa politica di alcuni personaggi tristemente noti della recente guerra dei Balcani) e quello privato, incentrato sulla figura di Ana, la sua famiglia, la sua vita e sulla figura di Danilo Pappo, il narratore, figlio di un ebreo sefardita. Due piani distinti ma destinati a convergere nell’epilogo finale e che hanno come momenti cardine il massacro di Sebrenica e il suicidio di Ana.
La figlia è un romanzo potente, spietato come la vicenda che narra ed esprime la condanna assoluta dell’autrice di ogni nazionalismo e del populismo agitato da pseudo intellettuali che lo alimenta fino a sfuggire a ogni possibile controllo. Non solo, Clara Usòn prende una netta posizione contro la politica opportunista, pavida e vile seguita dall’Unione Europea durante la guerra dei Balcani.
Un libro che non si dimentica, che porteremo sempre nel nostro cuore e nella nostra anima, che rimarrà una ferita che non si può né deve rimarginare.

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