martedì 2 settembre 2014


I Ponti di Madison County 
Robert James Waller 
Frassinelli Numeri Primi 
pag. 173 
prezzo 12 € 

La Trama
Francesca ha lasciato l’Italia per seguire un soldato americano. I due si sono sposati ed hanno creato la loro famiglia tra le colline dello Iowa meridionale. La sua vita scorre tranquilla tra marito e figli. Ogni tanto, qualche nuvola di nostalgia per la vita trascorsa nel suo paese d’origine e per qualche sogno infranto, va a intaccare la serenità della donna. Un pomeriggio d’Agosto, in cui è sola in casa, si materializza nel suo cortile un uomo diverso nell’aspetto dagli altri uomini che vivono nel circondario. Le chiede un’informazione su come arrivare a un ponte coperto e lei si offre di accompagnarlo. Tra i due nasce qualcosa di immediato e di travolgente che li porterà in pochi giorni a realizzare un sogno che, forse inconsapevolmente ognuno di loro desiderava.

Recensione
Francesca appartiene alla generazione che pensava che una donna si realizzasse solo nel matrimonio. Così, senza eccessiva convinzione, sposa un soldato americano e si stabilisce negli Stati Uniti. Forse nell’immaginario di questa giovane ragazza napoletana, l’America aveva qualcosa di magico e di grandioso. La realtà è però diversa e la protagonista approda in un piccolo centro rurale dello Iowa meridionale dove la vita scorre lenta e sonnolenta, le persone del posto sono sì capaci di creare vincoli di amicizia ma si nutrono di pettegolezzi. I ruoli sono ben definiti: l’uomo lavora e la donna lo aiuta nella gestione della fattoria e nella conduzione della vita familiare. L’adattamento di Francesca non deve essere stato facile per lei, ma, ora a 45 anni il bilancio è abbastanza positivo: un marito rispettoso e due figli adolescenti. Robert, il protagonista maschile del romanzo, ha 52 anni è un bravo fotografo e ama il suo lavoro. Si è separato dalla moglie anni prima e non prova rimpianti per la vita matrimoniale che si è lasciato alle spalle. Incarna la libertà sia per il modo di proporsi sia per la sua professione che lo porta a condurre una vita vagabonda da un luogo all’altro cercando di coglierne l’essenza attraverso le foto. Che cosa unisce due persone apparentemente diverse? L’estraneità di entrambi verso l’ambiente contadino e chiuso e un modo meno superficiale di concepire la vita: entrambi infatti amano l’arte, la poesia e la natura. Tutto ciò che inconsciamente Francesca cerca in un uomo (delicatezza, sensibilità e passione), Robert lo incarna. E in lei lui trova una donna stabile, tranquilla ma capace di esprimere i propri sentimenti e la propria passione con schiettezza, senza maschere. L’approccio che Robert ha verso il lavoro è molto diverso rispetto a quello del marito di Francesca e degli altri uomini del luogo, per i quali il lavoro non è null’altro che fatica, necessaria per produrre denaro per vivere agiatamente. Per Robert, invece, la sua professione è arte, è un modo di esprimersi: nelle sue foto c’è il mondo come lui lo vede e lo sente, ogni foto è un pezzo della sua anima. Francesca ha dovuto rinunziare a insegnare a causa della visione gretta che ha il marito riguardo i ruoli uomo-donna. Con Robert, si sente accolta e apprezzata per la sua femminilità e sensibilità: è come un fiore che sboccia alla luce del sole. Come gestiranno la loro storia? Qualunque scelta faranno sarà sempre la più difficile. Questo romanzo è una sintesi della poiliedricità dell’arte di Waller, un artista eclettico: scrittore, musicista e fotografo. Un ottimo scrittore che, con uno stile sobrio e preciso descrive luoghi, persone e l’evolversi dei sentimenti.  Un abile fotografo che ci fa entrare nei meccanismi tecnici e artistici della fotografia. Un musicista romantico che lascia tra le pagine una colonna sonora davvero struggente. Waller confessa che questa storia, che gli hanno chiesto di narrare, lo ha trasformato al punti da insegnargli a guardare i sentimenti con meno cinismo. Ed effettivamente sembra essersi a tal punto compenetrato nella vicenda da riuscire a entrare nel cuore e nella sensibilità dei protagonisti in modo da consegnarceli vivi e vibranti al culmine di quello che fu il periodo più significativo della loro esistenza.

                                               Pasqualina D’Ambrosio

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