mercoledì 13 agosto 2014


La Serpe e il Mirto (1978) 
Ovvero il tempo secondo Aguilar Mendes  
Stefano Valente  
Edizioni Parallelo 45  
pag.  208  
prezzo € 11,28  

La Trama
Aguilar Mendes, cattedratico argentino, si ritrova a Roma il giorno in cui viene rapito Aldo Moro. Il protagonista del romanzo, un uomo mite e timido, ha lasciato alle sue spalle l’Argentina della dittatura e dei desaparecidos. A Roma alloggia in una stravagante pensione, che a volte sembra scomparire nel nulla, dove conoscerà personaggi indimenticabili, verrà coinvolto in una peculiare storia d’amore con una eterea e malinconica creatura che nasconde un passato dominato da un tragico segreto e diffonde intorno a sé profumo di mirto. Non solo, il protagonista vivrà eventi drammatici che si inseriscono nell’ambito del terrorismo internazionale e le sue trame più oscure, conoscerà lo spiritismo e i suoi adepti, si avvicinerà a misteri insondabili ed eterni in un incrociarsi di vicende che si snodano fra la labirintica Roma e la malinconica Lisbona, toccando spazi reconditi o solo immaginati. 

Recensione
Un uomo schivo, spaesato, invischiato in vicende drammatiche e imprevedibili, fino a trovarsi di fronte al Tempo e al suo eterno enigma, è il protagonista di questo bel romanzo, ricco di simbolismo, che fonde mistery e giallo esoterico.
Nella trama, complessa e avvincente, si incrociano realtà e Mito, la Storia con le sue grandi tragedie, i fatti quotidiani e privati della vita dei diversi personaggi che pullulano intorno alla pensione Internazionale di vicolo de’ Serpari, amori passati ma destinati a rivivere, logge massoniche, sedute spiritiche, complotti, la Gnosi e Ireneo.
Seguendo Aguilar Mendes arriviamo a sfiorare tematiche essenziali come il Tempo (simbolizzato da Ouroboros la Serpe che si morde la coda) e del suo costante, infinito rinnovarsi.
Sarà il timido e sperduto cattedratico a coglierne lo spirito, trovandone l’essenza e comprendendo la risposta al suo enigma, soluzione di una semplicità quasi beffarda e che fa dell’uomo “la misura di tutte le cose”.
Non solo, arriveremo a comprendere che la Morte in definitiva potrà sempre essere annullata, annientata, se avremo la sorte di incontrare una creatura misteriosa e dolce, che profuma di mirto, la pianta sacra a Venere e simbolo dell’amore.
Il mirto e la serpe, in definitiva, nel loro simbolismo a volte contrapposto, si compenetrano per darci una visione dell’eternità di una Vita destinata a non spegnersi mai e a ripetersi costantemente.
Come il Tempo, per l’appunto, che è sinonimo, immagine di infinito.
Scritto con una prosa elegante, accurata ed efficace, La serpe e il mirto è un libro profondo, intenso, che affascina e incuriosisce fino a conquistare completamente il lettore.

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