martedì 26 agosto 2014


La voce del vento 
Amanda Foley 
Rizzoli YouFeel 
pag. 107 
prezzo € 2,49 

La Trama
Inghilterra 1882. La giovane Kitty Reed, sopravvissuta a un naufragio nel quale ha perso il padre, trascorre le giornate nella dimora estiva di famiglia facendo progetti per il futuro. Una sera a un ballo incontra Richard, duca di Lansbury, un uomo più vecchio di lei ma molto affascinante che le fa ritrovare la voglia di amare. Ma la felicità ha il suo prezzo e per ottenerla bisogna prima spazzare via tutte le nubi del passato, come fa il vento. Quel vento che ha scandito i momenti più importanti della vita di Kitty. Affrontare il suo passato una volta per tutte le servirà a comprendere che nella vita è possibile realizzare sogni e ideali solo se ci guardiamo dentro e realizziamo chi vogliamo essere. Intrighi, passioni e sentimenti dell’Inghilterra di fine XIX secolo. 

Recensione
Kitty è una giovane ricca, bella e intelligente che, rimasta senza i genitori, vive con una parente l’eccentrica Lavinia, una donna indipendente, che non ha mai voluto sposarsi e che trova la sua miglior compagnia nella lettura. 
Durante la stagione a Londra, conosce a un ballo l’affascinante duca di Lansbury, che, molti anni prima, era stato innamorato della madre di lei, Giorgiana. 
Il duca rimane colpito dalla bellezza di Kitty, ma la ragazza più che ai sentimenti sembra pensare e inseguire un suo sogno: diventare scrittrice. Convinta che per conseguirlo sia necessario affrontare la vita, non esita a confrontarsi con la realtà quotidiana più dura,  accettando di insegnare in una scuola frequentata dai figli della gente più umile.
Questa esperienza tuttavia, non le farà mai scordare del tutto l’affascinante duca che frequenterà con assiduità fino a sentirsene irresistibilmente attratta. Fra i due sorgerà un amore intenso, appassionato, che sembrerà dissipare le ombre di un passato che pesa sul cuore di Kitty. E che, sorprendentemente, inaspettatamente, ritornerà con il suo carico di dolore e verità taciute. Kitty sarà costretta ad affrontarlo per poter dare a se stessa e alla propria vita una nuova opportunità. 
La voce del vento è un romanzo gradevole, scritto bene che ci riporta nell’Inghilterra Vittoriana e nel quale spicca la figura della protagonista una donna dell’epoca sicuramente ma anche una ragazza moderna, indipendente, che crede in se stessa e non esita a confrontarsi con situazioni a lei totalmente estranee pur di riuscire a realizzare il suo sogno di scrivere. 
Sentimentalmente Kitty vive la passione senza timore, senza troppe domande: si ritroverà a dover pagare per questo un prezzo che solo il grande amore saprà riscattare. 
In definitiva, una storia ben costruita fra intrighi, balli, nobiltà, miseria e donne eccentriche, particolari che sanno, con discrezione e classe, sfuggire ai ristretti canoni e clichés della loro epoca.

sabato 23 agosto 2014


Dieci Donne 
Marcela Serrano 
Feltrinelli 
pag. 288 
prezzo € 18,00 

La Trama
Nove donne si incontrano nello studio della loro psicologa per una seduta di psicoterapia di gruppo. Ognuna porta il suo bagaglio di esperienze, dolore, gioia, diversità e difficoltà. Tutte storie accomunate dal fatto di essere “donna”, con tutto ciò che comporta,  pur essendo, le protagoniste, diverse per età, estrazione sociale ed esperienze vissute.

Recensione
In questo libro ho trovato una storia introspettiva che descrive perfettamente il dolore, la solitudine, l’angoscia ma anche la gioia che ognuna di noi, come donna, spesso prova. Donna che comunque, nonostante tutto reagisce e si rialza più forte di prima. Leggiamo così delle diverse vicende che ciascuna delle protagoniste ha vissuto e si è trovata ad affrontare. Incontriamo Francisca che odia la madre e teme che questo si ripercuota sui suoi figli; Guadalupe che tra droga e omosessualità cerca di capire qualcosa di se stessa; Simona che arrivata alla maturità non riesce ad accettare la solitudine; Andrea che, pur essendo famosa fugge dal successo e si nasconde nel deserto; Luisa che può finalmente dire di essere vedova di un desaparecido; Manè che è sempre stata bella e ora che inizia la vecchiaia non riesce ad accettarlo; Juana, ragazza madre che deve affrontare da sola la malattia della madre e della figlia; Layla, di origini arabe che cerca di dimenticare con l’alcool i suoi problemi; Ana Rosa rimasta orfana, deve lavorare per mantenersi e crescere il fratello ed infine Natasha, la psicologa, anche lei con la sua storia difficile.
Dieci donne è un libro dalla prosa scorrevole, ricco di emozioni e che fa riflettere: tutte le protagoniste cercano il senso della loro vita e lo fanno scavando nel proprio passato, cercando nonostante tutto di andare avanti e capire la loro vera essenza. Un viaggio nell’universo e nell’animo delle donne, una conferma della loro forza.

                                                    Giuliana Bellu

lunedì 18 agosto 2014


Le cose che non ho 
Gregoire Delacourt 
Salani Editore 
pag. 144 
prezzo € 10,97 
ebook formato Kindle € 8,99 

La Trama
Jocelyne è una donna di mezza età che vive in un paesino della Francia con il marito e i figli. La coppia ha affrontato prove durissime e i coniugi  hanno ancora la volontà di combattere per la loro unione. La protagonista gestisce una merceria, diventata famosa grazie al sito Internet "Mani di Fata". In questo mondo virtuale, tante donne si scambiano gesti solidali e consigli sul ricamo. Un giorno scopre di aver vinto la lotteria e di essere diventata milionaria; nella sua mente iniziano ad affiorare tante domande : "la felicità si può comprare?, Possono i soldi cambiare tanto una persona?".

Recensione
Leggendo questo romanzo, mi sono ritrovata anch’io a riflettere  sulle varie problematiche che analizza e in particolare sul fatto che ricerchiamo perennemente, costantemente la felicità ma solo con il passare degli anni ci accorgiamo che è fatta dalle piccole cose della nostra quotidianità alle quali, però, spesso non diamo il giusto valore. 
Di qui l’invito che l’autore ci rivolge di cercare in noi stessi la serenità, non nelle cose materiali, ma di qui anche il fatto che Le cose che non ho sia un’opera estremamente attuale nell’affrontare e approfondire il tema della futilità della ricchezza e del denaro, che la nostra società ha posto come valori fondamentali. 
La protagonista Jocelyne, una donna forte, positiva, buona e amorevole, fronteggerà la vincita a una lotteria in un modo molto particolare e dovrà mettere in discussione tutta la sua vita. 
La narrazione tocca anche il tradimento e il suo perdono, la rinascita personale e l'amicizia. 
La prosa di Delacourt è semplice, priva di dialoghi ( la voce narrante è quella di Jocelyne), i capitoli sono brevi: in definitiva, si tratta di un libro che si legge facilmente ma che pone profondi interrogativi e ci fa riflettere sul fatto che "La vera felicità è gratuita”, come sosteneva Tommaso d’Aquino.

                                                  Vanessa Mattioli

Segnaliamo la nuova collana Youfeel di Rizzoli. Amore, passione, intrighi, suspense, avventura, divertimento, eros, …

mercoledì 13 agosto 2014


Senza regole 
Irene P. De Colle 
Rizzoli Youfeel 
pag. 114 
prezzo € 2,49 

La Trama 
Federica è una giovane donna, sposata con Emanuele, madre di una deliziosa bimba Martina. Il suo matrimonio ha peraltro ormai imboccato la strada della routine; sente suo marito lontano, fin troppo preso dal lavoro. Un giorno riceve un regalo misterioso: una scatola che contiene un cellulare. Da questo istante inizia con un interlocutore sconosciuto uno scambio di messaggi e Federica diverrà protagonista di un gioco senza regole, salvo quella del silenzio, fatto di appuntamenti e mistero, di sensualità ed erotismo che la condurrà a scoprire un aspetto disinibito e sfrenato della sua personalità che non si conosceva. Un epilogo sorprendente e inatteso attenderà la protagonista.

Recensione
Prigioniera di un matrimonio ormai grigio, Federica si lascia coinvolgere in un gioco ad alta tensione erotica che la porta a incontrare uno sconosciuto il cui volto è celato da una maschera e con il quale si lascerà travolgere da una sessualità intensa e appagante. Senza mai scambiarsi una parola, unica regola in questo gioco di trasgressioni. Federica si interrogherà più volte sull’identità del suo torrido partner: si tratta di Gianni, amico di sempre, amante delle macchine potenti e delle belle donne? O forse di Valerio, giovane architetto, aitante e disinibito? La risposta sarà sorprendente.
Scritto con una prosa limpida, sobria, che con eleganza svela e racconta i momenti di passione incandescente e raffinato erotismo che la protagonista vive, Senza regole è un romanzo intrigante e intenso, che mescola sessualità, romanticismo e un pizzico di mistero.
Una lettura coinvolgente, piacevole che fa nel contempo riflettere sui convenzionalismi, i ruoli prestabiliti e su quanto costi la loro accettazione fin troppo passiva, che finisce per nasconderci aspetti della nostra personalità e sessualità che dovremmo riconoscere e saper vivere.

La Serpe e il Mirto (1978) 
Ovvero il tempo secondo Aguilar Mendes  
Stefano Valente  
Edizioni Parallelo 45  
pag.  208  
prezzo € 11,28  

La Trama
Aguilar Mendes, cattedratico argentino, si ritrova a Roma il giorno in cui viene rapito Aldo Moro. Il protagonista del romanzo, un uomo mite e timido, ha lasciato alle sue spalle l’Argentina della dittatura e dei desaparecidos. A Roma alloggia in una stravagante pensione, che a volte sembra scomparire nel nulla, dove conoscerà personaggi indimenticabili, verrà coinvolto in una peculiare storia d’amore con una eterea e malinconica creatura che nasconde un passato dominato da un tragico segreto e diffonde intorno a sé profumo di mirto. Non solo, il protagonista vivrà eventi drammatici che si inseriscono nell’ambito del terrorismo internazionale e le sue trame più oscure, conoscerà lo spiritismo e i suoi adepti, si avvicinerà a misteri insondabili ed eterni in un incrociarsi di vicende che si snodano fra la labirintica Roma e la malinconica Lisbona, toccando spazi reconditi o solo immaginati. 

Recensione
Un uomo schivo, spaesato, invischiato in vicende drammatiche e imprevedibili, fino a trovarsi di fronte al Tempo e al suo eterno enigma, è il protagonista di questo bel romanzo, ricco di simbolismo, che fonde mistery e giallo esoterico.
Nella trama, complessa e avvincente, si incrociano realtà e Mito, la Storia con le sue grandi tragedie, i fatti quotidiani e privati della vita dei diversi personaggi che pullulano intorno alla pensione Internazionale di vicolo de’ Serpari, amori passati ma destinati a rivivere, logge massoniche, sedute spiritiche, complotti, la Gnosi e Ireneo.
Seguendo Aguilar Mendes arriviamo a sfiorare tematiche essenziali come il Tempo (simbolizzato da Ouroboros la Serpe che si morde la coda) e del suo costante, infinito rinnovarsi.
Sarà il timido e sperduto cattedratico a coglierne lo spirito, trovandone l’essenza e comprendendo la risposta al suo enigma, soluzione di una semplicità quasi beffarda e che fa dell’uomo “la misura di tutte le cose”.
Non solo, arriveremo a comprendere che la Morte in definitiva potrà sempre essere annullata, annientata, se avremo la sorte di incontrare una creatura misteriosa e dolce, che profuma di mirto, la pianta sacra a Venere e simbolo dell’amore.
Il mirto e la serpe, in definitiva, nel loro simbolismo a volte contrapposto, si compenetrano per darci una visione dell’eternità di una Vita destinata a non spegnersi mai e a ripetersi costantemente.
Come il Tempo, per l’appunto, che è sinonimo, immagine di infinito.
Scritto con una prosa elegante, accurata ed efficace, La serpe e il mirto è un libro profondo, intenso, che affascina e incuriosisce fino a conquistare completamente il lettore.

lunedì 11 agosto 2014


Il meraviglioso mago di Oz 
L. Frank Baum 
Feltrinelli 
pag. 192 
prezzo € 8,95 

La Trama
Dorothy è una bambina che vive in Kansas con gli zii e il cane Totò. Un giorno un tornado solleva la sua casa, mentre lei e il cane sono ancora all'interno, e la trasporta in volo, depositandola in un mondo strano e sconosciuto, popolato da streghe buone e cattive. Nell'atterraggio la casa schiaccia la Strega Cattiva dell'Est. La Strega Buona del Nord va a complimentarsi con Dorothy che esprime subito il desiderio di tornare in Kansas dagli zii. La Strega le consiglia di recarsi dal Mago di Oz, l'unico che potrebbe aiutarla. Per trovare il Mago, dovrà seguire la «strada di mattoni gialli» fino alla Città di Smeraldo. Lungo la via, a Dorothy e Totò si uniscono tre compagni di viaggio, che decidono di accompagnarla per fare anche loro delle richieste personali al Mago di Oz: lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo. Inizierà, così, una serie di avventure che i quattro dovranno affrontare e, quando giungeranno nella meravigliosa Città di Smeraldo, scopriranno con sorpresa il vero potere del grande e terribile Mago di Oz.

Recensione
“Il meraviglioso mago di Oz” costituisce, a mio avviso, il romanzo più celebre della letteratura per bambini americana. Nell'introduzione l’autore dichiara di volersi distaccare completamente dalle fiabe dei fratelli Grimm ed Andersen, aventi soprattutto una finalità morale e di voler scrivere una favola nuova, che abbia il solo scopo di deliziare i bambini (bambini? Io ho 30 anni e ne sono stata enormemente deliziata!) e di mantenere vivi esclusivamente lo stupore e la gioia, lasciando da parte l’educazione. In tutta onestà penso che non ci sia affatto riuscito! E non trovo rappresenti un male, al contrario credo che questo “fallimento” sia alla base del successo di questa storia che finisce, così, per diventare una fiaba adatta a lettori di tutte le età. Il libro ha un messaggio ben preciso, non fa che dare insegnamenti e ogni frase, ogni episodio, ogni vicenda costituisce una splendida allegoria e sottintende qualcosa di più profondo. La piccola Dorothy, travolta da un ciclone, viene catapultata lontano da casa. Nonostante l’evidente contrapposizione tra il grigissimo Kansas e il coloratissimo Paese di Oz, non cessa per un solo istante di voler tornare a casa, esprimendo questo suo desiderio in quella che, a mio avviso, è la frase più bella di tutto il libro: “Per quanto il nostro Paese sia grigio ed arido, noi persone fatte di carne e di sangue preferiamo vivere lì, piuttosto che in qualsiasi altro luogo, per meraviglioso che sia. Non c’è nessun posto come la propria casa”. In questo modo Baum ci trasmette un valore fondamentale: il legame che ognuno di noi ha con le proprie origini, la propria terra, le proprie radici. Se vuole tornare, Dorothy dovrà recarsi dal grande e terribile Mago di Oz. Durante il cammino, incontra nuovi amici: lo Spaventapasseri, il Taglialegna di latta e il Leone Codardo. La protagonista, da parte sua, nonostante la costante nostalgia di casa e il pensiero fisso di poter riabbracciare i suoi zii, desidera ardentemente che anche i suoi compagni di avventura riescano a ottenere ciò che tanto bramano e, perciò, li spinge a unirsi a lei per sottoporre le loro personali richieste al grande mago. Così, Baum ci trasmette l’importanza, la grandezza e la bellezza di un bene che quanto mai prezioso: l’amicizia. Ciascuno dei compagni di Dorothy ha un desiderio: lo Spaventapasseri vorrebbe un cervello, il Taglialegna di latta un cuore e il Leone Codardo il coraggio. In realtà, pur non essendone consapevoli, lo Spaventapasseri dimostra grande intelligenza già prima di ottenere il suo cervello; allo stesso modo il Taglialegna di latta dimostra profonda sensibilità e grande altruismo già prima di avere il suo cuore; infine il Leone Codardo possiede tanto coraggio già prima di bere quella pozione che dovrebbe infonderglielo, poiché “non esiste creatura vivente che non abbia paura di fronte al pericolo, il vero coraggio sta nell'affrontarlo, pur essendo spaventati…”.Mediante la loro vicenda, l’autore ci parla dell’importanza dell’autostima: ognuno di noi è insoddisfatto di sé stesso, alla perenne ricerca di qualcosa che pensa di non possedere ma basta guardarsi dentro per trovare in sé i propri punti di forza, tante doti e grandi possibilità. Si percepisce una certa somiglianza tra l'idea di Baum e quella di Lewis Carroll e il suo “Alice nel paese delle meraviglie”: Dorothy, come Alice, si trova a vivere, ad affrontare avventure, a conoscere nuove amici in un mondo appartenente alla sfera fantastica. Tuttavia l'eroina de Il Mago di Oz è, per quanto mi riguarda, più reale e umana (preoccupata com’è dai bisogni primari: procurare il cibo per lei e Totò, cambiare vestiario, lavarsi...), nonché più dolce e affettuosa, direi commovente. Dalla storia, infatti, emergono tutti i suoi buoni sentimenti, la sua affezione al cane e ai suoi compagni di avventura. Sicuramente il mondo di Alice risulta più frizzante, folle e variopinto (il che, forse, gli conferisce maggior vivezza ed incisività), ma la storia di Dorothy è più vicina alla realtà. La lettura di questo piccolo capolavoro è piacevole, grazie anche al modo di scrivere dell’autore semplice e scorrevole, mentre dall’inizio alla fine del romanzo, ciò che ci accompagna è il buonumore, il sorriso, la certezza che la vicenda non può che finire bene.  Non si tratta però della speranza in un finale scontato, in un banale lieto fine, ma piuttosto della consapevolezza che la caparbietà della piccola protagonista non può che essere premiata.
                                                         Enza Grieci

martedì 5 agosto 2014


Un'estate fa 
Stefano Tummolini 
Fazi Editore 
pag. 144 
prezzo € 14  

La Trama
Un gruppo di ragazzi della Roma bene s’immerge nelle languide giornate di fine estate. Sono giovani, belli e inconsapevoli. Hanno una gran voglia di divertirsi e l’occasione per poterlo fare. Tutto sembra perfetto, finché uno di loro non scompare misteriosamente nel nulla. Cos’è successo? Che ne è stato di lui? Cosa hanno visto gli altri? Accusarli della sparizione sembra davvero impensabile: ma le apparenze, si sa, spesso ingannano… Interrogati dalla polizia, i ragazzi riportano ciascuno la propria versione dei fatti, finendo così per rivelare ognuno il proprio peccato e il proprio lato oscuro. Deposizione dopo deposizione, l’equilibrio comincia a incrinarsi: una alla volta cadono le maschere e si delinea un quadro sempre più torbido. Spuntano gelosie, seduzioni incrociate, egocentrismi e giochi di potere, spietate dinamiche di gruppo. Nessuno si salva e la soluzione lascia inevitabilmente l’amaro in bocca.

Recensione
Quanto grandi e irreparabili possono essere, a volte, i danni dell'incoscienza e della superficialità! La storia narrata in questo libro ne è un esempio: la leggerezza, la noncuranza, l'incoscienza sono la banchina che si affaccia su un mare d'orrore, dove attraccano disperazione, miseria dell'animo e dolore.
E così una fuga dalla città e dalla noia, si trasforma in un incubo a occhi aperti, che cambierà per sempre le vite di tutti quelli che avranno a che fare con la vicenda ideata dall’autore.
Un incubo che diverrà anche nostro, striscerà attraverso le contraddizioni, attraverso le voci narranti dei protagonisti che riempiranno i nostri pensieri di molti “perché"
Di Guido si perdono le tracce  a Sabaudia, dove si trova la villa del cugino Domenico, scelta da quest'ultimo come luogo d'evasione e relax, per un fine settimana, insieme ad altri ragazzi.
La scomparsa del ragazzo getta nella disperazione il padre che non perde tempo e la denuncia alle Autorità.
Quella disperazione diventerà anche nostra, perché anche se non tutti siamo genitori, molti di noi sono figli, fratelli, sorelle, mogli, mariti, cugini, zii: tutti abbiamo qualcuno che amiamo. Il tormento del padre di Guido ci apparterà, ci seguirà per tutta la vicenda, ci riempirà il cuore di angoscia, perché basta fermarsi un attimo a riflettere su come sarebbe per ciascuno di noi perdere chi amiamo, non averne più notizia.
Ma cos'è davvero accaduto a Guido, quel ragazzo per bene dal viso pulito?
Attraverso le testimonianze rese dal gruppo di amici, la verità, terribile e triste, emergerà crudele e incredibile.
Ascolteremo la storia di quel fine settimana e conosceremo i protagonisti, attraverso le loro dichiarazioni.
Ascolteremo la stessa storia, ma la guarderemo con occhi diversi e seguiremo in silenzio questi ragazzi della Roma bene man mano che ci sfileranno innanzi fino al crollo sotto il peso dei rimorsi, della paura, della coscienza.
Tanta irresponsabilità, tanta superficialità, ci disarmeranno, ci sconvolgeranno, ci spaventeranno, ma alla fine giustizia sarà fatta, la verità sarà scoperta, ma nulla sarà più come prima, perché Guido è vittima proprio della noncuranza, della leggerezza e noi non potremo che rimanere sgomenti, chiedendoci come sia stato possibile, come gli amici del ragazzo abbiano potuto lasciare che accadesse, come hanno potuto essere così sciocchi, così incoscienti, così inetti.
L'epilogo lascerà l'amaro in bocca, perché a brutture come quella della vicenda narrata non ci si abitua mai:”Com'è potuto succedere?” vi ripeterete continuamente, senza  trovare pace!
Un’estate fa è un libro che si lascia leggere piacevolmente: senza preamboli, orpelli e ricami, getta il lettore direttamente dentro la storia, dentro questo vorticoso giro di vite. Sua particolarità è forma utilizzata dall’autore, a proposito della quale non darò nessun dettaglio per non togliere il piacere di scoprirla.
                                                                 Simona Zarcone