giovedì 26 giugno 2014

La ragazza con l’orecchino di Perla 
Tracy Chevalier
Neri Pozza
pag. 240 
prezzo € 14

La Trama
Delft, 1662, quartiere protestante: la sedicenne Griet è in cucina e, come al solito, sistema meticolosamente le verdure che sta tagliando, abbinandole per colore in un cerchio. Il padre, un modesto decoratore di piastrelle di ceramica che ha perso la vista, sta parlando, all'interno della casa, con persone dalle voci decisamente insolite, che suggeriscono «immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce». Appartengono a una coppia: un uomo misterioso e una donna con riccioli biondi e fare nervoso. Sono  Jan Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, persone ricche e influenti. La madre informerà Griet che, a partire dal giorno dopo, andrà a servizio dai Vermeer, nel Quartiere dei Papisti, e che potrà tornare a casa solo la domenica. La nuova vita di Griet sarà caratterizzata da una delle sue specifiche mansioni: la pulizia dell'atelier dell'artista. Questo provocherà l'invidia di Tanneke, l'inserviente che da anni è in casa Vermeer, ma che mai è potuta entrare nell'atelier, e della stessa moglie del pittore, anch'ella relegata all'esterno della stanza del pittore. Griet conquista la fiducia crescente dell'artista e non soltanto: tra i due si genera un rapporto di complicità e di reciproca comprensione, che sfocerà nella richiesta di Vermeer a Griet di posare per un quadro.

Recensione
È risaputo che il famoso ritratto “la ragazza col turbante” (o “la ragazza con l’orecchino di perla”) del grande pittore olandese Johannes Vermeer (Delft 1632 – Delft 1675) sia un tronie, ovvero un dipinto che non raffigura una persona reale, ma piuttosto vuole essere lo studio di un tipo immaginario.
Tuttavia esso ha profondamente ispirato Tracy Chevalier (nata a Washington nel 1984 e ora residente in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor e poi come scrittrice), che ha scritto il suo romanzo La ragazza con l’orecchino di perla immaginando che la fanciulla del dipinto sia Griet, donna di servizio di Vermeer.
Il libro, best seller in numerosi paesi e pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 1999, ripercorre, nella Delft del XVII secolo, la platonica storia d’amore, fatta solo di sguardi e frasi non dette, fra Vermeer e Griet, l’artista e la serva che si occupa delle pulizie nell’atelier del pittore e che possiede solo la sua innocenza. Per questo amore segreto e taciuto, Griet sfida tutte le convenzioni dell’epoca e accetta di posare per quel ritratto a labbra dischiuse, una posa considerata molto sensuale e inaudita per la morale del tempo.
Del romanzo, ho particolarmente apprezzato l’idea dell’autrice di riprendere quasi pedissequamente le poche circostanze che si conoscono della reale vita di Vermeer e di riuscire a tessere una trama magistrale e realistica.
Tracy Chevalier ci racconta, così, del matrimonio del pittore con una giovane cattolica, Katharina Bolnes, che lo portò a convertirsi, prima delle nozze, al cattolicesimo; della circostanza che la mamma dell’artista possedesse una locanda (la Mechelen), poi ereditata dallo stesso Vermeer; della figura della suocera, Maria Thins, una vedova benestante che viveva nel quartiere cattolico della città, con la quale Vermeer e la famiglia avrebbero vissuto per tutta la vita; del ruolo fondamentale che Maria ebbe nella vita del pittore; del fatto che il pittore fosse membro della gilda di San Luca (un’associazione di pittori) e che il suo mecenate fosse Pieter Van Ruijven…
Allo stesso modo, mi ha particolarmente colpito l’idea, davvero ben riuscita, di descrivere alcuni dei dipinti più belli e famosi di Vermeer e di introdurli in modo perfetto nella vicenda narrata.
Per concludere, pur talvolta peccando, a mio avviso, di eccessiva lentezza e monotonia nella narrazione, è possibile considerare La ragazza con l’orecchino di perla un’opera originale e ben strutturata. Offre, senz’altro, alcune delle pagine più belle sulla dedizione e la caparbietà, la devozione e il coraggio delle donne, nonché sulla forza di un amore taciuto e mai realizzato.

                                             Enza Grieci

Chi è Enza Grieci
Nata a Benevento il 23 maggio 1984, cresciuta a Bonito, un piccolissimo paesino di 2000 anime in provincia di Avellino, all'ombra dell'Appennino campano. Dopo aver conseguito la maturità classica mi sono laureata in Giurisprudenza. Nel dicembre 2011 mi sono sposata e dal gennaio 2012 vivo con mio marito a Taranto, dove cerco affannosamente lavoro!
I miei hobbies: oltre alla lettura, il canto e la musica in genere, il cinema, viaggiare e conoscere nuovi posti, cucinare e fare tanto sport.

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