venerdì 13 giugno 2014


Il suggeritore  
Donato Carrisi
Longanesi (collana Sogni) 
pag. 463 
prezzo € 8,50 

La Trama
Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Con l’arrivo di Mila Vasquez, l’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, gli inganni sembrano cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che si va creando fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo…

Recensione
Quando si diventa un «mostro»?
“Quella definizione, che ufficialmente aveva bandito, tornava ora nel segreto della sua mente. Perché voleva sapere com’è che succede. Quando ci si accorge di aver varcato quel confine”.
È con queste parole che il criminologo Goran Gavila, uno dei protagonisti del romanzo “Il suggeritore” di Donato Carrisi mostra uno dei messaggi più crudi e probabilmente più difficili da accettare dagli uomini. Ossia quello secondo cui ognuno di noi può diventare un mostro, nessuno escluso.
La storia narra del ritrovamento di sei braccia appartenenti ad alcune bambine, peraltro solo di cinque di esse è nota l'identità. È per scoprire chi sia la sesta bambina, la sola a essere ancora in vita, che l’ispettore capo Roche decide di chiedere l’aiuto dell’agente Mila Vasquez, esperta di casi di sparizioni.
All’interno del racconto, molte storie che differiscono tra loro si intrecciano dando vita a un mosaico in cui ogni elemento è fondamentale per comprendere il modus operandi del criminale soprannominato dalla squadra investigativa Albert, tassello in comune di ogni storia. Si tratta di una figura particolare che ha la capacità di influenzare, di soggiogare le vittime prescelte in una maniera che appare, in lui, totalmente naturale. Si insinua nei meccanismi della mente conducendo le persone ad agire come desidera. È un esempio dei “sussurratori” che appartengono alla categoria dei killer subliminali. 
Nonostante il male impresso nel suo animo, Albert fa emergere un aspetto negativo e distruttivo caratteristico della società attuale ossia l'indifferenza..
Ai personaggi è stata dedicata un’accuratezza davvero notevole. I due che spiccano maggiormente per le loro peculiarità sono senz’altro Mila e Goran. La vita di quest’ultimo è narrata principalmente attraverso le cure che dona al figlio Tommy, una preoccupazione di cui si parla abbondantemente nel libro per ragioni che non dirò per non anticipare una delle vicende più sconvolgenti, colma di amore ma soprattutto di tristezza. Oserei dire commovente.
Per quanto concerne Mila, preferisco utilizzare una citazione 
“L’uomo è l’unico essere in natura capace di ridere o di piangere. Questo Mila lo sapeva. Ciò che invece ignorava era che l’occhio umano produce ben tre tipi di lacrime. […] Le lacrime di Mila non contenevano prolattina. […] Non era in grado di soffrire. Di provare empatia, necessaria per comprendere gli altri e, perciò, per non sentirsi soli in mezzo al genere umano. Era sempre stata così? Oppure qualcosa o qualcuno aveva estirpato da lei questa capacità?”
Lo stile di scrittura di Carrisi rende il romanzo reale e quasi, esagero probabilmente, fantastico in alcuni punti. Nonostante i temi trattati possano sembrare noiosi per la presenza di nozioni dettagliate di criminologia, di medicina legale, di tecniche della polizia scientifica, il suo modo di scrivere ricco di metafore conduce il lettore all’interno di una fiaba, sebbene sia macabra. Il susseguirsi di descrizioni scatena la fantasia e fa dimenticare la monotonia che si può riscontrare in quelle di altri autori. Carrisi non usa mai un linguaggio assolutistico e, sebbene il romanzo sia impregnato da un pensiero scientifico e razionale, l’autore trova sorprendentemente posto per temi quali l’ipnosi e la sensitività, in un miscuglio di argomenti appassionanti che rendono il libro incalzante, mai banale e permeato di sorprese.
Infine, se consiglio la lettura del libro? Non potrei dire altrimenti dopo gli elogi appena scritti.

                                                          Vanessa Santin

Chi è Vanessa Santin
Vivo in Calabria. Le mie passioni concernono la lettura e la scrittura. Sto per laurearmi in Scienze dell’Educazione dopo aver conseguito un diploma in lingue. Caratterialmente sono una persona  curiosa per quanto riguarda ogni aspetto della vita.

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