mercoledì 4 giugno 2014


Ancora una volta il mare 
Natasa Dragnic 
Feltrinelli (collana I Narratori) 
pag. 299 
prezzo € 13,60 

La Trama 
Tre sorelle, Roberta, Lucia, Nannina e un uomo, Alessandro, poeta.
Roberta, diciannovenne, viene avvicinata da Alessandro. Fra i due inizia un rapporto appassionato e burrascoso, segnato dalle lunghe assenze di lui, che si isola per dedicarsi alla poesia. Durante una delle numerose crisi della coppia, fra i due si inserisce Lucia che vive una relazione con Alessandro (che inizialmente ignora il fatto che sia la sorella di Roberta). Quest’ultima, intuito quello che accade, fugge negli USA, dove tenta di rifarsi una vita personale e professionale. Nannina da parte sua si è trasferita a Monaco. Una sera, Alessandro sale sul palco di un locale di quella città per recitare le sue poesie. Fra gli spettatori c’è anche Nannina. Tra i due nasce una profonda amicizia che si trasformerà in un sentimento più intenso.

Recensione 
L’amore è il protagonista di questo romanzo. Un sentimento assoluto, impetuoso e profondo come il mare, capace di sconvolgere e quasi distruggere la vita delle tre sorelle e delle persone che le circondano. Ognuna delle tre protagoniste dovrà accettare e affrontare fino in fondo le scelte e le situazioni che il sentimento impone, fino al punto, è il caso di Roberta e Lucia, di dover reiventare se stesse, scendendo a compromessi con se stesse e la realtà, accettando le rinunce più crudeli pur di poter sopravvivere. 
La vicenda principale, costituita dall’amore delle tre sorelle per lo stesso uomo, si intreccia con altri momenti narrativi (i matrimoni non completamente riusciti di Roberta e Lucia, i problemi di natura psicologica delle due sorelle, la relazione di Nannina con il suo capo e la sua gravidanza, la malattia dei genitori ) per arrivare a un finale sereno, se non del tutto felice. 
Di Natasa Dragnic avevo letto e apprezzato il primo libro Ogni giorno, ogni ora.
Questo suo nuovo romanzo, per quanto gradevole, ben strutturato, con personaggi ben delineati (a eccezione di Alessandro figura del tutto sbiadita e priva di autentico spessore), non mi pare all’altezza del precedente.
Non ho ritrovato lo stile efficace nella narrazione e descrizione di caratteri e luoghi né l’originalità nella trama che, a mio parere, caratterizzavano il primo lavoro dell’autrice.

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