martedì 27 maggio 2014













Il giardino delle pesche e delle rose  
Johanne Harris 
Garzanti Editore collana I Narratori Moderni 
pag. 452 
prezzo € 18,80 

La Trama
Il vento l’aveva portata a Parigi, il vento e una lettera di Armande riportano Vianne Rocher a Lansquenet. Nel piccolo villaggio, tutto è però cambiato: la chocolaterie dove Vianne vendeva “sogni, dolci e tentazioni inoffensive” e che tanto aveva rivoluzionato la vita del paese e la stessa protagonista, è stata trasformata in una scuola e quindi incendiata. Il malessere e la diffidenza percorrono come sempre le viuzze del paese e soprattutto dei Marauds, dove vivono famiglie di immigrati di origine africana. Tutto come sempre però differente, tant’è vero che lo stesso parroco non ha più timore di Vianne, anzi, ha bisogno di lei e del suo aiuto.

Recensione
Dopo aver ricevuto una lettera di Armande Rocher, Vianne e le sue due figlie tornano nel paesino di Lansquente, dove Vianne gestiva una chocolaterie. Vivranno nella casa della defunta Armande, nel quartiere dei Marauds, i cui abitanti sono per lo più di origine africana e di religione mussulmana. Vianne ritrova lo stesso paese di sempre ma l’atmosfera è ben diversa, quasi opprimente. Nella chocolaterie una misteriosa donna musulmana vestita di nero da capo a piedi e con il volto coperto, aveva aperto una scuola femminile. Il locale è stato  poi incendiato. I sospetti si accentrano sul parroco, che richiede l’aiuto di Vianne che si troverà ad affrontare differenze religiose e ideologiche, amori contrastati, episodi delittuosi, enigmi e misteri che avranno un epilogo drammatico e inatteso. Il finale, corale, lascia aperti spiragli di ottimismo e fiducia.
Prosa raffinata e accurata per narrare una vicenda ricca di spunti e che, come nei libri precedenti, ha come filo conduttore la cucina sempre sapientemente richiamata con descrizioni efficaci dei vari piatti e ricette che i personaggi via via preparano e che divengono segni di identità e di appartenenza a un’etnia, a una religione ma nel contempo, simbolo di possibile condivisione.
Il romanzo si inserisce nel filone del realismo magico, dove il quotidiano si trasforma in straordinario mentre l’ambiente in cui si muovono i diversi personaggi diviene una cornice unica, particolare.
Il libro è estremamente piacevole, interessante anche se, diversamente a quello che accadeva in Chocolat, i personaggi di sempre forse sono meno intensi, perdono un poco del loro spessore e originalità.
Diverso il discorso relativo agli abitanti dei Marauds di origine africana le cui caratteristiche, la difficile coabitazione con i paesani, la difesa delle proprie tradizioni sono ben approfondite e trattate fino a raggiungere punte di estrema  e sicuramente attuale drammaticità.

                                                                                            Laura Bassutti

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