domenica 28 dicembre 2014


I legami spezzati 
Luisa Colombo 
MJM 
pag. 224 
prezzo € 14 

La Trama 
“All’improvviso si sentì sola, senza alcun affetto, nessuno a cui aggrapparsi, tutti i legami del suo passato si erano polverizzati come una collana di cristallo andata in frantumi”.
Sullo sfondo di una panoramica della vita milanese e del torbido mondo delle lobby farmaceutiche, la ricerca si pone come tema principale de “I Legami Spezzati ”.
Maia Masi, agente della Scientifica di Milano, sta seguendo un caso di omicidio, avvenuto in un laboratorio farmaceutico. Lei ancora non sa che il responsabile di quel laboratorio è suo padre, dal quale credeva di essere stata abbandonata in tenera età. Un indizio casuale rinvenuto in Sicilia, a casa della nonna, e una sua confessione in punto di morte, la inducono a intraprendere un faticoso cammino e a scoprire altre verità.
Morte, abbandono, separazione e confusione la gettano nello sconforto, ma alla fine qualcosa di inaspettato cambierà per sempre la sua esistenza.

Recensione
Maia Parodi è un’agente della Scientifica di Milano che si ritrova a indagare la scena del crimine in un laboratorio farmaceutico nel quale un ricercatore è stato assassinato.
Maia è una donna schiva, solitaria, la sua vita sembra concentrarsi solo ed esclusivamente sul lavoro ma è soprattutto una donna che nasconde un passato di sofferenza e di dolore mai sopiti, segnato dalla morte della madre e del fidanzato e dall’abbandono del padre che le ha preferito il lavoro. Come se un destino crudele si accanisse contro di lei, “spezzando” fatalmente i legami sentimentali più importanti, la protagonista vive figgendo sistematicamente ogni suo possibile coinvolgimento affettivo.
Nell’ambito dell’indagine che ci porterà nel mondo spietato delle grandi case farmaceutiche fra ricerca scientifica, ambizione smodata, denaro e mafia, Maia verrà a contatto con Michele, ricercatore di fama, coordinatore del team al quale apparteneva la vittima ma non solo… 
La vicenda, che si snoda fra la trama gialla ben costruita e un piano più strettamente personale nel quale trovano spazio le problematiche esistenziali dei protagonisti Maia e Michele, si snoderà avvincente e ricca di tensione anche emotiva fino a un finale che segnerà la soluzione dell’inchiesta e soprattutto la rinascita di Maia, il suo riaffermarsi come donna viva, finalmente appagata nei suoi affetti e sentimenti più autentici.

Tutto tranne il viso 
Camilla Carota 
Rizzoli Youfeel 
pag. 127 
prezzo € 2,49 

La Trama 
Marina è stata mollata dal suo ragazzo che, andandosene, le ha lasciato il fitto e tutte le bollette da pagare. Per complicare le cose, la ragazza si trova all'improvviso senza lavoro. E così decide di affittare una stanza del suo appartamento ad un inquilino che l'aiuti  a pagare l'affitto. Tra tanti personaggi improbabili che si presentano alla sua porta, arriva finalmente Alice una studentessa universitaria giovane e normale. Le due diventano amiche e, poi , piano piano diventeranno complici e colleghe in un lavoro in cui si può mostrare il corpo nei minimi particolari tranne il viso.

Recensione
Marina è una ragazza laureata in scienze dell'informazione. Improvvisamente si trova senza lavoro e con un carico di bollette da pagare perché il suo ragazzo l'ha lasciata dileguandosi nel nulla. Che fare? Tornare dai suoi, sconfitta? Assolutamente no. Cerca disperatamente un altro lavoro e, se non fosse pressata dai pagamenti, potrebbe anche accettare di fare la stagista per una casa di moda. Sarebbe la realizzazione del suo sogno lavorativo. 
Per alleggerire un po' le spese del fitto, Marina decide di subaffittare una stanza del suo appartamento. Sceglie Alice che, tra i candidati, sembra quella più normale: è una studentessa universitaria, anche lei frequenta scienze delle comunicazioni e, all’apparenza, pare una ragazza tranquilla. 
Alice nasconde però un segreto: il suo lavoro come web-cam girl. Fa parte di un sito in cui le ragazze si improvvisano spogliarelliste per visitatori occasionali. 
E Marina non troverà altra soluzione, per far fronte ai suoi numerosi e pressanti debiti, che seguire l'invito della sua coinquilina ed entrare in questo mondo.
Camilla Carota è lo pseudonimo di un team di scrittori: Jonathan Arpetti, Christina B. Assouad, Veronica Miranda Pennati, Eleonora Vagnoni. Tutti insieme hanno realizzato un progetto di scrittura collettiva dando vita a questa storia. Il sapiente lavoro di una brava editor, poi, ha amalgamato le diverse idee e i vari stili degli autori, trasformando il tutto in un romanzo omogeneo e fluido con capitoli brevi e scorrevoli. 
La vicenda narrata prende spunto da una realtà che, purtroppo, negli ultimi tempi sta prendendo piede nella nostra società: l'impossibilità di trovare un lavoro adeguato e, in contrapposizione, la possibilità di guadagnare molto e facilmente esibendo solo il proprio corpo, complici i social networks. 
Naturalmente tante domande affiorano nella nostra mente e ogni lettore dà la sua risposta a questo fenomeno molto discutibile che si sta allargando a macchia d’olio: lo scopo di questo romanzo è solo tratteggiare ironicamente questa realtà nella quale gli uomini, imbambolati dietro uno schermo, sono i veri perdenti dato che si lasciano svuotare le tasche da ragazze scaltre che conducono il gioco a loro favore. 
Nel libro ci troviamo di fronte a una carrellata di personaggi maschili stupidi e insensibili: dal fidanzato che lascia Marina con un post it attaccato al frigorifero ai superficiali clienti del sito web cam fino all'uomo di cui la ragazza si innamora, che appare un po' ingenuo. 
Marina è un personaggio ricco di sfaccettature: da ragazza acqua e sapone si trasforma, grazie ai consigli di Alice, in un'esperta incantatrice di uomini che, con gli occhi sempre puntati sull'orologio, riesce ad allungare il tempo delle sue prestazioni per guadagnare sempre di più.
I guadagni facili permettono alle ragazze di condurre una vita glamourosa e frequentare i locali più “in” delle scintillanti notti romane. 
Marina si ritrova così a pensare di continuare per sempre con il suo nuovo lavoro. In fondo in fondo, però, è una ragazza romantica che sogna l'amore da favola e che, finendo con l’infrangere l'unica regola di questa sua particolare professione “mai innamorarsi di un cliente”, si innamorerà di Michele, l’unico fra i suoi clienti a mostrare un volto umano e a instaurare con lei un rapporto diverso fatto di parole e confidenze.

                        Pasqualina D’Ambrosio

domenica 14 dicembre 2014


Essenza di te 
Corinne Savarese 
Rizzoli YouFeel 
pag. 95 
prezzo € 2,49 

La Trama
Può un profumo scatenare reazioni erotiche incontrollate, rapire il cuore di un uomo e incatenarlo per sempre? La dottoressa Juliette Rocher, delusa dall’amore e in cerca di riscatto, si trasferisce da New York a Grasse dove una prestigiosa casa produttrice di profumi la mette a capo del progetto L’essenza dei sogni, il cui compito è proprio quello di verificare la possibilità che alcune essenze influenzino le relazioni amorose. Ben presto Juliette si accorge che, oltre alle sue abilità di ricercatrice scientifica, il nuovo incarico richiede anche una fase di test sul campo: è l’inizio di una serie di situazioni imbarazzanti e paradossali, assurde e sconvenienti. Che non aiutano a gestire la neonata relazione con Miguel, l’affascinante ragazzo spagnolo che Juliette non vuole proprio lasciarsi sfuggire. Che fare? Cercare di guidare il destino con la chimica o lasciarsi travolgere dall’amore, quello vero, quello scritto nel destino? Un romanzo divertentissimo, un bouquet irresistibile che miscela con sapienza l’ironia più graffiante all’essenza dell’amore più puro.

Recensione
L'amore è questione di naso? Secondo la ditta che ha assunto la giovane Juliette, parrebbe di si.
Il "lezzo" giusto per attirare l'uomo giusto, sembra uno slogan; è invece l'idea un po' folle di una ditta pronta a tutto pur di sbaragliare la concorrenza. Juliette viene scelta proprio per questo compito: deve tenere l’azienda sulla cresta dell'onda, trovare il profumo del secolo e testarlo sul campo. Ovviamente lei sarà la cavia.
Sembrerebbe "un gioco da ragazzi", ma che succede se a tutto questo si aggiungono due colleghe, una inviperita per essersi vista soffiare il posto e l’altra amichevole, solare ed energica? Succede che quello che ne viene fuori sarà la più pazzesca delle avventure.
Vi divertirete a calarvi nei panni di questa giovane donna, farete il tifo per lei, vi arrabbierete anche, ma l'adorerete.
Fra test, analisi di laboratorio e sabotaggi, ecco che nella vita di Juliette entra Miguel, un uomo affascinante che guarderete prima con gli occhi di Juliette che con i vostri e, credetemi, sarà una delizia per occhi e i sensi.
Una sensazione familiare si farà largo nel nostro cuore: la sensazione che l'attrazione forte, istintiva, selvaggia e tenera ci dona e capiremo nel profondo i sentimenti della protagonista, li faremo nostri e li vivremo con lei, attraverso di lei. Comprenderemo la sua paura, dolce e bruta, quando capirà di amare Miguel, perché quella paura la conosciamo anche noi, l'abbiamo vissuta, è stata nostra.
Juliette e Miguel sono anime che si sfiorano, che si toccano, sono passione, sono amore, sono voci che cantano all'unisono.
A causa del lavoro di lei, assisteremo ai loro battibecchi e ci sorprenderemo con i pugni serrati a dire "no, managgia!", ad augurarci che arrivi la quiete dopo la tempesta e si sistemi tutto fra loro
Vedremo come si avvicinano cautamente l'uno all'altra. Fra loro l’amore sarà l'esplosione di un desiderio non espresso, di emozioni celate e parole non dette, sarà pienezza, fame dell'altro, passione, paura e desiderio. Le ferite che entrambi portano dentro non sanguinano, ma hanno lasciato delle insicurezze che, come un morbo, infettano il cuore, ciò nonostante nessuno dei due è sordo al richiamo dell'anima.
E quando, finalmente, queste anime erranti e nomadi si avvicineranno coscienti di aver finito il loro pellegrinare, coscienti di essere finalmente a casa, le cose precipiteranno: il posto di lavoro di Juliette, a causa dei continui sabotaggi della collega inviperita e gelosa, sarà in pericolo e quelle anime, che erano arrivate appena a sfiorarsi, si vedranno allontanare l'una dall'altra.
Juliette deciderà di dare più importanza al lavoro, distanziando il bel Miguel, avrà paura di fallire e di dover tornare a casa da perdente e, siccome le disgrazie da sole non vengono mai, il suo folle lavoro la porterà a confondersi, a non capire se verso Miguel la spinge il naso o il cuore.
Juliette riuscirà a capire che è il cuore che la spinge verso Miguel? Riuscirà a farsi perdonare da lui? Riusciranno quelle anime erranti a diventare una sola cosa? Miguel l'accoglierà di nuovo?
Una cosa è certa, il karma saprà vendicare le angherie subite dalla protagonista.
L'amore non è questione di naso e su questo vi fermerete a riflettere, a pensare a ciò che è per voi e qualunque cosa sia, di sicuro l’unica fragranza che ha davvero valore in amore è quello della persona che amiamo, che sa buono, di cose belle, di meraviglia e dolcezza, sa di casa.
Capirete che l'amore è fatto di passione, di pelle, di sguardi, di tante di quelle piccole meravigliose cose, tant’è che "il lezzo giusto per attirare l'uomo giusto" è uno slogan che non regge, il profumo del secolo non regge, perché l'amore è tutt'altro.
L'amore è questione di cuore, non di profumi miracolosi.
Ovunque il naso vi porti, state sicuri che vi condurrà verso un buona leccornia, ma ovunque il cuore vi porti lì c'è casa.

                     Simona Zarcone

Cecità 
José Saramago 
Feltrinelli 
pag.  276 
prezzo € 8 

La Trama
In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione perde la vista per un'inspiegabile epidemia, e le reazioni sono sconvolgenti… Un romanzo fantastico giocato sulla metafora della cecità dove gli istinti bestiali, la ferocia irrazionale, la sopraffazione gratuita si rivelano i tratti tipici della natura umana.
Recensione
Saramago ci catapulta immediatamente in medias res: un’epidemia di cecità investe, man mano, tutta la popolazione, che si ritrova offuscata da una luce bianca, lattiginosa, e terribile.
Non ci sono spiegazione, né cure, i malati si vedono rinchiusi in un manicomio per paura di un contagio irreversibile. Qui dentro, gli internati sperimentano il panico della solitudine e la crudeltà della gerarchia sociale che viene a crearsi tra gli stessi malati. Le razioni di cibo arrivano ad orari precisi, e chi si vede provvisto pure di una pistola assurge al ruolo di capo spietato, e prende lui le decisioni. I giorni passano lenti, e la marcescenza di quei luoghi fetidi e puzzolenti annulla ogni concetto di dignità umana, fa regredire al livello di bestie.
Lo scrittore ci accompagna per mano in un’esperienza unica e da brivido, e denuncia, metaforicamente, il buio della ragione che attanaglia la nostra società, colpevole di una cecità non dichiarata, invisibile. L’occhio compassionevole di Saramago, comunque, ci restituisce una possibilità di redenzione, in un finale che lascia trasparire uno sprazzo di luce e speranza.
                      Emanuele Polidori

mercoledì 10 dicembre 2014


Nessuno è innocente 
Roberta De Falco 
Sperling &Kupfer 
pag. 302 
prezzo € 14,37 

La Trama
Chi era davvero Ursula Cohen, la signora dagli occhi di ghiaccio? E soprattutto: perché tutti la volevano morta? Ci sono molte cose che Ettore Benussi, commissario quasi in pensione della squadra mobile di Trieste, proprio non sopporta: i tipi che chiudono le telefonate con "ciaociaociao" ripetuto all'infinito; gli edifici anni Sessanta che rovinano l'urbanistica triestina; quella gran rompiscatole di sua figlia; la propria ingombrante pancia (motivo per cui ha appena cominciato, speranzoso, la dieta Dukan). E poi non tollera i casi complicati, e nemmeno quei due ragazzotti che lavorano con lui, gli idealisti e fin troppo zelanti ispettori Valerio Gargiulo, detto Napoli, ed Elettra Morin. Benussi preferirebbe ritirarsi e scrivere, tra un sorso di grappa e l'altro, le vicende di un commissario che assomiglia a Montalbano. E invece no: sempre nuove gatte da pelare come la morte della vecchia Ursula Cohen, trovata senza vita nelle acque triestine. Per Benussi è chiaro, la signora è scivolata e annegata. Ma che ci faceva una novantenne a passeggio sulle Rive, in una notte di bora? E come mai chiunque la conoscesse ne ricorda solo l'infinita cattiveria, e sembra avere ottimi motivi per rallegrarsi della sua morte? Tutti tranne l'amica di una vita Renate Stein: la sola a sapere dell'orrendo segreto che Ursula Cohen si portava dentro…

Recensione
La morte di Ursula Cohen avvenuta sulle Rive a Trieste capita fra capo e collo al commissario Benussi in attesa della sospirata pensione e alle prese con problemi familiari ( un matrimonio che si trascina stancamente e una figlia conflittuale) ed estetici ( l’obesità che lo costringe a seguire una rigida dieta  dalla quale sono banditi gli adorati carboidrati).
Il commissario vorrebbe solo chiudere quanto prima il caso con un verdetto di morte accidentale che gli pare del tutto adeguato e realista ma la determinazione e testardaggine della sua sottoposto ispettrice Elettra Morin e una serie di circostanze e vicende faranno in modo che le cose vadano diversamente e che Benussi si trovi suo malgrado coinvolto in un’indagine delicata e sicuramente sofferta.
E così, mentre in compagnia degli investigatori ci muoveremo per una Trieste bella e dimenticata, davanti a noi sfileranno personaggi gretti, ambiziosi, ambigui, donne solidali e donne manipolatrici, ragazzi problematici alle prese con il disagio di una vita almeno apparentemente fin troppo facile.
Tutto ruota intorno a Ursula Cohen, i suoi occhi di ghiaccio, la sua perfidia, la sua capacità di umiliare e ferire e alla villa dove abitava la cui proprietà sarebbe per più di qualcuna delle persone coinvolte nella vicenda l’unico mezzo per restare a galla.
La trama di Nessuno è innocente si sviluppa incrociando presente e passato, situazioni professionali e personali fino ad arrivare a un epilogo inatteso  che sorprenderà il lettore.
Scritto con una prosa a tratti sferzante  e sempre efficace, questo giallo con forti caratterizzazioni noir rappresenta la prima avventura del commissario Benussi un inquirente dal volto umanissimo e con animo di artista.

La cena  
Herman Koch 
Beat NP 
pag. 255 
prezzo € 7,65 

La Trama 
Due fratelli e le loro mogli sono a cena in un ristorante  di lusso. I discorsi che affrontano dall’antipasto al dolce sono tanti, ma nessuno ha il coraggio di parlare dei loro figli. I due ragazzi hanno picchiato e ucciso una barbona che dormiva dentro un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi non sono stati ancora identificati ma il loro arresto sembra imminente, perché qualcuno ha scaricato su Internet dei nuovi filmati, estremamente compromettenti. Cosa sono disposti a fare i genitori per il futuro dei loro ragazzi?

Recensione
Il protagonista del romanzo è Paul, un professore in aspettativa dal con una moglie molto forte e determinata al suo fianco. Il fratello di Paul, Serge, è un potente politico con una vita molto agiata, una moglie bellissima e rassegnata alla supremazia del marito. 
Il fulcro del romanzo è l’avvenire dei figli delle due coppie, macchiatisi di una colpa gravissima e riguardo al quale i due fratelli hanno opinioni molto diverse: Serge vorrebbe denunciarli, mentre Paul, spinto molto dalla moglie, vorrebbe proteggere il figlio. 
La cena in un ristorante esclusivo fra chiacchiere piacevoli e non impegnative, con i protagonisti che evitano di affrontare l’argomento drammatico dei figli e del loro futuro immediato, è il contesto nel quale il romanzo si sviluppa e nel quale il narratore inserisce una profonda digressione sul passato di Paul: emergeranno così le difficoltà che lo hanno indotto a prendere un periodo di aspettativa dal lavoro e si noteranno le somiglianze caratteriali tra padre e figlio, entrambi istintivi, passionali, con una tendenza alla violenza più o meno marcata nell’affrontare certe situazioni. Su questo è nata una mia riflessione: siamo noi a plasmare, con il nostro esempio, i nostri figli, il loro destino o dipende tutto da un loro carattere innato?
Al di là e oltre la tematica intima e personale, il libro affronta l’argomento dell’emarginazione, rappresentato in questo caso dai senza tetto che agli occhi di un certo ceto sociale sono da condannare senz’appello e, conseguentemente, non meritevoli di un trattamento da esseri umani.
Scritto con una prosa distaccata e fredda, a tratti tagliente e cinica, La cena è un romanzo che consiglio per l’attualità dei temi che affronta e perché ci lascia con dei profondi dilemmi sulla nostra attuale società.


                               Vanessa Mattioli

Il ragazzo giusto 
Vikram Seth 
TEA 
pag. 1618 
prezzo € 13,60 


La Trama
Siamo a Brahmpur, nell'India settentrionale; è il 1951. La signora Rupa Mehra ha appena benedetto il matrimonio della figlia Savita e già sta pensando all'altra figlia, Lata, e al "buon partito" che sicuramente troverà anche per lei. Ma Lata ha deciso di opporsi all'usanza dei matrimoni concordati: vuole scegliere da sé l'uomo con cui dividere l'esistenza... Da qui, pagina dopo pagina, il quadro si allarga e accoglie un'intera genealogia di personaggi, uomini e donne che vivono, lavorano, si scontrano, si amano, intrecciando le loro avventure e i loro sentimenti agli avvenimenti storici e politici del loro Paese sontuosamente magico e drammaticamente povero, saggio e dissennato, antichissimo e bambino.

Recensione
Un’opera magistrale. Un intreccio sapientemente creato di vicende personali, sentimentali e di vita dei diversi personaggi che si intrecciano con la storia dell’India degli anni cinquanta agli albori della sua riconquistata indipendenza in un affresco poderoso e vibrante. 
In un paese in bilico fra ossequio assoluto alla tradizione e la ricerca affannosa e confusa di una modernità non del tutto compresa e mai completamente accettata, fra spiritualità orientale e materialismo incipiente, assistiamo e seguiamo le vicende di quattro famiglie socialmente importanti che rappresentano con le loro storie le contraddizioni e le aspirazioni dell’enorme sub continente indiano. 
Leggeremo con un interesse sempre più vivace e intenso, che la scrittura di Seth saprà suscitare in noi, di momenti storici essenziali nello sviluppo indiano (per esempio la riforma agraria con l’abolizione del regime del latifondo) e le ripercussioni che ne derivano. 
Seguiremo la vicenda di Lata ragazza indipendente e volitiva che vorrebbe trovare da sé il marito giusto, tentando di sfuggire alla tradizione dei matrimoni combinati e al pressante controllo della madre ( che alla fine ci diventerà anche simpatica con la sua patetica ostinazione).
Ci troveremo coinvolti in un susseguirsi di tradimenti, rese di conto, scalate sociali sullo fondo di città polverose e caotiche, alcune reali altre create dalla fantasia di Vikram Seth ma pur sempre del tutto autentiche, nella quali coesistono la miseria più estrema e la ricchezza di pochi. 
Respireremo l’aria del Gange, vedremo dinanzi a noi le sue acque limacciose eppure purificanti nelle quali si bagnano i fedeli e incontreremo i sadhus, il loro ascetismo che diviene a volte un distacco forse disumano, le loro intime contraddizioni.
Vedremo muoversi di fronte a noi personaggi intensi e indimenticabili che rappresentano tutti le infinite sfaccettature di un paese che ci affascina da sempre ma la cui essenza più intima e profonda continuamente sfugge.
Il ragazzo giusto è un libro sicuramente da leggere o meglio “A SUITABLE BOY may prove to be the most fecund as well as the most prodigious work of the latter half of this century - perhaps even the book to restore the serious reading public's faith in the contemporary novel ... You should make time for it. It will keep you company for the rest of your life” Daniel Johnson, The Times.

domenica 30 novembre 2014

Segnaliamo Darkness and hope di Angela Volpe, il primo capitolo di una trilogia paranormal romance/young adult.


Darkness and Hope
Angela Volpe
Edizioni Creativa
pag. 243
prezzo € 10,20

Darkness and Hope è un romanzo fantasy ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Aura, una ragazza italiana che vive una tragica esperienza nell'adolescenza: una sera, rincasando con l'amica d'infanzia, viene aggredita da una creatura oscura dalle sembianze umane. Aura sopravvive grazie all'intervento di uno sconosciuto, mentre l'amica rimane brutalmente uccisa. Segnata dal lutto, si trasferisce in California con la persona che le ha salvato la vita, un professore che diventa il suo mentore e le tramanda tutto il suo sapere, rivelandole tutto quello che sa sull'esistenza di esseri diabolici che si nascondono tra gli umani e insegnandole a combatterli. Dieci anni più tardi il professore muore e la ragazza si ritrova completamente sola. Travolta da un groviglio di sentimenti di rabbia e amarezza, parte per un viaggio senza meta spostandosi dalla costa californiana verso l'interno del continente. Il destino la bloccherà in una tavola calda di un paese poco abitato, dove incontrerà temibili nemici e inaspettati amici e i nuovi legami che allaccerà ribalteranno le sue certezze e scongeleranno il suo cuore.

L'estate di Ulisse Mele 
Roberto Alba 
Piemme
pag. 210 
prezzo € 14,5

La Trama
Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c’è più traccia.Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.

Recensione
Ulisse è un dolcissimo pulcino di nove anni, vive con i fratelli Dede, Betta mamma e papà in campagna nella meravigliosa Sardegna.
Ulisse ha un segreto: è un non udente. Ma no! Non chiamatelo sordo muto: non ci sente, è vero, ma esser chiamato così lo fa sentire, parafrasandolo, ”handicappato” e lui non lo è, lui è un bambino normalissimo.
Il nostro pulcino ha un'intelligenza vivace, è arguto e possiede quell'ironia che riesce ad alleggerire anche i momenti più duri.
La sua, però, è una storia triste, che lo costringerà a crescere in fretta e a dover fare i conti con le brutture dalle quali, solitamente, i bambini vengono tenuti lontani.
Un giorno d'estate, un brutto giorno, Betta scappa di casa con il fratello, Dede, per andare al mare. Quel giorno Betta non tornerà a casa, né quello successivo, né quello dopo ancora.
Questa bella diciassettenne scompare, lasciando nello sconforto e nella disperazione tutta la famiglia
Vi ricordate il "Il piccolo principe"? Vi ricordate il suo viaggio e le sue scoperte? Vi ricordate come fosse difficile considerare con gli occhi dell'adulto questa storia?
Ecco! Non si può leggere L’estate di Ulisse Mele e osservare con occhi d’adulto il mondo dentro il quale ti fa scivolare: l'istinto materno, o paterno, vorrebbe poter tappare gli occhi di Ulisse perché non veda, non possa rendersi conto e non debba sopportare tutto quel dolore, ma dall'altra ecco che si sveglia il bambino che è dentro di noi e con gli occhi di quel bambino guarderemo il mondo del piccolo protagonista.
La cosa sorprendente è essere immersi nel suo silenzio, una bolla priva di qualsiasi suono, e notare come dentro essa il mondo entra senza lasciare fuori il suo caos.
Ulisse è il "piccolo principe" che affronta un viaggio ben diverso dal ragazzino biondo venuto da un altro pianeta.
Lui è sardo, viene dal pianeta terra, non incontrerà, nel suo cammino, volpi docili che gli insegneranno il significato della parola "addomesticare" e il lato bello e meraviglioso del creare legami. I legami sono delicati, sono l'amore in ogni sua declinazione, ma rappresentano anche sofferenza, sacrifici e un impegno costante. L'amore è, innanzitutto, rispetto e accettazione dell'altro, ma quello che Ulisse imparerà è che tutto questo non è semplice. 
Il nostro bimbo scoprirà la tristezza e come questa, quando è oramai inconsolabile e profonda, porta a gesti estremi, imparerà l'importanza del perdono, riscoprirà l'affetto delle zie paterne, ma, suo malgrado, imparerà anche cos'è il senso di perdita, cosa significa sentire la mancanza di qualcuno che non vedrai mai più, di cui non sentirai più l'odore, il tocco gentile, né vedrai i sorrisi e, soprattutto, non sarà lì con te nei momenti importanti.
Nel caos in cui la scomparsa di Betta getta la famiglia Mele, Ulisse apprenderà quanto il processo di crescita sia a volte doloroso. Capirà che non potrà sempre contare sul  conforto di mamma e papà, dato che a volte bisogna saper bastare a se stessi, essere forti per sé e per gli altri.
Quello che Ulisse lascerà a noi e a quanti gli ruotano intorno è che la disabilità è fisica, ma ci farà capire ancora una volta che l'handicap lo creiamo noi con le discriminazioni, il pietismo, il non rispetto per il diversamente abile. 
Leggere la storia di questo pulcino dolcissimo è come viverla, viverla è come tornare piccini per crescere di nuovo pagina dopo pagina, insieme a lui.


                               Simona Zarcone

Camicette Bianche. Oltre l'otto marzo 
Ester Rizzo 
Navarra Editore 
pag. 128 
prezzo € 10.00  

La Trama 
Il 25 Marzo 1911 bruciò la Triangle Waist Company a New York City, una fabbrica di camicette alla moda. Nell’incendio morirono 146 persone di cui 126 donne, e ben 38 italiane. Il rogo è tra i tragici avvenimenti che si commemorano per la giornata internazionale della donna. Un libro che racconta, per la prima volta in Italia, tutte le vittime dell’incendio e ricostruisce il contesto storico.
Un testo per riflettere su diritti dei lavoratori, donne, migrazioni, memoria. Un invito a recuperare il vero spirito della giornata internazionale della donna e andare oltre l’8 marzo.

Recensione
Questo libro non è frutto delle fantasia della scrittrice, ma racconta  una storia vera, una storia di emigrati in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri cari.
Ester ci condurrà per mano nelle vite di queste donne protagoniste del suo romanzo, raccontandoci una storia di immigrazione e ingiustizia, di speranze e sogni spezzati e restituendo alla memoria collettiva le 146 vittime decedute nel rogo del Triangle Waist Company a New York, trentotto delle quali erano italiane. Niente misure di sicurezza per le operaie della Triangle Waist Company: le porte di emergenza della fabbrica erano chiuse perché le si potesse costringere a entrare e uscire per una sola via e le si potesse perquisire.
Sentiremo sgomento, rabbia e anche sorpresa per gli scherzi di un destino infame che gioca le sue molteplici varianti incurante di tutto. Ci troveremo di fronte a speranze andate deluse e sogni irrealizzati, come le vite di quelle vittime, molte giovanissime, come i cuori di chi ne ha dovuto effettuare il riconoscimento, se mai ci si fosse riusciti.
La loro tragedia è anche la nostra ma la loro morte, tragica e spaventosa ha dato il via a dei cambiamenti significativi in tema di sicurezza sul lavoro.
Vi direte "era il 1911, molte cose sono cambiate", ma con sgomento dovrete ammettere che così non è.
Quanti schiavi lavorano oggi nei campi? Extracomunitari disperati, scappati da una terra che gli è ostile, dove solo morte e distruzione viene loro offerta.
Quante donne non sono solo costrette a lavorare, nell'isolamento più totale, come gli uomini, per molte ore al giorno e per pochi spiccioli, ma subiscono abusi, che neppure denunciano per paura?
Quante morti avvengono sul luogo di lavoro perché le norme di sicurezza non vengono rispettate o fatte rispettare? Quante vedove, genitori, orfani lasciano dietro queste tragedie, fin troppo spesso evitabili?
Quante persone si ammalano per via del loro lavoro? Quante non vedono riconosciuta la loro patologia come legata al lavoro?
E allora ci renderemo conto che il 1911, non è troppo diverso dai giorni nostri.
Il costo del lavoro è alto, il datore di lavoro dove può risparmia, ci troviamo pressoché ovunque di fronte ad assunzioni in nero, a norme di sicurezza troppo spesso non rispettate, a dipendenti costretti a fare da soli il lavoro di più persone.
E lo stato sembra incapace di realizzare una riforma del lavoro seria, concreta e che offra soluzioni.
Ester ci sta facendo un dono grande, ci dono la memoria di questa tragedia, di queste vittime e ci insegna che dobbiamo pretendere il rispetto del nostro diritto a un luogo di lavoro sicuro, sano, sereno. È certamente obbligo del lavoratore assolvere i doveri e assumersi le responsabilità che ogni mansione comporta, ma una collaborazione datore di lavoro-dipendente è altrettanto necessaria. Come la collaborazione di uno stato, che, a mio personale avviso, attualmente non è in grado di dare soluzioni concrete. offre solo problemi e poche soluzioni concrete.
E allora, voi che leggete, serbate gelosamente il ricordo di quanto “ascoltate" da Ester.

                       Simona Zarcone

A quanti vogliano firmare la petizione e sostenere l'iniziativa promossa da Navarra Editore e dal Gruppo Toponomastica Femminile "Ridiamo dignità alle donne vittime dell'incendio della Triangle Waist", affinché le vittime vengano ricordate e venga dato ad una via, ad una piazza o ad un luogo pubblico, il loro nome, riporto l'indirizzo della pagina in cui la potete trovare,

sabato 22 novembre 2014


Tu non sei come le altre madri  
Angelika Schrobsdorff 
E/O  
pag. 511  
prezzo € 10,20  
La Trama
Else Kirschner è una donna fuori dal comune. Vivacissima e trasgressiva, nella Germania della prima metà del Novecento, Else, figlia di genitori ebrei, cresce tenendo fede a due promesse fatte a se stessa: vivere la vita fino in fondo, da protagonista, e avere un figlio da ogni uomo che ama. Ecco allora Fritz, Hans ed Erich, mariti, compagni, amanti, padri rispettivamente di Peter, Bettina e Angelika. Ed ecco la Prima guerra mondiale, i favolosi anni '20 trascorsi in un frenetico girotondo di concerti, teatri e feste, gli anni '30 e il nazismo, le leggi razziali e l'esilio in Bulgaria, la seconda guerra mondiale, la vittoria alleata e i giorni che ne seguono e che segnano il declino di Else.

Recensione
Else nasce in una agiata famiglia ebrea e sembra seguire il percorso che i genitori sognano e scelgono per lei: un matrimonio adeguato, una vita tranquilla senza sorprese, senza scosse.
Ma la protagonista del romanzo non è una donna qualunque. È una ragazza solare, appassionata, curiosa della vita, attratta dall’arte, che si sente fatalmente imprigionata in quell’esistenza che i genitori  desiderano per lei. E si ribella. Si innamora perdutamente di Fritz, drammaturgo squattrinato che sposa, provocando la rottura con i suoi. A Else non importa, lei vuole vivere l’amore fino in fondo e l’idea di una dorata e piatta esistenza da moglie borghese l’atterrisce quanto (se non di più) dei venti di guerra che agitano l’Europa nel 1914.
La sua relazione con Fritz segna l’inizio della vita vera: Else si troverà al centro del fermento intellettuale e artistico della scintillante Berlino degli anni Venti, vivrà un’esistenza fatta di teatri, cabaret, feste e trasgressioni. Passerà disinvolta e sensuale da un amante all’altro, vivrà un complicato ménage fra marito, amante e amante del marito ma non dimenticherà mai uno dei principi che reggono la sua esistenza: avere un figlio da ciascun uomo che ama. Nasceranno così Peter, Bettina e Angelika, figli di padri diversi e ognuno di loro profondamente diverso dall’altro. Peter viziato e affascinante, Bettina timida e al tempo steso risoluta, Angeli fragile e complessa. Nei confronti dei suoi figli Else prova e dimostra un amore appassionato, intenso ma non riuscirà mai a sentire come proprio il ruolo di madre tradizionale, con i suoi doveri e obblighi. Proprio perché lei non è come le altre madri, la sua vita continuerà in un luccicante, effervescente disordine fatto di viaggi, belle case, amori. 
Fino all’avvento del nazismo.
Else non è come le altre madri, è una giovane donna ebrea ma come tanti altri ebrei, agli albori del potere di Hitler, Else sembra non voler credere nemmeno alla mera possibilità della tragedia che si abbatterà su di loro. Sarà però presto costretta a fare i conti con una realtà che diviene giorno dopo giorno più brutale e terribile. Al punto da costringerla all’esilio in Bulgaria, a Sofia dove si trasferirà con le due figlie grazie a un matrimonio di facciata. E nulla sarà più recuperabile per Else che si troverà ad affrontare fin troppi drammi (fra i quali la morte del figlio Peter in Francia e quella della madre in un campo di sterminio), che la porteranno, a guerra ormai terminata e di ritorno in una Germania martoriata e irriconoscibile, alla resa finale.
Tu non sei come le altre madri  è un affresco estremamente riuscito della Germania dell’ultimo secolo che con la sua storia, con la splendida e decadente Berlino dei tempi della Repubblica di Weimar e con la tragedia immane del nazismo fa da cornice e sfondo alla vicenda di Else, protagonista intensa e singolare.
Il libro offre numerosi spunti di riflessione sul passato recente della Germania e della sua apparentemente insanabile contraddizione fra cultura e modernità e l’abisso più profondo. 
Al di là del contesto storico, comunque, spicca la figura di Else, la sua originalità, le sue scelte di vita e sentimentali sempre coerenti pur nell’apparente caos che sembra governarle, la sua capacità di dare tutto di sé e di affrontare con una certa lievità anche le situazioni più tragiche. 
Una donna che ha avuto tutto dalla vita, la stessa vita che le toglierà tutto senza riuscire però a piegarla completamente.
Tu non sei come le altre madri è un romanzo che coinvolge e appassiona: noi che ora conosciamo la Storia, quei fatti ed eventi terribili che Else non avrebbe mai potuto immaginare e che pure si è trovata a subire, leggiamo la sua vicenda sentendoci opprimere fin dagli inizi da quell’immane tragedia che fu il Nazismo e la sua politica antisemita. Per questo, anche quando il contegno di Else potrà sembrare eccessivo o in qualche modo censurabile, ogni eventuale rimprovero, ogni eventuale giudizio negativo rimarrà sospeso, lasciando spazio alla pena infinita per il destino che ha dovuto affrontare. 
Narrato da Angeli con una prosa asciutta ed efficace, il libro si conclude in forma epistolare nell’ultimo capitolo nel quale leggiamo le lettere di una Else stremata, sul punto ormai di arrendersi definitivamente.

Chef Love 
Christina B. Assouad, Jonathan Arpetti 
Rizzoli Youfeel 
pag. 127 
prezzo € 2, 49 

La Trama
Matilde ha 29 anni ed è ancora single, ma ha una certezza: sposerà un grande chef. Sono loro, i maestri indiscussi del piacere a tavola, a farle battere il cuore! Per questo ha riempito la libreria in cui lavora, così come la propria casa, di libri di cucina. Finché un giorno il destino le fa incontrare Gianluca. Fascino alla Cracco, abile tra i fornelli, esperto nel servire i piatti a tavola e… pelare patate! Sì, perché Matilde pensa di aver finalmente trovato lo chef dei suoi sogni romantici, ma Gianluca è solo un cameriere precario, che di ricette e cucina non sa proprio nulla. Come reagirà Matilde all’inganno? Cederà al fascino dell’uovo in padella o continuerà a dare la caccia al suo Master chef? Una romantica storia d’amore da cucinare e servire per due.

Recensione
Matilde è una simpatica libraia che ha un grande sogno: incontrare uno chef e sposarselo. Gianluca è un maldestro cameriere che spasima per lei. Si incontreranno e si piaceranno ma Gianluca le tacerà la verità, anzi si reinventerà nei panni di improbabile chef fino a che, in un’occasione speciale, il suo imbroglio si svelerà… 
Scritta a quattro mani, dando voce ai due protagonisti a capitoli alternati, intrigante al punto giusto, Chef Love è una spassosa commedia degli equivoci basata su fraintendimenti e malintesi che porteranno i protagonisti a una svolta e un esito solo apparentemente disastrosi.
Resteremo coinvolti nelle fantasticherie di Matilde riguardanti il suo bel Gianluca e le sue pretese doti di grande gourmet, leggeremo con estremo piacere il dialogo serrato fra Gianluca, timido e insicuro, e il suo perentorio alter ego che gli indica deciso le mosse giuste per conquistare la nostra bella eroina. Fra i due protagonisti non mancano nemmeno momenti di passione infuocata, resi ancor più piccanti da divertenti e azzeccati richiami gastronomici.
Insomma Chef Love è un romanzo tutto da gustare, che si legge con piacere e che lasciamo con un sorriso soddisfatto e lo spirito sicuramente risollevato.

Storia di una capinera 
Giovanni Verga 
Bur 
pag. 153 
prezzo € 6.90 

La Trama
In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di Maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l'idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l'ineluttabilità della morte.

Recensione
Immaginate una stanza, la penombra, il silenzio. La luce filtra da una piccola finestra e delicatamente, come farfalle che posano le ali stanche, illumina una tela: è una tela insolitamente grigia, a lato seduto, un po' curvo, vi è un pittore. Lui vi ha tergo, voi non lo vedete in viso, ma da come si muove, capite che sta armeggiando con i colori. Ecco! È pronto, sta per raccontarvi una storia.
Verga è quel pittore, che sta un po' curvo davanti a quella tela, i colori sono il libro e la storia che sta per raccontavi.
All'inizio il tratto è indeciso, i colori forse troppo chiari, ecco.. il tratto indeciso è la vita della giovane Maria che, a causa di un'epidemia di colera, lascia il convento in cui ha vissuto dall'età di sette anni, cioè da quando la mamma è morta, e vede il mondo, per la prima volta, adesso che è una giovane donna.
Il tratto chiaro e indeciso è il suo affacciarsi alla vita, al mondo ma via via si va facendo più sicuro, i colori diventano più forti e vivaci: Maria prende vita e della vita si nutre. Di quella gioia, di quella freschezza, di quella spensieratezza che la vita le dona, impara a godere. 
Ma osservate meglio, guardate meglio i colori, non vedete quel grigio che vi serpeggia in mezzo? Il grigio è il convento, l'idea di ritornarci, perché tornarci è spegnere la luce sulla vita, non poterla più prendere a morsi, non poter più godere delle bellezze che offre.
Nella stanza in cui vi trovate, ora tutto è sparito: il pittore, i muri, che prima eran celati dalla penombra, tutto è inghiottito e cancellato.
Adesso ascoltate, no, non ci sono rumori o suoni, ma il cuore vi sta parlando.
Non sentite come i sentimenti di Maria siano diventati i vostri? Non sentite l'amaro farsi strada fra l'angoscia e la preoccupazione, la dolcezza della vita e della libertà?
Non sentite quel bisogno di allontanare il cuore da quello di Maria e dire a voi stessi "sono libera, io sono libera"? Un bisogno necessario perché quella di Maria è una storia che vi tira dentro e sommerge in un lago ghiacciato: sentirete il gelo più profondo insieme al dolore per la mancanza dell'aria.
Poco alla volta i colori lasceranno posto al grigio e al nero, cupi e scuri come le tonache delle monache, come la tristezza e la sofferenza.
In un crescendo di sentimenti e di dolore, nel silenzio rotto solo dalla voce del cuore, conosceremo la storia di una ragazza comune, che divide con altri il destino infelice di coloro che non hanno possibilità di scelta, perché ne vengono privati.
Maria è vittima non solo del mal costume di una società che per "fare economia", costringe i figli a prendere i voti, li condanna a una vita di strazio ma anche della sua matrigna che la vede come un peso che toglie risorse economiche ai fratellastri e, infine, di un padre succube della moglie che non sa difendere sua figlia.
Così questa giovane donna che ha conosciuto la vita, l'amore, la gioia, si consumerà nella disperazione, nel buio e nella desolazione di un convento nel quale è stata relegata dall’egoismo altrui.
E a opera conclusa, prima che la storia narrata vi restituisca al mondo, il vostro mondo, prima ancora che possiate rendervi conto che avete trattenuto il fiato e state tornando lentamente a respirare, sentirete che anche un pezzettino di voi é andato via insieme a Maria.

                                Simona Zarcone

sabato 15 novembre 2014


Lovangeles  
Silvia Mango 
Rizzoli Youfeel 
pag. 123 
prezzo € 2,49 

La Trama 
Cosa c’è di peggio di tuo padre in prigione? Tua madre che si trasferisce da te.
“Dopo mesi in cui non è successo più nulla ecco, di nuovo, il finimondo. So già che mi pentirò di non avere apprezzato a sufficienza la rassicurante monotonia delle mie giornate. Siamo finiti sul lastrico. Non conosco ancora i dettagli. A presto con gli aggiornamenti.” Loretta Cammareri, sceneggiatrice italoamericana, vive a Los Angeles e ha un blog. Quello che non può immaginare è che la sua tranquilla esistenza, fatta di ex amiche stronze diventate famose e sogni in celluloide ancora da realizzare, sta per essere sconvolta. Per sempre. Il padre, il boss delle mozzarelle più buone della California, è scappato, pieno di debiti e di capi d’imputazione, e la madre, sconvolta e abbandonata, sta per trasferirsi da lei. Peggio di così non poteva andare, ma Loretta non è un tipo che si demoralizza e cerca subito un buon avvocato. Per fortuna che la vita, come il migliore dei film, riserva anche piacevoli sorprese e così l’avvocato si rivela essere, oltre che un re del foro, anche un “re di cuori”. E quando meno te lo aspetti Los Angeles può diventare LoVangeles… Un divertente viaggio nella Hollywood di oggi, una passeggiata a due sul Red Carpet. 

Recensione
Loretta è una trentenne dei giorni nostri, non è ricca, ha un bel sogno che fatica a tirar fuori dal cassetto, fa un lavoro che non le spiace e che le permette di mantenersi.
Dopo una cocente delusione d'amore e il tradimento di quella che credeva essere la sua migliore amica, ha perso fiducia negli uomini e la sola amica a cui apre il cuore e per la quale prova un affetto sincero è una dottoressa sui generis, senza peli sulla lingua e con un modo, a volte, rude di dire le cose.
Molte di noi, almeno una volta nella vita sono state "Loretta" con una delusione d'amore, un sogno che ci gira intorno e non si realizza, una vita che stenta a decollare e molti perché per i quali la risposta sembra proprio non voler arrivare.
La nostra protagonista, come molte altre donne, affida a un blog le sue pene, le sue vicissitudini quotidiane e una dote non le manca per nulla: l’ironia. Quando meno se lo aspetta, però, il terremoto arriva nella sua vita: il padre viene arrestato, la madre si trasferisce da lei mentre il successo bacia la sua acerrima nemica, in passato la sua migliore amica. Da tutte queste vicissitudini, però, comincerà il suo percorso di crescita, di cambiamento e l’esistenza di Loretta inizierà a rimettersi in moto. Nella sua vita entrerà anche Bill Clinton, no… non quel "Bill", ma un brillante avvocato che l'amica schietta di Loretta le consiglia per aiutare il padre. Con sua grande sorpresa, la nostra protagonista noterà che Bill, non è un attempato professionista, ma un giovane uomo molto attraente che, si accorgerà poco alla volta, le stuzzicherà i sensi e il cuore.
Peccato che Loretta non sia ancora pronta per lui, così sceglierà un uomo completamente sbagliato, ma assolutamente giusto per il periodo che lei sta affrontando. Quante di noi, seppur in maniera differente, hanno affrontato un momento di caos assurdo? Quante sono tornate lentamente al "cosmos", sbagliando e pasticciando? In fondo è facile entrare in sintonia con Loretta, con il momento che vive e con i suoi malumori. Molte stanno ancora percorrendo quella strada, molte l'hanno già attraversata, ma non dobbiamo mai dimenticare che la via del cambiamento, per quanto impervia, è un percorso che tutti ci troviamo a seguire e che ci insegna anche a non aver paura di metterci in gioco e del fallimento. Anche Loretta teme di sbagliare e quando si presenta l'occasione della vita, si troverà davanti a quel punto di svolta che la farà uscire dal tunnel.
Ci vorrà tutto il suo coraggio per dire di si, perché la paura, a volte, può essere più forte dei sogni, ma per fortuna la nostra Loretta saprà prendere il coraggio a due mani e quel "si" non l'aiuterà soltanto a sbloccare il cassetto nel quale il suo sogno è incastrato, ma l'aiuterà a liberarsi delle paure delle insicurezze e di quell'uomo troppo sbagliato per lei.
E Bill? Condurrà anche a lui questa strada? Se state vivendo il caos più totale come l’ha vissuto Loretta abbiate coraggio, abbiate sempre coraggio! Perché fallire avendoci provato, è comunque una vittoria, seppure amara, perché essere capaci di mettersi in gioco e di non farsi spaventare dalla possibilità di perdere tutto ci rende più forti. Loretta, con la sua ironia e simpatia, non può che essere un esempio, è vero che la vita non è come un bel romanzo, ma noi possiamo renderla meravigliosa ogni giorno, basta non farsi mai vincere dalle paure. La vita è una, non possiamo sprecarla. 
                       Simona Zarcone
Segnaliamo l’antologia E dopo Carosello tutte a Nanna Storie di donne e Mamma Rai che raccoglie i racconti di diverse scrittrici italiane appartenenti a EWWA. (European Writing Women Association)
Storie che rispecchiano lo stile, l’esperienza di vita e la sensibilità di ogni singola autrice. Storie che ci faranno commuovere, sorridere, ricordare e che hanno come filo conduttore comune una delle trasmissioni più amate di Mamma Rai.


E dopo Carosello tutte a nanna.
Storie di donne e Mamma Rai.
AA.VV.
Amazon it
pag. 427
prezzo € 2,99

Troverete i racconti di,
Giulia Alberico, Silvia Ami, Roberta Andres, Miranda Angeli, Christina B. Assouad, Elisabetta Bagli, Simona Barba, Teresa Barbaro, Alessandra Bazardi, Cristina Bruni, Giovanna Caico, Sarah Mathilde Callaway,  Lidia Calvano,  Mariangela Camocardi, Francesca Cani, Maria Teresa Casella, Alessandra Chiappero,  Nora Cocian, Tiziana Cola, Loredana Cornero, Raethia Corsini, Olivia Crosio, Carla Cucchiarelli, A. I. Cudil, Angela D’Angelo, Franca De Angelis, Michela De Muro, Deborah Desire, Letizia Draghi, Mariapia Ebreo, Patrizia Ferrando, Maria Ferrante Savignano, Flumeri & Giacometti, Isabella Fracon, Anna Joy French, Vittoria Garrone, Manuela Gatta, Laura Gay, Paola Gianinetto, Viviana Giorgi, Sabrina Grementieri, Paola Grimaldi, Lucia Guglielminetti, Ledra Simona Liubicich, Emanuela Locori, Valeria Luzi, Lorena Marcelli, Maria Masella, S. M. May, Mia Mesty, Daniela Migliorini, Alessandra Milione, Macrina Mirti, Marina Nunziato, Gisella Orsini, Chiara Parenti, Virginia Parisi, Paola Pascolini, Monica Peccolo, Simonetta Peci, Irene Pecikar, Paola Picasso, Luana Prestinice, Laura Randazzo, Fabiana Redivo, Paola Renelli, Mara Roberti, Paola Robotti, Francesca Rossi, Patrizia Ruscio, Cristiana Russo Fiorillo, Paola Salsano, Luigina Sgarro, Elena Taroni, Dardi Rosemarie Tasca, Edy Tassi, Marie Thérèse Taylor, Laura Tinti, Miriam Tocci, Francesca Tombari, Christiana V,  Eleonora Vagnoni, Adele Vieri Castellano e Monica Lombardi.

EWWA
European Writing Women Association è un’associazione senza fini di lucro che nasce il 23 settembre del 2013 con lo scopo di sostenere la crescita creativa, culturale e professionale delle sue socie e simpatizzanti. Fondata da donne che operano nel settore dell’editoria, EWWA si propone il fine di creare una rete di intercambio a livello professionale, mettendo a disposizione strumenti operativi e competenze specifiche, organizzando eventi e laboratori di scrittura, promuovendo il confronto costante fra le sue appartenenti.