mercoledì 15 novembre 2017


Una moglie da conquistare
Simona Liubicich
Kindle Publishing
pag. 144
prezzo € 2,49

La Trama
Sono passati cinque lunghi anni da quando Blaine, moglie del duca di Abercorn, è stata abbandonata quasi subito dopo il matrimonio. Lo scandalo e la vedovanza – il duca era stato creduto morto in circostanze misteriose – l’hanno provata nell’anima e nei sentimenti, rendendola dura e malfidata nei confronti del mondo.
Non può credere ai suoi occhi quando una sera a teatro lo intravede in un palco. 
Un fantasma? Un’allucinazione? Ben presto Blaine si rende conto che non è così.
Damon Hamilton è tornato a casa, deciso a rimediare ai suoi errori e a riprendersi la moglie, ma dovrà fare i conti con una donna, questa volta, una donna caparbia e intelligente che non si fa più manipolare e con qualcosa di molto più grande e potente, qualcosa che nessuno dei due si rende conto ancora di provare: l’amore.

Recensione
Blaine: una donna vera, appassionata, intelligente, volitiva e sincera. E Damon: un uomo determinato, forte, virile, che in vita sua ha perso molto ma ha saputo rinascere e ritrovare se stesso. 
Sono sposati ma lui l’ha abbandonata. Lei ha coltivato nel suo cuore il ricordo di lui ma ha anche rinunciato alla speranza di rivederlo. Si ritroveranno e sarà di nuovo amore, un amore contrastato, che Blaine non vorrà accettare e al quale tenterà di sfuggire senza riuscirci, perché il sentimento, quello vero, quello che unisce due esseri autentici, intensi non si perde, è come una fiamma sempre pronta a divampare una e mille volte ancora e non tollera surrogati. 
Una moglie da conquistare è romanzo scritto bene, la trama è sviluppata abilmente con tocchi di un erotismo incandescente ma mai volgare e due protagonisti affascinanti. Un libro che coinvolge il lettore che si sentirà intrigato e attratto da Blaine e Damon e dalla loro vicenda cui fanno da sfondo Londra e l’Irlanda e da cornice l’epoca vittoriana che Simona Liubicich ricostruisce con accuratezza, ricorrendo a descrizioni efficaci e sicuramente convincenti.


Conosciamo meglio Simona Liubicich, autrice di Una moglie da conquistare che, oltre che rispondere a qualche domanda, ha in serbo una sorpresa per chi ci segue: uno di voi potrà avere in omaggio una copia del romanzo. Come? Leggete le istruzioni in fondo all’intervista. 
Simona, autrice e donna. Quando è nato in te il desiderio di scrivere e a che motivazioni risponde?
Ciao Laura, innanzitutto grazie per avermi invitato, è sempre un piacere per me conoscere nuove persone e soprattutto far conoscere il mio lavoro.
Scrivo sin da ragazzina, la passione per la scrittura è sempre esistita in me, fa parte della mia essenza di vita. Il desiderio di farne un lavoro è nato, stranamente, più  tardi. Era il periodo della Guerra del Golfo quando, ascoltando i notiziari televisivi, mi balenò in mente una storia d’amore tra un’infermiera volontaria e un marine. Nacque la mia prima opera, “Sfumature del deserto” che pubblicai con una CEAP. 
Iniziai successivamente a frequentare corsi, studiai su libri di scrittura creativa e nel 2011 proposi uno storico erotico a Mondadori Harlequin. Lo acquistarono e “Seduzione e vendetta” fu il primo libro da professionista che pubblicai. 
Scrivere per me è una catarsi: scarico le tensioni, mi rifugio in un mondo tutto mio dove nessuno ha accesso. La scrittura mi completa, mi rende felice ogni volta che vedo un mio libro pubblicato, sia dalla CE (ora Harper Collins) che in Self Publishing. 

I tuoi sono romanzi d’amore: che cosa fa nascere l’ispirazione per raccontare le tue belle storie?
Qualsiasi cosa salvo la programmazione a “tavolino”. Una trama prefissata uccide completamente la mia creatività, la trovo castrante e squallida. Mi piace guardarmi attorno, sfogliare libri di storia (io sono esperta di Vittoriano), ma anche osservare un tramonto, un albero in fiore, il mare in tempesta; dettagli romantici che possono far accendere la scintilla dell’idea per una storia. Amo vivere alla giornata, non programmo nulla, tantomeno una trama. Deve nascere da sola e svilupparsi man mano che scrivo, prendere forma e coinvolgermi.

Si parla molto di questi tempi di femminismo rosa, tu che ne pensi?
Non sono una persona che si schiera a priori. Per prendere posizione, devo avere sempre forti motivazioni. 
Il femminismo rosa è una battaglia che coinvolge in primis la letteratura rosa. Il rosa rivendica sempre il lieto fine, nasce di per sé come femminista, è donna e in quanto tale prende posizione come femmina. Considerato da sempre lettura di serie B, bistrattato da chi pensa sia un passatempo per donne ignoranti, il romanzo rosa è relegato in una nicchia quasi “di vergogna”. Personalmente credo che, come in tanti altri argomenti, l’errore parta proprio dall’approccio: storia d’amore, cliché sempre uguale = lettura di basso ceto. Niente di più sbagliato, purtroppo difficile da estrapolare dalla mente di persone che fanno parte dello zoccolo duro che asserisce il peggio di questo genere. 
Soprattutto, in Italia manca la collaborazione tra scrittrici di rosa che, a differenza – ad esempio – delle americane che sono unite e compatte, spesso si screditano a vicenda, si criticano l’un l’altra invece di unirsi e alzare la bandiera “Fight for romance”. Ovviamente non tutte, sia ben chiaro, si comportano così.

Veniamo a Una moglie da conquistare, un romanzo intrigante e coinvolgente che tratta di un amore che non muore mai, un sentimento assoluto. Tu credi che possa realmente esistere?
Certo che ci credo! L’amore esiste e mi spiace sempre vedere matrimoni e rapporti che si spezzano, che naufragano. Credo che al giorno d’oggi non siamo più capaci di rinunciare. In amore c’è anche rinuncia, non è tutto rose e fiori ed è proprio questo che molti non accettano, il fatto che non sia come in un romanzo. Al primo intoppo si butta il carro all’aria invece di combattere, perché se ami davvero, la soluzione esiste sempre. 

Come sono nati i protagonisti del tuo romanzo e soprattutto quanto di Simona c’è in Blaine?
Mi piace studiare la figura maschile. In Damon c’è arroganza, ma anche disperazione: un uomo che ha sofferto, che ha commesso gravi errori e che ha fatto di tutto per redimersi, seppur ferendo la donna che aveva sposato e che, in effetti, non amava poiché imposta e poco più che bambina. È quando ritorna che si accorge di avere davanti una donna, vera, è li che l’amore fa la sua comparsa, che gli impone di combattere per lei. Damon non è un alpha, è un uomo che ha difetti e mancanze, ma capace di farsi perdonare.
Blaine… nelle mie protagonista c’è sempre molto di me. Io sono una combattiva, dura con il mondo e con me stessa. Orgogliosa, ma capace di capire quando è ora di metterlo da parte, se ne vale la pena. 

Nel libro ci sono passaggi di un erotismo acceso, molto intenso che hai saputo rendere con eleganza e stile, cosa che credo non sia affatto semplice. Ci sveli il tuo segreto?
Ti dirò subito una cosa: non amo le scene di sesso volgari, quelle che durano pagine e pagine e dove sembra di stare sul set di un film porno. NO, non fanno per me. Io scrivo da sempre erotico e mi sembra di essere anche piuttosto esplicita nelle descrizioni. Ciononostante, non mi dilungo troppo, preferisco sia la lettrice a calarsi nel pathos della descrizione, a sospirare invece di leggere tutto come fosse un dizionario di sesso. Cerco sempre di farlo con raffinatezza, nonostante non si riesca del tutto: il sesso è sesso, alla fine, ma può essere anche di classe. Se devo descriverlo in modo volgare è solo quando si tratta di una violenza o una scena particolarmente cruda. 

Scrivi romanzi ambientati nel passato, le tue ambientazioni e ricostruzioni  sono convincenti e attente. Che tipo di lavoro richiede la scrittura di un romance questo genere?
Eh, qui si va nel tecnico. Scrivere uno storico è molto impegnativo, richiede preparazione, precisione e attenzione.
Io comincio sempre un mese prima della stesura a compiere ricerche approfondite, a documentarmi, a cercare particolari e descrizioni dettagliate. 
Mi piace coinvolgere il lettore come se fosse seduto su una sedia di un set cinematográfico, inmerso nel periodo storico. Per questo mi documento con molta precisione prima di scrivere la storia. L’anacronismo non è contemplato, si deve stare molto attenti. 
Ma la soddisfazione alla fine è grande.
La mia regola è Show, D'ont Tell: mostra, non raccontare.

Simona, sei un’autrice affermata e apprezzata. Hai un consiglio per chi vorrebbe pubblicare un suo manoscritto?
Prima STUDIATE. Non ci si improvvisa in nessun campo lavorativo, quindi nemmeno in questo. 
Siate UMILI: accettate i consigli di chi ne sa più di voi (cosa che non accade quasi mai, purtroppo).
Non contate MAI su GIUDIZI DI AMICI E PARENTI: sono di parte e non vi servono a nulla. Il giudizio vero lo deve dare un esperto di scrittura.
COMINCIATE CON BREVI RACCONTI, non con un libro. 
Questo mi dispiace dirlo, ma sono una che non ha peli sulla lingua: se non conoscete la grammatica italiana, LASCIATE PERDERE. Non c’è nulla di peggio che leggere un manoscritto sgrammaticato, con tempi verbali errati, senza consecutio, buttato lì approssimativamente. La grammatica è alla base dello scritto, non si scappa. La scrittura non è per tutti.
FATE EDITARE IL VOSTRO LAVORO. Non s’invia un pasticcio a una CE, s’invia un manoscritto pulito, degno di essere letto. Questo vale anche per il Self Publishing: non riuscirete mai a farvi notare se pubblicate degli orrori perché le lettrici esperte non sono sciocche, basta leggere la trama per accorgersi di un libro buono o di una schifezza. E non vale il discorso “ma la trama è bella, io non guardo la tecnica”. Questa è una frase da ignoranti perché se fate pagare il vostro lavoro, chi paga ha diritto ad avere un prodotto di qualità. Comprereste mai in un negozio un cappotto con dei buchi pagandolo come se non li avesse? Immagino di no. 
Ricordate: è la stessa cosa…

E in un futuro la tua penna ci regalerà….
Sto lavorando al natalizio che uscirà verso metà dicembre, a un romanzo un po’ particolare e…  a un noir. 
Intanto la mia mente macina altre idee…

Bio
Simona Liubicich, felicemente sposata con Francesco e una figlia di quindici anni che studia al Liceo Artistico e all’Accademia di recitazione di Roma, vive in Liguria in un antico palazzo (si dice popolato di spettri). 
Ha intrapreso un percorso di studi di lingue straniere e in seguito un Diploma in Infermieristica Pediatrica e Neonatologica. Ama i libri, dai grandi classici ai moderni, la musica anni 80 e la buona cucina.
Nel suo ricco CV cita:
"Sfumature del deserto" Gammarò Edizioni
"Seduzione e Vendetta" Mondadori Harlequin
"Tentazione e orgoglio" Mondadori Harlequin
"Intrigo e passione" Mondadori Harlequin
"Ossessione color Cremisi" HM Mondadori
"Lo smeraldo di Londra" Harper Collins
"Un bacio sotto il vischio" SP
"La signora degli spiriti" SP
"Oltre ogni limite" SP
"Una bisbetica sotto l'albero" SP 
"Passione di mezzanotte" SP 
"Una moglie da conquistare" SP
Per Delos Books:
Autrice di   365 racconti horror Delos
      365 racconti di Natale Delos
      365 racconti sulla fine del mondo Delos
      365 storie d'amore Delos
      365 racconti per l'estate Delos
      "Il magazzino dei mondi" Delos
      "Come scrivere un romance erotico" Delos 
Ex consulente editoriale per la collana erotica Senza Sfumature di Delos Books.
Collaboratrice rivista Pink Magazine di Cinzia Giorgio.
Editor e traduttrice

SIMONA LIUBICICH REGALA A UNO DI VOI UNA COPIA DEL ROMANZO UNA MOGLIE DA CONQUISTARE IN FORMATO E-BOOK.
Come? Semplicissimo: chiedete a Simona! Rivolgete all’autrice nostra ospite le vostre domande riguardo il suo lavoro, i suoi personaggi, i suoi hobbies, insomma siate curiosi e chi proporrà la domanda più interessante e intrigante riceverà in regalo il libro. 
Inviate le vostre domande tramite il modulo di contatto del blog, cliccando sulla sezione contatti della home page.

lunedì 13 novembre 2017


Il malinteso
Irène Némirovsky
Adelphi
Pag.190
Prezzo € 6,80

La Trama
"L'amore, mia cara, è un sentimento di lusso!": questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: "Dare pochissimo e pretendere ancora meno") alla figlia innamorata e infelice. Ma lei, Denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di Hendaye, Yves le è apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell'aspetto; e poiché alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l'uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po' annoiato. Poi il marito è stato richiamato a Londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre "piene e dorate " sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d'amore. Il ritorno a Parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realtà: no, Yves non è ricco, tornato dal fronte si è reso conto di aver perduto tutto, ed è stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui "c'erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente") a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. In questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima Irène Némirovsky sfodera già il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.

Recensione
Un piccolo gioiello scritto da Irène Némirovsky in giovane età.
Denise e Yves si incontrano in una rinomata ed elegante località balneare della costa basca francese. Si frequentano, si innamorano e tutto sembra così facile, così semplice.
Il ritorno a Parigi segna il confronto con la realtà: quella di lei, una donna affascinante, sposata a un uomo ricco e che dalla vita ha avuto quasi tutto e quella di lui che, in vita sua, ha perso fin troppo. 
Lei cerca e vuole la passione vera, quella che brucia, incendia. Lui vuole che la loro relazione sia un’oasi di pace dove potersi rifugiare e dimenticare le umiliazioni, le preoccupazioni di un’esistenza grigia.
Desiderio inconciliabili che originano incomprensioni, frustrazioni, noia e rabbia, mentre il sentimento va riducendosi a un’ombra sbiadita di quello che era stato. Fino a che non rimarrà null’altro che un ricordo venato di egoismo e di pratico cinismo. 
Con una prosa sobria, di un’eleganza scarna e a volte tagliente (perfettamente resa nell’ottima traduzione), Irene Némirovsky analizza e racconta l’amore, la sua magia, la sua sconfitta.
Un libro amaro e dolce, allo stesso tempo. Come la vita, come l’amore.

Baires
Chiara Rapaccini
Fazi
Pag.237
Prezzoo € 15,30
E-book  €  9,99

La Trama
«Baires è un romanzo autobiografico, un noir, un libro di avventura, e perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice descrive questo suo libro originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna ritratta in un momento di crisi. Sensuale, ipnotico, scritto con una lingua ironica e strabordante di immagini che richiamano atmosfere tipiche del realismo magico, il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è Frida, una donna di mezza età, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contraddittorio: l’Argentina. Viaggiando, la donna si spoglia poco a poco di strati sovrapposti, convenzioni, certezze, narcisismi e sicurezze che, come bucce di cipolla, l’hanno avvolta per almeno metà della sua esistenza. Elegante, sicura di sé, ancora bella, a causa e grazie al dolore per la perdita del compagno, un geniale uomo di cinema che l’ha resa dipendente e insicura, recupera a poco a poco il nocciolo duro della propria anima prendendo dolorosamente coscienza di sé così come dell’inevitabile passare del tempo. Perdendosi nelle strade affollate e bollenti di Buenos Aires, attraversando lande desolate tra i fiumi Uruguay e Paranà, incontrando la magia grazie alle mani di una sciamanna, in un incontro a metà tra sogno e veglia, Frida finalmente ritroverà se stessa attingendo forza, tra le altre cose, dalla propria creatività artistica.

Recensione
A metà fra un diario e un romanzo, Baires racconta del viaggio in Argentina della protagonista e, parallelamente, del viaggio più intimo e personale all’interno di se stessa per tentare di liberarsi da un lutto troppo grande, forse fin troppo ingombrante per essere sopportato e superato. Quest’ultimo aspetto del libro è ben sviluppato, approfondito e sentito.
Il resto della trama presenta una serie di luoghi comuni e stereotipi relativi al Sud America venati da un malcelato snobismo e una petulante condiscendenza. Non manca una pennellata di realismo magico di maniera.
Terminato il romanzo, rimane un senso di incompiuto, come se fra le varie fasi attraverso le quali si sviluppa e si snoda la vicenda non esista una continuità, una reale armonia e un fine che ne determina lo scorrere.

mercoledì 1 novembre 2017


La Grecia di isola in isola. Orizzonti di mare sulle tracce di Ulisse.
Paolo Ganz
Edicicio
pag. 189
prezzo  € 12,75
e-book € 7,99

La Trama
«Nella luce impareggiabile di luoghi come questo, ritrovo il mito assoluto dell'antica Grecia, quel senso di struggente malinconia che mi afferra quando guardo il mare dalle coste a picco, gli uccelli pelagici che si avventurano in eterno volo dove l'uomo non può; dove l'orizzonte si confonde inesorabilmente con il cielo. Laggiù qualcosa sembra apparire e dare ragione al nostro esistere, lo stesso punto incerto e misterioso dove ogni nostra certezza non ha più alcun sostegno né corso». Un viaggio tra le isole greche in cui si intrecciano incontri e sapori, letteratura e storia, tragedia e mito. E mentre il Meltemi fa tintinnare nella notte greca una collana di conchiglie, Paolo Ganz fissa il pensiero con l'inchiostro nei suoi taccuini che profumano di carta e di sale. Dall'italiana Rodi, alla veneziana Creta - passando per la Megisti di Mediterraneo - fino a Corfù, ritenuta dagli studiosi dell'Odissea la terra dei Feaci, la sua rotta solitaria si dipana tra una continua profonda riflessione e la sorpresa di scoprire che il baricentro d'Europa si trova molto più a sud di quanto abbiamo sempre pensato.

Recensione
La Grecia di Isola in Isola, scritto da Paolo Ganz è un diario di viaggio molto intimo.
La Grecia è descritta più come un sentimento che come un luogo. Il landscape diviene in-scape, una modulazione dell'animo, un catalizzatore di emozioni. Lo scrittore è veneziano e reca nel suo sguardo il meraviglioso disincanto e la sete di conoscenza che accomuna marinai e viaggiatori della meravigliosa città lagunare. Venezia e il suo Levante. Venezia e la Grecia in un sodalizio eterno che a distanza di secoli ancora è palpabile. Il libro non è fatto per chi cerca spunti in vista di una vacanza sull'Egeo. Il libro e' scritto per chi conosce la Grecia e la ama profondamente, per chi condivide la sacralità delle isole e l'infinito senso del ritorno che esse inspirano. Agli inizi dell'Autunno, le parole di Paolo Ganz evocano attimi di contemplazione dinanzi all'azzurro, i vicoli dedalici, le notti sature di stelle e di profumi. Una Grecia del cuore.
Quella più familiare, quella che vi accompagna nel profondo.
                                                  Giada Pauletto

mercoledì 18 ottobre 2017


L'uomo dei Sogni
Jean Christophe Rufin
Edizioni E/O
pag. 407
prezzo  € 9,55
e-book € 6,99

La Trama
È un’epoca buia quella dalla quale Jacques Coeur fin da ragazzo sogna di fuggire: la Francia in cui vive è una nazione devastata dalla Guerra dei Cento Anni, con la sua coda di massacri, violenze, carestie e malattie. Una società immobile dove l’ideale della cavalleria è stato rimpiazzato dai soprusi dei più forti, dove nessuno può uscire dal ruolo assegnatogli per nascita, dove l’incontro con il diverso è sempre guerra e mai ricchezza. Ma Jacques Coeur è un sognatore, un visionario, e ha tutta l’intenzione di realizzare grandi progetti. Per primo “inventa” il capitalismo moderno favorendo la crescita della nuova classe dei mercanti e dei borghesi che, assieme alle merci, faranno circolare il piacere, la pace e la libertà. In breve, attraverso la sua intelligenza e alla conoscenza dell’Oriente, da figlio di artigiano salirà ai più alti vertici del potere diventando banchiere del Re di Francia. Il mondo può essere migliore – pensa, e lotterà per fare del denaro e del commercio non più motivo di guerra ma uno straordinario strumento di benessere e di libertà. Ma i suoi nemici complottano per la sua disgrazia, e quando s’innamorerà della favorita del re, la sua vita sarà in pericolo e dovrà fuggire prima in Italia poi su un’isola greca. Come il nostro, quel Medioevo moribondo è un mondo che sta sparendo e che, attraverso un doloroso travaglio, darà vita a una società più prospera e felice: il Rinascimento. Una storia meravigliosa che pagina dopo pagina ci parla con grande intelligenza dell’attualità e dei problemi del nostro tempo

Recensione
L'uomo dei Sogni. Un romanzo storico di Jean Christophe Rufin.
Ci trasporta nel tardo '400 francese.
La Guerra dei Cent'Anni si è conclusa e le ceneri di Giovanna D'Arco sono ancora calde.
La corte di Francia vuole lasciarsi tutto alle spalle e divertirsi, se possibile.
Jacques Coeur però non vuole dimenticare, sogna un futuro migliore ma senza tagliare i ponti con quel che è stato e quello che ha vissuto.
È un sognatore. È capace. Ardito quel tanto che basta. 
Da artigiano diventerà banchiere del re.
Sarà l'uomo più potente, in una terra dove la corona vive ancora a credito.
E si trascinerà dietro le invidie dei potenti.
Persino dello stesso re al quale Jacques ha creduto e giurato fedeltà.
Come Giovanna prima di lui, come la delicata Agnes Sorel che tanto somiglia alla Santa guerriera, Jacques sarà rinnegato e condannato dal sovrano.
Ed andrà incontro al proprio destino nell'intatta isola di Chios, il cui paesaggio schietto e' simile al suo carattere fiero.
A dimostrazione che e' temibile, quando un uomo indegno tiene il potere fra le mani!
                                                                           Giada Pauletto

Dammi tutto il tuo male
Matteo Ferrario
Harper Collins Italia
pag. 281
prezzo  € 14,45
e-book €   6,99

La Trama
C'è un momento all'imbrunire in cui tutti i rumori della giornata si attutiscono e cala un silenzio perfetto. È il momento in cui sul prato scende l'oscurità e si accendono le mille luci delle lucciole. Come ogni sera, Viola, una bambina di quasi sei anni, attende quel momento abbracciata a suo padre Andrea sotto la veranda della loro casa. Aspetta le lucciole, ma non solo. Aspetta il ritorno della persona più importante della sua vita: sua madre Barbara. Aspetta invano, ma questo solo Andrea lo sa. Andrea ha quarant'anni ed è un uomo normale, con una vita normale. Fa il bibliotecario e, da quando la sua compagna Barbara non c'è più, cresce da solo sua figlia, come un adulto responsabile può e deve fare. Ma Andrea non è soltanto un uomo normale e un padre premuroso. È anche un assassino. Barbara e Andrea si erano conosciuti a un esclusivo party milanese e da quel momento erano diventati inseparabili. Barbara, una tatuatrice dalla bellezza androgina, dura e sfuggente, si era illusa di trovare in lui l'unica persona al mondo che potesse salvarla. Ma salvarla da cosa? E perché la donna è sparita poco dopo la nascita di Viola? Andrea è l'unico a conoscere la verità. Una verità oscura e inconfessabile, nascosta in una fitta boscaglia di silenzio, omertà e dolore. Andrea ha ucciso, ma non è pentito. Perché si può uccidere per odio. Ma, a volte, si può anche uccidere per amore.

Recensione
Andrea è marito e padre. Ed è un assassino.
Dammi tutto il tuo male è la sua storia, la sua confessione. Narrato in prima persona, con una prosa sobria, senza concessioni a facili sentimentalismi o moralismi e a volte tagliente e acuta come un bisturi, il nuovo romanzo di Matteo Ferrario è la ricostruzione di una metamorfosi, di un’evoluzione tanto folle quanto tragica dalla quotidianità appagata e un poco grigia allo straordinario che irrompe nella vita, travolgendo ogni cosa, ogni certezza, ogni remora. È la storia dell’eccesso, sofferto e subito fino alle sue estreme conseguenze ed è, soprattutto, il riproporre una delle domande chiave, fra le più importanti e terribili. Come affrontiamo il male, quello estremo, inimmaginabile e chi lo provoca? Esiste per ciascuno di noi un confine, un limite invalicabile o chiunque, in determinate circostanze, potrebbe superarlo, macchiandosi di uno dei delitti più gravi, come un omicidio? Andrea con la sua storia è una delle risposte possibili. Terribile e autentica allo stesso tempo.

mercoledì 4 ottobre 2017


Tempo assassino
Michel Bussi
E/O
pag. 510
prezzo  € 13,60
e-book €   9,99

La Trama
Estate 1989. Corsica, penisola della Revellata, tra mare e montagna. Una strada che segue la costa a precipizio sul mare, un'auto che corre troppo veloce... e sprofonda nel vuoto. Una sola sopravvissuta: Clotilde, quindici anni... I genitori e il fratello sono morti sotto i suoi occhi. Estate 2016. Clotilde torna per la prima volta nei luoghi dell'incidente, con suo marito e la figlia adolescente, in vacanza, per esorcizzare il passato. Nel posto esatto dove trascorse l'ultima estate assieme ai genitori, riceve una lettera. Una lettera firmata da sua madre. Ma allora è viva?

Recensione
Tempo assassino è il terzo romanzo di Michel Bussi che ho letto (anche se è il secondo in ordine di pubblicazione) e lo stile intrigante dell'autore non si smentisce.
Per alcuni aspetti, è il romanzo più rocambolesco della triade, con numerosi salti fra passato e presente e molti dettagli che volutamente complicano la trama. La verità non è mai come ci si aspetta e tutto viene rovesciato. Anche l'ovvio. Talora anche il verosimile.
Ma si tratta di un romanzo e qualche concessione alla verosimiglianza si può fare, sopratutto per chiudere il cerchio di una saga familiare.
Su tutto, si erge la bellezza selvaggia della Corsica e la figura titanica del Patriarca Cassanu.
Che incanta.
Nel bene e nel male.
                                                                        Giada Pauletto