lunedì 22 gennaio 2018


Belle, elegante e con le fede al dito
Andrea Vitali
Garzanti Libri
pag. 271
prezzo  € 15,81
e-book €. 9,99

La Trama
Vista dal treno, la riva orientale del lago di Como è un vero spettacolo: tra una galleria e l'altra appaiono scorci di paesaggio da mozzare il fiato. Ne subisce il fascino Adalberto Casteggi, quarantenne, bello ed elegante oculista con studio a Milano. Si è innamorato del lago andando su e giù in ferrovia per sostituire qualche volta un collega all'ospedale di Bellano. Su quelle sponde ha stabilito ora il suo buen retiro, deliziato anche dalla compagnia di una sua paziente del luogo. Si chiama Rosa Pescegalli. Ha trentasei anni e li porta benissimo. Gestisce una profumeria e ha fatto palpitare parecchi cuori. È bella davvero, ma con gli uomini ha preso un po' le distanze, dopo una sofferta storia con un fascinoso calciatore del Lecco. Adesso li fa girare come vuole e quando vuole lei, ma niente impegni. Il dottore ne resta imbambolato, e stordito da tanta bellezza dimentica che, come tutte le cose belle, anche questa ha un suo prezzo. Un prezzo che bisognerebbe valutare se è il caso di pagare tutto o no, perché dietro l'oro luccicante del lago, delle montagne e soprattutto dello sguardo magnetico di Rosa (e della sua scollatura), si nascondono vecchi rancori e velenosi desideri di vendetta. Con "Bello, elegante e con la fede al dito", Andrea Vitali ci coinvolge in una storia solo in apparenza tranquilla di metà anni Sessanta. Lo splendore dei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi ci rapisce, ma stavolta Vitali vuole metterci in allerta: come una giornata uggiosa di novembre può tingere il paesaggio di un mesto grigiore, anche gli amori più avvincenti possono d'un tratto mostrare il loro lato più pernicioso.

Recensione
Il lago di Como, gli anni sessanta, una bella ragazza che vive l’amore con disinvoltura, un oculista fascinoso e sciupafemmine, un calciatore che ha dovuto accantonare i suoi sogni di gloria, Via col vento e la sempre affascinante Scarlett O’Hara, una prosa indubbiamente leggera e gradevole: gli ingredienti c’erano tutti, eppure la lettura di questo romanzo di Vitali si è rivelata abbastanza deludente.
La vicenda narrata è senz’altro stuzzicante ma la lunga ricostruzione di un passato che proietta le sue ombre sulla vita attuale di Rosa, la protagonista femminile, e che si incrocia con l’ultima delle sue relazioni amorose (con il bell’oculista) finisce per appesantire la trama, pregiudicandone la vivacità e facendo affievolire l’interesse del lettore che si troverà di fronte a un epilogo fin troppo affrettato, per quanto intrigante possa risultare.

mercoledì 10 gennaio 2018


Un caffè alle mandorle
Massimiliano Nardi
Neri Pozza
pag. 384
prezzo € 18

La Trama
Palermo, il battaglione Sicilia. Alla fine del 1978 il trentenne capitano dei carabinieri Perego riceve la sua nuova assegnazione. Una sventura per Anna, la giovane moglie incinta, una straordinaria opportunità per il capitano… Palermo, una capitale di millenario prestigio, con squarci di bellezza mozzafiato. Certo, la città è diventata, stando ai rapporti interni all’Arma, un campo di battaglia tra l’ala moderata della mafia e belve come Riina e Provenzano, latitanti inafferrabili. Ma rinunciare al trasferimento equivarrebbe a un suicidio professionale. Perego sa, in realtà, poco di Palermo e della mafia, la sua conoscenza si ferma al Giorno della civetta, il film non il libro. Ma una volta giunto in città, gli basta poco – una visita al Charleston, il ristorante liberty dove Michele Greco dispensa sorrisi e dolcezze a una folla di questuanti, oppure una riunione in caserma in cui apprende che, per il capo della Procura, occuparsi troppo di mafia significa rovinare l’economia siciliana – per comprendere la natura di Cosa nostra in Sicilia. In una città pigra, dove la vita di Perego è allietata dalla nascita a Pavia di una figlia, due eventi, col trascorrere del tempo, sconvolgono l’esistenza del capitano: l’uccisione di un suo confidente e la morte di Boris Giuliano, colpito alle spalle mentre sorseggiava un caffè al bancone del bar Lux. L’inseguimento del filo rosso che lega la morte di Giuliano ai numerosi crimini che insanguinano Palermo agli inizi degli anni Ottanta conduce Perego a imbattersi nella figura di Michele Sindona, in fuga da New York e riparato in Sicilia, dove gode di palesi e oscure protezioni. È una caccia, però, che produce soltanto sconfitte e dolore per il capitano, che viene trasferito dapprima a Roma e poi a Pavia. A Pavia, tuttavia, un evento inaspettato lo conduce di nuovo nel cono d’ombra di Sindona, incarcerato a Voghera. Due giorni dopo la condanna all’ergastolo del discusso finanziere per l’assassinio di Ambrosoli, Perego apprende che alle 8.30 del 22 marzo 1986 Sindona è crollato esanime sul pavimento della sua cella dopo aver urlato: «Mi hanno avvelenato». Sul lavabo del bagno spiccava una tazza di caffè da cui si levava un acuto odore di mandorle, l’odore tipico del cianuro di potassio. Che l’Ammiraglio, l’Avvocato e il Presidente, gli oscuri e misteriosi referenti del faccendiere di Patti, abbiano a che fare con la sua morte?

Recensione
Un bel romanzo che ripercorre e racconta uno dei periodi più oscuri della nostra storia recente, la fine degli anni settanta e inizio degli ottanta, scandito dall’ascesa dei Corleonesi e di Totò Reina, da trame occulte, servizi segreti deviati, logge massoniche e lo IOR dello spregiudicato Marcinkus in un intreccio fra mafia, finanza e politica che ha avuto fra i protagonisti Michele Sindona, spregiudicato banchiere al servizio di fin troppi interessi e a conoscenza di fin troppi misteri, di quelli che è bene non vengano mai svelati  né tantomeno chiariti.
La trama si sviluppa in due parti. La prima si svolge fra Palermo che assiste indifferente e pigra, fra un aperitivo e una cena nei ristoranti alla moda, un bagno a Mondello, alla lotta ingaggiata dalla mafia emergente nei confronti dell’ala più moderata, ad attentati e plurimi omicidi, Roma capitale dai mille volti e dalle mille trame e Pavia dove vive la famiglia del protagonista, il capitano dei carabinieri Perego. La seconda parte è incentrata sulla contrapposizione fra la figura di Perego, le sue indagini e Michele Sindona, ormai incarcerato a Voghera. 
Alla vicenda investigativa si intreccia la storia personale del protagonista, un uomo energico, che ama profondamente la figlia Elena, appassionato e ostinato, coerente fino alle conseguenze più estreme. Un investigatore di razza che non indietreggia e non teme la sfida per quanto potenti possano essere i suoi antagonisti e indifferenti, indolenti i suoi superiori.
Un idealista che pagherà carissimo il suo desiderio di giustizia, che lo allontanerà dalla moglie, che vedrà morire colleghi e persone a lui molto vicine e dovrà sacrificare la sua carriera. Ma tutto questo non basterà, non sarà sufficiente perché Perego si renderà perfettamente conto che  il conto con certi avversari non si pareggia mai.
Con una prosa scarna, efficace, Massimiliano Nardi (lo pseudonimo scelto dall’autore del romanzo la cui identità non è stata resa nota), coinvolge il lettore che riporta indietro nel tempo,  creando una trama convincente, riproponendo quegli interrogativi che non hanno mai avuto risposta e ricostruendo quelle vicende che, in un paese diverso, forse avrebbero avuto un esito e una conclusione differente.
Un libro interessante, vibrante, sicuramente da leggere.

Una breve intervista a Massimiliano Nardi, autore di Un caffè alle mandorle.

Buongiorno Massimiliano, innanzitutto complimenti per il suo romanzo Un caffè alle mandorle che ho trovato interessante, ben scritto e coinvolgente. La prima domanda mi sembra quasi d’obbligo: quali motivazioni ti hanno portato a decidere di scrivere utilizzando uno pseudonimo?
Grazie di cuore per il suo generoso giudizio. Lo pseudonimo mi ha concesso la massima libertà nell’affrontare una vicenda così controversa come l’affair Sindona

Un caffè alle mandorle affronta la vicenda di Michele Sindona e ci riporta a un periodo forse fra i più oscuri della nostra storia recente. Perché ha deciso di raccontarli? Che tipo di lavoro ha preceduto la scrittura del libro? 
Nella speranza di salvare la memoria del passato, da cui proveniamo e che oggi si tende a cancellare. Ma se non conosciamo il tributo di sangue che abbiamo pagato in un dopoguerra durato cinquant’anni, quale presente e quale futuro potremmo mai costruire?  Niente di particolare: ho messo sulle pagine ciò che avevo vissuto.

Quanto crede rimanga ancora in Italia del mistero Sindona e di quegli anni? E ritiene che Sindona, la sua vicenda possano essere in qualche modo una rappresentazione, per quanto estrema, di una certa società, modo di pensare e di operare italiana?
Dalla proclamazione della Repubblica esiste una staffetta del male, la quale fa sì che nessuna porcata vada persa e che i suoi protagonisti continuino e imperversare sino alla fine dei loro giorni, vedi Andreotti e Marcinkus per stare al caso in oggetto.

Cosa pensa abbiamo imparato da quegli anni e cosa dovremmo ancora apprendere come paese?
Imparato niente. In compenso abbiamo appreso che a ogni misfatto i protagonisti affinano viepiù i loro strumenti.

Perego, il protagonista, è un uomo tutto d’un pezzo, coerente, che paga sulla propria pelle il prezzo della sua onestà intellettuale e professionale. Si è ispirato in qualche persona reale?
Figlio della fantasia, benché io, quando ero operativo, abbia incontrato tante magnifiche persone dabbene capaci di sacrificare carriera e affetti al dovere.  

L’Italia è un paese di misteri non risolti, di intrecci complessi fra potere politico, economico, religioso e malavita. Secondo lei, da che cosa è originato tutto questo e saremo mai in grado di superarlo e come? Crede che in un paese diverso, il mistero Sindona avrebbe avuto un epilogo differente?
La Storia si nutre di misteri, da Pearl Harbour all’omicidio Kennedy, ma soltanto in Italia tutto è un mistero e ognuno è soltanto l’antecedente del prossimo. Senza la strage dei carbinieri di feudo Nobile (gennaio 1946) non sarebbe avvenuta la strage di Portella delle Ginestre (maggio 1947) e così via fino ai nostri giorni.

Venendo alla sua attività di scrittore,  hai un consiglio da dare a chi vorrebbe veder pubblicato un suo manoscritto?
La fortuna d’incontrare una casa editrice come Neri Pozza.

I suoi progetti futuri, le sue storie future…
Se i lettori mostreranno di apprezzare Un caffè alle mandorle, si potrebbe tentare di spiegare quali personaggi ed eventi abbiano imposto l’eliminazione di Falcone e di Borsellino.

mercoledì 20 dicembre 2017


La signora dei gelsomini
Corina Bomann
Tascabili Giunti
pag. 464
prezzo  € 5,87
e-book € 4,99

La Trama
l sogno d'amore di Melanie sta finalmente per realizzarsi: presto sposerà Robert, l'uomo che ama da sempre. Ma il destino sembra aver deciso diversamente: Robert rimane vittima di un terribile incidente e cade in coma. Devastata dal dolore, Melanie mette da parte la sua carriera di fotografa per rifugiarsi nella villa di campagna della bisnonna Hannah. A 96 anni, Hannah sa bene quali terribili prove può riservare l'esistenza, e decide di raccontare alla nipote la sua storia, accompagnando Melanie in un viaggio avventuroso e affascinante: dall'infanzia nell'esotica Saigon, dove Hannah fu separata dall'amata sorella adottiva, alla giovinezza nella Berlino degli anni Venti, dove vivrà un amore grande e impossibile, per poi cercare un nuovo inizio a Parigi come disegnatrice di cappelli. Una vita piena e drammatica, costellata di perdite ma anche di doni inaspettati: perché il segreto di Hannah è aver avuto la forza di non arrendersi mai. Riuscirà Melanie a trovare il coraggio di seguire le orme della nonna? È possibile ricominciare a lottare, quando la vita sembra averti strappato tutto quello che ami?

Recensione
Alla ricerca di una lettura d’evasione, di un libro ben scritto che intrecciasse amore, avventura, scenari esotici e affascinanti, che mi intrigasse e rilassasse, mi sono imbattuta in questo romanzo di Corina Bomann. Dalla quarta di copertina sembrava che avesse tutto quello che cercavo: una storia coinvolgente che si sviluppa fra il Vietnam della dominazione francese, la Berlino scintillante degli anni Venti, la sempre fascinoso Parigi con il suo glamour incontrastato. 
Invece no, La signora dei gelsomini si è rivelato un romanzo deludente dalla trama se non inverosimile quantomeno mal sviluppata, tediosa, a volte fin troppo ripetitiva. Il contrasto fra il presente della protagonista e il passato vissuto dalla bisnonna perde d’interesse man mano che la narrazione procede fra disavventure, rinascite e tragedie al limite della credibilità e che la prosa abbastanza piatta (ma non incolperei di questo il traduttore quanto l’autrice del romanzo), non aiuta certo a rendere coinvolgente. In definitiva, l’ennesima conferma di quanto il genere lettura d’evasione possa essere complesso e difficile.

mercoledì 13 dicembre 2017

Allo scadere della mezzanotte è il regalo di Simona Liubicich per il vostro Natale. Mistero, intrigo, passione in un romanzo  che vi coinvolgerà e condurrà indietro nel tempo, durante un Natale nell’Inghilterra della fine dell’Ottocento. Vorrete mai tornare ai nostri giorni?


Allo scadere della mezzanotte
Simona Liubicich
Editore SP
pag. 200
prezzo € 4,99
e-book € 2,99

La Trama
Agatha Sullivan, restauratrice di antiche ville, si ritrova in eredità una casa nei pressi di Folkestone, lungo le bianche scogliere di Dover. 
“La vecchia signora” – come la chiama lei – era appartenuta allo zio Jonas, sir Manchester, apparentemente morto in Argentina dopo essere scomparso nel 1970 senza lasciare traccia.
La scoperta della villa è stupefacente: nonostante gli anni, essa ha conservato al suo interno i mobili originali e, quando Agatha scopre uno studiolo sito in soffitta, accade qualcosa d’inverosimile. 
Nascosto dietro una libreria c'è un passaggio, ma non un passaggio comune: un varco temporale che la riporta indietro di centodiciassette anni, al 1899, nella stessa casa.
Qui Agatha scoprirà segreti, un mondo completamente diverso e… Lord Thomas Witten di Alkham, un nobile banchiere dal fascino irresistibile. Un uomo diverso, legato alle tradizioni dell’Inghilterra vittoriana, vedovo e padre di una bimba di cinque anni.
Scontri, incomprensioni e un’attrazione fatale immersa in nell'atmosfera natalizia di fine Ottocento che scadrà il ventisei dicembre a mezzanotte, quando il passaggio si chiuderà per dieci lunghi anni.
Quale sarà la scelta di Agatha? Tornare nel suo mondo o credere all’amore ancora una volta. Una storia romantica avvolta dal profumo di Natale.

giovedì 7 dicembre 2017

Segnaliamo Quasi sempre felici e contenti di Gianmarco Mascagna un romanzo che parla di una donna che sa rinascere, reinventarsi, ricominciare e, soprattutto, riappropriarsi di sé stessa e della propria essenza. 


Quasi sempre felici e contenti
Gianmarco Mascagna
Ilmiolibro s.p.
pag. 230
prezzo € 16
e-book € 3,99

La Trama
“Le più grandi storie d'amore hanno come protagoniste delle principesse che, dopo essere state avvelenate, addormentate o rinchiuse nelle torri più alte del castello, trovano il loro principe vivendo per sempre felici e contente. Va bene, basta raccontarci le favole. Cosa succede nella vita reale?”Questa è la storia di Sofia, una regina che ha perso l’intero regno da quando il suo re brizzolato se n’è andato di casa. Sofia è una commessa di quarantacinque anni con una figlia adolescente, Giulia, catapultata dal lieto fine alla vita reale, dove deve combattere per non trasformarsi da principessa a strega. Questa è la storia di Sofia, una donna normale che riparte da se stessa e cerca di afferrare di nuovo la felicità, oscurata dal divorzio. Tra buffi incontri, ricadute e gaffe, Sofia impara a fare i conti con la separazione, demolendo, episodio dopo episodio, gli stereotipi che vengono inculcati ad ogni donna fin da bambina. Un romanzo sull'amore che si nutre di consapevolezza.

Stella di mare
Elisabetta Bricca
Kindle Edition
pag. 192
prezzo € 0,99

La Trama
Sicilia, Roma, 1937
Stella Paternò è un’aristocratica siciliana alla ricerca della propria identità, insofferente alle convenzioni sociali, sposata a un uomo che non ama più. Un matrimonio di convenienza e di facciata, scandito dai valori conservatori dei “Gattopardi”. 
Stella non desidera avere figli, mentre per suo marito, Vincenzo Alliata, Duca di Salaparuta, il desiderio di un erede sfiora l’ossessione.
Stella cerca di stabilire anche un rapporto diretto con la servitù, per avere un po’ di calore umano e conforto, ma ne è inevitabilmente tradita.
E più i lacci delle convenzioni si stringono intorno alla sua vita, più lei si sente soffocare. 
Finché Vincenzo ottiene un posto alla Camera dei Fasci a Roma e Stella deve seguirlo. 
Tra i colori di una città magica come Roma e gli incontri con il bel mondo popolato da intellettuali e nomi di spicco dell’epoca, tra cui Edda Mussolini e Galeazzo Ciano, Stella si distrae, illudendosi di colmare il vuoto della sua vita. È, però, solo grazie all’incontro con Marlon, un pittore americano più giovane di lei, che per Stella comincia un viaggio alla scoperta della propria femminilità, per troppo tempo umiliata, verso un amore totalizzante e appassionato. Un amore vissuto al lume di candela in un piccolo, disordinato studio di Via Margutta e la follia di un regime che opprime ogni libertà. 
Tra i vicoli della Città Eterna e l’ipocrisia di un mondo, come quello dell’aristocrazia, ormai in declino, una storia femminile di solitudine, amore, riscatto e ricerca del sé fino al triste epilogo: un addio improvviso, inaspettato, straziante a cui solo una lettera, anni dopo, potrà dare un senso.

Recensione
Bel romanzo storico, ambientato fra l‘assolata Sicilia e Roma, Stella di mare racconta la storia di una donna appassionata e forte, vittima delle contraddizioni, ipocrisie e convenzioni del suo tempo, il ventennio. fascista.
La protagonista è un’aristocratica siciliana apparentemente privilegiata, che vive circondata dagli agi che il suo rango le assicura. Ma Stella è soprattutto una donna di grande temperamento, intensa e intelligente, colta e fantasiosa. Nonostante queste sue doti, che non la salveranno dal cinismo e dall’opportunismo sociale della sua famiglia, si ritroverà intrappolata, per ragioni di casato e prestigio, in un matrimonio di facciata con un uomo freddo ed egoista: un rapporto gretto, che però  le permetterà di ricoprire un ruolo di grande rilievo non solo nell’ambito dell’aristocrazia isolana ma anche a Roma, fra gerarchi e uomini vicini al Fascismo.
La vita di Stella si trascinerà fra le mura di palazzi e ville nobiliari che le si chiuderanno addosso come prigioni, spegnendo tutti i suoi desideri, i suoi interessi, costringendola a subire quel ruolo di moglie che sente ed è per lei profondamente, immensamente vuoto fra i tradimenti del marito, le sue costanti assenze, la sua gelida compostezza.La protagonista, però, è pur sempre una ribelle che tenta e riesce a sopravvivere dedicandosi alla beneficenza e, seppur in modo discontinuo e intermittente, alla scrittura che le sa regalare quel paio d’ali che la fanno volare lontano da quella gabbia dorata che è la sua esistenza. Fino a che troverà l’amore con un pittore americano, inviso al regime: un sentimento vero, da vivere, cura per il suo corpo e la sua anima. Un amore bello e grande che non avrà un finale scontato. 
C’è molto nella trama complessa che Elisabetta Bricca intesse abilmente e che si snoda durante uno dei periodi più bui della storia recente. Ci sono le ambiguità e falsità, che l’autrice svela impietosa, nascoste dietro la retorica di regime, la scintillante cornice dei ricevimenti a casa dei conti Ciano ai Parioli e le figure dei gerarchi repliche sbiadite del loro “cesareo” duce. C’è il contrasto eterno fra l’apparenza e la sostanza che Elisabetta Bricca rende tratteggiando, affilata e precisa, i vari protagonisti, come maschere che si muovono sul palcoscenico della Vita e della Storia recitando un copione il più delle volte subito.
E c’è il riscatto di Stella che esige un prezzo elevatissimo che solo una donna vera come lei è disposta a pagare.
Stella di mare è un romanzo profondo e intelligente, di ampio respiro, la cui lettura risulta coinvolgente e gradevole, grazie alla prosa elegante e dell’autrice. Precisa e molto attenta la ricostruzione storica.

giovedì 23 novembre 2017


Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l'amore è fatto anche di sorrisi
Francesca Baldacci
Create Space Independent Publishing Platform
pag. 212
prezzo  € 7,18
e-book € 0,99

La Trama
Fanny vive la sua vita di ragazza d’oggi come una specie di corsa ad ostacoli, visto che ha sempre la testa fra le nuvole: specie da quando Mauro l’ha lasciata. L’aiutano gli amici del cuore, ex compagni di liceo, nonché vicini di casa: Patty, Rosy e Gianni. E l’utilitaria Tenebrosa, la borsa Gnam-Gnam con cui va al supermercato. Finché non si scontra, proprio qui, con un individuo insopportabile, Fausto. Insopportabile, ma terribilmente fascinoso. Chi è mai costui? Lo scoprirà solo in seguito, e in maniera del tutto inaspettata… Seconda edizione, ampliata, di “Nuvole a colazione”, il primissimo chick-lit dell’autrice lombarda.

Recensione
Svampite, svagate di tutto il mondo… Fanny è la nostra eroina, il nostro alter ego. Fanny siamo noi con le nostre distrazioni, la nostra goffaggine, i nostri calzini spaiati e gli oggettini di cancelleria tanto amati, la nostra autoironia e il nostro modo di vedere il mondo. Noi e le nostre nuvole, quelle dove “abbiamo sempre la testa” come ci rimproverano e rinfacciano. 
Leggendo la storia della protagonista di Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l'amore è fatto anche di sorrisi, vivendo con lei le sue avventure, ridendo con lei e arrabbiandoci con lei e per lei, scopriremo che tutto sommato sulle nuvole non ci si sta affatto male. Che l’importante è essere sempre se stessi, nonostante tutto e tutti. Perché l’autenticità e la coerenza pagano e ti possono regalare anche l’amore quello vero, intenso, che non ti aspetteresti mai. 
Una commedia sentimentale piacevolissima, divertente. dalla prosa frizzante e che ha tutti gli ingredienti per far sorridere e sognare. La protagonista svampita, un affascinante protagonista maschile un po’ misterioso e che si rivelerà comunque un modello, almeno apparente, di organizzazione e precisione (con annessa fidanzata del tutto simile a lui), amici simpatici e dalle vite un po’ sgangherate, un ex che sarebbe meglio perdere che ritrovare.
Cuori (e nuvole) a colazione: Perché l'amore è fatto anche di sorrisi, è una ulteriore conferma per un’autrice che sa intrattenerci sempre con garbo, simpatia e intelligenza.